Un popolo di poeti, santi, eroi, navigatori e… truffatori

 

Allarme ciarlatani

Di Brunella Schisa, Il Venerdì di Repubblica, 27 ottobre 2000

È una vera invasione di santoni, maghi, veggenti. Dalle tv alle radio, dalle chat telefoniche al web. I dati presentati dal Telefono Antiplagio denunciano un giro miliardario a spese degli ingenui. E il Parlamento corre ai ripari.

«Tuo figlio è anemico, allergico? Ha fobie paure, complessi di inferiorità, poca personalità? Ha problemi alla vista, all'udito? Ha tic, nevrosi? Io, "Effetto Solar" lo guarirò. La telementazione, il prana, la mia medicina naturale e, la mia possente forza, lo renderanno sano, forte, moralmente potente. Chiama, e lo farai felice». Questo è l'ultimo samizdat che ha circolato tra la cassette della posta romane. L'ironia è involontaria, ma "sola" a Roma significa fregatura. L'effetto fregatura è una delle piaghe del nostro paese e degli italiani, popolo di poeti, navigatori, santi, grandi truffatori. E gonzi.

Secondo il "Rapporto su magia e Occultismo in Italia" che Telefono Antiplagio ha presentato ieri, nove milioni di italiani, almeno una volta all'anno, si rivolgono a maghi, guru e sedicenti guaritori. Un fenomeno in crescita da quando il mondo dell'occulto e i suoi profeti hanno invaso il Web. Un giro di affari di seimila miliardi. Migliaia di raggirati. Tanto che il Parlamento ha deciso di stringere i freni. La scorsa settimana il sottosegretario alla Sanità Ombretta Fumagalli Carulli, rispondendo a un'interrogazione parlamentare dell'onorevole Sergio Cola di An, ha affermato la necessità di «arginare, attraverso strumenti legislativi, un fenomeno sempre più diffuso, alimentato da chi, esercitando l'impostura, approfitta dell'ingenuità del pubblico con possibili rischi per la salute dei cittadini». Per questo ha istituito presso il ministero della Sanità una task force che esaminerà le segnalazioni dei raggirati.

Dal 1994 ad oggi le denunce a Telefono Antiplagio sono state 5400, una goccia rispetto all'oceano di raggirati "non ufficiali". Secondo il "Rapporto 2000" sono almeno ventimila le persone che ogni anno cadono nella rete dei ciarlatani, ma soltanto quattro su cento sporgono denuncia.

«Molti tacciono per vergogna, per non fare la figura degli ingenui. Altri per paura, seppur delusi temono i poteri del "mago", il quale spesso usa armi intimidatorie. Invece bisognerebbe avere il coraggio di denunciare, convincere le vittime che se quei millantatori non hanno poteri per realizzare ciò che hanno promesso, tantomeno ne hanno per nuocere», commenta Giovanni Panunzio fondatore del Telefono Antiplagio.

Allora come difendersi? Percorrere le vie legali è difficile perché la normativa è confusa e contraddittoria. Per legge in Italia è vietato il mestiere di ciarlatano, ma il reato di plagio è stato depennato dal Codice da oltre vent'anni. «La truffa si risolve sempre in reato amministrativo e finisce con una multa. In realtà non c'è una volontà politica, gli operatori dell'occulto sono presenti sulle pagine gialle, in televisione, nelle radio. Circa 500 maghi operano attraverso chat-line e linee audiotel come il 166, una linea pensata per fini sociali. Il giro di affari è spaventoso: tremila lire al minuto per 24 ore su 24. E alla Telecom va una parte della torta», si indigna Panunzio.

La lista dei reati è pesante: circonvenzione di incapace, abuso della professione, truffa, violenza privata, evasione fiscale, violazione della privacy. Per esempio i maghi sono gli unici che detengono i dati personali dei clienti senza rispettare la normativa dell'Authority. E le fatture che fanno, sono soltanto quelle contro il malocchio. È stato calcolato che tra il '90 e il '99 gli operatori dell'occulto hanno accumulato 25 mila miliardi.

Ma quanto costa una prestazione? La fattura fa da un minimo di 500 mila lire a un massimo di quattro milioni; la legatura d'amore da due a sette. Il costo degli amuleti oscilla tra le 500 mila e i sei milioni, dei talismani tra le 200 mila e i due milioni. La lettura delle carte tra trenta e duecentomila.

