Cresce la voglia di spiritualità, le nuove "fedi" si chiamano reiki, channelling, cristalloterapia.Di Marina Cavallieri, La Repubblica, 26 aprile 2000Monica racconta che una volta, durante una giornata di meditazione, in un bosco, lontana dai rumori del mondo e dagli affanni, è riuscita ad entrare in contatto con un albero, gli ha parlato, lui ha risposto, ricorda che era estate, l'aria calda e leggera, e quell'albero saggio e accogliente che non dimentica, era un castagno. Monica ha scritto le parole che il castagno le ha suggerito e ancora le conserva. Oggi fa l'infermiera ma dirige a Piombino anche un centro che ha chiamato il "Canto dei pini", dove si fanno molte attività che mirano alla cura del corpo e dell'anima, per chi vuole ancora chiamarla così. «Sono di formazione laica e tuttora mi definirei razionale ma non mi vergogno di dire che ho captato l'energia degli alberi, le loro parole, quando mi è capitato mi sono detta: sto impazzendo, sono imbecille, ma ora so che è possibile». Monica racconta con un certo pudore la sua storia che sembra una favola, i giorni che passano uguali, la vita e i problemi di sempre, poi il risveglio. Sono in molti come lei che vanno alla ricerca di qualcosa e la trovano. Si può cercare il proprio angelo, la propria guida interiore, un nuovo equilibrio, un'altra energia, un dio meno distante, la guarigione da una malattia ma quello che si trova è quasi sempre qualche pezzo di se stessi perduto e dimenticato. Si riuniscono nei casali, negli ashram buddisti, nei monasteri cristiani e nei boschi, in villaggi ecologici o in comunità, l'Italia è ormai disseminata di luoghi e di maestri che offrono una risposta ai nuovi bisogni spirituali, centri dove si mescolano tecniche orientali ed esigenze occidentali. Sono frequentati da manager, studenti, impiegati, casalinghe, vite diverse, storie parallele accomunate dalla stessa insoddisfazione senza nome. Per un week end, o a scadenze settimanali, si dedicano alla meditazione o al Reiki (un sistema di guarigione che riequilibra l'energia individuale con quella universale), al channelling (la canalizzazione dei messaggi del Sé profondo) o al rebirthing (un metodo di respirazione per la liberazione di energie del corpo e della psiche), alla cristalloterapia (come curarsi con le pietre), alla biodanza e a molte altre filosofie o terapie olistiche che rincollano insieme i frantumi del corpo e dell'anima. Per una vacanza si può recitare un mantra con un monaco buddista o addentrarsi nella "capanna del sudore" degli indiani Navaho con uno sciamano. Si può trovare il cielo in una stanza. I metodi sono diversi ma riflettono la stessa cosa: la nascita di una nuova religione-fai-da-te, di una fede prét à porter che disdegna i dogmi e le chiese. «E' un momento di grande fermento, le persone sono molto motivate e consapevoli, hanno bisogno di un nuovo tipo di spiritualità che le chiese tradizionali non soddisfano», spiega Saverio Calamassi, un quarantenne dai modi semplici, nella sua casa luminosa c'è qualcosa di antico e di mistico. Un tempo faceva l'insegnante, oggi è un channeller, vuol dire canalizzatore, insegna con tecniche di meditazione a contattare il proprio sé profondo, la propria guida interna ma i più ispirati arrivano a salire più in alto e contattano il proprio angelo. Anche a lui è successo e la sua vita è cambiata da quando è iniziato il dialogo con il suo angelo-guida, i messaggi che ha ricevuto sono raccolti in un libro. «Oggi la gente ha bisogno di autenticità, di altre risposte, nei nostri incontri, nei seminari, imparano ad ascoltarsi, a fermare la mente, a riscoprire la saggezza, l'importante è trovare il collegamento». Saverio vive in Toscana, la regione al centro di questo risveglio dove crescono i luoghi dove si fanno pratiche per un nuovo benessere spirituale e fisico, una galassia dai contorni indefiniti. «Sarà pure una moda ma anche