Aggiornamento del 19 luglio 1999

A distanza di quasi due mesi, e nonostante le ripetute richieste di chiarimento pubbliche e private, il CESNUR non ha risposto né ha smentito il contenuto del messaggio inviato dall'anonimo luca_carrera@xoommail.com e attribuito a Massimo Introvigne. Una ulteriore conferma della serietà del "Centro Studi", del suo rispetto verso i contribuenti e verso gli utenti dei newsgroups oggetto delle loro "attendibili ricerche", nonché delle ripetute offese che gli incaricati del CESNUR hanno profuso a piene mani.

Aggiornamento del 20 settembre 1999

Ai primi di agosto 1999 è apparsa sul sito web del CESNUR la relazione che il suo direttore Introvigne ha presentato all'ASR, come ci informa il messaggio qui sotto riportato. La relazione non è stata pubblicata in italiano, ma solo in inglese. Come mai? Introvigne si vergogna davanti ai suoi connazionali di quello che dice in America? Speriamo. Significherebbe che un po' di pudore gli è rimasto. Ma torniamo al messaggio qui sotto riportato, e di cui sono state richieste pubbliche spiegazioni più di una volta. Spiegazioni che, per quanto ne so, non sono mai arrivate da CESNUR/Introvigne. SORPESA!! Nel documento "accademico" che il "sociologo" ha presentato in America, egli al proposito sostiene: «Quando l'esperimento è alla fine giunto a termine, uno dei partecipanti originali ha postato un immaginario messaggio “firmato” (ma mai scritto) dal sottoscritto, lasciando ad intendere che l'intero affare fosse stato infatti una partecipazione osservante coperta, con grande seccatura degli anti-sette. Infatti, l' osservazione partecipante non era stata interamente coperta, nel senso che quasi tutti nel campo anti-sette erano stati immediatamente in grado di capire che un certo numero di identità immaginarie erano, di fatto, associate ad un certo livello al CESNUR.» Che cosa vorrà mai dire? Che qualcuno ha abusato del suo prestigioso nome firmando un documento che circola liberamente su quell'Usenet di cui si dichiara esperto? In questo caso, non sarebbe stata auspicabile una smentita? Oppure quel «mai stato scritto» significa che MATERIALMENTE non c'era il dotto dottor Introvigne alla tastiera, ma uno dei suoi "studenti" che ticchettava sotto dettatura? Oppure che cosa d'altro? Introvigne, Lei potrà forse sperare di far fessi i suoi degni colleghi americani, ma si sa che noi italiani siamo fatti di ben altra pasta. Aveva ogni possibilità di smentire, o di far smentire dal suo portavoce "Una Voce Grida...!" la paternità di quello scritto. Cercare di negare successivamente di essere l'autore di questo messaggio puzza d'imbroglio assai assai.
 
From: luca_carrera@xoommail.com
Newsgroups: it.discussioni.misteri
Subject: Riceviamo dal CESNUR
Date: Thu, 27 May 1999 22:47:56 GMT
Message-ID: <7iki2r$e4q$1@nnrp1.deja.com>
NNTP-Posting-Host: 194.116.38.163
X-Article-Creation-Date: Thu May 27 22:47:56 1999 GMT
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X-Http-Proxy: 1.0 proxy.alpcom.it:8000 (Squid/2.2.STABLE2),
1.0 x40.deja.com:80 (Squid/1.1.22) for client 194.116.16.13, 194.116.38.163

Caro Amico,

ti ringrazio per la collaborazione al progetto "Anti-Cult Terrorism via the Internet", di cui è venuto il momento di trarre un bilancio, ripercorrendone le tappe principali.

Come sai, il 4 febbraio 1999 David Bromley ha proposto all'Associazione Americana di Sociologia della Religione (ASR) un progetto di ricerca sull'uso del Web e dei newsgroups da parte di movimenti e attivisti anti-sette. Tale progetto è stato subito accettato con entusiasmo: non solo è stata organizzata una sessione sul tema, il 5 agosto, al convegno estivo di quest'anno dell'Associazione (collegato al convegno dell'ASA), ma (cosa assai rara nel mondo della sociologia delle religioni) i testi - prima ancora di essere scritti - sono già stati ceduti a un primario editore americano per la pubblicazione in un volume sui rapporti fra Internet e la religione.

Era chiaro fin dall'inizio che il progetto doveva tenere conto della letteratura esistente in tre diversi settori: - la sociologia di Internet; - la sociologia della devianza; - la criminologia del cyberterrorismo. Giacché altri partecipanti al progetto, tra cui Jeff Hadden, si sarebbero occupati, specificamente, della partecipazione di attivisti anti-sette al gruppo di discussione nurel-l e dei siti "contro le sette" cristiano-evangelici, a me è stato chiesto di preparare una relazione sui siti anti-sette non specificamente cristiani e sui newsgroups, esplorando in particolare somiglianze e differenze fra l'"anti-cult terrorism via the Internet" (titolo assegnato alla mia parte della ricerca) e altre forme di cyberterrorismo volte ad attaccare, per esempio, società commerciali o medici abortisti (su cui, di nuovo, esiste un'ampia letteratura). A chi non ha familiarità con questa letteratura era stato indicato fin dall'inizio che il "cyberterrorismo" non ha necessariamente un carattere illegale e violento: consiste semplicemente nell'uso sistematico di Internet per attaccare e diffamare una determinata realtà. Un altro aspetto di cui mi era stato chiesto di tenere conto è la letteratura psico-sociologica sulla cosiddetta "disinibizione da Internet".

