Movimento per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti di Dio
Scheda sul movimento stilata da Steven Hassan. Aggiornata al 26 marzo 2000.
Steven Hassan, psicologo, a seguito di un'esperienza nell'organizzazione del Reverendo Moon, si è specializzato in assistenza di uscita all'Università di Cambridge, e oggi è il più stimato exit-counselor statunitense. - Si veda l'homepage dell'autore, Resource Center for Freedom of Mind.
Ulteriori informazioni l'estratto del suo libro "Mentalmente liberi: come uscire da una setta".
Steven Hassan ha formulato un modello per comprendere il controllo mentale distruttivo, e cioè le sue quattro componenti fondamentali che formano l'acronimo BITE:
- Controllo del Comportamento [Behaviour]
- Controllo dell'Informazione [Information]
- Controllo del Pensiero [Thought]
- Controllo Emotivo [Emotional]
Queste quattro componenti sono linee guida. Non tutti i gruppi usano ogni aspetto, o lo fanno in modo estremo. La cosa più importante è l'impatto complessivo sulla libera volontà della persona e la sua capacità a prendere decisioni reali. L'unicità della persona, il suo talento, specializzazione, creatività e libera volontà dovrebbero essere incoraggiati, non soppressi. Il controllo mentale distruttivo cerca di "trasferire" l'immagine del leader del culto sulle persone. Questo processo è stato descritto come "clonazione". Questa "identità di culto" è il risultato di un processo sistematico per dissociare la persona dalla sua precedente identità, compreso le credenze e i valori importanti così come le relazioni personali significative. Il risultato è la creazione di una identità doppia, quello che Hassan chiama "John-John" e "John-membro-della-setta".
Si veda qui e alla voce "Controllo mentale" dell'ampia pagina che Allarme Scientology dedica alle sette.
SCHEDA
Movimento per la Restaurazione dei Dieci Comandamenti di Dio
- Nomi alternativi: al momento sconosciuti
- Leader: Joseph Kibweteere (probabilmente divide la leadership con altri)
-
Descrizione del gruppo: grppo millenarista con sede in Uganda, che inizialmente prevedeva la fine del mondo per il 31 dicembre 1999; quanto Armageddon non è arrivato, la data è stata spostata al 31 dicembre 2000. Il 17 marzo 2000 diverse centinaia di membri hanno apparentemente commesso un suicidio rituale nella loro chiesa, in una remota zona dell'Uganda sudoccidentale. Il loro metodo di morte è stato l'auto-immolazione; porte e finestre della chiesa erano state inchiodate, ed è stato appiccato il fuoco. Alcuni racconti hanno riportato che i membri cantavano e pregavano mentre le fiamme li avvolgevano. Inoltre più di cento cadaveri apparentemente vittime di assassinio si sospetta siano collegati al gruppo.
Un possibile motivo per il suicidio di massa è la revisione della data di Armageddon. Molti membri del gruppo pare avessero venduto proprietà e beni, e versano il ricavato alla chiesa, costretti dalla leadership; quando Armageddon non è arrivato come avevano promesso i leaders, molti membri disillusi hanno chiesto di avere indietro il loro denaro. Secondo alcune fonti, i leader hanno quindi ordinato l'omicidio dei disillusi, e il suicidio dei restanti membri, a completamento della truffa finanziaria.
Modello BITE applicato alla Restaurazione: basato sulle notizie attualmente a disposizione:
-
Comportamento: nella vita quotidiana ai membri è proibito parlare, possono farlo solo per rituali religiosi.
-
Informazione: il gruppo predicava che l'AIDS era una punizione divina per chi aveva bevuto birra;
le conversazioni erano scoraggiate nella vita quotidiana.
-
Pensiero: “Linguaggio caricato”, in questo caso non-linguaggio, visto che i membri potevano comunicare l'un l'altro solamente a gesti.
-
Emozioni: il gruppo predicava che ci sarebbero stati “tre giorni d'oscurità”, e chi non si fosse salvato sarebbe stato dannato in eterno – uso della paura.
|
Si vedano inoltre le tre pagine di rassegna stampa che ho curato, interamente in lingua italiana:
A mio avviso di particolare interesse: