Si veda anche: Ciò che dovreste sapere sul CESNUR

 

Il CESNUR Italia e i suoi "studi" sulle Nuove Religioni

Nei mesi di aprile e maggio 1999 su alcuni tra i più seguiti forum di discussione pubblica italiani hanno fatto la loro comparsa alcuni "strani" personaggi. Tutti rigorosamente anonimi, tutti con indirizzi e-mail gratuiti forniti da deja.com, si sono caratterizzati per l'inconsistenza della loro discussione che pareva più che altro volta al discredito di gestori di siti web critici verso le attività del CESNUR e di Scientology piuttosto che ad un reale e aperto dibattito.

Si sa che le discussioni sui forum usenet possono a volte raggiungere toni caldi o particolarmente polemici, ma i personaggi di cui sopra parevano interessati essenzialmente all'offesa personale piuttosto che al confronto con posizioni diverse.

Un personaggio in particolare, "Religiosus", si è distinto per la volgarità dei suoi interventi e per la quantità di menzogne che pareva sempre pronto a diffondere contro chi riteneva "nemico" del CESNUR.  Le sue "pacate argomentazioni" sono state ben documentate da Marco Martinelli, gestore di un piccolo sito critico in portoghese che tratta sia di Scientology che del  CESNUR. "Religiosus" fin dalla sua prima apparizione si è presentato come "nome de plume" collettivo di persone "amiche" del CESNUR, seppur "non necessariamente parte" del Centro Studi.

Il 27 maggio 1999 sui newsgroups italiani oggetto dell'interesse di "Religiosus" e di chi con lui si alternava alla "tastiera" ("Rene Lafayette", "Armando Cossutta", "Clemente Mastella"), è apparso un messaggio a firma Massimo Introvigne, direttore del CESNUR, in cui si informava che la campagna proseguita per oltre due mesi sia su forum italiani che stranieri, e consistita di oltre 100 interventi offensivi, bugiardi e certamente non volti ad instaurare alcun tipo di dialogo o confronto (che hanno avuto per bersaglio in modo particolare Miguel Martinez, curatore di un imponente sito critico su Introvigne/CESNUR e da Introvigne definito "nemico professionale", Marco Martinelli - già citato in precedenza - Harry & Martini che gestiscono un sito critico verso Scientology, e che hanno marginalmente interessato anche la sottoscritta nonché Raffaella di Marzio del Gris Roma) erano parte di un «progetto "Anti-Cult Terrorism via the Internet"» che il direttore del CESNUR stava conducendo per conto dell'Associazione Americana di Sociologia della Religione (ASR), e che "Religiosus", "Rene Lafayette", "Armando Cossutta" e "Clemente Mastella" erano incaricati del CESNUR impegnati in una «osservazione partecipante "coperta"» volta a studiare l' «interazione dialettica e polemica su alcuni newsgroup italiani e stranieri [...degli] attivisti anti-sette».

Sorvolando sul fatto che chi è intervenuto nel "dibattito" (io tra quelli) non si è mai definito "attivista anti-sette" ma semplice curatore di siti web più o meno importanti, o semplicemente interessato all'argomento 'sette', attiro l'attenzione sul fatto che Introvigne ci ha generalmente definito come "terroristi" con tutta la carica negativa che questo termine porta con sé.

È vero che Introvigne specifica che «il "cyberterrorismo" non ha necessariamente un carattere illegale e violento», ma è altresì vero che io potrei dire che Introvigne è un pedofilo, aggiungendo che nel contesto del presente documento «la pedofilia non ha necessariamente un carattere illegale e violento, e non ha necessariamente a che fare con atti sessuali violenti su bambine e/o bambini». Sta poi alla libera interpretazione del lettore caricare o meno il termine di significati "pregnanti".

A parte queste considerazioni puramente semantiche, va aggiunto che Introvigne e i suoi colleghi dell'ASR dimostrano una profonda ignoranza sia del mezzo su cui hanno deciso di cimentarsi come "studiosi" (il modo in cui si sono mossi, infatti, viene comunemente definito "trollare"), sia degli "oggetti" del loro studio (infatti gli incaricati del CESNUR non hanno "dialogato" con attivisti anti-sette, inesistenti sui forum italiani) e infine della terminologia usata nel settore in cui avrebbero dovuto condurre la "ricerca", vale a dire Internet.

Il termine "cyberterrorismo" è infatti praticamente sconosciuto, e riguarda persone che attentano,con scopi dichiaratamente criminali, alla sicurezza dei sistemi informatici delle istituzioni.

Generalmente si usano termini più "soft" come "hacker", per definire specialisti del settore capaci di muoversi con straordinaria abilità nei meandri della rete e dei sistemi, o "cracker", cioè coloro che "osano" un po' di più.

Definire con leggerezza "cyberterroristi" persone che hanno la sola "colpa" di gestire siti critici e di informazione sulle attività di organizzazioni controverse come Scientology o il CESNUR ha il sapore della manipolazione informativa (cosa di cui le suddette organizzazioni sono state accusate da più parti) oltre che essere sintomatico di profonda ignoranza e innegabile rifiuto al dialogo, al confronto e soprattutto all'apertura verso uno scrutinio pubblico delle proprie attività (e ricordo ancora che il CESNUR svolge le sue attività con pubblico denaro).

Al termine della "ricerca" con cui il direttore del CESNUR e i suoi incaricati ci hanno piacevolmente intrattenuti a lungo, Introvigne non ha pensato meglio che richiedere la chiusura del sito critico alle sue attività (www.kelebekler.com) gestito dalla persona che ha definito "nemico professionale" e che ha incessantemente insultato, nascondendosi dietro l'aninomato, per due mesi, cioè Miguel Martinez.

Il sito in oggetto, come era prevedibile e come ogni persona con un briciolo di competenza in un campo su cui s'era appena cimentato in una "ricerca" sa, è stato immediatamente "mirrorato" in diversi paesi del mondo, ed è rimasto irraggiungibile per appena un paio di giorni.

Ritengo a dir poco scandaloso che una persona che vuole accreditarsi come "studioso" ed "esperto" e che viene ascoltata da media e istituzioni tenga un comportamento così poco corretto e professionale. È sicuramente indicativo delle sue reali capacità di "studioso" e della sua onestà intellettuale.

E ritengo parimenti scandaloso che venga concesso l'uso di denaro pubblico per condurre campagne offensive in Rete, e per attentare all'articolo 21 della Costituzione Italiana che dice:

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».

Non mi permetterei mai di definire Introvigne un "terrorista", più o meno cyber, sicuramente mi permetto di protestare e di rendere manifesta la sua disonestà intellettuale.

Alessia

ps: attendo con ansia lettere di avvocati del CESNUR.

A proposito di hacker e di cyberterroristi...magari anche Introvigne s'accultura un po'...

 
 
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