Introvigne e i «terroristi anti-sette»

Analisi critica del saggio "So many Evil Things: anti-cult terrorism via the Internet" di Massimo Introvigne.

Di Alessia Guidi, maggio 2000 (revisione del dicembre 2002).

Per una migliore comprensione si veda anche "Introvigne Vs Introvigne".

 

Il 5 agosto 1999 Massimo Introvigne, direttore del CESNUR (Centro Studi Nuove Religioni), ha presentato al convegno annuale della ASR (Association for Sociology of Religion) una interessante relazione intitolata "So Many Evil Things": Anti-Cult Terrorism via the Internet. Il testo è stato pubblicato in contemporanea sul sito del CESNUR.

Il lunghissimo documento è strutturato in cinque diverse sezioni: ciberspazio come costruzione sociale; uso malizioso del sovraccarico informativo e terrorismo via Internet; terrorismo antisette; terrorismo Internet e guerre settarie; conclusioni, ed è certamente un piccolo capolavoro di semantica.

Introvigne inizia con lo spiegarci la costruzione sociale del ciberspazio, ed elenca tante citazioni da stordire anche il più dotto tra i dotti; prosegue poi con argomentazioni su cui è impossibile trovarsi in disaccordo e ci spiega «l'uso malizioso del sovraccarico informativo e terrorismo via Internet», sostenendo che il «sovraccarico può essere manipolato allo scopo di danneggiare specifiche organizzazioni, governi o gruppi». Prosegue dicendo:

«In questo senso Internet, per l'informazione terroristica, può rappresentare una particolare attrattiva come modo per eludere la possibile censura dei media principali, e per rendere più difficili i contro-attacchi legali. Ciò è stato particolarmente vero nel “terrorismo monotematico” in campi come i diritti degli animali, l'ambientalismo e l'aborto (Smith 1998)».
Come non condividere tali posizioni? Per maggiore chiarezza Introvigne cita un caso davvero particolare, cioè i cosiddetti “Nuremberg Files”. Si tratta di un elenco di medici abortisti, pubblicato in Rete, che pare abbia giocato un ruolo determinante nell'assassinio di almeno tre delle persone citate, uccise da fanatici anti-abortisti.

L'autore prosegue:

«[...] altri tipi di terrorismo informativo e guerra informativa offensiva elencati da Denning sono ben rappresentati nella guerra delle sette su Internet. A differenza degli Stati Uniti, le maggiori organizzazioni anti-setta europee hanno una presenza limitata in Internet. Probabilmente non vedono ragione per sviare risorse da altre strategie di successo. Dall'altra parte gruppi di frangia e (particolarmente) individui singoli nel campo anti-sette gestiscono grandi siti Web.»

Secondo Introvigne, dunque, in rete sarebbe in atto addirittura una «guerra informativa» e in particolare una «guerra antisette». Non uno scambio di informazioni, non singoli che condividono le loro esperienze, che spulciano nei loro archivi, che mettono a disposizione del prossimo quanto hanno raccolto su questa o quella organizzazione di cui a torto o a ragione si sentono vittima, in modo che il lettore possa giudicare e valutare da sé. Si tratterebbe addirittura di una «guerra antisette» condotta da «terroristi».

Sarebbero «terroriste» non le «maggiori organizzazioni “antisette” europee», quanto «individui singoli nel campo anti-sette [che] gestiscono grandi siti Web». Curiosa affermazione non supportata da fatti, da note esplicative [1] e comunque priva di significato concreto se non quello, pare, di suggerire che i singoli che gestiscono spazi web di informazione sui NMR più controversi sono per definizione “terroristi”, facendo salve però le «maggiori organizzazioni anti-sette europee». C'è da pensare che se le «maggiori organizzazioni anti-sette europee» si fossero sentite sbrigativamente tacciare di "terrorismo" avrebbero portato Introvigne direttamente in tribunale. Un singolo ha probabilmente meno risorse e meno interesse a ricorrere ad azioni del genere.

Sono d'accordo sul fatto che alcune esposizioni relative a NMR che ho visto in Rete sono davvero discutibili e potrebbero dare adito a generici allarmismi. Ma credo che esistano differenze tra "discutibile" e "terroristico", differenze che Introvigne manca completamente di spiegare nel dettaglio cadendo a mio avviso nella sua stessa definizione di "terrorismo informativo".

Dopo un lungo preambolo sui «movimenti antisette» così come visti da due tra gli studiosi che sopra ogni altro Introvigne sembra prediligere [2], inizia l'esposizione del "terrorismo antisette via Internet". L'autore riprende il filo dei Nuremberg Files e ci informa che dopo l'ordine di chiusura del sito su cui apparivano, furono “mirrorati” «dall'attivista libertaria della Rete» Karin Spaink - olandese. La Spaink «è un'eroina popolare della comunità anti-sette, e lei stessa è attiva nella lotta contro Scientology». Il sito della Spaink è ospitato dal «controverso provider www.xs4all.nl», che «come vedremo in seguito, gioca anche un ruolo nella guerra Internet degli anti-sette». Introvigne sorvola sul fatto che Karin Spaink si è trovata ad essere suo malgrado «attiva nella lotta contro Scientology», non perché fosse "antisette", ma perché fu denunciata dal movimento per violazione di copyright (procedimento che la donna vinse). Da «attivista libertaria della Rete» quale è, "mirrorò" infatti anche le "scritture religiose" coperte da diritti d'autore e marchi commerciali di Scientology, dopo che il gruppo aveva ottenuto il sequestro dei siti americani che per primi le avevano pubblicate.

