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La Cina mette fuori legge il gruppo "Falun Gong": Rassegna Stampa

quarta pagina: dal 21 settembre1999. 

Vai alla prima pagina - articoli dal 25 aprile al 14 luglio 1999
Vai alla seconda pagina - articoli dal 23 al 27 luglio 1999
Vaiallaterza pagina - articoli dal 27 luglio al 12 agosto 1999

Ampia rassegna stampa in lingua inglese
servizio CNN in lingua inglese.

Nuovo giro di vite sul Falun Gong
Cina - Aspettando il cinquantenario. Altri 300 arresti. A Pechino, il Plenum del Partito. Di  A. PA 
Il Manifesto, 21 settembre 1999

Nuovo giro di vite in Cina contro la setta del Falun Gong, già messa fuori legge alla fine di luglio. Il Centro d'informazione sui diritti umani di Hong Kong ha diffuso domenica scorsa la notizia di una retata attuata in tutto il paese e nel corso della quale, nell'arco di una settimana, sarebbero stati arrestati 300 membri del gruppo, tra cui alcuni dirigenti. Da Dalian a Shenyang, da Changsha a Congqing fino a Pechino, Wuhan e Tianjin, un'operazione dalle dimensioni gigantesche in vista delle celebrazioni per i 50 anni della Repubblica popolare.

La vastità dell'operazione non è confermata dai media ufficiali, che però hanno dato notizia di nuovi, numerosi arresti e non smettono di raccomandare vigilanza. «Sebbene il tumore sociale del Falun Gong sia stato tagliato via, i suoi germi non sono stati interamente eliminati e cercano ancora di erodere il corpo sano della società» si leggeva di recente in un commento del Quotidiano del popolo, organo del Pc.

Il Centro per i diritti umani denuncia anche feroci brutalità nei confronti degli arrestati, alcuni dei quali sono stati fermati per alcuni giorni e poi rilasciati. Il gruppo, che mescola nelle sue pratiche taoismo, buddismo, pratiche di meditazione ed esercizi fisici e respiratori ha un leader, Li Hongzhi, che da due anni risiede negli Stati uniti. Alla fine di aprile di quest'anno, il Falung Gong ha colto di sorpresa la dirigenza cinese, quando circa 10mila suoi aderenti hanno circondato l'area di Zhongnanhai, dove risiedono i massimi vertici cinesi. Tra gli aspetti che più hanno inquietato la leadership, la diffusione dell'organizzazione tra i quadri di partito e gli alti gradi dell'esercito. Tanto che lo stesso presidente Jiang Zemin avrebbe detto in un incontro interno «Quando io dico qualcosa di mattina, Li Hongzhi viene a saperlo prima del tramonto». Per ammissione del governo, nella sola capitale, tra esercito e partito gli aderenti alla setta sarebbero stati almeno 30mila.

È stato da allora che la campagna per spazzare via il Falun Gong è stata legata a una nuova campagna per rinsaldare la coesione ideologica del partito. «La lotta (contro il Falun Gong) ci pone una grande questione politica» ha scritto il Quotidiano del popolo «come rafforzare la costruzione della civiltà spirituale socialista e intensificare il lavoro sull'ideologia politica nel nuovo periodo storico?».

Ma non è su questo che si scontra in questi giorni il Comitato centrale del Pc, i cui 300 membri sono riuniti da domenica nel Jinxi hotel di Pechino. Il grande nodo da tagliare è la riforma delle imprese di stato, questione di grande concretezza ma che nondimeno chiama alla prova tutte le ideologie. Si sa che lo scontro è in corso, tra i riformatori che vogliono ristrutturare a fondo un settore in perdita, licenziare, trasformare le industrie in società per azioni e metterle sul mercato. Competitività e la nuova parola d'ordine, in vista di un'entrata nell'Organizzazione mondiale del commercio. Dall'altra parte i cosiddetti conservatori, che agitano lo spettro ben concreto della stabilità sociale e dell'ingovernabilità, nella situazione data di discredito del Pc e di terribile frattura sociale tra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno.

Setta bandita affronta il processo
Associated Press, 24 settembre 1999

Pechino (AP) – La Cina ha emesso nuove regole per irrigidire il controllo sugli esercizi su cui si basa parzialmente il movimento Falun Gong, ha raccontato martedì un quotidiano – sottolineando il duraturo nervosismo del governo sulla setta messa fuori legge. In base a queste restrizioni, pubblicate sul quotidiano ufficiale del Ministero della Salute, i lentissimi e largamente praticati esercizi chiamati qigong non possono essere praticati in istituzioni governative o militari, ambasciate, aeroporti, stazioni degli autobus o ferroviarie, strade o altri "importanti luoghi pubblici". Il governo progetta inoltre di incriminare almeno dieci editori di libri e materiali sul Falun Gong, prima di processare i dirigenti della popolare setta, ha detto mercoledì un gruppo in difesa dei diritti umani.
 

Pechino - Schroeder ignora la setta del Falun Gong
Il Manifesto, 6 novembre 1999

Con almeno venti messaggi inviati via Internet membri della setta buddista hanno richiesto un aiuto al cancelliere tedesco in visita a Pechino, affinchè affrontasse il loro caso nell'incontro con il premier cinese Zhu Rongji. Invece, come lui stesso ha confessato durante una conferenza stampa, «il problema non è stato nemmeno affrontato poichè (lui) non si intende di sette». Schröder ha anche aggiunto «che in Cina non era venuto per fare prediche ed agitare l'indice» ovviamente sul tema della violazione dei diritti umani. «Su cui però si stanno compiendo sensibili progressi». Così il cancelliere si "è dimenticato" di parlare anche di un gruppo di corrispondenti esteri fermati nella capitale, mentre svolgevono il loro lavoro di informazione, ai quali sono state ritirate anche le credenziali. Intanto al suo rientro dal viaggio in Europa ed in Africa, il presidente Jiang Zemin ha disposto che venga ordinato l'arresto dei responsabili della conferenza stampa clandestina tenuta domenica scorsa dai seguaci del Falun Gong. Così sono stati già arrestati un agente di 37 anni, Wang Zhiguoi, membro del partito comunista cinese e seguace della setta, ed altri tre dirigenti tutte donne. Lo ha riferito un giornale di Hongkong.
 

