Il Sito Web di Damanhur fornisce molte informazioni sulla comunità situata in Piemonte e famosa in tutto il mondo per il Tempio sotterraneo. Esaminiamo qualche aspetto interessante della vita a Damanhur, facendoci guidare dagli stessi protagonisti che si descrivono.
I bambini
Il mondo di Damanhur, certamente “strano" per chi non vi appartiene, forse addirittura più strano di quello visto da Alice nel Paese delle meraviglie, si differenzia da quest'ultimo per un particolare non certo trascurabile: mentre il personaggio di Carrol si sveglia e comprende che il suo era un sogno, i 400 e più abitanti della Città della Luce, tra i quali ci sono anche i bambini, sono reali e la città di Damanhur non è oggetto di racconti fantastici. ma di "indagini sociologiche".
Esaminiamo allora qualche aspetto "reale" di questa straordinaria comunità.
Cominciamo da come la comunità si occupa ed educa i suoi bambini. Una volta nato, il bambino damanhuriano viene accolto dalle "istituzioni" della comunità che si fanno carico della sua istruzione ed educazione. Dal Sito Web di Damanhur apprendiamo che «L'importanza data negli anni all'educazione dei figli ha portato in Damanhur alla creazione, all'interno delle comunità, di quattro strutture scolastiche che coprono le fasce della prima infanzia e della scuola dell'obbligo: le scuole nido, materna, elementare e media. La scelta di avere scuole direttamente gestite nasce da esigenze diverse: innanzitutto, desiderio di una scuola che non solo formi individui autonomi, come anche questi giovani individui autonomi di formarsi realmente secondo le loro inclinazioni. Altri elementi che ci portano alla scelta della scuola interna (scelta effettuata nell'anno 1986/87, con il primo corso elementare) sono la garanzia produrre un insegnamento non codizionato dai mass-media e da centri di potere politico, culturale e morale. È volontà della scuola impartire ai piccoli un insegnamento che, pur nelle caratterizzazioni derivanti dalla società di cui la scuola è frutto, sia apolitico, pluralista e di disponibilità totale verso qualunque orientamento
successivo, personale e professionale degli allievi. Dal punto di vista pratico, l'insegnamento personalizzato è un preciso intento della scula damanhuriana».
Dunque, la scuola damanhuriana sarebbe
esente dai condizionamenti dei "centri di potere" che invece influenzerebbero
la scuola pubblica. Ci si potrebbe chiedere se all'interno di questa scuola,
tuttavia, non potrebbero esserci altri tipi di condizionamenti, dato che
pare improbabile che una scuola, qualunque essa sia, non condizioni i suoi
alunni semplicemente per il fatto che trasmette loro dei valori e l'istruzione,
di per sé, non può mai essere totalmente "neutra”. Le scuole
damanhuriane sarebbero dunque diverse da quelle pubbliche, che avrebbero
la caratteristica di essere politicizzate, esclusiviste e restrittive verso
gli orientamenti successivi, personali e professionali degli alunni.
Inoltre, «La scelta di creare una
scuola interna è collegata alla necessità di non rimanere
vittima di restrizioni didattiche dovute a cause contingenti soprattutto,
questa è stata la naturle conseguenza dello svilupparsi di Damanhur.
Infatti, una collettività che, voglia configurarsi come società
completa, autonoma e talmente evoluta da essere a sua volta propositiva,
non delega ad altri la fascia dell'educazione faimiliare e scolastica perché
non esisti identificazione priva di cultura, arte ed educazione. La formula
attualmente adottata è quella della scuola familiare aperta a chiunque
voglia condividere un originale progetto educativo: la scuola damanhuriana
non si rivolge solo ai piccoli delle comunità, ma è aperta
ad ospitare ragazzi provenienti dagli ambienti più diversi».
C'è da chiedersi se le "restrizioni
didlattiche" di cui si parla non siano forse i programmi ministeriali ai
quali tutte le scuole italiane sono tenute ad attenersi, e se le "sperimentazioni"
di Damanhur abbiano seguito lo stesso iter di tutte le altre, con le necessarie
approvazioni da parte del Ministero della Pubblica Istruzione che spesso
rendono molto difficili le innovazioni in campo didattico.
Sarebbe, inoltre, molto interessante sapere
quanti bambini non damanhuriani frequentano le scuole di Damanhur, visto
che si dice espressamente che esse sono aperte anche a bambini provenienti
da altri ambienti.
Informazione e sanità
Altro aspetto interessante della vita di
questa comunità è l'esistenza di un sistema informativo interno
con giornali e telegiornali: «Il giornale quotidiano, QDq, "Qui Damanhur
quotidiano", esce tutti i giorni ad almeno otto pagine. La presenza di
un quotidiano è indispensabile visto il notevole numero di cittadini
ed attività: senza il quotidiano sarebbe impossibile conoscere cosa
avviene in Damanhur da parte di tutti. Il QDq è un giornale che
può vantare di essere scritto dai lettori stessi e contiene settianalmente
i vari inserti o rubriche curati dalle Comunità damanhuriane e da
alcune Vie. Il TgQuetzal settimanale è un telegiornale interno settimanale,
per le televisioni a circuito chiuso e raccoglie filmati sulle cose più
significative avvenute durante la settimana».