Quando, nel febbraio 1999, ci siamo trovati di fronte alla necessità di raccogliere materiale su questi temi ci siamo resi subito conto che mancava un elemento importante. In molti newsgroup (in particolare alt.religion.scientology, ma non solo), la dialettica era pressoché nulla, dal momento che questi gruppi erano frequentati quasi solo da attivisti anti-sette con scarsa e "leggera" partecipazione da parte dei difensori dei nuovi movimenti religiosi. Personalmente, sono contrario all'osservazione partecipante "coperta", ma diversi precedenti anche autorevoli mostrano che questa pratica è considerata accettabile quando si tratta di studiare "dall'interno" un newsgroup (perché se si dichiarasse che si intende effettuare una osservazione partecipante si falserebbero le risposte e le reazioni). In genere, l'osservazione partecipante dei newsgroup "coperta" è considerata tanto più accettabile quanto più chi ne analizza i risultati non vi è coinvolto personalmente, ma si serve - come in vari esperimenti americani - di studenti o collaboratori.

Dopo un paio di settimane trascorse a familiarizzare i partecipanti all'esperimento con alcune opere principali sull'argomento, ho così autorizzato un progetto-pilota di interazione dialettica e polemica su alcuni newsgroup italiani e stranieri di studenti e frequentatori del CESNUR che intervenivano e polemizzavano con gli attivisti anti-sette. Il materiale veniva poi inventariato e catalogato presso il CESNUR ai fini della ricerca. L'iniziativa era lanciata il 3 marzo con il primo "Religiosus" (un nome che era ceduto con il relativo codice di accesso a un certo numero di persone, per moltiplicare le sequenze da analizzare in breve tempo), a cui facevano seguito "Rene Lafayette" (uno pseudonimo di L. Ron Hubbard), "Clemente Mastella" e "Armando Cossutta". Ho parzialmente contribuito all'esperimento affidando a mani più esperte delle mie un primo messaggio firmato "Rene Lafayette", dove si imitava lo stile di L. Ron Hubbard in un modo abbastanza riuscito da provocare interessanti reazioni (mi spiace che chi ha poi usato il nome di "Rene Lafayette" non abbia mantenuto lo stesso stile hubbardiano, ma forse non è importante). La diffusione del codice di "Religiosus" anche al di fuori della cerchia di coloro che partecipavano all'esperimento ha comportato l'irruzione sullascena di pesonalità certo colpite dalla "disinibizione da Internet", ponendo dei quesiti sull'etica dell'osservazione partecipante. Comunque, a un certo punto il codice di "Religiosus" è stato cambiato (non, che io sappia, da persona partecipante all'esperimento). Assai più interessante è stato l'inserimento nel dibattito di persone a noi totalmente ignote, che naturalmente venivano confuse dagli attivisti anti-sette con i partecipanti a quello che non sapevano essere un esperimento. Peraltro, a un certo punto, tre o quattro settimane fa, chi firmava "Rene Lafayette" si è lasciato sfuggire che entro un mese al massimo si sarebbe chiarito il perché di certi messaggi, con una allusione al bilancio che avremmo tratto da questo progetto e alla relazione per il convegno americano. Successivamente a questo annuncio non solo la polemica non si è placata - e la nostra raccolta di materiale è continuata copiosa - ma si è verificato un fenomeno curioso e degno di nota: l'escalation di una controversia dai newsgroups al Web, dal momento che uno o più attivisti "anti-sette" si sono incaricati di raccogliere sequenze di messaggi e di pubblicarli sul Web con commenti certamente utili al nostro studio.

A questo punto abbiamo in mano un dossier completo, con scambi protrattisi per tre mesi, che completano utilmente lo studio delle pagine Web anti-sette (non evangeliche) e mi consentiranno di assolvere al compito chemi è stato affidato preparando una relazione che spero sarà interessante e, non guasterebbe, divertente. Non ritengo necessario continuare ulteriormente a collezionare materiale di ricerca e pertanto i partecipanti a diversi newsgroup dovranno dare addio a figure pittoresche come "Clemente Mastella", "Rene Lafayette" e "Armando Cossutta", dopo che "Religiosus" è stato "ucciso" da altri.

Ti autorizzo a far conoscere questo messaggio sui newsgroup che riterrai opportuno, perché credo sia giusto dare conto di una osservazione partecipante "coperta" a chi ne è stato oggetto almeno dopo che questa si è conclusa. Immagino che questo darà adito a sequele di commenti a loro modo interessanti - tipicamente, se le mie ipotesi di lavoro sono giuste, l'attivista anti-sette medio proclamerà la sua "vittoria" per avere costretto il "nemico" a "scappare", o dichiarerà che l'esperimento non esiste e che è un modo per "scappare" dopo essere stati "scoperti" (in tal caso, potrà ricredersi il 5 agosto prossimo) - commenti che non garantisco però di avere tempo di includere nella ricerca, che dovrà essere consegnata a breve.

Ringrazio sentitamente i vari "Religiosus" (almeno quelli che conosco), "Rene Lafayette", "Clemente Mastella" e "Armando Cossutta". Immagino che anche loro abbiano trovato l'esperimento interessante e istruttivo, e mi auguro di collaborare con loro in prossime iniziative di ricerca.

Cordiali saluti

Massimo Introvigne

 
 
 
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