il comunismo lo era e non per questo non è stato un movimento reale. La verità è che ormai la Chiesa ha il tempo contato: potranno essere decenni ma siamo in una fase diversa, un'altra era, non più un Dio esterno maschile ma uno femminile, interno». Si diffonde un' ecologia spirituale che ha i suoi illustri testimonial da Sting a Madonna, a Jovanotti, «del resto ormai si parla dei chakra, i centri energetici del corpo, anche in prima serata in "Un medico in famiglia", un tempo era roba per iniziati». Il bisogno di praticare altre vie, di liberarsi dai mali del corpo e dai tormenti dell'anima, può imboccare molti sentieri da quelli che portano ai centri di Osho agli agriturismo che offrono vitto, alloggio e sedute di Reiki, una pratica che sta avendo un grande successo. «Io lavoro nel campo dell' energia, in Brasile collaboro con i medici in una clinica, poi vengo in Toscana, dove faccio terapia e corsi orientativi», racconta Tiziana, una sciamana occidentale, mescola nelle sue cure corpo e anima, l'energia dei chakra e la ricerca delle vite anteriori. «La malattia quando si manifesta è l'ultimo gradino, accade perchè ci siamo allontanati troppo dal cammino, dal nostro sentiero, per curare non escludo la professionalità di altri medici ma cerco di seguire una logica spirituale». Spiritualità, un bisogno rivalutato, oggi al centro di interessi individuali ma anche di strategie sociali se si pensa che un teorico come Ken Wilber, autore di libri sulla ricerca interiore, l'intelligenza spirituale, ha contatti con i consiglieri di Clinton e Blair. «La qualità della vita si è alzata ma l'anima patisce», spiega Silvia Binazzi, una psicologa che dirige un centro a Firenze di terapie olistiche. «La nostra cultura è sconnessa e malsana, ha perso di sacralità, viviamo scollegati da noi stessi, allora arriva la depressione, la malattia, il panico». Io credo, dice, «che dietro tutto questo fermento ci sia un desiderio di contattare le proprie parti vive, è questa la nostra nostalgia». La reiki master Maria Cristina Chiarelli, detta Aloka Maria Cristina Chiarelli, o Aloka, se preferisce, cosa vuol dire essere reiki master? E' una persona dotata di poteri, una sorta di guaritrice? «No, non siamo persone dotate di poteri, siamo canalizzatori di Energia. Il reiki avvia un processo di guarigione su tutti i piani dell'essere, fisico, mentale, opera attraverso la reintegrazione di tutte le nostri parti, attraverso il riconoscimento che ciascuno di noi non è un individuo separato ma una cellula del più vasto organismo universale, una parte del Tutto».Le persone che vengono da lei cosa cercano? «Vengono perchè hanno qualche malattia, perchè sono stressati o semplicemente perchè ce li portano, vengono per provare una nuova terapia o perchè sono alla ricerca di qualcosa».Cosa? «Qualche cosa che in questa società non trovano più, abbiamo perso il senso del sacro inteso come qualcosa che abbiamo in comune con tutto l'universo, questo è uno scollegamento che paghiamo caro anche in termini di malattia.».Dietro queste discipline che si diffondono c'è però anche una moda. «Sì, anche se direi che c'è stata, come tutto quello che è andato sotto la parola abusata di New Age, ma non vorrei che ora si buttasse il bambino con l'acqua sporca, alla base di tutto c'è una ricerca, un bisogno autentico, diffuso».Un bisogno religioso? «Sì, anche se "religioso" è una parola molto vasta, ma non è la ricerca di una religione, di un Dio Padre, è un bisogno di altro tipo, di un ricongiungimento con qualche cosa oltre le apparenze con più amore e meno leggi. E' una nostalgia che abbiamo. La società occidentale ha fatto grosse conquiste ma ha aperto anche dei buchi, delle voragini». Ancora una volta è allarmante notare come un quotidiano diffuso e autorevole quale è La Repubblica presenti articoli e interviste come questi senza dare spazio alla voce della critica e della