Viene da chiedersi se i damanhuriani abbiano
accesso anche alle informazioni provenienti dai telegiornali trasmessi
dalle televisioni dei poveri mortali, cioè dei cittadini dello Stato
Italiano, quelli trasmessi dalle televisioni pubbliche e private, che diffondono
"informazioni" normali sul "povero" mondo normale, privo di sogni, che
si trova al di fuori delle “mura" damanhuriane. Informazioni meno interessanti
di quelle provenienti dal mondo dei "sogni", ma pur sempre utili per non
perdere i contatti con il mondo "reale".
A Damanhur esiste anche un vero e proprio
sistema sanitario indipendente: «le donne di Damanhur partoriscono
in casa e i loro bambini possoro anche non vaccinarsi. La medicina è
quella alternativa e naturale e si propugna un grande rispetto per la natura
e il corpo umano. I percorsi terapeutici - ulilizzati da persone di tutto
il mondo che scelgono Damanhur come luogo di rigenerazione e di cura -
abbinano alle cure tradizionali terapie come la pranoterapia, fitoterapia,
fonocromoterapia, circuiti e spirali, cabine e microattrattori, utilizzo
delle sale del Tempio dell'Uomo, ipnosi, sogni, ricerca delle personalità,
agopuntura, massoterapia [...]. Damanhur ha molti elementi che contribuiscono
alla terapia dell'individuo: anche il territorio è considerato sacro,
poiché è attraversato da importanti flussi energetici ed
è curato e rispettato come tempio. Abitarvi o permanervi per un
periodo rende più efficace qualsiasi trattamento terapeutico...».
A questo punto devo confessare che l'apprendere
questa notizia ha suscitato in me una certa invidia verso i miei “connazionali"
damanhuriani che, a loro dire, respirano un aria diversa da quella che
respirano i romani, i pugliesi o i siciliani. Un'aria e un territorio "curativi
e salutari" come Damanhur dovrebbero esistere in tutto il territorio nazionale!
Chissà se qualche ricercatore ha pensato ad effettuare una ricerca
sugli abitanti della città per verificare se, a confronto degli
altri italiani, il loro stato di salute sia migliore e se la eventuale
"buona salute" dei damanhuriani dipenda dall'influsso benefico del territorio.
La Costituzione
Il Popolo di Damanhur si autodefinisce
come «società completa, autonoma e talmente evoluta da essere
a sua volta propositiva» e, come tale, si è organizzato con
una sua Costituzione che è la legge del popolo stesso. «La
Popolazione si ispira agli insegnamenti di Oberto Airaudi, Fondatore della
Scuola di Pensiero Horusiana e si impegna a rispettare e ad osservare tutte
le norme della presente Carta. Dalla creazione di una Tradizione, di una
cultura, di una Storia e di un'etica comuni nasce il Popolo. L'adesione
alla Nazione e al Popolo avviene su livelli differenti, corrispondenti
alla scelta e all'impegno dell'individuo».
Dopo questa dichiarazione d'intenti nel
Sito Web di Damanhur sono elencati i 21 Principi della Costituzione.
Molto interessanti sono i seguenti articoli:
12. «Il Cittadino si impegna
a contribuire con le proprie risorse, con il proprio lavoro e in ogni altro
modo al mantenimento economico di tutta la Nazione la quale, con il fondo
comune, provvede al sostentamento e alle varie esigenze dei suoi componenti.
Tutti coloro che in ogni caso lasciano la Popolazione non possono avanzare
alcuna pretesa di carattere economico nei confronti di essa e non hanno
diritto a quanto in essa versato...».
Questa disposizione sembra quasi voler "scoraggiare"
chiunque desiderasse lasciare la comunità. Si tratta, forse, solo
di una impressione sbagliata, forse i cittadini di Damanhur sono talmente
dediti al bene comune del loro Popolo che non si farebbero mai condizionare
da una simile disposizione, neanche se decidessero di abbandonare la comunità.
Forse essi lascerebbero ben volentieri tutti i loro averi e il frutto del
loro lavoro in "eredità" ai loro ex concittadini...!
3. «I Cittadini che tra
loro desiderano intraprendere un rapporto di coppia ne fanno pubblico annuncio
alla popolazione. La coppia, attraverso una pubblica cerimonia, si impegna
a realizzare un'unione solida e utile alla Comunità. La Popolazione
applica la programmazione delle nascite».
E cosa accade se un damanhuriano si innamora
di una non damanhuriana? La comunità in questo caso "benedirebbe"
il matrimonio? Non risulta molto chiaro, inoltre, in che modo le coppie
si impegnano a "realizzare un'unione solida e utile alla Comunità",
ma, certo, questa espressione lascia intravedere che il fine di qualsiasi
evento nella Città della Luce è il bene della collettività.
