Molti anni fa, nella città di Cochin,
nell'India meridionale, mi trovavo a presenziare alla Giornata della Comprensione
fra gli Uomini presso il locale Rotary Club. Il relatore era un americano,
tale Duane T. Gish, creazionista e antievoluzionista, il quale era venuto
armato di una serie di diapositive che avrebbero dovuto dimostrare, se
ben ricordo, che la principale ragione del malessere dei giovani d'oggi
era la diffusione, da parte dei sistemi scolastici di tutto il mondo, dei
pericolosi insegnamenti del povero Charles Darwin.
Alla gioventù d'oggi si insegna
che l'uomo discende dalla scimmia! Per questo, comprensibilmente, i giovani
diventano alienati, asociali e depressi. Il resto, ovvero l'apatia, la
criminalità, la promiscuità, l'abuso di droghe, sono conseguenze
inevitabili. Fui sorpreso di notare come, dopo pochi minuti, il pubblico
indiano, abitualmente cortese, smise semplicemente di ascoltare. Il brusio
della conversazione salì progressivamente, fino a sommergere completamente
il discorso dell'oratore. Non che questo avesse fermato Duane. Anzi, come
un dinosauro che non si è accorto di essersi estinto, questo continuava
imperterrito a muggire.
Quest'estate, tuttavia, quelli che la pensano
come il sig. Gish hanno avuto di che rallegrarsi. La decisione del Ministero
della Pubblica Istruzione dello stato del Kansas di cancellare l'evoluzionismo
dal programma di studi raccomandato e dalle prove di esame è, di
per sé stessa, una prova evidente della falsità della grande
teoria darwiniana. Se Charles Darwin potesse visitare il Kansas del 1999,
sarebbe obbligato ad ammettere che in quel luogo vi è la prova vivente
che non sempre la selezione naturale funziona, che a volte i deboli sopravvivono,
e che la razza umana è quindi capace di de-evolversi ritornando
alla scimmia che tanto deprime la gioventù.
E Darwin non è la sola vittima.
Il Big Bang, in Kansas, non c'è stato; o, perlomeno, è solo
una delle teorie disponibili. Quindi, su un piatto della bilancia abbiamo
la teoria della Relatività, il telescopio Hubble e tutte le imperfette,
ammirevoli conoscenze accumulate dalla razza umana; sull'altro piatto abbiamo
il Libro della Genesi. Nel Kansas, i due piatti si bilanciano perfettamente.
I bravi insegnanti, occorre dirlo, sono
sgomenti di fronte alla decisione del loro ministero. Con l'inizio del
nuovo anno accademico, la battaglia sta per cominciare e può essere
che la ragione prevalga ancora sulla superstizione. Stimati docenti ammettono
però pubblicamente che la guerra è già iniziata e
che i creazionisti la stanno vincendo. In Alabama, ad esempio, un adesivo
appiccicato sui libri di testo suggerisce scherzosamente che siccome nessuno
era presente quando la vita è comparsa per la prima volta sulla
terra, non possiamo sapere com'è andata. Insomma, sembra che per
sapere qualcosa si dovesse essere lì.
Ora, questa questione potrebbe sembrare
buffa, se non fosse che invece è tremendamente seria. Forse i fondamentalisti
americani non sanno che in un altro paese del mondo, ad esempio a Karachi,
in Pakistan, i fondamentalisti di un'altra religione vanno alle lezioni
armati fino ai denti minacciando di morte i professori se questi si allontanano
anche di poco dalla rigida interpretazione coranica della scienza (e di
qualsiasi altra cosa). È possibile che la cultura americana, notoriamente
così amante delle armi, finisca per usarle anche contro la conoscenza?
Da parte nostra, non dobbiamo sentirci
troppo soddisfatti. La lotta contro l'oscurantismo religioso, che molti
credevano vinta da tempo, sta infuriando nuovamente, ancora più
violenta di prima. Il linguaggio politichese imperversa. La stupidità
prolifera ovunque. I giovani parlano della vita spirituale come se fosse
un accessorio di moda. Forse siamo alla vigilia di una nuova epoca oscura.
Sommi sacerdoti e grandi inquisitori tramano nell'ombra. Ritornano gli
anatemi e le persecuzioni.
Intanto, lentamente, mirabilmente, la ricerca
della conoscenza continua. Ironicamente, in tutta la storia della scienza
non c'è mai stata un'età dell'oro così ricca di fermenti
e di rivoluzioni. La grande scienza sta scoprendo i misteri dell'universo,
la piccola scienza svela i misteri della vita. È vero; le nuove
conoscenze comportano problemi etici, ma le vecchie ignoranze non ci aiuteranno
certo a risolverli. Una delle bellezze dell'apprendimento sta proprio nel
riconoscerne la provvisorietà, l'imperfezione. Ma proprio questa
scrupolosità, questa disponibilità ad ammettere che anche
la teoria più plausibile resta pur sempre una teoria, vengono strumentalizzate
da chi invece di scrupoli è privo. Il fatto di non sapere tutto
non vuol dire che non sappiamo niente. Non tutte le teorie hanno lo stesso
peso. La luna, anche quella del cielo del Kansas, non è fatta di
groviera. La Genesi, come teoria, è una bazzecola.
Se la sovrabbondanza della nuova tecnologia
dell'età moderna è, diciamo, un tornado, allora il mondo
di Oz è lo stupefacente nuovo mondo in technicolor nel quale siamo
stati catapultati, il mondo dal quale, dato che la vita non è un
film, non c'è ritorno. E, ricordando le parole immortali della protagonista
del film, Dorothy Gale, «Totò, qualcosa mi dice che non siamo
più nel Kansas», possiamo solo aggiungere: grazie a dio, bambina,
e amen.
(Traduzione a cura del gruppo
Logos) - © 1999 Salman Rushdie - Distribuito dal New York Times Special Features