UrinoterapiaDi © Robert Todd Carroll, Skeptic DictionaryTraduzione © Alessia Guidi L'urinoterapia si riferisce ad uno dei diversi usi che si possono fare dell'urina, cioè a quello che servirebbe per prevenire o curare malattie, diventare più belli o ripulirsi l'intestino. Gran parte dei devoti a questa pratica bevono il cuore della propria urina mattutina. Alcuni la preferiscono fumante; altri la mescolano a succo di frutta o alla macedonia. Alcuni preferiscono un paio di gocce di urina mescolata ad un cucchiaio d'acqua applicate sotto la lingua diverse volte al giorno. I newagers all'ultima moda prediligono senza dubbio prendere la loro dose con l'insalata serale, con un particolare condimento Pipì & Aceto disponibile in alcuni negozi alternativi. Qualcuno si lava nel proprio fluido dorato per migliorare le qualità della pelle. Si dice che molte donne moderne giapponesi facciano bagni di urina. A chi piace osare di più la usano per clisteri. L'urina non è solo una colazione per campioni, è l'elisir scelto da numerosi santoni dell'India, paese in cui la pratica è conosciuta e seguita da migliaia di anni. È anche il cordiale preferito da un crescente numero di naturopati ed altri sostenitori delle "cure naturali". Le maggiori attrattive di questa tisana casalinga sono i suoi costi, la disponibilità e la facilità di trasporto. È molto più a buon mercato dell'altra "acquavite", il whisky (uisge beatha), che a sua volta è stato acclamato per le sue qualità mediche. A differenza del whisky, però, l'urina è sempre disponibile, tutti ne portano una discreta scorta e, per la maggioranza, non esistono fastidiose intossicazioni collaterali. Inoltre la tendenza ad abusarne è praticamente assente. Lo stesso non si può dire per un buon whisky di malto come l'Highland Park. Molti sostenitori affermano che l'urina è una panacea. Praticamente non esiste malattia che possa resisterle. Si dice che sia efficace contro l'influenza, il raffreddore comune, le ossa rotte, il mal di denti, la pelle secca, la psoriasi e tutti gli altri problemi della pelle. Pare che scoraggi l'invecchiamento e sia utile per l'AIDS, le allergie, i morsi di animali e serpenti, l'asma, i disturbi cardiaci, l'ipertensione, le scottature, il cancro, le intossicazioni chimiche, la varicella, le enteriti, le costipazioni e la polmonite. Si dice che l'urina abbia efficacia contro la dissenteria, l'edema, l'eczema, l'irritazione degli occhi, la fatica, la febbre, la gonorrea, la gotta, il vaiolo, i disordini immunologici, le infezioni, la sterilità, le calvizie, l'insonnia, l'itterizia, l'epatite, il sarcoma di Kaposi, la lebbra, i disordini linfatici, l'orticaria, le nausee mattutine, i postumi della sbornia, l'obesità, il virus papilloma, le parassitosi, le ulcere gastriche, i reumatismi, le voglie della pelle, i colpi apoplettici, le congestioni, la lombalgia, il tifo, la gastrite, la depressione, il naso chiuso, la tubercolosi, il tetano, il morbo di Parkinson, i funghi ai piedi, il diabete ed altre malattie endocrine. Alcuni entusiasti considerano l'urinoterapia come una manifestazione divina dell'intelligenza cosmica. Usano l'urina per liberare la kundalini e inviarla direttamente al terzo occhio, con illuminazione immediata. Con tali mirabolanti proprietà stupisce che la scienza si sia preoccupata di sviluppare la medicina, visto che aveva in bottiglia, si fa per dire, la chiave della salute. Ognuno di noi è una farmacopea ambulante. Homer Smith (Man and His Gods) una volta ha scritto che «l'uomo è una macchina che tramuta il vino in urina». Sapeva ben poco sul fatto che l'uomo è una macchina che tramuta praticamente ogni cosa in un tonico dagli effetti miracolosi. Nonostante le affermazioni degli autori di libri sull'urinoterapia, le prove scientifiche che dovrebbero raccomandare questa bevanda sono tristemente assenti. Secondo gli urinofili l'establishment medico ha cospirato per mantenere la nostra ignoranza sul farmaco meraviglioso che noi tutti ci portiamo in vescica. Un auto proclamato esperto in materia afferma che: La comunità medica da decenni è consapevole della stupefacente efficacia [dell'urina], ma a noi nessuno l'aveva mai detto. Perché? Forse pensano che l'argomento fosse troppo controverso. O forse, ed è più probabile, non esisteva un'adeguata remunerazione finanziaria nel raccontare alla gente ciò che gli scienziati sanno sull'elemento curativo più straordinariamente naturale del mondo. Si tratta di un'argomentazione comune ai difensori delle terapie alternative: l'avidità dei medici li spinge a complottare contro chiropratici, terapeuti di varia natura, ecc. Le prove di tale complotto non riempirebbero una tazzina da caffè. Parte del presunto complotto per mantenerci ignoranti sulle meraviglie