Ci si potrebbe chiedere se il "benessere collettivo" non comporti, e in
che misura, il sacrificio del "benessere individuale" o, come in questo
caso, del "benessere di coppia".
Per quanto riguarda la "programmazione
delle nascite" i damanhuriani affermano: «Nella Costituzione di Damanhur
è prevista la programmazione delle nascite per garantire ai nascituri
i fondi e gli spazi - scuole, trasporti, strutture sportive - che forniscano
quanto loro necessita. Le Comunità, infatti, aiutano i genitori
a mantenere i figli fino all'università e per questo motivo devono
poter valutare quanti piccoli sono da considerare ogni anno nei loro piani
economici. Normalmente, quando una coppia desidera un figlio in tempi brevi,
lo comunica al Presidente della sua Comunità in modo che il piccolo
in arrivo sia previsto e riceva da subito un aiuto economico. I genitori
che non sono interessati a ricevere questo aiuto, oppure quelli che si
trovano all'improvviso ad aspettare un piccolo, possono naturalmente lo
stesso avere figli, ma in questo caso le Comunità ncn possono garantire
un sostegno economico. La maggior parte dei genitori damanhuriani, comunque
sceglie di avere un figlio e comincia a prepararsi per questo importante
evento ancora prima che il piccolo sia concepito».
Si tratta, dunque, di un controllo ferreo
delle nascite: esse devono essere programmate, se i genitori vogliono usufrire
degli aiuti economici della comunità. In caso di concepimenti inaspettati
i genitori che non hanno programmato rischiano di non avere gli aiuti economici.
Questa spiacevole conseguenza molto probabilmente servirà da stimolo,
per tutte le coppie di Damanhur, a rispettare le "regole" della comunità
anche in questo ambito così personale e privato.
16 «La Popolazione si ispira
agli insegnamenti di Oberto Airaudi, fondatore della Scuola di Pensiero
Horusiana, e si impegna a rispettare e ad osservare tutte le norme delle
presente Carta. Dalla creazione di una Tradizione, di una cultura, di una
Storia e di un etica comuni nasce il Popolo. L'adesione alla Nazione e
al Popolo avviene su livelli differenti, corrispondenti alla scelta ed
all'impegno dell'individuo».
17. «Il massimo organo direttivo
della Scuola di Pensiero e della Popolazione è rappresentato dalle
Guide. Esse garantiscono il costante perseguimento degli scopi ideali e
delle finalità spirituali in ogni manifestazione della vita comunitaria,
sovraintendendo ai Corpi. Indirizzano e coordinano le scelte aventi a oggetto
materie di interesse sovracomunitario. Sono elette periodicamente dagli
appartenenti a Meditazione secondo le regole determinate all'interno di
essa. Il parere unanime espresso dalle Guide ha carattere vincolante per
qualsiasi individuo, gruppo od organo della Popolazione. In casi gravi
di necessità o urgenza, esse possono adottare ogni specie di misura
e provvedimento [….]».
19. «Le funzioni inerenti al controllo
sull'osservanza dell'ordinamento normativo sono esercitate dal Collegio
di Giustizia. Ogni cittadino è tenuto a rispettarne le decisioni.
Il Collegio di Giustizia può sospendere e annullare gli atti illegittimi
emanati da altri organi, istruisce e definisce i procedimenti disciplinari,
decide su ogni e qualsiasi motivo di contrasto tra gli appartenenti alla
Popolazione».
Si ha l'impressione di trovarsi di fronte
ad una organizzazione gerarchicamente strutturata, nella quale pochi hanno
il "potere" decisionale e questi pochi vengono eletti a loro volta da un
gruppo ristretto. il fatto di poter "adottare ogni specie di misura e provvedimento"
o di poter "sospendere e annullare gli atti illegittimi", di poter "istruire
e definire procedirnenti disciplinari", "decidere su ogni e qualsiasi motivo
di contrasto tra gli appartenenti alla popolazione", lascia l'impressione
di un controllo diretto e attento sui singoli cittadini di Damanhur e,
quasi quasi, fa pensare ad una specie di tribunale interno del quale rimane
misterioso il funzionamento, così come non è chiaro quali
potrebbero essere le eventuali sanzioni o "procedimenti disciplinari" per
chi trasgredisce le regole. Rimane anche incerto il modo in cui il "Collegio
di Giustizia" fa rispettare le leggi, e chi applica i "procedimenti disciplinari":
forse esiste un corpo di "polizia" apposito?
Non ho trovato queste informazioni sul
Sito Web di Damanhur, ma, essendo quest'ultimo molto esteso e complesso,
forse mi sono sfuggite...
Cercando un modo per definire il Popolo
di Damanhur un po' lontano dalle speculazioni e dalle teorie, dopo aver
navigato nel Web ed aver conosciuto in modo virtuale questa comunità,
concluderò con l'invito al lettore a scegliere tra la definizione
che il Popolo dà di se stesso «società completa, autonoma
e tamente evoluta da essere i sua volta propositiva», e quella data
dal Rapporto di Polizia «un'organizzazione che ambisce ad assumere
le caratteristiche di uno 'Stato nello Stato'».