Introvigne dimentica poi di dire che la Spaink tolse dal suo sito i famigerati Nuremberg Files dopo appena due giorni dalla loro ripubblicazione (febbraio 1999, 5 mesi prima della presentazione della relazione di Introvigne), sostituendoli con un vivace dibattito sull'intera vicenda; e non dice che dal febbraio 1999 non è più possibile accedere ai "Nuremberg Files" dal sito di Karin Spaink.

Quando nell'autunno scorso un'utente Usenet fece notare questa “dimenticanza” ad un sostenitore del CESNUR, la versione «preliminare» della relazione già presentata al convegno dell'ASR subì una “silenziosa” modifica. Apparve infatti una URL di riferimento che nella prima versione del documento non compariva: «at the address http://www.xs4all.nl/~oracle/nuremberg/ aborts.html».

Il fatto curioso, però, è che www.xs4all.nl/~oracle/ non è il sito di Karin Spaink (www.xs4all.nl/~kspaink); l'indirizzo fornito da Introvigne punta ad un mirror del mirror, e può essere stato messo online da chiunque. L'esperto di Internet sembra non riuscire a decifrare il significato di un indirizzo Web. Ci si augura che le ricerche in ambiti più seri, come quello dei NMR, non pecchino della stessa superficialità.

Proseguendo, Introvigne ci informa che:

«Studiosi autorevoli di terrorismo informativo via Internet come Denning (1999, 101-129) [elencano tra le operazioni “terroristiche”] “bugie e distorsioni sistematiche”, "fabbricazioni, imbrogli, ingegneria sociale”, “denunce” (“messaggi che screditano, diffamano, demonizzano o disumanizzano l'oppositore”) e, in stretta relazione con l'ultimo, “teorie del complotto” […]”, ed anche violazioni sistematiche di copyright».
«Nei siti Web anti-sette estremisti sono presenti, in diverso grado, tre elementi. Primo, il tentativo di disumanizzare o demonizzare il target (solitamente un singolo nuovo movimento religioso, sebbene altri gruppi vengano altresì citati, e vengano offerti links ad altri siti anti-setta "specializzati") . Secondo, teorie del complotto estreme. Terzo, il tentativo di immunizzare il movimento anti-sette dai suoi problemi principali, che sono stati definiti come la sua "quasi unanime mancanza di sostegno accademico" (Chryssides 1999, 263), o "mancanza di ogni prova scientifica convincente" per le sue teorie (Usarski 1999, 238)».
Secondo i suoi critici e come abbiamo in parte visto, Introvigne sembra amare la “demonizzazione e disumanizzazione” dell'oppositore, avrebbe “distorto” il significato di un documento di un'importante associazione professionale [3], ha “confuso” un sito per un altro ed è appassionato di “teorie del complotto” [4]. Inoltre da alcuni mesi il sito del CESNUR pubblica sistematicamente articoli prelevati dalla stampa internazionale senza riportare autorizzazione, ©, o link alla testata. In più di un'occasione sono state segnalate violazioni di copyright che il CESNUR avrebbe commesso ai danni di critici di Scientology o “antisette” in generale [5]. Infine, Introvigne nei suoi scritti manca regolarmente ogni riferimento a studiosi e accademici che sostengono tesi diverse dalle sue, quasi a voler «immunizzare il movimento» "pro sette" dai «suoi problemi principali» [6]. Massimo Introvigne sta forse dicendo che Introvigne Massimo è un ciberterrorista estremo?

E ancora:

«Ciò che differenzia il terrorismo informativo anti-sette e la guerra di informazioni offensive via Internet da forme meno estreme di attività anti-sette è la presenza di uno o più criteri sottolineati da Denning: [...]. Un quarto elemento è la pubblicazione di “hit list” (diversi dai fondatori o leaders dei movimenti presi a bersaglio), perciò invitando – se non misure estreme, come nel tragico caso dei Nuremberg Files – almeno discriminazione e boicottaggio degli affari “correlati alla setta”».

A questo punto Introvigne illustra otto siti web che rientrerebbero nella categoria del ciberterrorismo antisette, compila cioè la sua "hit list" personale.

Inizia illustrando l'analisi fatta dallo studioso J.F. Mayer del sito «terrorista» sulla giapponese Sûkyô Mahikari, http://www.geocities.com/Tokyo/Shrine/5712/copy.htm, e prosegue con Franz Schaefer, gestore di www.mond.at/opus.dei, sito critico sull'Opus Dei. In verità l'analisi è inesistente, trattandosi di appena 11 righe a fronte di un sito molto articolato, con critiche basate prevalentemente su scritti interni del fondatore Escrivà. La cosa significativa, invece, è che Schaefer ha fatto un mirror al sito del Dott. Martinez quando i legali di Introvigne ne pretesero la censura in Italia.

