OSCE - Vienna marzo 1999Intervento francese al Convegno sui diritti dell'Uomo, marzo 1999, Vienna, del Segretariato generale della Missione interministeriale di lotta contro le sette (Servizi del Primo Ministro) [1]. Questa mattina la Francia è stata attaccata almeno quattro volte. Due le fonti di quelle critiche: - tre attacchi possono essere interpretati come provenienti dalla organizzazione cosiddetta Chiesa di Scientology, il cui intervento ufficiale è stato in sé piuttosto moderato. Credo sarebbe necessario decrittare chiaramente quanto detto dagli autori di quegli attacchi, in modo che la Francia possa rispondere alle condizioni di un equo processo, come definito dall'articolo 6-1 della Convenzione Europea dei Diritti Umani e delle libertà fondamentali. Significato delle parole La parola inglese CULT, Signor Presidente, genera regolarmente alcuni problemi di traduzione che alcuni hanno usato molto. Nelle traduzioni è fonte di continua ambiguità, considerando che si potrebbe immaginare che chi combatte le sette stia combattendo contro le religioni. Vorrei che nel corso della sessione tutto questo fosse chiarito. Questa ambiguità sul significato di setta è visibile nell'ultimo paragrafo del documento dell' International Helsinki Federation for Human Rights Ancora sul significato delle parole Che cosa si dovrebbe dire delle pratiche illegali, se queste sono limitate solamente ai reati maggiori rappresentati da omicidio e strage, come ho sentito dire questa mattina da Massimo Introvigne? La Francia Devo qui ricordare che la Francia è un paese in cui Stato e Chiesa sono separati. In Francia non esiste religione ufficiale, solamente religioni più o meno importanti. La prima è la religione Cattolica Romana, la seconda è l'Islam, poi Protestanti e Buddisti. Ci si dimentica spesso anche di coloro che, senza professare un ateismo militante, non si interessano di religione e non dichiarano alcuna credenza specifica. Se in Francia dovessimo considerate tutti coloro che non praticano una religione, questi sarebbero quasi la maggioranza della popolazione. In Francia non esiste obbligo, per esempio davanti ad una Corte di Giustizia o nell'assunzione di una carica ufficiale, di giurare su Bibbia, Vangelo, Corano o qualsiasi altro libro sacro. A proposito del problema fiscale dei Testimoni di Geova evocato da M. Garay, bisogna essere consapevoli che il regime fiscale criticato dai Testimoni di Geova è lo stesso applicato ad ogni francese come stabilito dalla legge 1901 sulle associazioni no-profit. Le sole ad esserne escluse sono quelle associazioni a scopi esclusivamente cultistici (religiose in senso di preghiera, riti ecc.). Di fatto le associazioni dei Testimoni di Geova non perseguono unicamente questo scopo. [2] La delegazione francese ribadisce di essere molto colpita dalla dichiarazione fatta contro la Francia dalla Federazione Internazionale per i Diritti Umani di Helsinki - consultabile anche in Internet. Dobbiamo qui ricordare che quella dichiarazione non è stata approvata dalla sezione francese della federazione, che ha assunto informazioni unicamente da una fonte, chiamata "HRWF" - Diritti dell'Uomo senza Frontiere, le cui affinità e preferenze sono ben note agli specialisti. In Francia la Lega per i Diritti dell'Uomo ci ha riferito di aver criticato le vere motivazioni e scopi di quelle accuse. A mio avviso la questione dovrebbe essere chiarita tra le associazioni dedicate alla difesa dei Diritti Umani. Ritengo inoltre necessario esporre i problemi per quel che sono, se vogliamo davvero progredire e definire una vera ed efficace libertà religiosa, cioè il diritto a praticare la propria religione nel rispetto dei diritti altrui. Mi è stato concesso esporre, in qualità di giurista e tecnico legale, alcune idee già parzialmente ricordate, che dovrebbero essere tenute presente anche come argomento di discussione generale. Vorrei ricordare che non esiste Stato di Diritto/Stato Legale senza il rispetto fondamentale delle leggi, un rispetto scrupoloso. La libertà religiosa e la libertà di credenza sono su livelli diversi, ma hanno la stessa importanza. Nonostante non possa esistere l'una senza l'altra, una potrebbe entrare in conflitto con l'altra. Esse possono tuttavia entrare in conflitto quando l'individuo cambia opinione o credenza, o quando qualcuno vuole imporre all'individuo una nuova opinione o credenza che non gli apparteneva.
In questo caso abbiamo una libertà individuale con relazione collettiva: chi si espone afferma per sua ammissione la pratica di una religione, dicendo sono un membro di. Quelle pratiche possono essere state a volte giudicate pericolose o fuorilegge. Possono esserlo state tecnicamente. Possono esserlo state per proteggere l'individuo, il gruppo, i bambini, gli adulti. Questi sono, Signor Presidente, i punti di vista di un giurista per contribuire al dibattito, come mi è stato chiesto. Come rappresentante ufficiale della Francia concludo ricordando che la Francia è un paese di libertà religiose. La Francia è aperta al dialogo con le religioni, nel rispetto della separazione tra Stato e Chiese, delle sue leggi interne, dei principi fondamentali e nel rispetto degli accordi internazionali che ha sottoscritto. Note: 1. Questo intervento presentato al convegno OSCE di Vienna è stato definito "isterico" da Massimo Introvigne, direttore del CESNUR, Centro Studi sulle Nuove Religioni di Torino. 2. Le maggiori religioni francesi hanno spesso attività commerciali come ad esempio produzione di formaggi o birra, icone ecc. Tutte sono assoggettate alle leggi fiscali e sul commercio, e non protestano contro quelle normali regole. I Testimoni di Geova, al contrario, vorrebbero non essere assoggettati a quelle leggi e regolamenti. 3. Quando si cancella la validità di un accordo. |