Intanto i professionisti della bufala invadono i mezzi di comunicazione, intasano le linee telefoniche, usano talk show per mostrare le loro facce di bronzo.

Un esempio? «Prendiamo la medium Rosemary Altea [1], a cui Maurizio Costanzo offre la platea dei Parioli tutte le volte che la sensitiva pubblica un libro. Per un'intera serata la signora si esibisce in performance mediatiche, che in realtà sono tecniche arcinote, senza contraddittorio» dice Massimo Polidoro, segretario del Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni Paranormali. E continua. «È stata presentata al pubblico come la medium di Clinton, ma alla Casa Bianca, a cui abbiamo chiesto informazioni, ha negato di conoscerla. Altea entra ed esce dall'aldilà con grande disinvoltura. Perciò le abbiamo offerto due miliardi se accettava di chiamare lo spirito di Galileo per rispondere a tre domande che le avremmo consegnato in busta chiusa al momento. Naturalmente ha rifiutato». Ma la forza di questi sedicenti poteri magici sta proprio nella loro debolezza, cioè non hanno alcuna consistenza sperimentale, né uno straccio di prova scientifica.

«I loro supposti poteri non sono mai verificabili empiricamente», conferma Cecilia Gatto Trocchi, docente di antropologia culturale all'Università di Chieti. «Studio la materia da 15 anni e ho imparato a prenderla molto sul serio. Dietro ogni fenomeno trascendente c'è il trucco. Ma non tutti riescono a sfuggire alle suggestioni. Le persone si dividono in due tipologie: dipendenti dal campo e gli indipendenti. Il campo è la situazione. Gli indipendenti, a cui appartengo, mantengono una loro autonomia di fronte ad un evento straordinario. Faccio un esempio. Ho conosciuto Sai Baba. L'ho visto parlare, muoversi. Quando sono andata via, le cinque persone che erano con me giuravano d'averlo visto camminare sollevato dal suolo cinque centimetri. Io ero l'unica ad aver visto chiaramente che Sai Baba non levitava per niente, anzi strisciava i piedi».

Ma su una cosa tutti concordano. Non è la miseria né l'ignoranza a spingere le persone a infilarsi nel pantano della magia e del soprannaturale. Una sorta di rete per aragoste. Una volta entrati è impossibile uscire. Secondo il rapporto di Telefono Antiplagio, il 31% delle persone coinvolte ha la licenza elementare, il 39 quella media, il 30 il diploma o la laurea. L'età media del raggirato è di 45 anni.

«Ho conosciuto centinaia di clienti di santoni tutti alfabetizzati, con l'auto, la televisione, la seconda casa», commenta Gatto Trocchi. E il mago Otelma conferma. Davanti alla platea di Porta a Porta ha ammesso di avere tra i suoi clienti industriali, finanzieri, professionisti e diversi uomini politici. Cinque deputati, due senatori, un ministro, due segretari di partito. Secondo il "divino Mago" (così si fa chiamare e usa per sé il plurale maiestatis) «si rivolgono a noi per vincere le elezioni e annichilire l'avversario». Per soddisfare la loro ambizione si sottopongono a dei riti corporei che lo stesso Otelma si è vergognato di descrivere davanti alle telecamere. Il prezzo? «Li trattiamo bene, perché i politici sono un nostro punto di riferimento in Parlamento. Un rituale pre elettorale costa al massimo tre milioni». Il prezzo dell'impunità.

Resta ancora un quesito. Da dove nasce questa richiesta irrazionale che coinvolge trasversalmente tutta la società? La risposta è unanime. Quando tutto va male, quando si perde il lavoro, la salute e la persona amata, la fede crolla e cresce la tentazione di credere nel trascendente. Il nuovo oppio dei popoli.

Nulla di nuovo. Già nel 1965 Italo Calvino profetizzava: «Il territorio che il pensiero laico ha sottratto ai teologi è sul punto di cadere in mano ai negromanti». Gli risponde cinicamente e indirettamente Ron Hubbard, il fondatore della Chiesa di Scientology: «Scrivere per qualche lira a parola è ridicolo. Se vuoi fare davvero i milioni non c'è modo migliore che fondare una religione».

 

Entrò in casa e ci mise sul lastrico

La storia di Maria Franca. Una vita distrutta dall'arrivo della santona.