Le tre voci successive della hit list del direttore del CESNUR sono siti critici a Scientology. Il primo è del tedesco Tilman Hausherr, http://www.snafu.de/~tilman, di cui Introvigne cerca di fare un'analisi:

«Tra le centinaia di pagine si può a stento trovare una ricostruzione del credo di Scientology, o una critica alle credenze, filosofia, teologia di Scientology o della sua visione del mondo».
Direi che non corrisponde a verità, poiché gran parte di quanto so su Scientology - comprese credenze, filosofia e “teologia” - e non ultimo l'esistenza stessa del CESNUR, l'ho appreso seguendo i links segnalati da Hausherr.

Come dice Steven Hassan, esperto di culti e NMR [7], alla voce “cerchiamo volontari” del suo sito, Tilman Hausherr è uno dei migliori e più utili “cacciatori di links” sulla piazza. Si tratta soltanto di capire come è impostato il suo sito.

«Hausherr offre al contrario un lunghissimo elenco di articoli già pubblicati da una vasta gamma di quotidiani e riviste, sentenze sfavorevoli a Scientology, ricostruzioni personali di ex-membri apostati e rapporti governativi contro Scientology.»
In breve, Hausherr sarebbe un «terrorista» perché fa esattamente ciò che fa il sito web del CESNUR, però al contrario. Tuttavia, nel caso di Hausherr è immediatamente evidente che si tratta di un critico, mentre il CESNUR si presenta come “Centro Studi” indipendente, obiettivo, scientifico e finanziato con denaro pubblico.
«La pagina di Hausherr […] elenca singoli scientologisti e “aziende e organizzazioni di proprietà o dirette da persone elencate come scientologisti”. Alcuni sono scientologisti ben noti come Kristie Alley o John Travolta. La maggioranza, tuttavia, sono singoli individui sconosciuti al pubblico generale. Le aziende “di proprietà o gestite da persone elencate come scientologisti” (un concetto ambiguo) spaziano da studi legali ad architetti, ditte di computer fino alla Elvis Presley Enterprises […] E chi vorrebbe uno scientologo come dottore o architetto, se gli scientologisti sono “spesso mentalmente malati”? Nonostante non si patrocini nessuna reale violenza, l'elenco, una caratteristica importante del sito di Hausherr, diviene di fatto una hit list».
Hausherr sarebbe colpevole di pubblicare “hit list” di scientologisti, e già sappiamo a che cosa ci si riferisce con questo termine: persone da colpire, boicottare, demonizzare. Ma ancora una volta Introvigne “dimentica” particolari importanti:
  • Hausherr linka siti web, vale a dire segnala siti di scientologist che per primi si dicono orgogliosi di esserlo. Non sta violando il diritto alla privacy, né rivelando informazioni personali che gli interessati non desiderano rendere note.

  • Vista l'ideologia che gli scientologisti propugnano, soprattutto in ambito medico e manageriale, credo rientri nel pubblico interesse sapere se il medico a cui stiamo per rivolgerci pensa che tutto sia curabile con una serie di sedute all'E-Meter piuttosto che con la chemio-terapia o un intervento chirurgico [8], o se l'azienda a cui stiamo per affidare un lavoro, o da cui stiamo per essere assunti, segue le bizzarre teorie di management di Hubbard.

L'analisi del sito di Hausherr prosegue con:

«Infine c'è un elenco di “sostegno vario a Scientology" che comprende sia accademici che altri studiosi “apologeti delle sette” (Hausherr mantiene una enciclopedia di apologeti delle sette in forma di FAQ, e la pubblica regolarmente sui gruppi Usenet)».
Introvigne, assieme a esponenti del CESNUR internazionale e a membri dell'ASR (al cui convegno annuale l'autore ha presentato la relazione che sto esaminando), è elencato nell'enciclopedia degli "apologeti delle sette". La FAQ curata da Hausherr comprende, tra gli altri, chi ha "commissionato" a Introvigne la presente relazione e un altro dei relatori al medesimo convegno, cioè quel David Bromley che «ha proposto all'Associazione Americana di Sociologia della Religione (ASR) un progetto di ricerca sull'uso del Web e dei newsgroups da parte di movimenti e attivisti anti-sette», e quel Jeff Hadden che, nello stesso progetto, si è occupato «specificamente, della partecipazione di attivisti anti-sette al gruppo di discussione nurel-l e dei siti "contro le sette" cristiano-evangelici» [9]. In breve, prima di essere un critico di Scientology come ce ne sono mille altri, Tilman Hausherr ha commesso il “crimine” di essere critico di Introvigne e dei suoi colleghi, ed è plausibile che il suo "ciberterrorismo antisette estremo" consista sostanzialmente in questo.
«In Europa esistono altri siti Web dedicati all'attacco di Scientology, la maggioranza dei quali è una conseguente versione nazionale in lingua locale dell'iniziativa di Hausherr, sebbene comprendano articoli e sentenze locali. La tendenza è quasi la stessa da Roger Gonnet (ex scientologo) in Francia (home.worldnet.fr/gonnet/index.html#hp1) agli pseudonimi "Harry" e "Martini" in Italia (xenu.com-it.net).»
Non viene presentata alcuna analisi dei due siti citati, non vengono sottolineati gli aspetti che li renderebbero "terroristici". Lo sono unicamente in quanto, secondo Introvigne, si tratterebbe di "versioni locali" del sito di Hausherr. E noi ci dobbiamo fidare, come chiunque legga questa relazione i cui diritti «prima ancora di essere scritta - sono già stati ceduti a un primario editore americano per la pubblicazione in un volume sui rapporti fra Internet e la religione» [9]. E' un vero peccato che la Rete dia la possibilità di controllare immediatamente, se solo si ha voglia di farlo.