della nostra pipì è il fatto che molti pensano che bere urina sia velenoso. L'urina generalmente non è tossica, e non morirete di avvelenamento uremico se iniziate la giornata con una tazza del vostro fluido dorato. Tuttavia non mi sembra giusto incolpare l'establishment medico per la generale ignoranza su questa questione. E in ogni caso solo perché qualcosa non è tossico non significa che faccia bene. Neppure i capelli sono tossici, e anche se potrebbero essere una buona fonte di fibre solitamente non è desiderabile mescolarli al cibo. Inoltre, se è vero che alcuni componenti dell'urina sono usati e testati per il loro potenziale o reale valore terapeutico, non ne deriva che bere la propria urina sia terapeutico. Si potrebbe scoprire che uno dei componenti chimici dell'urina umana è efficace nella lotta al cancro. Però bere la propria urina difficilmente fornirà sufficiente sostanza anticancro per ottenere effetti benefici. È poi vero che alcune delle sostanze contenute nell'urina fanno bene. Per esempio se assumete più vitamina C di quanto l'organismo possa assorbirene (la vitamina C è idrosolubile) la eliminerete con l'urina. Ma non ne segue che bere urina sia un buon modo per introdurre vitamina C. Sarebbe preferibile un'arancia. E comunque se urinate la vitamina C in eccesso che utilità pensate possa avere per il vostro organismo reingerirla bevendo urina? Se state pensando che la eliminerà, avete indovinato. La ragione per cui la vostra urina contiene vitamine e minerali è che il vostro organismo non ne ha bisogno, o non riesce ad utilizzarli. Anche l'urea, che ad alte dosi può essere tossica, nella persona normale è presente in quantità talmente basse che esistono ben poche possibilità di intossicarsi bevendo la propria pipì. L'origine di questa insolita pratica sembra da ascrivere a certi riti religiosi Indù: nella tradizione tantrica viene chiamata amaroli. La tradizione tantrica è nota per il suo comportamento contro corrente inteso a stabilire la superiorità morale dei suoi praticanti. È poi possibile che questa pratica sia correlata alle superstizioni basate sulla magia. Visto che l'urina fuoriesce dallo stesso organo usato per il sesso, forse si pensava che berla fosse ingoiare, in un certo senso, un energizzante sessuale. In ogni caso è improbabile che 4000 anni fa gli indiani avessero motivi scientifici per bere la propria urina. Un'altra nozione piuttosto non scientifica che pare essere accettata dagli urinofili è che l'urina sia in realtà sangue, visto che si tratta del prodotto del filtraggio del sangue operato dai reni. È improbabile che, nel caso abbiate bisogno di una trasfusione, l'urina abbia lo stesso effetto. Un'altra affermazione fuorviante fatta dagli urinofili è che il liquido amniotico non è altro che urina: urina fetale. Se fa bene al feto, dovrebbe far bene a noi tutti. Ecco quanto l'esperta di urina Martha Christy sostiene sull'argomento: Il liquido amniotico in cui il feto umano è immerso è costituito primariamente da urina. In realtà il bambino "respira" continuamente fluido amniotico saturo di urina, e senza questo fluido i polmoni non si svilupperebbero. I dottori credono che anche la morbidezza della pelle dei bambini, e la capacità di guarire velocemente e senza cicatrici da interventi di chirurgia pre-parto siano dovute alle proprietà terapeutiche del fluido amniotico saturo di urina. Alcuni dei componenti chimici che si trovano nel liquido amniotico non vengono però rintracciati nella maggior parte dei campioni di urina. È quanto meno fuorviante sostenere che quel liquido sia "primariamente" urina. Sarebbe più giusto dire che entrambi sono primariamente acqua. Non so di quali dottori la Sig. Christy stia parlando, ma la maggioranza dei genitori vi dirà che quando il loro bambino è uscito dal ventre materno la sua pelle era tutt'altro che bella. I paragoni con le prugne avvizzite sono comuni. Esattamente come la pelle di chiunque sia stato immerso a lungo in acqua. La pelle dei neonati diventa morbida solo dopo qualche tempo. Secondo Kim Kelly, naturopata e infermiera di Seattle, a questo c'è una ragione. I neonati non producono grasso dalle ghiandole sebacee se non diverse settimane dopo la nascita, e questo è il motivo per cui spesso sembrano avere la pelle secca, squamata. Piuttosto che avere la pelle morbida per l'azione del liquido amniotico, secondo la Kelly, i bambini nel ventre materno sono protetti dal vernix, una sostanza cremosa che serve come barriera tra il bambino e il liquido amniotico. Perciò a meno che la vostra urina non sia satura di vernix, verosimilmente non funzionerà da idratante quando usata come lozione per la pelle. Che cos'è l'urina? L'urina generalmente è gialla e limpida, a seconda della dieta e della salute del soggetto. Solitamente ha un odore di ammoniaca per le scorie nitrogenate che costituiscono circa il 5% del fluido (il restante 95% è acqua). E' un fluido leggermente acido che porta le scorie dai reni al mondo esterno. I reni hanno milioni di nefroni che filtrano tossine, rifiuti, acqua e i sali minerali presenti nel sangue. I reni regolano l'acidità del sangue eliminando, quando necessario, i sali alcalini in eccesso. Il principale costituente delle scorie nitrogenate dell'urina è l'urea, un prodotto della decomposizione proteica. L'urea, tra le altre cose, è un diuretico. La produzione media di urina in un adulto varia da uno a due quarti al giorno [da 1,13 a 2,16 lt.]