Setta Falun Gong - 100 ai lavori forzati - Nuove condanne anche per rivelazione di segreti 
La Repubblica, 7 novembre 1999

Pechino - Continua la repressione contro i membri della sètta buddhista cinese Falun Gong. Undici persone sono state condannate a tre anni di lavori forzati e si aggiungono agli altri cento già trasferiti nei campi-prigione. La corte distrettuale di Shijiazhuang ha anche incriminato il leader locale del movimento, Duan Dongxin e un seguace, Xu Xingmu, per rivelazione di segreti di Stato. Secondo la corte i due avrebbero rubato e passato segreti di stato a stranieri nel tentativo di rovesciare il governo. Il movimento di Hong Kong ha precisato che i due saranno probabilmente processati segretamente e nessuno sarà informato sulla loro sorte, neanche i familiari. Secondo il quotidiano statale Legal Daily gli arresti per le rivelazioni di segreto sarebbero dieci e tra questi quattro dirigenti del governo locale di Hebei, indicati come Xu Xinmu, Zhang He, Song Yunsuo, e Fan Huaqin. I documenti "segreti" avrebbero riguardato documenti ufficiali sulla strategia governativa contro la setta diffusi su Internet. 
 

In Cina fermati più di 35.000 membri del Falun Gong
Associated Press, 30 novembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Pechino (AP) - Un gruppo per i diritti umani lunedì ha riportato che un leader del Partito Comunista ha riferito che la polizia, da metà luglio, ha fermato più di 35.000 membri del gruppo di meditazione Falun Gong.

Li Lanqing, un vice premier dell'organismo decisionale supremo del partito, ha fatto uno dei resoconti finora più accurati del giro di vite che da quattro mesi lo stato ha attuato contro il Falun Gong. In un discorso a 3000 sostenitori del partito tenuto venerdì, Li ha detto che, secondo il Centro Informativo su Diritti Umani e Movimento Democratico in Cina di stanza a Hong Kong, a Pechino tra luglio e ottobre sono state fermate 35.792 persone.

Il Centro ha riferito che circa 24.000 sono state fermate tra il 20 e il 22 luglio, la maggioranza in, e nei pressi di, Piazza Tienanmen a Pechino. Il rastrellamento è culminato con la messa al bando del gruppo. Altre 4.230 persone, secondo il Centro, sono state fermate tra il 25 e il 30 ottobre, e da allora la polizia avrebbe fermato circa 60 membri del Falun Gong al giorno.

Nonostante estratti del discorso di Li nella Grande Sala del Popolo siano stati pubblicati dai media governativi, il centro per i diritti umani ha riferito che non sono stati dati particolari dei fermi.

La Cina è riluttante a rivelare la portata del giro di vite sul gruppo, in parte perché i numeri mostrerebbero la popolarità del gruppo e il fervore dei suoi membri. Il Falun Gong predica un misto di esercizi lenti e idee tratte da buddismo e taoismo. I praticanti cercano di incanalare nel proprio corpo forze invisibili per promuovere salute e moralità. 

In ottobre, dopo l'iniziale soppressione subita in luglio e agosto, migliaia di seguaci in tutto il paese sono fluiti a Pechino per inscenare proteste silenziose a piazza Tienanmen. Le proteste sono continuate anche il 1 ottobre, quando a Pechino c'era il coprifuoco per la parata civile e militare in piazza Tienanmen per celebrare il cinquantenario del governo comunista. Non è chiaro quanti dei fermati lo fossero già stati in precedenza. Un portavoce del governo, nel dare dettagli parziali sul giro di vite dello scorso mese, ha detto ai giornalisti stranieri che il 60% dei fermati e rispediti alle loro province di provenienza sono successivamente tornati.
 

La setta bandita tiene una conferenza a Hong Kong, nonostante  i severi avvertimenti
Associated Press, 13 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Hong Kong (AP) - Nonostante i severi avvertimenti del dirigente di Hong Kong, i praticanti del gruppo spirituale fuorilegge Falun Gong domenica hanno tenuto un simposio a difesa del gruppo e contro la repressione che stanno subendo sulla terraferma. "Dire che siamo un gruppo politico è assolutamente ridicolo. Va contro qualsiasi cosa il Falun Gong rappresenta" ha dichiarato Zenon Dolnyckyj, ventunenne canadese che ha scoperto il gruppo spirituale in Internet un anno fa. "Esortiamo un dialogo aperto e pacifico con il governo cinese, in modo che possano capirci e che la gente non sia più picchiata e torturata".

Domenica, il giorno dopo il raduno di circa 1.000 praticanti di Falun Gong svoltosi a Hong Kong, più di 20 intervenuti hanno raccontato le loro esperienze di rinnovamento spirituale e repressione in Cina.

Il Falun Gong miscela esercizi lenti di meditazione, ideali di buddismo e taoismo, e idee del suo fondatore, Li Hongzhi, che ora vive negli Stati Uniti. I praticanti sostengono che il Falun Gong promuove salute e moralità.

Il luglio scorso il governo cinese ha bandito il gruppo quale minaccia al governo del Partito Comunista. In Cina la polizia ha fermato centinaia, se non migliaia, di suoi membri. Hong Kong è l'unico luogo della Cina dove al gruppo è permesso organizzarsi e praticare in pubblico. Sabato mattina i membri del Falun Gong hanno lasciato una lettera aperta al presidente cinese Jiang Zemin sulla soglia dell'agenzia di stampa governativa Xinhua.

La lettera esortava un dialogo aperto con i capi cinesi per chiarire qualsiasi malcomprensione che possano avere nei confronti del gruppo. Circa 600 membri di 15 paesi hanno assistito al pacifico raduno che ha accompagnato la consegna della lettera.

Il Capo Esecutivo di Hong Kong Tung Chee-hwa ha detto ai membri della setta di comportarsi bene. "Organizzatori e partecipanti non devono agire con modalità che vadano contro gli interessi della Cina o di Hong Kong" ha detto Tung in una dichiarazione rilasciata sabato. E Jiang Enzhu, direttore a Hong Kong della Xinhua News Agency , ha messo in guardia i membri dall'usare Hong Kong come "base per infiltrare la terraferma".

L'avvertimento ha colto di sopresa molti, a Hong Kong - dove libertà religiose e civili sono generalmente rispettate. "Quali sarebbero le "modalità" che danneggerebbero questi interessi, a chi spetterebbe decidere, e come? Quali sarebbero le punizioni, e in base a quali leggi? Questo severo avvertimento è un segnale che è in arrivo una legge sediziosa?" si è chiesto il South China Morning in un editoriale di domenica.

