Le sottoscritte associazioni
europee sono unite nella lotta agli effetti delle pratiche settarie avverse,
e nell'assistenza delle vittime di tali pratiche.
Rappresentanti di
queste associazioni, riuniti a Parigi il 23 e 24 aprile 1999, dichiarano
il loro impegno per le libertà fondamentali come incorporate nella
Dichiarazione dei Diritti Fondamentali dell'Uomo del 1948, nella Convenzione
Europea sui Diritti Umani e le Libertà Fondamentali del 1950, e
nella Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo del 1989.
Queste associazioni
riaffermano il loro impegno alla libertà di preghiera e di culto,
alla libertà di parola e al diritto di libera associazione. Quanto
sopra è riconosciuto come fondamento delle società basate
su principi democratici.
Le associazioni sottolineano
che non è compito di governi o autorità pubbliche decidere
su materie quali il diritto degli individui a prendere decisioni relative
al loro impegno personale, sia esso filosofico o religioso.
Al contempo riconoscono
come compito delle autorità pubbliche:
-
rendere disponibile
la libera informazione per permettere agli individui di proteggersi contro
le pratiche avverse del settarismo;
-
proteggere gli individui
contro forme di manipolazione mentale e psicologica e/o condizionamento
intellettuale in ogni suo contesto.
Queste associazioni
appoggiano la risoluzione 134 del 18 febbraio 1998 del Comitato del Parlamento
Europeo sulle Libertà Civili e gli Affari Interni.
Questa risoluzione
invita gli Stati Membri a «prendere misure, in conformità
ai principi della legalità, allo scopo di combattere gli abusi causati
da certe sette a cui dovrebbe essere negato lo status di culto o organizzazione
religiosa che garantirebbe loro vantaggi fiscali e protezione legale».
Queste associazioni
notano che la definizione legale della parola setta non è parte
dell'agenda dei parlamenti nazionali dell'Unione Europea.
Le associazioni non
intendono consigliare definizioni relative al significato di parola setta.
Tuttavia considerano che certi criteri oggettivi relativi alle pratiche
settarie sono stati - per almeno quindici anni - stabiliti in modo sufficiente
a determinare questi movimenti, denunciare i loro metodi di reclutamento
e definire le loro caratteristiche.
Riconoscendo quanto
sopra, la FECRIS qui afferma che:
- Negare l'esistenza
di organizzazioni settarie regionali, nazionali o transnazionali, sia
nascoste che mascherate da credenze religiose o filosofiche, non può
che contribuire all'abuso della pubblica opinione, e a trattenere le autorità
dall'intraprendere azioni contro le stesse.
- Non dobbiamo
confondere la "ricerca spirituale", sia essa collegata o meno a movimenti
filosofici o religiosi costituiti, con gruppi settari le cui pratiche ostacolano
le aspirazioni dell'individuo.
- Le affermazioni
filosofiche o religiose di un gruppo non possono permettere allo stesso
di violare i diritti umani, la legge o di disturbare o turbare l'equilibrio
sociale.
In questo contesto,
la FECRIS richiede:
- Il riconoscimento
ufficiale della FECRIS per poter essere consultata dal Parlamento
Europeo, dal Consiglio d'Europa, dall'Organizzazione per la Cooperazione
e Sicurezza in Europa (OSCE) ed anche dalle Nazioni Unite e dalle loro
organizzazioni e commissioni. La FECRIS dovrebbe, inoltre, essere in collegamento
continuo con le autorità amministrative autorizzate ad applicare
procedure fiscali e doganali per gli Stati e l'Unione Europea, e con altre
organizzazioni internazionali con i medesimi scopi.
- Dovrebbero essere
creati gruppi di studio permanente all'interno dei parlamenti nazionali,
del Parlamento Europeo e dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa.
Dovrebbero avere l'incarico di osservare il fenomeno settario e, nel caso,
proporre misure legislative e misure esecutive.
- Oltre a questo,
la creazione di una organizzazione europea permanente incaricata di raccogliere
informazioni sul settarismo, e in collaborazione con le autorità
nazionali per prendere misure preventive e fornire informazioni al pubblico.