Non conosco a sufficienza il sito francese e mi astengo da commenti, salvo sottolineare che Gonnet non ama Introvigne e gli ha dedicato articoli pungenti, oltre che riportare ampi estratti del saggio critico del Dott. Martinez.

Conosco invece bene il sito italiano Allarme Scientology che sta facendo un ottimo lavoro informativo, sopperendo in modo sostanziale alla mancanza di informazioni del CESNUR sul gruppo. Non riesco a trovarvi alcuno dei componenti del “ciberterrorismo” elencati da Denning, che vi ricordo sono: bugie e distorsioni sistematiche; fabbricazioni, imbrogli, ingegneria sociale; denunce (messaggi che screditano, diffamano, demonizzano o disumanizzano l'oppositore); teorie del complotto e violazioni sistematiche di copyright.

La homepage di Allarme Scientology ci informa trattarsi di una «Biblioteca di informazione critica su Scientology/Dianetics, la controversa multinazionale fondata da L. Ron Hubbard». Il sito fornisce una pagina intera di links ai siti ufficiali di Scientology per facilitare il lettore e invitarlo al confronto; dedica un'intera sezione a dottrina e "teologia" di Scientology e, dato importante, segnala siti della "free zone" e relativo forum di discussione, cioè chi ha deciso di seguire la filosofia religiosa di Hubbard senza la sovrastruttura della multinazionale Scientology; non compila "hit list" di alcun tipo; infine è difficile pensare che pubblichi «sistematicamente affermazioni false», a meno di non considerare tali i numerosi rapporti governativi ed istituzionali, sentenze di tribunale, inchieste giornalistiche ed estratti di libri. Ciò che Introvigne dimentica di dire è che anche “Allarme Scientology” si è macchiato del “crimine” per eccellenza: per alcuni mesi nel 1998 ha ospitato nel suo spazio la famigerata “CESNUR: pagina critica” del Dott. Martinez.

Facendo un passo indietro, al capitolo "Uso malizioso del sovraccarico informativo e terrorismo via Internet", Introvigne ci aveva già spiegato che:

« Nell'area del terrorismo correlato alla religione, in particolare, l'impatto della violenza verbale è stata ritenuta equivalente al terrorismo. La violenza verbale è stata definita da Sprinzak (1999, 316) come "l'uso di linguaggio estremo contro un individuo o un gruppo che implica sia una minaccia diretta di uso di forza fisica, oppure viene visto come un invito a terzi ad usarla. La violenza verbale è spesso un sostituto della violenza reale, perché aiuta i leaders eccitati a dar sfogo alle loro frustrazioni in modo meno violento. Il problema della violenza verbale è che può incitare i seguaci incapaci a distinguere tra violenza vera e violenza verbale a impegnarsi in violenza reale"»
In nessuna parte delle numerose sezioni di "Allarme Scientology" viene usato un linguaggio violento. Ciononostante il sito, il primo e unico in Italia che faccia reale informazione su un gruppo che si è trovato spesso al centro di rapporti istituzionali e delle cronache giudiziarie internazionali, viene sbrigativamente etichettato dal direttore del CESNUR come "ciberterrorismo antisette estremo", definizione tanto infelice quanto intrinsecamente e verbalmente violenta.

La relazione di Introvigne prosegue illustrando le voci successive della sua personale "hit list":

«Per trovare un diverso tipo di terrorismo anti-sette via Internet dobbiamo considerare siti Web che siano primariamente cospirazionisti. Un grande sito, citato di frequente nelle controverse europee è l'americano Watch Unto Prayer (http://watch.pair.com/pray.html).»

Buffo e curioso. Lo spazio web in oggetto è, come lo stesso Introvigne spiega, «un sito fondamentalista evangelico». Vi possiamo trovare l'armamentario classico di tanti NMR di cui in circostanze diverse il direttore del CESNUR avrebbe fatto l'apologia. Perché, nonostante abbia tutte le caratteristiche escatologiche, ideologiche e cosmologiche di un NMR, in questa relazione viene invece tacciato di «terrorismo anti-sette»? A quanto pare, anche i gestori si sono permessi di criticare Introvigne, e di aiutare o essere aiutati dal Dott. Martinez.

Ma finalmente il direttore del CESNUR arriva al suo vero obiettivo:

«Un terzo tipo di sito Web di estremo anti-settarismo è dedicato primariamente all'assalto degli “apologeti delle sette”, cioè degli studiosi che criticano il movimento anti-sette. Un esempio primario, benché estremo, è Kelebek […] principamente dedicato ad attacchi ad hominem contro studiosi associati al CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni il cui direttore è l'autore di questo capitolo.»
Credo si possa tranquillamente affermare che il sito del Dott. Martinez si occupa primariamente di tematiche ben diverse da quelle legate alla fenomenologia dei NMR, benché dedichi un certo spazio al CESNUR e al suo direttore. Quello spazio non mi pare affatto un «attacco ad hominem contro studiosi associati al CESNUR», ma un saggio critico sull'operato dello stesso e in modo particolare su quello del suo direttore, Massimo Introvigne. Credo però sia più interessante leggere la replica dello stesso Martinez, “Quando la critica diventa "terrorismo”.

