Jean-Marie Abgrall [*]

I ciarlatani della salute – Editori Riuniti, lire 20.000. ISBN 88-359-4699-9

Si veda anche: Medicina e Sette, dello stesso autore. ciarlatani

Introduzione

Dopo la pubblicazione del mio saggio precedente, La meccanica delle sette, apparso nel 1996, ho ricevuto una valanga di lettere che mi chiedevano di rispondere a questo o a quel quesito, o di chiarire una certa sfaccettatura di una ricerca personale che "prendeva una brutta piega" e portava alla setta - ma che davano anche molteplici informazioni sugli aspetti del fenomeno settario in Francia e in Europa.

Scorrendo i dossier, ricevuti dalla Francia e dall'estero, ho dovuto giocoforza constatare che una delle passerelle principali utilizzate dalle sette, uno dei loro migliori argomenti di vendita e di reclutamento, erano le "patamedicine"[1]. Accanto alle sedute di chiaroveggenza, alle riunioni esoteriche, ai seminari di benessere, le mostre di medicine "dolci" e i simposium di medicine parallele costituiscono il terreno sul quale fioriscono le sette di guarigione, i gruppi di preghiera e i professionisti della salute - guaritori d'ogni sorta. Certo, non tutti gli specialisti di medicine parallele (o dolci) sono reclutatori al servizio delle sette, ma bisogna ammettere che la battaglia quotidiana che conducono contro la razionalità contribuisce ad allargare la breccia nel muro di dubbio che separa l'uomo sofferente dal credulone estatico, credente devoto nella rivelazione di guarigione che gli viene propinata.

Spingendo un po' oltre l'osservazione ho dovuto constatare che una parte dei miei colleghi (in buona o in mala fede) propagavano idee contrarie a quel minimo di buon senso necessario contro le insidie di tutte le derive ideologiche della nostra società di fine millennio. Il problema è di tale portata che il Consiglio dell'Ordine dei medici l'ha preso in considerazione più di una volta, esprimendo pareri o pubblicando raccomandazioni, che il più delle volte sono rimasti lettera morta.

Infine, esaminando i dossier critici che trovano eco nella cronaca giudiziaria e mediatica (l'Ordine del Tempio solare, per fare un esempio), ho stimato quanti gruppi sociali potenzialmente pericolosi - sette, gruppi apocalittici - reclutano un gran numero di adepti negli studi medici. Entrati per cercare una terapeutica "meno aggressiva" della medicina tradizionale, i pazienti si vedono iniziati ai lumi di un gruppo che può condurli tanto sul rogo di Saint-Pierre-de-Cherennes quanto nel reparto di rianimazione di un ospedale.

Al termine di questa constatazione, l'alternativa era semplice: tacere per non urtare la sensibilità oppure denunciare le erranze di un pensiero "curante". Tacere quando si sa equivale a essere complici, e nel caso in questione si trattava di omessa denuncia di un crimine o di un reato, oppure di omissione di soccorso a persona in pericolo. Difficile anche additare i responsabili della devianza: medici, ausiliari di sanità, guaritori, ciarlatani. è arduo discriminare gli uomini in buona fede che "credono" nella loro pratica quotidiana da quelli che imbrogliano deliberatamente.

Anche se si ritiene che l'omeopatia, in quanto tale, non possa essere tacciata di nocività, ciononostante il tempo passato a praticarla può essere definitivamente perso per il malato, che vede così allontanarsi una probabilità di guarigione, tanto più irrimediabilmente in quanto certi terapeuti "integralisti" distolgono volontariamente il paziente dalla cosiddetta medicina classica. Allo stesso modo, se l'agopuntura non può aggravare le condizioni di un malato (quando sono rispettate le norme di asepsi), essa può ritardare una diagnosi e una cura. Infine, se l'osteopatia praticata da un medico o da un cinesiterapeuta competente è uno strumento di qualità, la stessa tecnica impiegata da un terapeuta autoproclamato che ha solo una conoscenza superficiale dell'anatomia può chiudersi con una tetraplegia definitiva. Quanto ai vari ciarlatani della salute, non si accontentano di parlare enfaticamente (la parola ciarlatano viene da ciarlare), ma spesso distolgono i malati da quella che può essere la loro unica prospettiva di sopravvivenza.

Ho scritto questo saggio nel tentativo di attrarre l'attenzione dei consumatori della salute sui rischi che possono nascere affidandosi a un individuo qualunque, presunto detentore di un nuovo sapere, di una nuova tecnica, se non addirittura di una nuova saggezza. La medicina classica ha indubbiamente le sue debolezze e i suoi imbroglioni, ma si comporta come un organismo autoregolato e gli errori degli uni sono molto spesso (non sempre) compensati dalla dedizione e dalla competenza degli altri. Il bilancio è "globalmente positivo", anche se certe sbavature salgono talvolta agli onori della cronaca giudiziaria guadagnando la prima pagina dei mass media.

Negli ultimi decenni, il consumatore medico ha compiuto un lavoro di critica e di analisi. Ha tentato di separare il grano dal loglio, ma è mantenuto nel dubbio da riviste e gruppi di pressione che traggono lauti profitti dalla diffusione di metodi bislacchi nella migliore delle ipotesi, mortali nella peggiore.

Tentando di analizzare il fenomeno delle patamedicine, pensavo in buonafede di riuscire a spiegare questa deriva e a teorizzarne le cause. Ma più andavo avanti, più scoprivo nuove elucubrazioni, nuovi gadget, nuovi raggiri.

Fra queste tecniche, alcune hanno punti in comune nelle origini, nelle teorie o nei loro istigatori storici, altre sono nate dal delirio di uno pseudorivelato, di uno pseudomessia o di un autentico impostore.

Questo libro assume talvolta la forma di un inventario alla Prévert - poesia esclusa - ma somiglia anche all'inventario di un grande magazzino con i suoi strumenti degni di Archimede Pitagorico. Ho fornito parecchi esempi di questo bazar del bizzarro ma, non avendo energie sufficienti per scrivere parecchi tomi, ho lasciato nell'ombra numerose pratiche altrettanto ciarlatanesche di quelle che denuncio qui.

Senza voler inquadrare questo lavoro in un accanito razionalismo di bassa lega, ho voluto che fosse un parapetto contro l'irrazionale che parassita la nostra società in questo ultimo scorcio di millennio.

Questo saggio non vuol essere un atto di ostilità verso tutti i medici delle medicine parallele, verso tutti coloro che hanno fatto proprio il vecchio adagio "primum non nocere", verso tutti coloro che curano e danno sollievo. Ma lo è contro coloro che vivono della malattia, della sofferenza e ne fanno la loro azienda commerciale sfruttando la credulità umana e il desiderio di vivere di ciascuno. Seneca lo ha scritto: «Chi non impedisce un delitto quando può farlo, lo incoraggia» (I Troiani).

[1]Questo termine è tratto dalla celebre espressione di Alfred Jarry "patafisica", la scienza delle soluzioni immaginarie.

[*]Jean-Marie Abrgrall, psichiatra, criminologo e membro dell'Observatoire interministériel des sectes, è uno dei maggiori esperti mondiali dei fenomeni riguardanti le sette e il condizionamento mentale. Tra le sue opere ricordiamo La Mécaniques des sectes (1996).

Si veda anche: Medicina e Sette, dello stesso autore.

 
 
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