. La vescica, che raccoglie l'urina da eliminare, ha una capacità di circa 16-20 once [450-560 gr] di fluido, anche se l'eliminazione media è di circa la metà. Oltre all'acido urico, all'ammoniaca e alla creatina, l'urina consiste di molti altri prodotti di scarto in minime quantità. Essere un prodotto di scarto non significa che si tratti di una sostanza tossica o dannosa. Significa che l'organismo non riesce, in quel momento, ad assorbire la sostanza. Potremmo immaginare i costituenti dell'urina come avanzi di un pranzo. Possiamo gettare il cibo in eccesso, oppure possiamo conservarlo e mangiarlo successivamente, dopo averlo diluito sostanzialmente con acqua, e averlo frullato. Con l'urina, sfortunatamente, non possiamo ingerire prodotti di scarto nella forma in cui erano stati originariamente ingeriti. Per gran parte delle persone, nella maggioranza dei casi, bere la propria urina non causerà danno. Tuttavia non sarà utile o salutare, eccetto quelle rare occasioni in cui si rimane sepolti sotto un edificio crollato, o naufraghi in mare per una settimana o due. In queste situazioni bere l'urina potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte. Per il tonico quotidiano, invece, esistono modi molto più gustosi di introdurre prodotti salutari. Sfortunatamente, poi, non tutti possono iniziare a bere la propria urina senza effetti secondari negativi. La Chinese Association of Urine Therapy avverte che: i sintomi comuni includono diarrea, prurito, dolore, senso di fatica, spalle doloranti, febbre ecc. Questi sintomi sembrano più frequenti nei pazienti che soffrono di malattie croniche o gravi, e i sintomi possono ripetersi diverse volte. Ogni episodio può durare da 3 a 7 giorni, ma a volte anche un mese, o addirittura anche 6 mesi e oltre. È un peccato che in molti smettano l'urinoterapia per colpa di questi episodi [sic]. La reazione di guarigione è come il buio prima dell'alba. Se si persiste e si vincono le difficoltà, si può godere della felicità finale di una vita sana. La stessa associazione sostiene che «tutti i tipi di infiammazione alla gola possono trarre beneficio da gargarismi di urina a cui è stato aggiunto un po' di zafferano» e «per la persona comune bere un'oncia di urina … è più benefico di un centro medico multimiliardario, con personale specializzato». Non sono riuscito a trovare le prove a sostegno di queste affermazioni. Forse sono state presentate durante la Prima Conferenza Mondiale sull'Urinoterapia tenutasi in India nel febbraio del 1996. O forse nel 1998, alla Seconda Conferenza Mondiale sull'Urinoterapia tenutasi in Germania. Perché le terapie alternative come l'urinoterapia hanno successo? Forse il motivo principale è che sembrano funzionare. Per ogni terapia alternativa popolare ci saranno sempre numerose testimonianze di persone su cui hanno funzionato. Queste persone lo sanno perché hanno provato, e la terapia li ha "aiutati", o ha "curato" qualche tipo di malanno. Non serve a molto far notare ai veri credenti che la maggioranza dei loro malesseri sarebbero guariti da soli, e sarebbero scomparsi anche se non si fossero curati. Il mal di denti o i brufoli sul viso possono essere scomparsi dopo aver bevuto una tazza del proprio liquido dorato, ma questa non è una prova che esistano collegamenti causali tra i due eventi. Allo stesso modo probabilmente non riuscirete a dissuadere un vero credente facendo notare che molte malattie vanno in remissione per motivi sconosciuti, e solo perché la remissione è avvenuta dopo aver bevuto urina per un mese non significa che esistano collegamenti causali. E sprecherete fiato cercando di far considerare al vero credente la possibilità che, tanto per cominciare, l'operatore alternativo abbia fatto una diagnosi sbagliata. Quindi non è mai stato curato, perché non era malato. Infine, molte persone che usano terapie "alternative" le usano congiuntamente alla medicina scientifica tradizionale. Se migliorano attribuiscono il merito alla terapia "alternativa", se non migliorano incolpano la medicina tradizionale. |