«Un incubo durato dodici anni. Maria Grazia Sotgiu piombò nella mia vita nel maggio dell'86. Eravamo felici e benestanti. Quando ce ne liberammo avevamo perso mezzo miliardo. Era una parente di mio marito e arrivò a Capoterra insieme col compagno. Entrò subito traumaticamente nella mia famiglia comunicandomi che mia madre sarebbe morta perché vittima di una fattura. Mi disse di non fare domande, era stata mandata dal Signore per salvarci. Mi chiese di portarle alcuni oggetti personali di mamma, ma non so che cosa ne fece. Mamma migliorò.

Una settimana dopo mentre eravamo a pranzo Maria Grazia ebbe una crisi. Dalla bocca sputava schiuma e soldi. Poi entrò in trance. L compagno le chiese «Sei tu Signore?». E con voce cavernosa rispose «Sì». Poi quella voce aggiunse di non avere paura, e fidarci della persona che aveva quei poteri eccezionali. Da quel momento si trasferì in casa nostra. Entrava spesso in trance una volta parlava il Signore, un'altra la Madonna, altre volte le anime defunte. Tutti chiedevano la stessa cosa: soldi. Prima uno, due milioni; poi dieci, venti. Sempre di più. Servivano per le anime. Spesso in casa sparivano soldi e cibo. Una volta li avevano presi i demoni, un'altra le anime. Anche la pensione di mia madre serviva per loro. Per anni ho chiesto aiuto al parroco, ai carabinieri. Nessuno ci ha aiutati. Poi finalmente l'autorità giudiziaria si è mossa e io sono stata coinvolta come complice al processo, e poi assolta. Maria Grazia è stata condannata a sette anni, ma adesso si aspetta la Cassazione. Intanto continua a vivere indisturbata in paese».

 

Per i medici, occhio al tesserino

Infermiere, primario, cardiologo senza laurea. Il camice non basta.

Il camice non fa il medico, eppure in molti ci provano. Ricordate la bella cardiologa con licenza magistrale che ha messo nei guai il primario di Trani? O l'infermiera riuscita a diventare direttore sanitario di dieci studi dentistici romani? «L'abuso della professione medica è tra i più frequenti, nonostante esista una legge regionale che impone ai medici di portare sul camice un tesserino con il numero di iscrizione all'Ordine di appartenenza», dice Benito Meledandri, presidente dell'Ordine di Roma dei Medici Odontoiatri. L'equivoco della gente comune è distinguere un dentista da un odontoiatra, entrambi medici, figuriamoci la confusione con l'odontotecnico che realizza la protesi. «Per evitarlo siamo riusciti a vietare che nello studio medico ci sia il laboratorio, così un tecnico col camice bianco non può essere scambiato per un laureato».

 

Ma l'estetista non può curare

Nei trattamenti ci vuole cautela

A qualcuno verrebbe mai in mente di farsi togliere l'appendicite dal suo parrucchiere? Allora perché dopo tre giorni di corso una professionista della ceretta e del punto nero può trasformarsi in esperta di liposuzione? L mondo medico da anni ci mette in guardia: «Attenzione ai centri estetici e a tutte le strutture parasanitarie dove l'abuso della professione è in agguato. Tutti gli interventi estetici intrusivi devono essere eseguiti in ambienti sterili e con strumenti monouso. Per questo un centro estetico per quanto dotato di mezzi adeguati non può essere considerato a livello di sala operatoria».

 

Quanti abusi sul lettino

Attenzione al "terapeuta selvaggio"

Quante infamie commesse nel nome di Freud. Negli Stati Uniti il 7% degli psicoterapeuti ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con i pazienti. In Italia la professione di psicologo è regolamentata solo dal 1989. La legge chiede inoltre allo psicoterapeuti la laurea in medicina o in psicologia, più quattro anni di specializzazione. Prima di allora era la giungla. «Per compilare l'albo degli psicoterapeuti ci sono state due sanatorie che hanno inglobato un po' di tutto», spiega Emanuele Morozzo della Rocca, presidente dell'Ordine degli psicologi del Lazio. «Per questo abbiamo costituito una commissione deontologica con il compito di vigilare sugli abusi. Abbiamo avuto diverse segnalazioni anche per abusi sessuali e per plagio. Inoltre interveniamo autonomamente quando un professionista non mostra un adeguato decoro».

 

Note di Alessia:

Su Rosemary Altea ho raccolto qualche riflessione: