Il miraggio del Marketing multilivello (MLM)

di © Stephen Barrett, M.D.
tratto da Quack Watch, Traduzione di Alessia Guidi

Non sorprendetevi quando amici o conoscenti cercano di vendervi vitamine, prodotti erboristici, rimedi omeopatici, polverine per perdere peso o altri prodotti salutistici. Milioni di americani si sono arruolati come distributori di aziende multilivello che commercializzano questo tipo di prodotti su base personale. Spesso hanno essi stessi provato quei prodotti, concluso che funzionavano e ne sono diventati fornitori per4 pagarsi l'abitudine.

Il marketing multilivello (noto anche come network marketing) è una forma di vendita diretta in cui distributori indipendenti vendono determinati prodotti, di solito presso il domicilio dell'acquirente o per telefono. Teoricamente tali distributori possono guadagnare non solo dalle vendite che essi riescono a fare in prima persona, ma anche da quelle di chi hanno reclutato.

Diventare un distributore MLM è semplice, e non richiede conoscenza reale nel campo della salute o della nutrizione. Inizialmente molti diventano distributori per poter acquistare prodotti a prezzo scontato. Per una piccola somma - generalmente tra i 35 e i 100 dollari - le aziende vendono un "kit del distributore" che comprende letteratura sul prodotto, materiale per insegnare come vendere (ad esempio cassette video o audio), listini prezzi, formulari d'ordine e un manuale di istruzioni dettagliato. Gran parte delle aziende MLM pubblica un notiziario o rivista con le novità aziendali, articoli sulla sua filosofia, informazioni sui prodotti, storie di successo e fotografie dei venditori più capaci. Il formulario di iscrizione è solitamente costituito di un'unica pagina in cui vengono richieste solamente informazioni identificative. Milioni di americani hanno aderito, compresi numerosi medici attratti dall'idea che vendere prodotti MLM possa bilanciare le perdite attribuibili alla loro professione.

Opportunità economiche discutibili

I distributori possono acquistare prodotti "all'ingrosso", venderli "al dettaglio" e reclutare nuovi distributori che faranno lo stesso. Una volta reclutato un numero sufficiente di distributori, il reclutatore si qualifica per ottenere una percentuale dalle loro vendite. Le aziende suggeriscono che tale modalità permette grosse opportunità economiche. È tuttavia improbabile che chi non entra nei primissimi mesi dell'operazione, o non diventa uno dei primi distributori in una determinata comunità, possa riuscire a costruire una piramide di vendita tale da permettergli buoni guadagni. E molti di coloro che immagazzinano prodotti per raggiungere gli obiettivi di vendita si ritrovano con invenduti che raggiungono spesso le migliaia di dollari. Questa strategia - a cui ci si riferisce come "carico iniziale" - viene promossa affermando che spingerà il nuovo distributore verso bonus maggiori e/o il raggiungimento di livelli di leadership. Alcune aziende permettono l'ordine diretto dei prodotti, evitando pertanto questo problema. Nel luglio del 1999, l'Associazione Nazionale delle Procure Generali [statunitensi] riferì che le denunce relative al marketing multilivello e agli schemi piramidali si collocavano tra i primi dieci tipi di denunce sporte dai consumatori.

Un rapporto della Amway Corporation indica che la stragrande maggioranza dei suoi distributori guadagna davvero poco. Sulla rivista Amway "Business Review" del 1998, vengono riportati i tabulati dei dati raccolti dall'aprile 1994 al marzo 1995 sui distributori che, nel periodo preso in esame, hanno cercato di vendere prodotti al dettaglio, presentato il Sales and Marketing Plan, ricevuto bonus in denaro, o partecipato ad un meeting aziendale o dei distributori. Il "reddito lordo" medio di tali "distributori attivi" risulta essere stato di 88 dollari al mese. Il rapporto definisce "reddito lordo" l'ammontare ricevuto dalla vendita dei prodotti meno il costo degli stessi, più qualsiasi bonus ricevuto. Non considera invece le spese vive di gestione. Se i dati riportati comprendono anche i prodotti acquistati per uso personale il profitto potenziale è ovviamente ancora minore. Il rapporto fa inoltre notare che "circa il 41% dei distributori iscritti si è dimostrato attivo".