Molti tra i circa 1.000 membri del Falun Gong presenti all'evento di domenica erano in lacrime, ed esprimevano incredulità sul fatto che Pechino potrebbe stringere così duramente la morsa su un movimento spirituale che, dicono, li aiuta a vivere meglio. "Davvero pensate che siamo una minaccia? Davvero pensate che siamo politici e pericolosi?" ha chiesto il 32enne Yang Lixin, uno studente di dottorato della Cina continentale che dal 1995 studia tecnologia informatica in Belgio. 

Membri stranieri del gruppo deportati a Hong Kong all'inizio del mese hanno mostrato segni di lividi su braccia e busto. Hanno detto che i membri del Falun Gong sono stati occasionalmente picchiati durante gli interrogatori tenuti dalla polizia della terraferma.
 

Seguace ferita della setta promette di tornare a Pechino
di  Cheung Chi-Fai - South China Morning Post - 17 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Ieri una praticante del Falun Gong si è impegnata a tornare a Pechino per pubblicizzare la setta, nonostante si sia rotta una gamba cercando di scappare, mercoledì, dai funzionari della sicurezza. L'australiana Lucy Liu Yuling, 50 anni, è stata messa su un aereo per Hong Kong dopo aver cercato di sfuggire all'arresto. Si è gettata dal secondo piano di una stanza di un hotel di Pechino gestito dall'agenzia di pubblica sicurezza. Anche altri otto praticanti australiani del Falun Gong erano tenuti in custodia. Sei dei suoi colleghi, trattenuti in stanze adiacenti, sono fuggiti dalla finestra.

Ma, cadendo, la Sig.ra Liu si è rotta una gamba, e un'ora e mezza dopo il suo tentativo di fuga è stata scoperta dalla polizia. Portata all'ospedale e sottoposta a raggi X, ha rifiutato di prendere qualsiasi medicina dicendo che il Falun Gong era la sua cura migliore.

La Sig.ra Liu ha riferito di aver deciso la fuga dopo che un funzionario della polizia le ha detto che sarebbe stata rispedita a casa il giorno seguente. "Per noi andare là è difficile, e vogliamo visitare i dipartimenti interessati per dir loro la verità sul Falun Gong". I nove cino-australiani, un uomo e otto donne, erano arrivati in treno da Hong Kong il 13 dicembre.

La Sig.ra Liu si è detta preoccupata per i suoi colleghi, perché sono scappati senza passaporti, trattenuti dalla polizia. Ha accusato l'ambasciata australiana di Pechino di aver offerto poco aiuto."È venuto un funzionario e mi ha chiesto se stavo bene. Ma non mi ha detto come ci avrebbero aiutati".

La Sig.ra Liu, una ex docente universitaria cinese che ora vive a Melbourne con la figlia diciottenne, ha riferito che non andrà a Macao per il passaggo di consegna, ma tornerà a Pechino. "Ci tornerò. Sento l'obbligo di restituire il buono che mi ha dato il Falun Gong".

Rimane sconosciuto il destino di quattro seguaci cino-americani del Falun Gong, dopo che ieri sono stati rilasciati a Shenzhen con i passaporti trattenuti dai locali funzionari della pubblica sicurezza. I quattro erano stati prelevati mercoledì da un hotel, assieme a due residenti di Hong Kong. Questi, identificati come Chan Chun-shue e Yam Yuk-fan, hanno fatto ritorno a Hong Kong mercoledì sera.
 

Macao usa la mano pesante con Falun Gong, prima del passaggo delle consegne
di Jonathan Sharp - 17 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Macao, 17 dicembre (Reuters) - Venerdì Macao ha usato la mano pesante e ha espulso sei seguaci del movimento Falun Gong, bandito dalla Cina, due giorni prima delle cerimonie per la riconsegna del paradiso del gioco d'azzardo Macao alla Cina, ha detto una portavoce del gruppo.

L'espulsione dei non residenti a Macao ha portato a 10 il numero dei membri del movimento fatti uscire da Macao nel giro di 24 ore, e ha sottolineato il rifiuto del territorio di accettare proteste di disturbo alla tranquilla transizione della prima e ultima colonia europea in Cina.

"La polizia ha rintracciato i sei e li ha messi sul traghetto per Hong Kong" ha detto da Hong Kong la portavoce Belinda Pang. 

Tre membri di etnia cinese con passaporto australiano, ed uno della Cina continentale erano stati respinti giovedì all'arrivo a Macao da Hong Kong. 

Venerdì un portavoce della polizia ha dettto: "se ci sono persone che progettano attività fuorilegge, saranno trattate come ospiti non desiderati". I sei espulsi venerdì comprendevano due australiani, un cinese, due residenti di Hong Kong e un malese. Una dei sei, l'australiana Dai Mai-lin, ha riferito che tre o quattro agenti in borghese sono arrivati al suo hotel alle 3 di mattina dicendo che volevano fare una perquisizione perché era sospettata di traffico di droga. "Mi hanno detto "sei una trafficante di droga e vogliamo controllare". Hanno controllato tutto, compreso il mio bagaglio".

Un'altra dei sei, Sze Ting-wan, ha detto che quando sono arrivati a Macao, il 15 dicembre "sono sicura che eravamo sorvegliati".

E non tornate più

Ha riferito che i sei sono stati interrogati separatamente, e che la polizia ha detto loro che non avevano violato alcuna legge. Poi sono stati rispediti a Hong Kong, con una lettera che diceva che non potranno rientrare mai più a Macao. "Vogliamo andarci ancora" ha detto Sze. "Pensiamo che la gente, le autorità e la polizia di Macao non capiscano il Falun Gong, e vogliamo presentarglielo. Vogliamo anche partecipare alla cerimonia di passaggio".

Membri del Falun Gong avevano richiesto di tenere una manifestazione in coincidenza del passaggio di consegne di Macao, a mezzanotte di sabato. Avevano anche progettato di esortare il presidente cinese Jiang Zemin, che parteciperà alle cerimonie, a liberare i praticanti imprigionati in Cina, e a fermare la repressione del movimento. 

In Cina il Falun Gong è stato bandito il luglio scorso dopo che suoi membri avevano richiesto il riconoscimento della loro fede con una serie di proteste. Combina elementi di buddismo e misticismo cinese a esercizi meditativi tradizionali conosciuti come qigong. 

Criticando l'azione della polizia, il legislatore pro-democrazia di Macao, Antonio Ng, venerdì ha detto che si trattava di una chiara decisione politica del Portogallo ed era disegnata per evitare che una protesta disturbasse le cerimonie di passaggio. "Critico questa azione. Non mi risulta che a Macao il Falun Gong sia stato messo fuori legge" ha detto. Macao non ha bandito il gruppo. 