È invece utile notare come, su otto siti che Introvigne ha elencato in un documento accademico presentato ad un'importante associazione americana (tacciando i loro gestori di «terrorismo anti-sette estremo»), tutti meno uno abbiano pubblicato materiale critico nei suoi confronti.

Non so quale sia stata la metodologia di ricerca adottata nello specifico dal direttore del CESNUR, ma più che un'ampia panoramica sull'estremismo "anti-sette", che sicuramente esiste e che andrebbe studiato in modo serio (come altrettanto seriamente andrebbe studiato e denunciato l'estremismo "pro-sette" che pare essere sostanzialmente sfuggito al direttore del CESNUR), [11] si direbbe che Introvigne si sia limitato a digitare il proprio nome sui motori di ricerca Internet, abbia dato una scorsa ai siti in cui si parlava di lui in termini critici, e si sia talmente arrabbiato da inventare una nuova categoria di "terrorismo", quello "antisette estremo". Non avete avuto anche voi la sensazione che il documento che sto recensendo sia una sorta di "ora vi aggiusto io, così imparate a parlare male di me" che nulla ha a che fare con l'accademia e la ricerca seria, ma molto con la vendetta personale?

Era davvero necessario scrivere un fumoso documento di 25 pagine, citare caterve di autori ecc. ecc., solo per manifestare il proprio sdegno per la “lesa maestà”? Hanno nulla di meglio da fare alla Association for Sociology of Religion? È questo ciò di cui si occupano? Davvero non si rendono conto dell'inconsistenza metodologica e sostanziale della ricerca su cui si basano i documenti che accettano ai loro convegni annuali? Ma la domanda più grave è: ci dobbiamo fidare quando le stesse persone ci parlano dei Nuovi Movimenti Religiosi più controversi, le cui vittime sono sotto gli occhi di tutte le persone comuni, ma che secondo loro sono solo “un formaggino”? [12].

Il documento di Introvigne prosegue con la presentazione della ricerca sulla «interazione dialettica e polemica degli attivisti anti-sette» che ho illustrato in un altro articolo. Credo tuttavia sia importante soffermarsi su come Introvigne usi i verbi “demonizzare”, “attaccare” e loro derivati per descrivere ciò che il comune mortale definirebbe “criticare”. Ne ho contati 19 esempi. Il sito di Schaefer «demonizza» l'Opus… il sito di Hausherr «demonizza» Scientology, il sito di Martinez «demonizza» e «attacca» i poveri studiosi … francamente, chi di fatto tende a demonizzare è proprio Introvigne.

La relazione “So many evil things: anti-cult terrorism via the Internet” si conclude con queste parole:

«Mentre si auspica la vigilanza contro il terrorismo informativo in Rete, la miglior arma contro ogni forma di terrorismo informativo sarà alla fine l'integrazione di nuove fonti della già esistente e interiorizzata gerarchia di fonti informative. L'istruzione, la scienza sociale, e i tribunali (ricostruendo nuovi significati per tener conto di concetti come copyright o diffamazione applicati al ciberspazio) avranno ognuno un ruolo importante da giocare in questa importante iniziativa umana.»
Ciò che Introvigne sta suggerendo è chiaro: censura, controllo, «gerarchia delle fonti». Dove egli dovrebbe ovviamente essere la fonte da ascoltare e per chi non la pensa come lui ... quella è l'uscita, possibilmente accompagnati da una sentenza del tribunale.

Non è difficile capire perché la Rete possa essere vista come un “attacco terroristico” da chi è abituato a diffondere solo la parte di verità che interessa alla propria causa. E non è difficile capire che sarebbe utile sbarazzarsi dei tanti piccoli Signori Nessuno che hanno finalmente a disposizione uno strumento per dire ad una vasta platea ciò che pensano, e perché, dei grandi “esperti”, quando questi mancano clamorosamente il bersaglio o sostengono tesi insostenibili.

Nel leggere questa relazione ho avvertito in Introvigne come un senso di “smarrimento”. Un uomo tanto arroccato e prigioniero della sua ideologia da non riuscire a capire come altre persone possano interessarsi a tematiche relative ai NMR per questioni assolutamente non ideologiche: si sono semplicemente rese conto, magari per averlo vissuto sulla propria pelle, che alcuni gruppi (per fortuna una minoranza - e su questo concordo con lui) sono pericolosi per l'individuo e di riflesso per la società. E vorrebbero evitare che altri vivano la stessa sofferenza. Per fare questo è necessario innanzitutto fornire informazione completa e quanto più obiettiva possibile. Non ci si può limitare ad una mera analisi dottrinale, alla difesa ad oltranza della "religiosità" di questo o quello, ma è necessario scavare a fondo e spiegare a che cosa quella dottrina può portare, o di fatto porta. Se Introvigne assolvesse a questo importante compito i siti di informazione critica non avrebbero molta ragione d'esistere, così come non esisterebbe motivo di definire Introvigne "apologeta delle sette".

Abbiamo visto che per Introvigne le etichette sono fondamentali: lo «studioso di NMR» è solo chi la pensa in un certo modo; chi critica un NMR in realtà è semplicemente un «laicista», un «antisette» che «demonizza», «attacca», «fomenta»… un ex membro che parla in modo critico è un «apostata», un «nemico professionale». Probabilmente lo ritiene l'unico modo in cui tutto diventa spiegabile: ricerca e riflessione diventano superflue. Ma la gente comune non è composta da creta malleabile incapace di riflettere. Anche se non si possono vantare altisonanti titoli accademici, o più modeste lauree in giurisprudenza, il cervello funziona, confronta, elabora.