Affermazioni dubbie sulla salute

Le aziende multilivello che negli Stati Uniti commercializzano prodotti legati alla salute sono oltre cento. La gran parte di esse sostiene che i propri prodotti sono efficaci per prevenire o curare malattie. Alcune aziende si limitano a suggerire che, integrando la dieta con i loro prodotti, ci si sentirà meglio, si apparirà in miglior forma o si avrà più energia. Qualora nella letteratura aziendale si facessero affermazioni terapeutiche nette, ci si esporrebbe potenzialmente all'azione delle autorità. Alcune aziende corrono questo rischio, nella speranza che non verranno intraprese azioni prima di essersi creati una solida base di clienti. Altre non fanno affermazioni di questo tipo nella letteratura del gruppo, ma si affidano a testimonianze personali che incoraggiano a provare il prodotto, e attribuiscono ad esso qualsiasi miglioramento avvenuto.

Gran parte delle aziende multilivello raccomanda ai distributori di non fare affermazioni sul prodotto, salvo quelle rinvenibili nella letteratura aziendale (in tal modo l'azienda può negare ogni responsabilità su quanto i distributori facciano o dicano). Tuttavia, molte aziende tengono seminari di vendita in cui si viene incoraggiati a raccontare le proprie storie alla platea. In queste occasioni alcune aziende finanziano telefonate di distributori leader che descrivono ai partecipanti i loro successi finanziari, danno consigli di vendita e raccontano la loro personale esperienza con i prodotti. Tali testimonianze possono poi venire pubblicate su riviste o notiziari aziendali, o distribuite sotto forma di cassette audio o video. Tali testimonianze potrebbero scatenare azioni giudiziarie, tuttavia la raccolta di dati richiederebbe molto tempo e raramente le autorità si preoccupano di prendere provvedimenti.

Le azioni delle autorità contro le aziende multilivello sono state effettivamente piuttosto fiacche. Tali aziende vengono generalmente lasciate in pace, a meno che le loro promozioni non divengano talmente notevoli, e gli incassi così cospicui, da farle sentire obbligate a intervenire. Ma anche in questo caso, uno scarso numero di interventi generalmente non ha un impatto significativo sulle aziende ben posizionate sul mercato.

Promozioni recenti

Nel corso degli ultimi 15 anni ho raccolto informazioni su oltre 100 aziende multilivello che trattano prodotti salutistici. Ecco alcuni esempi di attività di marketing improprie:

  • La Body Wise International, di Carlsbad, California, commercializza prodotti "fitness" e dimagranti. Nel 1995 la FTC [Federal Trade Commission accusò l'azienda di aver fatto affermazioni infondate secondo cui il Cardio Wise era "studiato per fornire un margine extra di rassicurazione contro le malattie cardiache", e che i suoi prodotti dimagranti agivano anche senza mettersi a dieta. L'azienda firmò un accordo con la FTC con cui si impegnava a non ripetere tali affermazioni nel futuro.

  • La Mary Kay, famosa per i suoi prodotti cosmetici, sta commercializzando un pacchetto di supplementi quotidiani, del costo di 29,50 dollari al mese, che dovrebbe "aiutare a riempire il gap tra ciò che una dieta salutare fornisce, e ciò di cui una donna ha bisogno per avere salute e bellezza ottimali". Il notiziario Tufts University Diet & Nutrition Letter ha osservato: (1) i supplementi contengono grosse quantità di tiamina, riboflavina, vitamina B6 e vitamina B12, che la maggioranza degli americani assume dagli alimenti comuni; (2) sono carenti di ferro, di cui potrebbero beneficiare molte donne in età fertile; e (3) sul mercato sono disponibili preparati multivitaminici/multiminerali, formulati in modo più razionale, che costano dieci volte di meno.

  • Nel 1993, la Melaleuca Inc., di Idaho Falls, Idaho, iniziò ad offrire una "valutazione di benessere" di un'azienda che avrebbe condotto il test a domicilio. L'iter comprendeva un questionario, l'analisi del sangue per il colesterolo, la lettura della pressione ed una stima sulla percentuale di grasso corporeo. Il rapporto finale valutava i fattori di rischio personale e raccomandava cambiamenti di dieta, di stile di vita ed esercizio fisico. Le raccomandazioni includevano anche l'assunzione "quotidiana di un integratore di vitamine e minerali bilanciato" e la "costante collaborazione con un assistente Vitality for Life (un distributore Maleluca) per l'applicazione dei cambiamenti suggeriti". I potenziali clienti venivano poi incoraggiati all'acquisto di un "Pacchetto Vitality" di "55 diverse vitamine, sali minerali ed altri elementi nutritivi, tutti nelle giuste quantità e proporzioni", del costo di 263,40 dollari per la fornitura annuale. Sebbene la valutazione dei rischi fornisse informazioni utili, il "Pacchetto Vitality" è uno spreco di denaro. Chi desidera assumere formule multivitaminiche/minarali può ottenerle in una comune farmacia per meno di 50 dollari l'anno. L'azienda commercializzava inoltre una "barretta per la conversione del grasso" regolarmente registrata; si trattava di una costosa caramella i cui ingredienti avrebbero dovuto rendere più facile l'esercizio fisico, "impedendo all'organismo di trattenere grasso".

