Caro Amico,
ti ringrazio per la collaborazione al progetto "Anti-Cult Terrorism via the Internet",
di cui è venuto il momento di trarre un bilancio, ripercorrendone le tappe principali.
Come sai, il 4 febbraio 1999 David Bromley ha proposto all'Associazione Americana
di Sociologia della Religione (ASR) un progetto di ricerca sull'uso del Web e dei newsgroups
da parte di movimenti e attivisti anti-sette. Tale progetto è stato subito accettato con entusiasmo:
non solo è stata organizzata una sessione sul tema, il 5 agosto, al convegno estivo di quest'anno
dell'Associazione (collegato al convegno dell'ASA),
ma (cosa assai rara nel mondo della sociologia delle religioni) i testi
- prima ancora di essere scritti - sono già stati ceduti a un primario
editore americano per la pubblicazione in un volume sui rapporti fra
Internet e la religione.
Era chiaro fin dall'inizio che il progetto doveva tenere conto della
letteratura esistente in tre diversi settori:
- la sociologia di Internet;
- la sociologia della devianza;
- la criminologia del cyberterrorismo.
Giacché altri partecipanti al progetto, tra cui Jeff Hadden, si
sarebbero occupati, specificamente, della partecipazione di attivisti
anti-sette al gruppo di discussione nurel-l e dei siti "contro le sette"
cristiano-evangelici, a me è stato chiesto di preparare una relazione
sui siti anti-sette non specificamente cristiani e sui newsgroups,
esplorando in particolare somiglianze e differenze fra l'"anti-cult
terrorism via the Internet" (titolo assegnato alla mia parte della
ricerca) e altre forme di cyberterrorismo volte ad attaccare, per
esempio, società commerciali o medici abortisti (su cui, di nuovo,
esiste un'ampia letteratura). A chi non ha familiarità con questa
letteratura era stato indicato fin dall'inizio che il "cyberterrorismo"
non ha necessariamente un carattere illegale e
violento: consiste semplicemente nell'uso sistematico di Internet per
attaccare e diffamare una determinata realtà. Un altro aspetto di cui mi
era stato chiesto di tenere conto è la letteratura psico-sociologica
sulla cosiddetta "disinibizione da Internet".
Quando, nel febbraio 1999, ci siamo trovati di fronte alla necessità di
raccogliere materiale su questi temi ci siamo resi subito conto che
mancava un elemento importante. In molti newsgroup (in particolare
alt.religion.scientology, ma non solo), la dialettica era pressoché
nulla, dal momento che questi gruppi erano frequentati quasi solo da
attivisti anti-sette con scarsa e "leggera" partecipazione da parte dei
difensori dei nuovi movimenti religiosi. Personalmente, sono contrario
all'osservazione partecipante "coperta", ma diversi precedenti anche
autorevoli mostrano che questa pratica è considerata accettabile quando
si tratta di studiare "dall'interno" un newsgroup (perché se si
dichiarasse che si intende effettuare una osservazione partecipante si
falserebbero le risposte e le reazioni). In genere, l'osservazione
partecipante dei newsgroup "coperta" è considerata tanto più accettabile
quanto più chi ne analizza i risultati non vi è coinvolto personalmente, ma si
serve - come in vari esperimenti americani - di studenti o collaboratori.
Dopo un paio di settimane trascorse a familiarizzare i partecipanti
all'esperimento con alcune opere principali sull'argomento, ho così
autorizzato un progetto-pilota di interazione dialettica e polemica su
alcuni newsgroup italiani e stranieri di studenti e frequentatori del
CESNUR che intervenivano e polemizzavano con gli attivisti anti-sette.
Il materiale veniva poi inventariato e catalogato presso il CESNUR ai
fini della ricerca. L'iniziativa era lanciata il 3 marzo con il primo
"Religiosus" (un nome che era ceduto con il relativo codice di accesso a
un certo numero di persone, per moltiplicare le sequenze da analizzare
in breve tempo), a cui facevano seguito "Rene Lafayette" (uno pseudonimo
di L. Ron Hubbard), "Clemente Mastella" e "Armando Cossutta". Ho
parzialmente contribuito all'esperimento affidando a mani più esperte
delle mie un primo messaggio firmato "Rene Lafayette", dove si imitava
lo stile di L. Ron Hubbard in un modo abbastanza riuscito da provocare
interessanti reazioni (mi spiace che chi ha poi usato il nome di "Rene
Lafayette" non abbia mantenuto lo stesso stile hubbardiano, ma forse non
è importante). La diffusione del codice di "Religiosus" anche al di
fuori della cerchia di coloro che partecipavano all'esperimento ha
comportato l'irruzione sullascena di pesonalità certo colpite dalla
"disinibizione da Internet", ponendo dei quesiti sull'etica dell'osservazione partecipante.
Comunque, a un certo punto il codice di "Religiosus" è stato cambiato (non, che io
sappia, da persona partecipante all'esperimento). Assai più interessante
è stato l'inserimento nel dibattito di persone a noi totalmente ignote,
che naturalmente venivano confuse dagli attivisti anti-sette con i
partecipanti a quello che non sapevano essere un esperimento. Peraltro,
a un certo punto, tre o quattro settimane fa, chi firmava "Rene
Lafayette" si è lasciato sfuggire che entro un mese al massimo si
sarebbe chiarito il perché di certi messaggi, con una allusione al
bilancio che avremmo tratto da questo progetto e alla relazione per il
convegno americano. Successivamente a questo annuncio non solo la
polemica non si è placata - e la nostra raccolta di materiale è
continuata copiosa - ma si è verificato un fenomeno curioso e degno di
nota: l'escalation di una controversia dai newsgroups al Web, dal
momento che uno o più attivisti "anti-sette" si sono incaricati di
raccogliere sequenze di messaggi e di pubblicarli sul Web con commenti
certamente utili al nostro studio.
A questo punto abbiamo in mano un dossier completo, con scambi
protrattisi per tre mesi, che completano utilmente lo studio delle
pagine Web anti-sette (non evangeliche) e mi consentiranno di assolvere
al compito chemi è stato affidato preparando una relazione che spero
sarà interessante e, non guasterebbe, divertente. Non ritengo necessario
continuare ulteriormente a collezionare materiale di ricerca e pertanto
i partecipanti a diversi newsgroup dovranno dare addio a figure
pittoresche come "Clemente Mastella", "Rene Lafayette" e "Armando
Cossutta", dopo che "Religiosus" è stato "ucciso" da altri.
Ti autorizzo a far conoscere questo messaggio sui newsgroup che riterrai
opportuno, perché credo sia giusto dare conto di una osservazione
partecipante "coperta" a chi ne è stato oggetto almeno dopo che questa
si è conclusa. Immagino che questo darà adito a sequele di commenti a
loro modo interessanti - tipicamente, se le mie ipotesi di lavoro sono
giuste, l'attivista anti-sette medio proclamerà la sua "vittoria" per
avere costretto il "nemico" a "scappare", o dichiarerà che l'esperimento
non esiste e che è un modo per "scappare" dopo essere stati "scoperti"
(in tal caso, potrà ricredersi il 5 agosto prossimo) - commenti che non
garantisco però di avere tempo di includere nella ricerca, che dovrà
essere consegnata a breve.
Ringrazio sentitamente i vari "Religiosus" (almeno quelli che conosco),
"Rene Lafayette", "Clemente Mastella" e "Armando Cossutta". Immagino che
anche loro abbiano trovato l'esperimento interessante e istruttivo, e mi
auguro di collaborare con loro in prossime iniziative di ricerca.
Cordiali saluti
Massimo Introvigne