Introvigne sostiene di essere un sociologo perché i suoi articoli sono stati pubblicati su questa o quella rivista di sociologia, e perché siede in questo o quel consiglio d'amministrazione. Secondo lui bisogna interessarsi solo alla credenza del NMR, e dare meno importanza alle sue azioni, alla prassi. Io credo che un sociologo, un vero sociologo, sia chi riesce ad andare oltre l'apparenza, chi studia gli effetti ed interazioni di un dato evento sulla società. Un sociologo non è chi appiccica etichette, ma chi studia l'effetto sulla società di quelle etichette.

Per concludere, questa relazione di Introvigne sembra essere stata pensata e scritta unicamente per creare ed appiccicare un'etichetta fortemente ideologica a qualcosa che non riesce a tollerare. Per chi appare tanto intriso di ideologia è sicuramente molto più facile creare dal nulla una “categoria sociale”, piuttosto che cercare di capire che cosa in fondo anima le persone che gestiscono siti web critici del suo operato, o di quello dei NMR che difende. E allora ecco nascere i «terroristi antisette estremi» motivati dalle ideologie più improbabili, che spaziano dal nazismo al comunismo passando per l'anti-globalizzazione, l'islamismo, l'antisemitismo, il negazionismo e il sionismo, tutto e il contrario di tutto, come appunto si evince da questo scritto. In breve, chi vive di ideologia non può concepire una vita che ne sia priva, quindi un operato che non soggiace ed obbedisce all'imperativo ideologico. E allora diventa necessario cucirgliela addosso quell'ideologia, in modo che tutto rientri nell'unico ordine prestabilito che gli è possibile comprendere.

Alessia Guidi - 7 maggio 2000
(revisione del dicembre 2002).

 
 
Note:

1. Nel documento di Introvigne ho rilevato altre affermazioni che, come questa, mancano di sostegno fattuale o di pertinenza con l'argomento trattato. Ad esempio fa una lunga disquisizione sulla campagna elettorale di un gruppuscolo italiano di destra, sostenendo che avrebbe «arruolato alcuni anti-sette importanti (compresa una professoressa di antropologia associata sia ai movimenti anti-sette importanti che di frangia italiani)». Al convegno di questo gruppo avrebbero partecipato i peggiori elementi della destra e del negazionismo europeo. Aggiunge poi: «Diversi anti-sette i cui articoli sono riprodotti o citati nel sito Web Kelebek hanno partecipato all'incontro elettorale di Forza Nuova a Milano». Più che un documento accademico, si tratta di semplici pettegolezzi non circostanziati che nulla hanno a che fare con il tema della relazione, ma a cui Introvigne pare particolarmente affezionato. Altri esempi:

«Mentre nel documento svizzero l'espressione “terrorismo anti-sette” veniva usata in senso metaforico, atti di terrorismo in senso stretto venivano di fatto perpetrati in Francia nel 1996 e successivamente. A Parigi sono state lanciate bombe contro i locali della Chiesa dell'Unificazione e di Nuova Acropoli (un movimento con sede in Argentina). Nessuno ha suggerito che le maggiori organizzazioni antisette fossero in realtà coinvolte negli attentati. […]»
Sostenere che «Nessuno ha suggerito che le maggiori organizzazioni antisette fossero di fatto coinvolte negli attentati» sembra un suggerimento a pensare che i colpevoli o gli istigatori di tali violenze possano essere ricercati tra i «terroristi anti-sette», cioè i «singoli che gestiscono grandi siti web».

Esempi di note a piè di pagina che secondo Introvigne dovrebbero essere esplicative:

1. In America Latina la guerriglia di sinistra ha preso di mira cappelle e missionari Mormoni come la quintessenza degli agenti culturali degli Stati Uniti.
Si trattava di «guerriglieri di sinistra» o di «terroristi antisette via Internet»? Se è vero che in apertura di relazione Introvigne afferma che «andrebbe posto l'accento sul fatto che il terrorismo informativo è una categoria politicamente costruita, e ciò che per qualcuno è terrorismo verbale per un altro è libertà di parola», Introvigne sta sconfinando in atti realmente e fisicamente violenti che sarebbero in qualche modo ricollegabili ad attività "antisette" del ciberspazio. Mentre la guerriglia sudamericana prendeva semmai di mira i Mormoni per faccende politiche che con la religione avevano poco a che fare.
2. Orion, come molte pubblicazioni simili, si interessa poco ai copyright. Ha riprodotto da una rivista belga una intervista allo studioso svizzero Jean-François Mayer, senza che questi ne fosse a conoscenza o avesse concesso l'autorizzazione (Jean-François Mayer, comunicazione personale, giugno 1999).
Secondo Introvigne, dunque, il terrorismo antisette della rivista Orion consisterebbe nell'aver pubblicato un'intervista senza autorizzazione, e ospitato, tra le mille altre tematiche, anche qualche critica ai NMR.