  • La Matol Botanical International, un'azienda canadese, commercializza KM, estratto di 14 erbe comuni dal sapore disgustoso. Originariamente il KM veniva venduto con il nome di Matol, di cui si affermava l'efficacia per disturbi che spaziavano dall'artrite al cancro, oltre che avere effetti di ringiovanimento. Il Dipartimento per la Protezione della Salute canadese intraprese un'azione e ordinò all'azienda di pubblicizzare unicamente nome, prezzo e contenuto del prodotto. Nel 1988 la FDA cercò di bloccare l'importazione del Matol negli Stati Uniti. Tuttavia l'azienda aggirò il divieto aggiungendo un ingrediente e cambiando il nome del preparato. La letteratura del KM riconosce che non ne è mai stata testata l'efficacia contro le malattie, e afferma che i distributori non dovrebbero fare diagnosi o raccomandarlo per malattie specifiche. Tuttavia, molti lo fanno.

  • La Nature's Sunshine Products, di Spanish Fork, Utah, vende prodotti erboristici, vitamine, supplementi nutrizionali, rimedi omeopatici, prodotti per la cura di pelle e capelli, sistemi di purificazione dell'acqua, utensili da cucina e un programma dimagrante. Il suo catalogo di oltre 400 prodotti ne comprende diversi che dovrebbero "nutrire" o "sostenere" diversi organi del corpo. Ai suoi venditori, ribattezzati "Consulenti per la Salute Naturale", viene insegnato ad usare l'iridologia (una procedura pseudo-diagnostica che prende in esame gli occhi), la kinesiologia applicata (una falsa procedura per il test dei muscoli) ed altri sistemi dubbi al fine di convincere la gente di aver bisogno di quei determinati prodotti.

  • La Nu Skin International, Inc., di Provo, Utah, vende prodotti per la cura del corpo e supplementi dietetici. La sua divisione Nu Skin's Interior Design commercializza costosi antiossidanti, prodotti fitochimici ed "enzimi attivi". Questi ultimi dovrebbero essere importanti, poiché "gran parte dei cibi cotti o lavorati che mangiamo non hanno un livello ideale di attività enzimatica", necessaria alla digestione. Tale affermazione è una sciocchezza, poiché gli enzimi necessari vengono prodotti dagli organi digerenti dell'organismo. Nel 1993 l'azienda e tre dei suoi distributori si accordarono per pagare una sanzione di $ 1.225.000 per liquidare l'azione intrapresa dalla FTC, secondo cui erano state fatte affermazioni infondate sul Nutriol Hair Fitness Preparation ed altri tre prodotti per la cura della pelle. Nel 1997, l'azienda accettò di pagare un milione e mezzo di dollari per liquidare le accuse di aver fatto affermazioni infondate su cinque ulteriori suoi prodotti. L'azienda aveva falsamente affermato che tali preparati, contenenti cromo picolinato e L-carnitina, riducevano il grasso corporeo, aumentavano il metabolismo e preservavano o incrementavano la muscolatura.

  • La Sunrider Corporation, di Torrance, California, sostiene che il suo cocktail di erbe può aiutare a "rigenerare" l'organismo. Nonostante alcuni dei suoi ingredienti possano esercitare effetti farmacologici, non esistono prove sufficienti che siano in grado di curare malattie importanti, o che i distributori Sunrider siano qualificati per dare consigli su come usarli in modo proprio. Alla metà degli anni '80 la FDA ordinò alla Sunrider di astenersi dal fare affermazioni relative alla salute.

    Nel 1989 l'azienda firmò un accordo e versò allo stato della California $175.000, accettando di astenersi dall'affermare falsamente che i suoi prodotti hanno effetti di sorta su malattie o disturbi fisici. Abbassò i toni delle sue pubblicazioni, ma continuò a fare affermazioni terapeutiche nei nastri audio e video di testimonianze, e nei suoi kit per distributori. Nel 1992 una giuria di Phoenix, Arizona, concluse che la Sunrider aveva violato le leggi dello stato contro il crimine organizzato, e riconobbe un risarcimento di $ 650.000 ad una donna che sosteneva di essere stata fuorviata dalla propaganda dell'azienda, e di essersi ammalata dopo aver assunto alcuni dei suoi prodotti.

