I nuovi culti in Italia

Introduzione di Cecilia Gatto Trocchi al libro “Mentalmente Liberi”, Come uscire da una setta - di Steven Hassan, Avverbi editore


 

Il libro di Hassan schiude nuove prospettive sia interpretative che operative di grande interesse nei riguardi del problema dei culti distruttivi, fenomeno che è oggi presente in larga misura anche in Italia. A una prima analisi antropologica potrebbe sembrare che il nostro Paese, di tradizione cattolica per quanto riguarda la cultura "popolare" e laico-razionalista per quanto riguarda la cultura d'élite, sia la terra più inospitale per la diffusione di culti e sette. Ma in realtà non è così: tra non molto l'Italia non avrà più nulla da invidiare alla California, patria conclamata dei nuovi culti.

Dopo il crollo delle ideologie politiche e dell'impegno "rivoluzionario", nuove forme religiose si sono diffuse in modo rilevante, spesso come alternativa alla dispersione urbana, l'isolamento, la neutralità affettiva, la confusione dei valori fondanti, la crisi della famiglia e talvolta delle istituzioni.

I nuovi culti mostrano un'estrema varietà di forme e un forte sincretismo, che mescola elementi presi dalle tradizioni più disparate. Un interesse vagamente spiritualista si impone nelle città ricche e annoiate, trovando vasta eco nella piccola e media borghesia e tra i giovani, portatori di un maggiore disagio sociale. Nella cultura diffusa aleggia da tempo un'aria misticheggiante, una nebbia sottile che si autodefinisce "spiritualità alternativa" e che confonde le acque in maniera opprimente. Culti di varia provenienza si diffondono in Italia, appoggiandosi al pluralismo e al relativismo dei valori, mentre non di rado si fa ricorso a legittimazioni spurie in cui campeggia la psicologia del profondo, spesso poco conosciuta e mal digerita.

I nuovi movimenti religiosi si possono classificare in base a tre elementi: le origini storiche, il contenuto dottrinale, le modalità di organizzazione. Orientarsi in questo mondo caleidoscopico e bizzarro è estremamente difficile, come è difficile identificare la natura dei nuovi culti e la loro eventuale potenzialità distruttiva, cosicché muoversi con accortezza nelle proprie scelte si configura come un imperativo di vitale importanza a cui il libro di Hassan può dare notevole contributo.

L’opinionismo imperante - per cui chiunque parla ha ragione - e il "politicamente corretto" pongono sullo stesso piano oscuri culti orgiastici e grandi tradizioni religiose, gruppi seguaci della dea Kali e teologi impegnati. Nelle università si invitano sedicenti sciamani siberiani che realizzano i loro riti con tanto di "tende dei sudori" e cadute in trance. Tutto appare migliore della tradizione cristiana: i sacrifici umani dei Maya, la filosofia indiana del non-essere, la magia africana, i riti sessuali dei seguaci del tantrismo, le profezie dei druidi. Le catastrofi culturali del Novecento e l'abbandono graduale ma costante nei riguardi delle religioni tradizionali, spingono capi carismatici e santoni improvvisati a organizzare culti dal vivace proselitismo, celebrati in luoghi che si configurano spesso come centri psicologici o del potenziale umano.

L'elemento iniziatico della segretezza rende i nuovi culti delle comunità ideali, ove leggi particolari regolano la vita degli adepti e dove la volontà del capo e dei dirigenti è sovrana. In tale contesto, entrare nella setta è considerato un dono prezioso, una sovrumana possibilità.

All'interno delle sette si promette all'adepto che il suo potenziale sarà fruito in tutta la sua pienezza e in tale ambito il controllo della mente è accettato come passo obbligato per raggiungere i "poteri", vuoi di auto guarigione, di purificazione, di immortalità.

Hassan definisce molto chiaramente le tre fasi che costituiscono il procedimento necessario per raggiungere il controllo della mente, che chi scrive ha sperimentato sottoponendosi alle tecniche proposte dai culti e dalle psico-sette. Il procedimento che Hassan chiama destrutturazione consiste nel privare l'adepto dei punti di riferimento culturali ereditati dall'educazione. Il cambiamento è nella proposta di una nuova visione dell'uomo e del mondo e la ristrutturazione è la riforma del pensiero, volta a sottomettere la persona alle leggi del gruppo settario.

Mentre i gruppi che si autodefiniscono "cristiani" (di matrice neo-protestante) fanno riferimento in modo più o meno distorto alla Bibbia, i gruppi "orientaleggianti" e quelli magici ed esoterici rimandano a una dottrina millenaria in cui si dovrebbero poter riscoprire i poteri super-naturali dell'uomo, doti che sarebbero state occultate dalla cultura occidentale, la cui matrice viene identificata nella filosofia greca razionalista e nella teologia ebraico-cristiana.