2. Shupe e Bromley. Un articolo del sociologo della religione Stephen Kent solleva domande sulla professionalità di questi e altri colleghi, tra cui J. Gordon Melton (CESNUR Usa) in particolare sull'attendibilità delle loro “osservazioni partecipanti” e altro ancora. Si veda “Quando gli studiosi conoscono il peccato – Religioni Alternative e loro sostenitori accademici”.

Kent, docente all'Università di Alberta Facoltà di Sociologia, non sembra essere uno studioso molto amato da Introvigne, che alle citazioni o alle confutazioni accademiche sembra piuttosto preferire il pettegolezzo sulle parcelle del collega canadese. Chi sa l'inglese può gustarsi: Cost of an Anti-Cult Affidavit by Stephen Kent: $ 11.000.

Kent ha scritto documenti estremamente interessanti, tra cui: Scientology, religione e diritti umani e Il "lavaggio del cervello" nel Rehabilitation Project Force (RPF) di Scientology. A proposito di questo particolare “programma religioso” della chiesa di Scientology, che secondo Kent corrisponde alla definizione di "lavaggio del cervello" accettata anche dai più strenui negazionisti del plagio in ambito religioso, è curioso notare come uno di essi, Gordon Melton, nel suo libretto “La Chiesa di Scientology” (“Religioni e Movimenti” diretta da Massimo Introvigne, e tradotto da Massimo Introvigne) non si accenni minimamente a tale programma. Possibile che a un esperto come Melton, CESNUR USA, sia sfuggita una pratica così significativa e controversa? Non ne è mai venuto a conoscenza nel corso delle sue osservazioni partecipanti? Ritenere possibile tale eventualità solleverebbe ulteriori grosse domande.

Tuttavia, secondo Stephen Kent Melton era a conoscenza dell'RPF sin dal 1996. Nel suo articolo “Chiarimenti su temi controversi: una replica a Melton, Shupe e Lewis”, lo studioso canadese scrive infatti che:

«Nessuna delle commissioni o gruppi sui diritti umani che hanno commentato la risposta tedesca a Scientology era a conoscenza dell'RPF. E nemmeno lo era il Board of Social and Ethical Responsibility for Psychology (BSERP) dell' American Psychological Association (APA) quando, nel 1987, rifiutò il rapporto finale sulle teorie del controllo mentale applicate alle "nuove religioni", preparato dalla Task Force on Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control (DIMPAC). Il memorandum inviato ai membri del DIMPAC affermava che il BSERP "non crede di avere informazioni disponibili sufficienti per guidarci nel prendere posizioni su questo argomento" (APA, 1987) – ammissione di importanza cruciale che nel suo riassunto del dibattito sul brainwashing nelle scienze sociali Melton ha omesso. Visto in questo contesto, il tentativo di un ricercatore di introdurre nuovo materiale nell'arena accademica avrebbe dovuto essere un evento benvenuto. Evidentemente però non lo è stato per Melton, che ha impedito a Kent di presentare questo materiale ad un convegno che L'Institute for The Study of American Religion (ISAR) di Melton ha co-sponsorizzato assieme al Centro Studi Nuove Religioni (CESNUR) alla fine del 1996.

Il "call for papers" (ISAR/CESNUR, 1996) indicava che uno dei temi trattati sarebbe stato "violenza nella vita delle nuove religioni". Kent sottopose a Melton un compendio intitolato "'Brainwashing' e mantenimento dell'appartenenza: sistemi di confino in due religioni non-tradizionali", affermando che avrebbe esaminato "punizioni fisiche, psicologiche e socio-emotive in campi di confino o sorvegliati" (Kent, 1996a). […] Solo quando Kent contattò di nuovo Melton, poco prima del convegno, apprese che questi l'aveva omesso [sic] dal programma senza notificargli di averlo fatto.»

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3. Si veda: Il "controllo mentale" nei nuovi movimenti religiosi.

4. «Così in due documenti ufficiali il governo francese ha attaccato il CESNUR e il sottoscritto come nemici della Repubblica laica e principali suggeritori di una politica americana nelle istituzioni internazionali ostile alla Francia. Nello stesso tempo sono nati i siti internet contro il CESNUR. Credo che non sia difficile per il lettore rendersi conto da dove viene il sostegno e quale Paese si cerca attraverso tali siti di tutelare dalle critiche che riceve.»
Massimo Introvigne sul Corriere del Ticino, marzo 2000.

«Dato l'accanito interesse dei servizi segreti francesi in Internet e Usenet (Destouche 1999), e il fatto che considerano la lotta alle sette come alta priorità, ci si potrebbe chiedere se questi servizi stiano semplicemente raccogliendo “informazioni” da Internet o se stiano anche attivamente contribuendo alla loro diffusione»
Massimo Introvigne, So many Evil Things: anti cult-terrorism via the Internet, nota 7.

5. Le segnalazioni provengono da due gestori di siti web: Tilman Hausherr e Michael Tussier. Entrambi sostengono che sul sito del CESNUR sono stati pubblicati rapporti parlamentari o governativi la cui trasposizione in codice html era di loro proprietà intellettuale. I testi sarebbero stati riprodotti senza accreditarne o linkarne la fonte, ma riportando una breve nota più o meno in questi termini: “trovato su un sito “anti-sette”. Hausherr e Tussier hanno fatto notare che, se è vero che i documenti sono pubblici, il lavoro di html-izzazione è di loro proprietà. Per ulteriori informazioni si veda: A proposito di copyright: una nota sul CESNUR.