Oltre ai membri del Falun Gong, i quotidiani di Hong Kong venerdì hanno detto che anche il Partito Democratico di Hong Kong, apertamente critico verso la Cina, non sarebbe stato benvenuto alle cerimonie di passaggo.

[…]

Macao espelle membri del Falun Gong
di Dirk Beveridge - 17 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Macao (Associated Press) - Sei membri del Falun Gong, la setta di meditazione bandita dalla Cina, in visita a Macao sono stati  espulsi oggi dalla città in preparazione del ritorno dell'enclave portoghese alla Cina prevista per il fine settimana. Il presidente portoghese Jorje Sampaio è arrivato a Macao oggi, sotto una pioggia fredda e battente, salutato dalla banda che suonava l'inno nazionale portoghese, e da una colorata guardia della polizia che portava la bandiera nazionale.

Sampaio ha stretto la mano al governatore Vasco Rocha Vieira e ad altri funzionari, alcuni dei quali sembravano sopraffatti dall'emozione e sul punto di scoppiare in lacrime. È giunto con la prima ondata di persone che arriveranno ad assistere alla restituzione della più antica colonia asiatica nelle mani della Cina, che avverrà sabato a mezzanotte dopo 442 anni di governo diretto di Lisbona.

I sei membri del Falun Gong hanno detto ai reporters di Hong Kong di essere stati espulsi da Macao stamattina presto. In Cina il movimento spirituale è stato bandito, e membri hanno dichiarato che progettavano di protestare mentre i leader cinesi assistevano al passaggio di consegne. Alle 3,30 del mattino la polizia ha bussato alla porta dei sei membri presso l'hotel Grandeur, e ha perquisito le loro stanze dicendo che qualcuno si era lamentato che portavano qualcosa di sospetto, ha detto Chau Sing, uno del gruppo. I poliziotti hanno condotto i membri alla stazione di polizia prima di scortarli al traghetto e rimandarli a Hong Kong, 40 miglia a est di Macao. "Hanno detto che non avevamo infranto nessuna legge. Allora perché ce ne siamo dovuti andare?" ha chiesto l'australiana Dai Meiling. La polizia non è stata disponibile per commenti.

I funzionari della sicurezza hanno più volte detto che non permetteranno dimostrazioni ai sostenitori del Falun Gong. All'inizio della settimana la polizia aveva impedito l'arrivo di altri quattro membri del gruppo, e aveva detto ai reporters di avere un elenco di leaders del Falun Gong di stanza ad Hong Kong a cui sarebbe stato impedito di entrare nell'enclave e manifestare. Ma Belinda Pang, portavoce del gruppo a Hong Kong, oggi ha sostenuto che i membri progettano di fare una petizione ai leader cinesi in visita, compreso il presidente Jiang Zemin, contro il bando della Cina. La Pang, che prevede di recarsi a Macao sabato, ha detto che il gruppo ha richiesto l'autorizzazione alla polizia per tenere un sit-in di protesta davanti alla sede della Xinhua News Agency, che rappresenta Pechino a Macao.

Le autorità cinesi hanno bandito il Falun Gong ritenendolo una minaccia alla stabilità e al controllo del governo, e la polizia ha arrestato un imprecisato numero di membri. Centinaia sono stati mandati ai campi di lavoro.

Hong Kong ferma i membri del Falun Gong diretti a Macao
Reuters, 18 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Macao, 18 dicembre (Reuters) - Hong Kong ha fermato sei seguaci del movimento spirituale Falun Gong, vietato in Cina, diretti alla vicina Macao, un giorno prima che l'enclave portoghese tornasse alla Cina comunista, ha detto sabato una portavoce del gruppo.

La portavoce Belinda Pang ha aggiunto che i sei, di etnia cinese tutti con passaporti della Cina continentale, sono stati fermati dai funzionari della dogana venerdì sera, mentre stavano per imbarcarsi sul ferry che in un'ora raggiunge Macao. "I funzionari li hanno fermati al terminal prima di imbarcarsi sul traghetto" ha detto la Pang da Hong Kong. I funzionari di Hong Kong non sono disponibili per immediati commenti.

L'episodio segue l'espulsione da Macao di altri 10 membri avvenuta negli ultimi due giorni, con Macao determinata a non permettere alcun disturbo o "ospite indesiderato " che possa disturbare le cerimonie di passaggio delle consegne previste per la mezzanotte del 19 dicembre.

Il Falun Gong aveva richiesto alla polizia il permesso di tenere una dimostrazione contro l'imprigionamento in Cina dei suoi membri, e per eseguire in pubblico i loro esercizi meditativi in coincidenza con il passaggio di Macao. I funzionari della città sostengono di non aver reicevuto alcuna richiesta, lasciando capire che la dimostrazione del Falun Gong sarebbe stata illegale. Le autorità hanno anche fatto notare che la legge vieta agli stranieri di protestare a Macao.

I praticanti del Falun Gong vogliono esortare il presidente cinese Jiang Zemin, che assisterà alle cerimonie, a liberare i praticanti imprigionati, e a cessare la repressione del movimento. "Negli ultimi due giorni abbiamo potuto lasciare Hong Kong ma non entrare a Macao,  ma ora non possiamo neppure lasciare Hong Kong" ha detto la Pang. "Gli ufficiali dell'immigrazione hanno detto ai sei a cui hanno impedito l'imbarco che stavano collaborando con Macao, che ha detto che non avrebbe accettato persone con passaporto cinese continentale".

Ma il fatto che la Cina stia stringendo il cappio attorno al movimento, che sembra stia conquistando la collaborazione delle autorità di Hong Kong, non ha soffocato i progetti dei membri del Falun Gong che volevano protestare e fare sentire la loro presenza. "Continueremo con i nostri progetti, alcuni di noi sono già a Macao" ha aggiunto la Pang. "Ma qualsiasi cosa facciamo è in accordo con la legge. Se ci permette di protestare, lo faremo. Altrimenti non lo faremo".

Etichettata in Cina come "setta malvagia", il Falun Gong è stato messo fuori legge nel luglio scorso, dopo che i membri avevano richiesto il riconoscimento della loro fede con una serie di manifestazioni. Combina elementi di buddismo e misticismo cinese a esercizi meditativi tradizionali conosciuti come qigong.

Hong Kong è tornata alla Cina nel 1997 dopo più di 150 anni di governo britannico. Ad Hong Kong sono stati concessi 50 anni di semi-autonomia all'interno della Cina, e ha detto che il Falun Gong può essere praticato sul suo territorio, nonostante il bando di Pechino. Anche Macao avrà 50 anni di semi-autonomia, con la formula "un paese, due sistemi". Pechino sarà responsabile della difesa e degli affari esteri.
 