    Il 7 gennaio 1997, il Wall Street Journal riportò che Tei-Fu Chen, presidente della Sunrider, e sua moglie Oi-Lin Chen erano stati rinviati a giudizio per associazione per delinquere, evasione fiscale e contrabbando. Nell'articolo si affermava che (1) avevano omesso di presentare la dichiarazione dei redditi per gli anni 1987-90, per oltre 125 milioni di dollari; (2) avevano usato compagnie straniere sotto il loro controllo per sovraccaricare di materie prime la Sunrider, in modo da poter dichiarare profitti inferiori; (3) avevano stornato milioni di dollari per ripianare gli oneri gonfiati, "riciclando" però il denaro nell'acquisto di immobili negli Stati Uniti e in antiquariato cinese, e (4) avevano presentato false dichiarazioni doganali per ridurre l'importo delle tasse su decine di opere d'arte. Nel settembre del 1997, i Chen e la loro azienda si dichiararono colpevoli di frode fiscale e ai danni della clientela. Il Sig. Chen venne condannato a due anni di carcere federale e ad altri due anni di libertà vigilata, compresi sei mesi di arresti domiciliari. La Signora Chen venne condannata a due anni con la condizionale, compresi sei mesi di arresti domiciliari. Le sanzioni pecuniarie raggiunsero i 99,8 milioni di dollari. L'azienda venne multata per $ 500.000 per avere presentato nel 1989 una dichiarazione dei redditi falsata. Il Signor Chen accettò di pagare 4 milioni di dollari ai Servizi Doganali per evitare la messa all'asta degli oggetti di antiquariato sequestrati. In procedimenti collegati i Chen pagarono 93 milioni di dollari all'IRS per imposte arretrate, interessi e sanzioni, e 2,3 milioni di dollari ai Servizi Doganali per altre irregolarità.

    Nel 1998 la FDA ha diffuso una lettera di avvertenza in cui citava violazioni nella preparazione dei prodotti della Sunrider e informava sull'illegalità della commercializzazione di "vitamine spray" come supplementi dietetici.

Motivazione: potente ma sconsiderata

Il "successo" del network marketing si basa sull'entusiasmo dei suoi partecipanti. La maggioranza di chi pensa di essere stato aiutato da un metodo non ortodosso desidera condividere con gli amici la propria storia di successo. Chi fornisce tali testimonianze è solitamente motivato dal desiderio sincero di aiutare il prossimo. Poiché si tende a credere alle esperienze personali che gli altri ci raccontano, i testimonial possono essere persuasori potenti.

Nella ciarlataneria l'elemento più ingannevole è forse che l'esperienza personale diventa il modo migliore per stabilire se qualcosa funziona o meno. Quando ci si sente meglio dopo aver usato un certo prodotto o procedimento, è naturale attribuirgli qualsiasi cosa sia accaduta. Tuttavia, non si tratta di un comportamento saggio. La maggioranza dei disturbi di cui soffriamo passa da sola, ed anche malattie incurabili possono avere variazioni quotidiane che permettono ai metodi fasulli di conquistarsi un grosso seguito. Inoltre, "fare qualcosa" produce spesso un sollievo temporaneo dei sintomi (effetto placebo). Per tali motivi è quasi sempre necessaria la sperimentazione scientifica per stabilire se i metodi curativi sono veramente efficaci. Invece che testare i propri prodotti, le aziende multilivello spingono i consumatori a provarli e ad attribuire loro qualsiasi miglioramento. Alcuni prodotti sono popolari perché contengono caffeina, efedrina (uno stimolante), valeriana (un tranquillante) o altre sostanze che producono effetti di alterazione dell'umore.

