Maghi, bufale e patrie galere

 

I deboli nelle grinfie dei maghi

Di Lorenzo Sani, Il Resto del Carlino, 28 ottobre 2000

Bologna — Latina: maga indagata per aver istigato una ragazza ad abortire prospettandole disgrazie, pretendendo come onorario un milione e mezzo di lire. Milano: arrestata per concorso in rapina la cartomante Antonella M. La maga veniva consultata dalla banda prima di ogni colpo. Savona: indagato per omicidio volontario il guaritore Giuseppe L. Ha curato una donna, in seguito morta di cancro, con tisane e spremute.

Ogni giorno se ne sente una. Anzi, se fanno fede i numeri elaborati da Telefono Antiplagio, che negli ultimi due anni ha raccolto 5400 segnalazioni di persone truffate da sedicenti operatori dell'occulto, ogni giorno in Italia si verificano almeno sette casi simili a quelli che vi abbiamo proposto.

Ma come fanno a cascarci i 9 milioni di italiani che frequentano studi, chat virtuali, o linee telefoniche a pagamento da 3000 lire e più al minuto? In realtà, come ci spiega Marco Monti, psicologo e consigliere per l'Emilia Romagna del Cicap (il Comitato di controllo delle affermazioni sul paranormale) è molto più facile di quanto si possa immaginare.

«Di solito va dal mago o dalla cartomante chi ha bisogno, o peggio ancora, soffre per qualche motivo. Le emozioni battono sempre la razionalità. Tutta questa gente andrebbe avvertita che esistono meccanismi sia psicologici, sia di inganno più banale come l'illusionismo, che influenzano e fanno vedere cose che in realtà non ci sono».

E' autosuggestione?

«Farei piuttosto un altro esempio: vedi Silvan che fa lievitare una donna e dici che è un bravo artista, se invece vedi un medium far lievitare un tavolino, dici che ha facoltà paranormali. Il meccanismo è esattamente identico».

C'è tanta gente che ci crede, perché trova conferme delle predizioni...

«In realtà il professionista del paranormale, tralasciando i trucchi da illusionista, si basa su fenomeni psicologici elementari e conosciuti, di conseguenza per niente paranormali. Primo tra questi, la selezione dell'informazione: io ricordo solo ciò che voglio ricordare e che mi conferma quello che cerco. Il mago dice tante cose, partendo sempre da un livello generale e scendendo via via nel particolare. Gli ambiti sono sempre gli stessi: salute, amore, famiglia, soldi e lavoro: nessuno chiede quando finirà la fame nel mondo. Il mago, quindi, sa già da dove si parte. C'è una tecnica che si chiama cold reading, lettura a freddo, che appunto insegna a "leggere" nella persona che hai di fronte anche solo da alcuni particolari, da come uno è vestito, oppure da quei piccoli movimenti che possono rivelare attenzione o emozione. Chi fa questo lavoro è molto bravo ad osservare le persone ed a capire cosa queste vogliono sentirsi dire».

Tra i clienti truffati dai 'maghi', molti sono cattolici praticanti. Non le pare un'incongruenza?

«Premetto che il Cicap non parla di fede, ma discute scientificamente cose ed elementi non facilmente comprensibili. L'indemoniato è sempre e solo un cristiano, perché crede al demonio. Io non voglio fare la parte del cattivo e distruggere le illusioni di tanta gente. Il discorso è un altro: ci sono persone che carpiscono la buona fede di uomini e donneche soffrono, rovinandole sia psicologicamente, sia economicamente».

 

Così ho fatto piangere la Madonna

Di Lorenzo Sani, Il Resto del Carlino, 28 ottobre 2000

Bologna - Ha fatto piangere la Madonna. Proprio quella là, in gesso, che nel '95 avrebbe lacrimato sangue nella chiesa di Civitavecchia. Alfredo Barraco, illusionista... pentito, ora braccio destro di Giovanni Panunzio al Telefono Antiplagio (0338.8385999), lo ha fatto per autodenunciarsi, per far capire alla gente che molto spesso tanti episodi inspiegabili possono avere invece una spiegazione molto logica.

Quella statuetta venne in qualche modo presa a simbolo in un periodo in cui le lacrimazioni di oggetti di culto si moltiplicavano, richiamando l'attenzione non solo di tanti fedeli, «ma anche di personaggi che con la fede e la religione poco avevano ed hanno a che fare».