Il Portogallo dice addio a Macao, ritardi dovuti a Falun
Di Stephen Weeks - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Macao, 19 dicembre (Reuters) - Domenica il Portogallo dice addio alla piccola Macao, nelle ultime ore prima del ritorno del paradiso del gioco d'azzardo alla Cina comunista, dopo aver governato per 442 anni il primo e ultimo avamposto europeo in Cina.

Il giorno del triste addio alla colonia costiera è stato rovinato quando la polizia ha sequestrato circa 40 membri del gruppo spirituale Falun Gong, messo fuorilegge in Cina ma presumibilmente ancora legale a Macao. La polizia ha trascinato via i praticanti del Falun Gong, la maggioranza con passaporto straniero tra cui una bambina di sei anni, che si stavano esercitando all'esterno del maggiore casinò di Macao. Non ha fornito motivazioni per l'incursione contro il pacifico raggruppamento, ma le autorità sembravano determinate ad evitare ai membri del Falun Gong di intralciare la cerimonia di passaggio delle consegne.

La polizia di frontiera ha prestato viva attenzione affinchè qualche dissidente cinese non scivolasse dentro, e un importante attivista dei diritti umani di Hong Kong, Frank Lu, ha detto che è stato mandato indietro a forza al ferry terminal, dopo aver fatto il viaggio di un'ora fino a Macao. Lu ha dichiarato che voleva fare una petizione al presidente cinese Jiang Zemin, arrivato in precedenza per partecipare alle consegne di mezzanotte, per liberare quanti afferma essere circa 5.000 dissidenti detenuti in Cina.

Gli attivisti vedono brutti segni per il futuro di Macao

Gruppi per i diritti umani condannano le detenzioni e deportazioni eseguite negli ultimi quattro giorni dalle autorità di Macao, dicendo che sono di cattivo augurio per il futuro delle libertà nel territorio, dopo il passaggio delle consegne. "Tutto questo manda un bruttissimo segnale sulla libertà di espressione e sulla formula 'un paese, due sistemi' di Macao" ha detto Catherine Baber, portavoce di Amnesty International. "È una ulteriore prova di una reazione esagerata che macchia ciò che altrimenti sarebbe un gran giorno. Che cosa temono le autorità di Macao dai membri del Falun Gong che fanno esercizi?"

Macao sta tornando alla formula "un paese, due sistemi" che le concederà un grande livello di autonomia per 50 anni. La stessa formula è applicata alla vicina Hong Kong, restituita dalla Gran Bretagna alla Cina nel 1997, dove i membri del Falun Gong sono liberi di praticare il loro misto di buddismo, taoismo ed esercizio fisico. Macao dice che sono liberi di praticarlo anche sul suo territorio. L'incursione della polizia sui membri del Falun Gong ha coinciso con l'arrivo di Jiang, e il suo ricevimento all'aeroporto da Edmind Ho, il capo di Macao scelto da Pechino.

[…]
 

Il gruppo sostiene che un membro del Falun Gong è stato trattenuto
Associated Press, 21 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Pechino (AP) - Martedì un gruppo per la difesa dei diritti umani  ha riportato che un membro del movimento spirituale Falun Gong, bandito dalla Cina, che era entrato nel paese per incontrare altri membri, è stato trattenuto dalla polizia per circa sei settimane senza accuse formali. Il Centro Informativo sui Diritti Umani e Movimento Democratico in Cina con base a Hong Kong ha riferito che la famiglia di Zhang Yuhui non ha ricevuto notizie dei suoi spostamenti, e neanche avviso formale del suo arresto. Per la legge cinese, la polizia non dovrebbe trattenere i sospetti per oltre 30 giorni senza arrestarli formalmente, nonostante sotterfugi possano rendere possibili detenzioni più lunghe.

Secondo il centro, Zhang, fervente seguace del Falun Gong, aveva lasciato Macao per la vicina provincia di Guandong ed è stato portato via dalla polizia mentre, l'11 novembre, si incontrava con altri membri della setta. Lo scorso luglio il governo cinese aveva bandito il Falun Gong perché la considera una minaccia all'ordine pubblico e al Partito Comunista. Da allora migliaia di persone sono state costrette ad abiurare il loro credo. Gruppi per i Diritti Umani stimano che migliaia di altri siano stati inviati ai campi di lavoro. Il governo afferma di avere formalmente accusato 150 membri del movimento. 

All'epoca della detenzione di Zhang Macao era ancora una colonia portoghese, ma lunedì è tornata sotto il controllo cinese. Le autorità di Macao avevano negato l'ingresso ad alcuni membri del Falun Gong, e sabato ne avevano deportati altri 30 per aver disatteso gli ordini della polizia a proposito di una manifestazione da tenere poche ore prima della cerimonia di passaggio delle consegne. 

Il governo post-coloniale di Macao non ha chiarito come gestirà il Falun Gong. Come Hong Kong, Macao è una regione cinese a statuto speciale, a cui è stato promesso un maggior grado di autonomia. Hong Kong è l'unico posto della Cina in cui il Falun Gong continua ad operare legalmente.
 

La Cina imprigiona i leader del movimento spirituale bandito
Reuters, 26 dicembre 1999, traduzione in italiano © Alessia Guidi

Pechino (Reuters) - Secondo l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua un tribunale cinese domenica ha condannato quattro leader del movimento spirituale Falun Gong, fuorilegge nel paese, a 18 anni di reclusione con numerose accuse, tra cui l'aver rivelato segreti di stato.

Il servizio di sicurezza era molto stretto dentro e attorno al Tribunale Intermedio del Popolo a Pechino occidentale, dove la corte ha emesso le sentenze contro Li Chang, Wang Zhiwen, Ji Liewu e Yao Jie. Gli imputati hanno 10 giorni di tempo per ricorrere in appello.

Li, 59 anni, ex vicedirettore del Ministero della Pubblica Sicurezza, è stato condannato a 18 anni con l'accusa di aver illegalmente ottenuto secreti di stato ed aver usato una setta per minare la legge, e causare morti, ha riportato l'agenzia Xinhua. Wang, 50 anni, ex funzionario del Ministero delle Ferrovie, e Ji, 36, ex manager di una compagnia statale di Hong Kong di metalli non ferrosi, sono stati condannati rispettivamente a 16 e 12 anni. Yao Jie, una donna 40enne che lavorava in una impresa immobiliare, è stata condannata a 7 anni.
 