Un altro fattore che fa acquisire devoti è l'impatto emotivo delle attività di gruppo. Immaginate ad esempio di sentirvi soli, annoiati, depressi o stanchi. Un giorno un amico vi dice che "migliorando l'alimentazione" potreste sentirvi meglio. Dopo avervi venduto alcuni prodotti, l'amico vi contatta regolarmente per sentire come state. E vi sembra di stare meglio. Di tanto in tanto venite invitati ad interessanti conferenze dove incontrate persone come voi. Poi vi chiedono di diventare distributore, il che vi tiene impegnati, vi porta qualche soldo extra e vi permette di avvicinare facilmente i vecchi amici, e farvene dei nuovi - il tutto immerso in un'atmosfera di entusiasmo. Alcuni dei vostri clienti vi esprimeranno gratitudine, dandovi un senso di realizzazione. Chi aumenta reddito, orizzonti sociali o autostima riceve una spinta emotiva che può non solo migliorare l'umore, ma anche alleviare sintomi riconducibili alla sfera emotiva.

Le aziende multilivello definiscono questo processo come "condivisione", e suggeriscono che chiunque sia coinvolto è in realtà un "vincente". Il che, semplicemente, non è vero. L'intero procedimento è costruito su una base di inganno. I principali vincitori sono i proprietari dell'azienda e quella piccola percentuale di distributori che diventano leader di vendita. I perdenti sono i milioni di americani che sprecano denaro e assorbono disinformazione.

Pensate davvero che i partecipanti ad un multilivello siano qualificati per giudicare i bisogni alimentari - o le cure mediche - di cui hanno bisogno i potenziali clienti? Sebbene le affermazioni curative siano vietate dalle direttive scritte di gran parte delle aziende, il processo di vendita incoraggia i clienti a sperimentare l'automedicazione, oltre che promuovere potenzialmente una generale sfiducia nei confronti dei professionisti legittimi e dei loro metodi curativi.

Qualcuno dirà che gli apparenti benefici del "credere" nel prodotto superano i rischi coinvolti. Pensate davvero che ci sia bisogno di false credenze per sentirsi più sani o riuscire nella vita? Vi piacerebbe credere che qualcosa possa aiutarvi, quando in realtà non ha valore? La nostra società dovrebbe sostenere un'industria che cerca di sviarci? Gli americani non potrebbero fare qualcosa di meglio con i miliardi di dollari che ogni anno vengono sprecati in prodotti "salutistici" multilivello?

Il coinvolgimento dei medici

Nel corso degli ultimi anni molti medici hanno iniziato a vendere ai propri pazienti prodotti multilivello correlati alla salute. Le aziende maggiormente coinvolte sembrano essere Amway, Body Wise, Nu Skin (Interior Design) e Rexall. I medici di solito vengono reclutati con la promessa di un reddito extra che compenserà le perdite professionali. Nel giugno del 1999, Il Consiglio Direttivo dell'AMA ha approvato una direttiva etica in cui viene enfatizzato il fatto che il medico non dovrebbero costringere i propri pazienti ad acquistare prodotti salutistici, o reclutarli per partecipare a programmi di marketing da cui il medico stesso trae benefici, finanziari o diversi, derivanti dall'impegno del paziente. La direttiva disapprova chiaramente i medici che traggono profitto dalla vendita di prodotti salutistici esenti da ricetta medica, come ad esempio i supplementi dietetici.

Raccomandazioni

I consumatori dovrebbero essere tanto saggi da evitare i prodotti salutistici multilivello nel loro complesso. Quand'anche avessero qualche valore nutrizionale (come nel caso di vitamine e alimenti a basso tenore di colesterolo) inevitabilmente costano molto di più, e potrebbero non essere necessari. Nella migliore delle ipotesi i prodotti promossi come rimedi o cure non hanno fondamento, oppure non sono intesi per condizioni mediche che prevedano l'automedicazione.

Le agenzie governative dovrebbero agire aggressivamente contro il mercato multilivello, usando investigatori sotto copertura e sporgendo denuncia in caso di illeciti. Chi pensa di essere stato truffato da aziende multilivello dovrebbe sporgere denuncia alle autorità competenti, compresi gli uffici locali della FDA e del FTC. Una lettera in cui vengono spiegati in dettaglio gli eventi dovrebbe essere sufficiente a far partire un'indagine; e naturalmente quanti più esposti si presentano, tante più probabilità ci saranno che vengano intraprese azioni correttive. Se avete un kit del distributore di cui non avete più bisogno, sarei lieto di aggiungerlo alla mia collezione. Se volete aiutare Quackwatch a raccogliere informazioni sulle aziende multilivello in Internet, cliccate qui.

Stephen Barrett, M.D. - articolo revisionato il 17 agosto 2001


Ulteriori risorse critiche

in inglese:

Visita Quackwatch, l'Osservatorio Ciarlatani del Dott. S. Barrett.

 
 
 
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