6. Come sostiene il Prof. Benjamin Zablocki nel suo articolo "La schedatura di un concetto: la strana storia dell'ipotesi del lavaggio del cervello nella sociologia della religione":

«La sociologia della religione ha quindi perso un'occasione d'oro per progredire nella soluzione del mistero. Avrebbe potuto farlo avvantaggiandosi degli esperimenti sociali, avvenuti spontaneamente, che ci sono stati presentati fin dal 1965 circa sotto forma di una proliferazione di quelli che sono stati chiamati "nuovi movimenti religiosi" o "culti". In questo documento sostengo la tesi che la maggioranza dei sociologi della religione ha sbagliato perchè non ha usato le normali procedure scientifiche di attenta concettualizzazione, ipotesi testate elaborate dalla teoria, e l'osservazione sistematica per progredire nella soluzione del mistero. [...] Niente di tutto questo ci ha aiutati ad avvicinarci a quello che dovrebbe essere il nostro scopo principale - capire che cosa, nelle persone, fa scattare in loro il coinvolgimento in esperienze religiose intense.»

7. Steven Hassan è autore di “Mentalmente liberi: come uscire da una setta” e del più recente “Releasing the Bonds”.

8. «Il libro Dianetics descrive una terapia che ha la pretesa di liberare l'individuo da compulsioni, neurosi, repressioni, psicosi, artriti, asma, allergie, sinusiti, disturbi coronarici, alta pressione sanguigna, comune raffreddore, miopia, schizofrenia, manie depressive, dipsomania (alcolismo), deficienze uditive e visive, dermatiti, emicranie, ulcere, tubercolosi, nausee mattutine, congiuntiviti . […] In successivi lavori Hubbard sostenne anche di aver trovato cure psicologiche per paralisi, cecità, cancro e leucemia, e che le sue tecniche erano state usate anche per resuscitare un morto.» Rapporto Generale su Scientology, Jon Atack.

9. Si veda: Riceviamo dal CESNUR by Luca Carrera.

Nel dicembre 2002 aggiungo quanto segue: La relazione di Introvigne oggetto di questa recensione è stata pubblicata sul volume N. 8 di "Religion and Social Order", intitolato "Religion on the Internet: Research Prospects and Promises", a cura di Jeffrey K. Hadden e Douglas E. Cowan, Jai Press, 2000. L'autore ha in parte corretto le precedenti affermazioni sulla questione dei "Nuremberg Files" presumibilmente ospitati sul sito dell'olandese Karin Spaink.

11. Introvigne in verità accenna brevemente e quasi benevolmente a siti "pro-sette":

«Esistono anche siti pro-Scientology per lo più dedicati ad attacchi personali contro gli oppositori più attivi on line e off line, (come http://www.parishioners.org).»

Dimentica però di citare i siti più significativi e verbalmente violenti. Che dire del Nuovo Cult Awarness Network, per esempio? Della rivista di Scientology "Diritti dell'Uomo"? Della "Citizen Commission on Human Rights" e della descrizione che Scientology dà della professione psichiatrica? Non si tratta forse di "terrorismo informativo"? E a maggior ragione perché diffuso da chi si presenta come super-partes? Si ha l'impressione che parlare di queste cose non torni utile all'accademico e scientifico Introvigne, apparentemente più interessato a tacciare di terrorismo chi percepisce come "nemico" piuttosto che alla ricerca e all'esposizione della realtà dei fatti.

Il direttore del CESNUR cita poi uno degli episodi più noti di attentato alla libertà di parola ed espressione mai verificatosi in Rete. Ne fu vittima il forum Usenet alt.religion.scientology, dove sono soliti ritrovarsi i critici di quel movimento:

«Ci sono stati anche ciberattacchi più tecnici, forme minori di ciberterrorismo, usate contro i critici di Scientology. Il più famoso è forse il cosiddetto "attacco dei robo-poeti " (Poulsen 1999). Una "macchina da poesia" riesce a mandare ai gruppi Usenet migliaia di messaggi non richiesti, riutilizzando gli headers dei frequentatori più assidui. I newsgroups vengono così inondati da un diluvio di indovinelli che ricordano gli esperimenti dei poeti della Beat generation.»
È curioso notare come Introvigne consideri «forma minore di ciberterrorismo» inondare con migliaia di spam ogni settimana un luogo pubblico di discussione, rendendolo di fatto impraticabile, e falsificare i dati del mittente (suppongo sia reato). Al contrario, gestire un sito web di informazione critica su NMR e/o il CESNUR e l'operato del suo direttore viene da questi considerato una forma di «ciberterrorismo estremo».

L'attacco subito da alt.religion.scientology potrebbe essere paragonato a quello lanciato recentemente contro alcuni importanti portali commerciali, i cui indirizzi telematici venivano chiamati contemporaneamente da migliaia di computers, mandandoli fuori uso. L'episodio, che ha visto coinvolti amazon.com e altri, se non ricordo male è durato un solo giorno, ma ne hanno parlato tutti i giornali. L'attacco sferrato contro alt.religion.scientology si è protratto per mesi.

12. “Niente panico, è un formaggino”, così titolava l'Avvenire in occasione del convegno annuale del CESNUR tenutosi a Torino nell'autunno 1998 sul tema “Le minoranze religiose e spirituali alle soglie dell'anno duemila”.

 
 
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