La Cina condanna alla prigione quattro membri chiave del Falun Gong
Associated Press, 27 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Pechino (AP) - Domenica la Cina ha condannato quattro dei principali organizzatori del movimento spirituale Falun Gong, messo al bando nel paese, a pene detentive fino a 18 anni, durante il processo di un giorno tenutosi sotto la stretta sorveglianza dei servizi di sicurezza per impedire proteste da parte dei seguaci del gruppo.

I media governativi hanno riportato che i giudici della 1° Corte Intermedia del Popolo hanno trovato i quattro colpevoli di aver organizzato e usato una setta per minare le leggi, causare morti e aver ottenuto illegalmente e diffuso segreti di stato. Li Chang e Wang Zhiwen sono stati condannati a 18 e 16 anni di prigione - tra le condanne più severe comminate nell'ultimo decennio a dissidenti politici e religiosi - mentre Ji Liewu e Yao Jie sono stati condannati a 12 e 7 anni.

Il processo è stato l'atto persecutorio più significativo fatto dal governo, dopo la messa al bando del Falun Gong come minaccia pubblica e al governo del Partito Comunista, cinque mesi fa. Tutti e quattro erano membri del partito con buoni impieghi nel governo o negli affari, testimonianza della popolarità del Falun Gong e dei problemi del governo a reprimere il gruppo. 

La televisione di stato ha mostrato i tre uomini e Yao, la sola donna, che apparivano calmi e mostravano poco del rimorso  che ci si aspetterebbe dagli imputati. I media statali hanno detto che i quattro avevano degli avvocati, e che i loro familiari avevano assistito al processo, nonostante solamente un parente per ogni imputato avesse avuto il permesso di entrare in aula. 

"Sono molto arrabbiata" ha detto Wang Xiaodan, la figlia 22enne di Wang Zhiwen, che vive negli Stati Uniti. "L'inflessibilità del governo e la sua incapacità a riconoscere i suoi errori rende furiosa la gente".

Per assicurarsi che i membri del Falun Gong non inscenassero nessuna delle pacifiche proteste tenute ripetutamente disobbedendo alla messa al bando, la polizia aveva organizzato cordoni intorno al tribunale fatti con il nastro giallo che solitamente si usa per delimitare la scena di un crimine. Ufficiali in borghese e in uniforme hanno pattugliato piazza Tienanmen, nel centro della città, in numero maggiore del solito. "I controlli sono severi. Altrimenti un sacco di gente sarebbe uscita" ha detto un membro del Falun Gong che osservava il tribunale al di là del cordone di polizia.

Almeno due donne interrogate dalla polizia sono state rilasciate vicino al tribunale, mentre a piazza Tienanmen la polizia ha caricato sui furgoni almeno due dozzine di persone e le ha portate via.

Il Falun Gong mescola esercizi lenti di meditazione a idee tratte da buddismo, taoismo e dal fondatore del gruppo, Li Hongzhi, un ex impiegato statale in una ditta di cereali che ora vive a New York. Dice di promuovere la salute e la moralità, e secondo stime governative in Cina è riuscita ad attirare quasi 70 milioni di seguaci. 

I dirigenti cinesi contestano le pratiche non ortodosse del gruppo - in modo particolare la raccomandazione a rinunciare ai trattamenti medici - che ha portato alla morte oltre 1.400 persone. I dirigenti hanno ordinato alla legislazione, dominata dal partito, di rivedere una legge contro le sette per permettere pene più severe contro gli organizzatori.

Il Centro Informativo su Diritti Umani e Movimento Democratico in Cina, di stanza a Hong Kong, ha riportato che, nell'ambito del giro di vite contro i gruppi religiosi, la scorsa settimana la polizia della città centrale di Nanyang ha spedito ai lavori forzati, per periodi da uno a tre anni, sei leader di un gruppo protestante clandestino.

Nel processo di Pechino i giudici hanno stabilito che i quattro imputati "avevano organizzato e usato la malevola organizzazione settaria Falun Gong per diffondere superstizioni ed eresie e per imbrogliare la gente, causando morti" ha riferito l'agenzia di stampa Xinhua.

Li, 59 anni, era funzionario all'agenzia informatica del ministero nazionale della polizia; Wang, 50, un ingegnere presso una compagnia di materie prime sotto la direzione del Ministero delle Ferrovie; Ji, 36, dirigeva una compagnia statale sussidiaria di metalli non ferrosi a Hong Kong e Yao, 40, era a capo del comitato del partito di una grossa compagnia immobiliare di Pechino.

Nello spiegare le sue motivazioni ai media statali, il governo ha esposto le sue profonde paure nella capacità del Falun Gong di mobilitare grossi numeri di seguaci. Li, Wang, Ji e Yao "avevano organizzato 39 incarichi di comando, oltre 1.900 incarichi di addestramento e oltre 280.000 incarichi di contatto" ha riferito la Xinhua. Avevano "organizzato e diretto" 78 dimostrazioni di protesta, tra cui quella del 25 aprile, con oltre 10.000 seguaci davanti alla dirigenza del partito comunista.

I quattro hanno anche rubato 37 segreti di stato confidenziali o top secret, e li hanno diffusi o acclusi a lettere di protesta, riferisce la Xinhua. A causa delle accuse sui segreti di stato, parte delle udienze di domenica si sono svolte a porte chiuse.

La Xinhua ha riferito che Li Hongzhi e gli altri quattro hanno tenuto incontri di proselitismo, e stampato illegalmente letteratura del gruppo ricavando profitti netti per 451 milioni di yuan (54 milioni di dollari).
 

Membri di Falun Gong fermati a Pechino
Associated Press, 29 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Pechino (AP) - Martedì la polizia ha fermato almeno 20 persone che si erano riunite a piazza Tienanmen, nell'ambito del giro di vite che la Cina sta perpetrando contro i membri del gruppo di meditazione Falun Gong, fuorilegge nel paese. Membri della setta da mesi stanno inscenando proteste pacifiche a piazza Tienanmen, il cuore simbolico del potere politico cinese. Ma le azioni di disobbedienza civile erano erano diminuite nel corso dell'ultimo mese, fino alla condanna, domenica, di quattro leader del gruppo. Nel tentativo di evitare nuove proteste, martedì la polizia ha tenuto sotto stretto controllo la piazza, interrogando chiunque sembrasse sospetto. La polizia ha circondato 10 seguaci che cercavano di protestare, prendendone uno per il braccio e spingendolo in un furgone. Anche almeno altre dieci persone sono state fermate, portate via singolarmente o in gruppi di due.