Barraco, come andarono esattamente le cose?

«Prima di effettuare quell'esperimento, nel 1998, ho svolto otto sopralluoghi, da Cagliari a Civitavecchia, per studiare le possibilità migliori. In genere l'illusionista ha un trucco e produce l'effetto, qui dovevamo partire dalle possibilità che offriva il posto. La prima cosa che ho notato è come la Madonnina fosse protetta da vetri antisfondamento e antifurti vari».

Che tecnica ha scelto?

«Alla fine l'unica possibile: abbiamo piazzato un puntatore laser, azionato dagli ingranaggi di un microscopio, su un terrazzino rialzato che c'è in fondo alla chiesa, fissandolo con la plastilina per ottenere un raggio il più fermo possibile. Dopo molte prove, con l'aiuto di potenziometro, ho dato massima potenza alla luce, tra l'altro ovalizzata a forma di lacrima. La chiesa è sempre piena e si è scatenato il finimondo».

Quando ha svelato il trucco, ha avuto paura di essere linciato?

«E' stata più fulminea la reazione del parroco che, appena ha visto agitarsi e urlare la gente, ha cercato di insabbiare l'episodio che peraltro noi ci eravamo premurati di filmare. Diceva che non era successo nulla, ancora prima di vedere la Madonnina. Come faceva? Questo fatto ci ha profondamente sconcertato: forse sapeva che non poteva succedere niente?».

Ci sono altre tecniche per fare piangere le statuette?

«Ho usato anche sistemi che si basano su sostanze chimiche, provocando sempre la stessa reazione nella gente».

E i trucchi più usati negli studi dei maghi?

«Quello più in voga, ora, è la telescrittura, che permette di 'comunicare' con un defunto. In realtà usano una penna che scrive da sola e che si vende in tutte le fiere dell'occulto. Se lei la usa in ufficio è uno scherzo di carvevale, se qualcuno la vede da un medium se ne torna a casa contento e convinto di aver assistito ad un fenomeno paranormale».

 

La Reggiani raggirata da sensitiva in cella

Di Marinella Rossi, Il Resto del Carlino, 28 ottobre 2000

Milano - Maghe e amuleti. Magie bianche e nere. Energie: positive o negative. Storia di un bracciale da usare come una «spada nella roccia». Ecco Patrizia Reggiani ex Gucci che non resiste alla sua «attrazione fatale» e, persino dalla cella di San Vittore, cede alla «droga» della chiromanzia. Per poi scoprirsi raggirata dall'ennesima maga, quest'ultima conosciuta nel carcere di piazza Filangieri.

La donna condannata per l'omicidio del prezioso marito Maurizio, prezioso tanto quanto la sua griffe, Gucci, sconta 26 anni di prigione, e non contenta dell'infido rapporto con l'amica veggente Pina Auriemma che tanto le è costata, ha subito il fascino di un'altra «strega», una sensitiva di Torino, tale Ornella R., la cui conoscenza proprio dentro una galera non deve averla messa in alcun modo in sospetto.

Il risultato è una denuncia per truffa, sporta dalla Reggiani nei confronti di Ornella, accusata di avere avuto in anticipo per i suoi servigi 3 milioni e 900mila lire, senza poi aver dato seguito al «contratto». Senza aver consegnato a Patrizia, nonostante gli accordi, quel portentoso bracciale d'oro che avrebbe dovuto proteggerla dall'invidia degli altri.

Nella primavera del '99 la donna, considerata forse non lucida ma consapevole mandante dell'omicidio, conosce dentro San Vittore Ornella di Torino. «Mi fu presentata da alcuni agenti di custodia, che vedevano in lei una grande sensitiva». E la stessa Reggiani le attribuisce «straordinarie qualità»: «Molto prima che i miei legali me lo comunicassero, aveva previsto che un famoso professore straniero si sarebbe interessato del mio caso e che, grazie a lui, la mia vicenda si sarebbe risolta positivamente». Il riferimento è alla diagnosi fatta dal clinico statunitense, secondo la quale la donna era affetta da «sindrome del lobo frontale».