Il monoteismo è visto come una grande sciagura, mentre il politeismo, rimodernato e mescolato a supposte tesi psicoanalitiche, sarebbe la base per ottenere poteri sublimi. Avendo io stessa subito più di sessanta iniziazioni, posso garantire che la procedura di riconquista del potenziale umano viene rivelata dopo mesi e mesi di lezioni melense e noiose, che al di sotto di un'apparente diversità sono penosamente simili. Per prima c'è la grande rivelazione della nostra natura "divina", ricavata da un sincretismo a dir poco bizzarro che va dalla cabala ebraica a uno gnosticismo di seconda mano, dalle religioni orientali a una pseudoscienza chiamata "scienza di confine".

L'altro fronte di azione è quello delle pratiche e dei rituali da compiere alla perfezione, senza sbagliare mai, pena la non divinizzazione dell'adepto. Anche qui la prassi è dettata dalla fantasia dei capi carismatici, che propongono un vasto campionario di riti in cui può comparire la confessione del proprio passato in termini spesso drammatici, la ripetizione di parole "potenti", la purificazione a base di saune, la meditazione, l'autoipnosi e altre tecniche capaci di indurre uno stato alterato di coscienza. Ultimo traguardo per acquistare i poteri è la trasgressione di tutte le leggi morali e degli imperativi categorici.

Alcuni governi europei stanno osservando il fenomeno con apprensione. In Francia, già nel gennaio 1996 l'Assemblea Nazionale aveva fatto eseguire un'indagine, nota come Rapporto Guyard, in cui si identificavano alcuni movimenti magico-occultisti o estremisti-fondamentalisti da tenere sotto controllo. Nel 1997 il governo tedesco ha messo sotto sorveglianza alcuni culti, mentre in Austria i partiti hanno ratificato una delibera per escludere nel loro ambito gli appartenenti ai culti controversi.

In Italia, il rapporto del Ministero dell'Interno del febbraio 1998 ("Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia") ha sortito non già allarmismo ma indignazione da parte di molti intellettuali. Le iniziative a "difesa" dei nuovi culti si sono moltiplicate, mentre la semplice analisi neutrale, che non fosse altamente elogiativa oppure in grado di scoprire le attività finanziarie dei culti stessi (spesso assai prospere), è stata tacciata di "intolleranza".

Con intraprendente aggressività, i nuovi culti hanno iniziato una controffensiva in nome della libertà di religione. Si moltiplicano gli opuscoli difensivi, in cui si stigmatizzano i governi dalla linea "dura". Oltre alla strategia di difesa palese, alcuni culti hanno messo in atto tattiche specifiche per rendere più rigorosi i segreti nei vari circuiti di iniziazione, mentre sulla stampa e in TV si svolgono campagne pubbliche a favore della libertà religiosa, nei circoli interni "privati" i giuramenti di segretezza e gli obblighi al silenzio si fanno più pressanti. Le presunte "persecuzioni" rendono gli adepti degli eroi in miniatura, ancora più esposti al plagio dei dirigenti.

Molti gruppi si sono nuovamente immersi nella clandestinità, rendendo meno agevole il controllo ma anche la stessa conoscenza "critica" di rituali e cerimonie. La Chiesa dell'Eutanasia, un gruppo estremo che propaganda come strumenti di santificazione il suicidio, l'aborto, il cannibalismo e la sodomia, ha cessato le sue pubblicazioni. Il capo Scott La Mort e il suo vescovo, reverendo Korda, fino a pochi mesi fa sostenevano che la Terra non è in grado di ospitare l'umanità. La setta prometteva di raggiungere il suo obiettivo, la cancellazione dell'uomo dalla faccia del pianeta, proponendosi di diffondere virus letali attraverso l'azione di un circolo più interno, il cosiddetto "Fronte di liberazione Gaia”.

È assai importante diffondere oggi la lettura del testo di Hassan, che evidenzia i meccanismi della riforma del pensiero, del controllo delle emozioni e del comportamento da parte di molti culti. Il meccanismo di destrutturazione, cambiamento e ristrutturazione è alla base della prassi dei nuovi culti, che procedono annullando le conoscenze dell'adepto per ricostruirne altre, conformi all'ideologia del leader.

Il testo di Hassan si propone come una guida per chi è venuto a contatto dei culti distruttivi e vuole rendersi conto delle proprie scelte.

Cecilia Gatto Trocchi - Docente di Antropologia Culturale Università di Perugia

 
 
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