Dalla messa al bando del gruppo, cinque mesi fa, la Cina ha fermato migliaia di militanti seguaci del gruppo. Alcuni che hanno rifiutato di abiurare il loro credo e che coraggiosamente hanno fatto esercizi in pubblico sono stati spediti ai campi di lavoro, mentre agli organizzatori chiave sono stati riservati processi. 

Martedì il Centro Informativo su Diritti Umani e Movimento Democratico in Cina, di stanza a Hong Kong, ha riportato che la settimana scorsa la polizia ha nuovamente arrestato una studentessa universitaria di Dalian e l'ha mandata in un campo di lavoro per tre anni, per aver postato su Internet una foto delle sue caviglie sanguinanti e infette per le catene della polizia.  Il centro ha raccontato che la polizia aveva messo in catene di 11 chili Zhang Chunqing, e l'aveva costretta a camminare, dopo che aveva continuato a praticare il Falun Gong in stato di detenzione.

Lunedì sera la televisione di stato ha mostrato i quattro leader del gruppo condannati - Li Chang, Wang Zhiwen, Ji Liewu e Yao Jie - che ammettevano di aver organizzato le attività del gruppo, compresa la manifestazione del 25 aprile che aveva raccolto 10.000 seguaci davanti algli edifici della dirigenza del Partito Comunista, e che aveva provocato la decisione della dirigenza a bandire il gruppo, tre mesi dopo. Yao, unica donna tra gli imputati, è stata mostrata il lacrime che diceva alla corte di aver fatto un errore a fidarsi del Falun Gong, e di aver abbandonato i suoi compiti di comunista. Per il suo pentimento Yao è stata condannata a 7 anni, la pena più mite delle tre. Li ha avuto 18 anni, Wang 16 e Ji 12. Tutti sono stati condannati dopo un processo di un giorno per aver organizzato e usato una setta per minare le leggi, causare morti e aver illegalmente ottenuto e diffuso segreti di stato.

Il Falun Gong insegna meditazione, esercizi ed ideali tratti dal buddismo e dal taoismo, che si dice promuovano la salute e la moralità. In sette anni il gruppo ha attratto milioni di seguaci in Cina e all'estero, e il governo di Pechino considera il gruppo una minaccia. 

Gruppi per i diritti umani hanno denunciato il processo, definendolo una prova del fatto che la Cina usa le leggi per sopprimere il diritto alla libertà di associazione e religione. La Cina insiste che sta perseguendo il gruppo in modo legale.
 

Due cinesi che avevano raccontato la morte di membri della setta sono stati inviati ai campi di lavoro
Associated Press, 30 dicembre 1999 - traduzione in italiano © Alessia Guidi

Pechino (AP) - Un gruppo per i diritti umani mercoledì ha riportato che la Cina ha inviato due membri del Falun Gong ai campi di lavoro, per aver raccontato che un terzo membro del movimento spirituale messo fuorilegge era stata picchiata a morte mentre era in custodia della polizia. 

Il Centro Informativo su Diritti Umani e Movimento Democratico in Cina, di stanza a Hong Kong, ha riferito che Li Lanying e Chen Shihuan erano stati recentemente condannati a tre anni di lavori forzati, il massimo che la polizia può comminare senza processo. Due altri membri del gruppo di meditazione messo fuorilegge, Liu Jinling e Chi Yunling, che a loro volta avevano raccontato al Centro Informativo e ad altri gruppi oltreoceano della morte della compagna, rimangono in custodia e potrebbero affrontare una condanna ai lavori forzati, ha detto il gruppo.

Solo dopo alcuni giorni dalla morte, il 7 ottobre, di Zhao Jinhua, i suoi compagni seguaci del Falun Gong avevano raccontato che la polizia di Zhaoyuan la tratteneva dal 27 settembre, e l'aveva ripetutamente picchiata perché rifiutava di interrompere i legami con il gruppo. La polizia di Zhaoyuan, nella provincia orientale di Shandong, e il Consiglio di Stato, il maggior organismo governativo cinese, hanno negato i maltrattamenti a Zhao, e hanno detto che la donna il 7 ottobre ha avuto un attacco di cuore.

Il Falun Gong è un misto di concetti presi da buddismo, taoismo e idee del suo fondatore, l'ex impiegato governativo in una ditta di i cereali, Li Hongzhi, che vive in esilio a New York. Il governo vede la capacità del gruppo di organizzare milioni di persone come una minaccia al controllo comunista, e l'ha messo al bando il luglio scorso. Da allora il gruppo ha riportato altri casi di botte e maltrattamenti subiti dal gruppo, dopo il forte pugno di ferro usato dal governo. Domenica scorsa quattro organizzatori del Falun Gong sono stati processati e condannati a pene variabili tra i 7 e i 18 anni di prigione.

Il Centro Informativo di Hong Kong ha detto che si appellerà alla Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite per indagare sulla morte di Zhao.

Non solo Falun Gong - Cina/L'esplosione delle sette
Guaritori e santoni. Li segue un esercito di contadini. Delusi dal partito. Che risponde... 
di Gina Bedini - L'Espresso 18 novembre 1999

Liu Jiaguo, «la reincarnazione di Cristo», è stato giustiziato a metà ottobre. Un colpo di pistola alla nuca ha posto fine alla vita di questo ex contadino, dal 1993 a capo della setta Zhushen jiao (Culto del dio supremo), che contava decine di migliaia di adepti. L'accusa: aver violentato 27 donne. Liu era nato in un villaggio dell'Anhui, in una di quelle case di terra che il fiume Huai ogni anno spazza via. Aveva un diploma di scuola media. Era stato membro della Peili wang (I re insediati) e quando il capo di questa setta, Wu Yangming, venne messo a morte nel 1995, ne è diventato l'erede. Predicava una vita morigerata e chiedeva la totale abnegazione: ama con tutto il cuore il dio supremo, cioè lui. Dalle donne esigeva l'offerta del proprio corpo. La setta aveva una struttura da società segreta, i comandanti ai vari livelli ignoravano l'uno l'identità dell'altro. 

«Sette o società segrete hanno fomentato molte rivolte contadine», sostiene Li Zhao, sociologo e uno dei capi del ministero della Pubblica sicurezza, «e restano potenzialmente eversive». Soprattutto oggi. Nelle campagne, l'impulso della riforma agraria voluta da Deng Xiaoping si è esaurito. Non ci sono più miraggi di grandi guadagni, almeno 100 milioni di contadini sono manodopera in eccedenza e lo Stato è presente solo per riscuotere le tasse. Fin quando ci saranno 42 milioni di persone sotto la soglia della povertà, le sette avranno terreno fertile, dicono i sociologi.