La maga dà a Patrizia dei suggerimenti: «Mi disse di farmi fare un bracciale in oro per proteggermi dall'invidia di cui mi vedeva circondata». E ancora: «Poi mi consigliò di regalarlo a mia madre che vedeva estremamente negativa». Così la Reggiani chiede alla figlia Allegra di accreditare in banca a Eros, il figlio di Ornella, quasi 4 milioni che sarebbero serviti per ordinare l'amuleto a un noto gioielliere di Torino il quale, essendo «di famiglia, era a conoscenza di come svolgere il bracciale». Ornella poi, durante un'uscita premio da San Vittore, lo avrebbe spedito all'amica conosciuta in carcere.

Tutto ciò non è avvenuto: la maga, una volta liberata definitivamente, è scomparsa. Numeri telefonici inesistenti, così gli indirizzi. Patrizia è senza l'amuleto «invincibile». Il suo legale, il romano Mario Giraldi, sottolinea costernato quanto sia «credulona»: «Ha bevuto per un periodo caffè in continuazione, perché una detenuta l'aveva convinta che così le avrebbe potuto leggere i fondi. Naturalmente dietro pagamento». L'avvocato pensa già al suo ricorso in Cassazione?

 

La truffa della maga in tribunale

Era riuscita a spillare ad una commerciante circa cinquanta milioni prevedendo catastrofi familiari «Sua figlia verrà sedotta, abbandonata e poi si toglierà la vita». Infine spunta anche una malefica fattura - Il Gazzettino, 28 ottobre 2000

Annamaria Giannone, in arte Jennifer, ha sulle spalle anche una sentenza di fallimento. Tra incensi, riti e catastrofiche predizioni la cartomante è riuscita a spillare ad una commerciante la bellezza di cinquanta milioni. Finchè la donna, superato il temporaneo momento di crisi in cui si trovava a causa della separazione dal marito, si è resa conto di essere stata buggerata. E la chiromante si è ritrovata con un procedimento per truffa aggravata avviato dal sostituto procuratore Paolo Luca.

La maga, in arte Jennifer, anagraficamente Annamaria Giannone, trentottenne, sposata, residente a Mestre (Carpenedo) in via Ponti 43, ieri mattina ha dovuto fare i conti con il giudice dell'udienza preliminare Giuliana Galasso. La commerciante raggirata, che è tutelata dall'avvocato Leone Barison, si è costituita parte civile. Il difensore della cartomante, avvocato Pilosio, ha chiesto tempo sino al 14 febbraio per perfezionare una proposta risarcitoria. In quali termini è difficile immaginarlo, dal momento che la maga ha sulle spalle una sentenza di fallimento. Unghie lunghe dipinte di blu, eccentrici abiti scuri, l'inseparabile valigetta con i "ferri" del mestiere, Jennifer ha collezionato un bel po' di vittime con i suoi esoterici raggiri. Era un martedì sera del gennaio dell'anno scorso quando la commerciante bloccò il telecomando su Rete 9. Sullo schermo Jennifer si dava da fare con le carte e la commerciante, alquanto depressa, ne rimase affascinata, a tal punto da telefonare l'indomani per fissare un appuntamento.

L'incontro - con relativa parcella di 200 mila lire - avvenne negli studi di Tele Città, nei pressi del Centro Giotto. Nel consulto la maga le prospettò un quadro familiare che avrebbe terrorizzato chiunque, predicendo che la figlia residente all'estero sarebbe stata sedotta, abbandonata e per la disperazione si sarebbe infine tolta la vita. Ma con un lavoro "esoterico" del modico costo di un milione 350 mila lire si sarebbe potuta dare una robusta raddrizzata al futuro della ragazza. La commerciante pagò. Sembrava tutto risolto, ma qualche giorno dopo la maga si rifece viva. Ahimè, c'era anche una "fattura" di mezzo. Tutta colpa della suocera e della moglie dell'ex marito che le avevano fatto una "magìa nera" per mandarla al Creatore. La figlia sarebbe morta in un incidente stradale e lei si sarebbe suicidata. Ma con 35 milioni il malocchio sarebbe stato vinto. E anche questa volta la commerciante pagò. Jennifer, però, ritornò alla carica per la terza volta, predigendo un tumore mortale alla figlia. Servivano altri 28 milioni...

Prosciugato il conto in banca, la commerciante solo allora cominciò a sentire puzza di truffa. Si precipitò negli studi di Tele Città, ma la maga si rese irreperibile. Di qui la denuncia alla Procura.

 
 
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