scienza. Se è vero che la scienza non può invadere il campo di fede e spiritualità - e forse i tentativi fatti in questo senso hanno contribuito a rinvigorire superstizione e bisogno insito in ognuno di noi di credere all'impossibile, o di mantenere una nicchia da dedicare alla credenza irrazionale - è anche vero che quando si parla di salute e di medicina si dovrebbe dare uguale spazio anche a chi, per quanto criticato e demonizzato da certe frange di "alternativo ad ogni costo" o "costi quel che costi" (anche la vita), ha reso patologie come il cancro, per esempio, guaribili in oltre il 50% dei casi. Traguardi mai raggiunti dalle medicine cosiddette "alternative" che in sostanza si rifanno ai rimedi degli antichi. Gli stessi antichi la cui aspettativa di vita era molto inferiore alla nostra, e che spesso e volentieri andavano al Creatore per un semplice raffreddore, una banale influenza, una puntura d'insetto o un morso di un cane. Credo che "parlare con gli alberi" sia molto bello e rilassante, ed è una pratica a cui molti dovrebbero dedicarsi con maggiore frequenza. Significherebbe passare più tempo in mezzo alla natura senza violentarla, imparare ad apprezzare il silenzio e gli spazi aperti lasciando a casa radioline, stereo e cellulari. Credo anche che rientri nel diritto di ognuno mantenere la convinzione di poter effettivamente dialogare con alberi, cespugli e steli d'erba. I problemi insorgono quando queste convinzioni portano a conclusioni di onnipotenza, di "energie curative" che possono (e qui si passa dalla convinzione ad un'affermazione di realtà) essere "canalizzate" per ottenere un «processo di guarigione su tutti i piani dell'essere, fisico, mentale...». Se è vero che rientra nel diritto di ognuno curarsi come meglio crede, ivi compresi olio di serpente ed acqua fresca, è anche vero che diventa estremamente pericoloso presentare come realtà ciò che non sono altro che credenze personali spesso mutuate da superstizione, ignoranza e romanticismo o, nel peggiore dei casi, dallo sfruttamento intenzionale di problemi e tragedie altrui per beneficio proprio. Credo che gli organi di informazione abbiano il preciso dovere di fare informazione e non quello di alimentare superstizioni. Fare informazione significa sì presentare punti di vista diversi, ma non dimenticare mai di dare la parola anche alla scienza, in questo particolare caso alla scienza medica. Troppo spesso abbiamo assistito a tragedie - che riguardano anche bambini, cioè persone che non hanno potuto operare una libera scelta - derivate da ignoranza e credenze irrazionali. Tragedie che vengono poi sfruttate dagli stessi organi informativi che sembrano ricordarsi degli ambienti scettici solo quando l'intervista alla vittima del ciarlatano di turno diviene inevitabile per aumentare l'audience. «Giornali settimanali, radio e televisioni dedicano ampio spazio a presunti fenomeni paranormali, a guaritori, ad astrologi, a pratiche mediche cosiddette alternative, trattando tutto ciò in modo acritico, senza alcun criterio di controllo; anzi cercando, il più delle volte, l'avvenimento sensazionale che permette di alzare l'indice di vendita o di ascolto. Noi crediamo che ciò sia profondamente diseducativo e contribuisca non solo a incoraggiare la già diffusa tendenza all'irrazionalità, ma anche a dare credibilità a individui che traggono profitto da questa situazione.» (Cicap - Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale). A proposito di superstizioni e irrazionalità in campo medico, consiglio la lettura de "I Ciarlatani della Salute" di Jean-Marie Abgrall, Editori Riuniti, lire 20.000, ISBN 88-359-4699-9, libro molto interessante che ha ricevuto molta meno attenzione mediatica delle evoluzioni "spirituali" e "paranormali" dei vari channelers, maestri di reiki e conversatori con l'aldilà. Di particolare interesse il capitolo 13: Medicina e Sette. Alessia |