Dissolta anche un'ideologia comunista mai assimilata, credenze e superstizioni radicate nei secoli sono ricomparse e si sono infiltrate nel sistema stesso. Un'inchiesta del 1998 indica che il 55,8 per cento della popolazione adulta si considera religioso contro il 43,9 per cento del 1996, molti di più dei cento milioni di credenti cristiani, musulmani e buddhisti ufficialmente riconosciuti.

In un carcere della Cina meridionale il santone Hu Wanlin attende un processo che senza dubbi si risolverà con una condanna a morte: è stato incriminato per il decesso di 146 persone che hanno creduto alle sue capacità curative. La storia di Hu comincia in una prigione del Xinjiang, dove venne rinchiuso con una condanna all'ergastolo per avere ucciso un uomo. In carcere Hu si crea una fama di curatore, con infusi a base di calmanti, e con il suo qi, la forza vitale. La notizia si sparge e il minuscolo centro dov'è il carcere diventa meta di migliaia di malati, si aprono alberghi e ristoranti. Hu, nell'ambulatorio della prigione, cura 800 persone al giorno. Nel 1997 arriva l'ordine di scarcerazione. Hu saluta il villaggio, apre ospedali in tre città. Ma si scopre che è un millantatore.

Il Falun Gong, la setta oggi nel mirino delle autorità, ha alzato il livello della sfida. «Mai nella storia della Cina comunista c'è stato un movimento di simili proporzioni È una minaccia per la società, per il governo e per il partito», ha detto un deputato. Li Hongzhi, il leader spirituale che vive in esilio a New York, dice di avere 80 milioni di seguaci in Cina. 

Il partito comunista era impreparato ad affrontare il fenomeno delle sette. Nel 1949, appena preso il potere, c'erano 336 Huidaomen, le sette nate nel Diciassettesimo secolo, con 800 mila adepti. Due anni dopo, scatenarono nove rivolte, di cui quattro armate. Il partito non ci pensò due volte: i capi vennero eliminati. Le organizzazioni risorsero all'inizio degli anni '60 allorché la carestia fece 30 milioni di morti. Ma la successiva Rivoluzione culturale le mise a tacere. Il qigong - gli esercizi respiratori e meditativi di origine taoista su cui si basa il Falun Gong - era stato proibito, in compenso qualcuno riteneva di poter guarire da malattie incurabili credendo nel Grande timoniere, Mao Zedong. Oggi ci sono duecento tipi di qigong, praticati da 60 milioni di persone: «Sono tutti legali se non fanno cose illegali», ha detto il responsabile per gli affari religiosi del governo, Ye Xiaowen. 

L'era delle fedi politiche è finita anche in Cina, ma il partito comunista, guidato da Jiang Zemin, si rifiuta di accettarlo. All'irrazionale risponde con editoriali sull'ateismo degni del periodo maoista. Al malato terminale che crede nella guarigione promessa dal maestro, il burocrate spiega che 1.404 persone sono morte per colpa del Falun Gong. Solo i capi e i recidivi sono puniti, chi si pente verrà aiutato, promette il partito. Ma i potenziali martiri non ascoltano e hanno continuato per giorni la loro protesta, sulla piazza Tienanmen. 

E oggi, sono prese di mira tutte le organizzazioni religiose non registrate e, perciò, considerate illegali. 
 

Folgorato sulla via di Pechino 
parla il leader dei Falun Gong italiani - L'Espresso, 13 gennaio 2000

«Non abbiamo ancora una sede, ma le annuncio in anteprima una lieta novella: abbiamo appena messo in rete, su Internet, i nostri due libri fondamentali: "China Falun Gong" e "La via della Grande Perfezione"». A parlare è l'industriale tessile biellese Alfredo Fava Minor, leader del manipolo di italiani innamorati, anzi convertiti al Falun Gong, religione nata in Cina nel 1992 dalla predicazione di Li Hong Zhi e già vista come il fumo negli occhi dalle autorità di Pechino, sempre più allarmate per la vertiginosa crescita dei credenti.

Com'è diventato seguace di quest'ultimo prodotto di massa cinese?

«Ho cominciato ad andare in Cina per affari proprio nel 1992 e dopo due anni ho varato una joint-venture italo-cinese, tanto che vivo laggiù sei mesi l'anno. Una sera di dicembre, qualche giorno prima di Natale, sono stato invitato a una riunione di predicazione del Falun Gong in un albergo di Pechino. Ero reduce da un viaggio di due settimane in Mongolia, con 25 gradi sotto zero, avevo la febbre ed ero stanco morto. Ciononostante, ho accettato l'invito. E ho fatto bene! Ho scoperto un credo che mi ha aperto il cuore e la mente».

Può riassumerci questo credo?

«Si tratta di una derivazione del buddismo con elementi del taoismo, ma non è buddismo».

Detta così, non è proprio chiarissima. Ammette un Creatore? Predica immortalità dell'anima o reincarnazione?

«Sì, esiste il Creatore, Dio, ma la vita intelligente è sparsa in tutto l'universo, in ogni suo angolo e puntino, ed esistono sia la reincarnazione che l'immortalità dell'anima. Ci si reincarna ogni volta in un essere nuovo finché, salendo man mano nella comprensione del significato dell'universo, si raggiunge l'Illuminazione».

Cioè l'equivalente del Paradiso?

«Sì e no. Con l'Illuminazione, ognuno di noi diventa un Budda. Il cattolicesimo ha i santi, noi abbiamo i Budda».

E come si fa a salire sempre più nella comprensione dell'universo?

«Lo insegna "La via della Grande Perfezione". Si tratta di applicarsi a cinque diversi tipi di esercizi. Tre sono a base di movimenti soprattutto delle mani, e gli altri due sono invece di tipo statico. I primi tre servono per aprire e attraversare i canali dell'energia, più o meno simili a quelli individuati con l'agopuntura, disciplina nata anch'essa in Cina. E badi bene che si tratta di un'energia utile anche a non ammalarsi, utile cioè al benessere psicofisico».

E i due esercizi statici?

«Il primo si fa in piedi, fermi con le mani per otto minuti di fila in ognuna delle quattro posizioni previste. L'ultimo si fa stando seduti, quasi in posizione yoga, e serve per svuotare la mente. Svuotarla è la condizione essenziale per permettere che vi entri la comprensione del significato dell'universo. Ogni volta, una migliore comprensione... Sino a raggiungere in più vite la Grande Perfezione, cioè l'Illuminazione, e diventare così un Budda».

 
 
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