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Il Manifesto, 17 Novembre 1999
Morire, fucilata sotto il burqaL' unica parità concessa dai taleban alle donne afghane è quella di poter essere condannate a morte, proprio come gli uomini. Condanna regolarmente eseguita ma, naturalmente, con il burqa, il velo che copre interamente il corpo delle donne afghane, con una unica apertura, una grata davanti agli occhi. Martedì, migliaia di persone hanno potuto assistere alla prima esecuzione pubblica di una donna. Zareena, identificata solo con il nome e senza volto - nascosto sotto il velo di colore azzurro pallido - era stata portata allo stadio, dove avvengono settimanalmente le condanne sommarie e le esecuzioni - generalmente di venerdì - a bordo di un pickup. Due donne, anch'esse coperte dal burqa, l'accompagnavano mentre incedeva lentamente, ogni passo una pausa, verso il patibolo tenendola per le braccia. Al centro del campo le hanno ordinato di sedersi, ma lei ha cercato di alzarsi e di fuggire. Inutilmente. Dietro di lei era già pronto il boia che stava prendendo la mira. Un giovane miliziano taleban, con il tradizionale turbante, l'ha colpita con una raffica di Kalashnikov. La donna, madre di sette bambini, era stata condannata alla fucilazione per aver picchiato a morte il marito con un martello mentre dormiva. L'assassinio sarebbe avvenuto due anni fa in seguito a una lite familiare, secondo un taleban che però non ha rivelato il suo nome. «"Dio è grande», «Allah akbar», è stato l'urlo della folla che aveva assistito al macabro spettacolo. L'appuntamento era stato annunciato il giorno prima da radio Shariat, l'unica emittente esistente in Afghanistan dopo che i taleban hanno proibito radio, televisioni, musica, cinema e spettacoli. Radio Shariat comunica tutte le decisioni dei taleban oltre a trasmettere i versetti del corano. Lo stadio era pieno di gente, comprese donne e bambini. Molti non volevano perdere lo spettacolo, perché era la prima esecuzione pubblica di una donna. Secondo la legge dei taleban, generalemente sono i familiari delle vittime a eseguire la condanna. Le adultere vengono lapidate e gli arti dei ladri amputati. Altri crimini vengono puniti pubblicamente con le frustate. Questa è la legge dei taleban, gli "studenti di teologia", che vogliono creare nell'emirato dell'Afghanistan - costituito dal 90 per cento del paese, sotto il loro controllo - lo stato islamico più puro. E mentre nel paese l'orrore è la legge quotidiana le Nazioni unite, che ancora una volta servono da copertura a iniziative degli Stati uniti, si preoccupano solo di ottenere la consegna di Osama bin Laden - integralista saudita considerato la mente degli attentati contro le ambasciate Usa in Africa - con blande sanzioni economiche. I diritti umani sembrano non aver più cittadinanza nemmeno nel Palazzo di vetro. |