Redwood Valley

Circa duecento chilometri a nord di San Francisco si trova il minuscolo villaggio di Redwood Valley, una comunità agricola nella quale le case di campagna dei ricchi signorotti della Baia di San Francisco spuntano come i funghi, circondate da piccoli vigneti e colline sulle quali brucano le mandrie. Gli abitanti del villaggio sono gente rude che si esprime con semplicità e non differisce molto dai villici tra i quali Jones era nato a Lynn, nell'Indiana.

Anche se lo sfruttamento del legname ha distrutto da tempo quasi tutti i boschi di sequoie che ricoprivano le ondulazioni della regione, quelle campagne conservano una loro soave bellezza. I cavalli si raggruppano lungo gli steccati di legno e i grappoli d'uva pendono dai filari ordinati di viti ben tenute.

Dopo tante peregrinazioni, il pastore dell'Indiana aveva infine trovato un luogo molto simile al pacifico paradiso che cercava. Meno di due mesi dopo l'arrivo del gruppo, il 26 novembre del 1965, Jones, sua moglie e il pastore aggiunto Archie James firmarono dei documenti ufficiali che facevano del Tempio del Popolo, Discepoli di Cristo, una società anonima californiana senza fini di lucro.

Nonostante lo scenario incantevole che li circondava, il periodo di transizione fu difficile sia per il pastore sia per il suo gregge di pellegrini del Midwest. I seguaci del Tempio, per lo più neri cittadini, misero a disagio gli abitanti conservatori di Redwood Valley, stabilitisi lì ormai da lungo tempo.

Così Jones iniziò un'opera cauta ed efficace per ingraziarsi i nuovi e sospettosi vicini. Tenne delle funzioni nelle autorimesse e alle fiere di campagna della contea. I suoi seguaci depositarono dei dolci sulla veranda di George Hunter, il direttore dell'Ukiah Journal, e sulla soglia di Al Barbero, un ispettore della contea di Mendocino per il distretto di Redwood Valley. Il reverendo non trascurò neppure la comunità locale di pellirosse d'America e si affrettò far sapere che aveva nelle vene sangue cherokee.

I ricordi della fanciullezza trascorsa tra gli animali delle fattorie nell'Indiana indussero Jones a organizzare un rifugio per i cani abbandonati. Sua moglie Marceline divenne ispettrice in una casa di cura statale e gli adepti del Tempio amministrarono una casa per ragazzi con quaranta acri di terreno e tre convalescenziari. Nel 1970, durante il periodo caldo della polemica anti Vietnam, Jones offrì centocinquanta dollari come primo contributo a un fondo per le famiglie dei poliziotti uccisi. «È ora di far sapere alla gente che non tutti quelli che si oppongono alla guerra e lottano per la giustizia sociale odiano i poliziotti», dichiarò.

I membri della setta, divenuti ormai, dopo due anni, più di trecento, furono incoraggiati ad accogliere ragazzi traviati della zona della Baia di San Francisco nelle apposite case amministrate dal Tempio del Popolo.

Nel 1967 Jones era ormai abbastanza in vista nell'ambiente politico locale per entrare a far parte del gran giurì della contea e venire prescelto come primo giurato. Divenne uno dei direttori della Mendocino and Lake Counties Legal Services Foundation, prevalendo sul giovane e benvoluto legale della contea, Tim O. Stoen. Il reverendo nominò immediatamente Stoen primo consulente. I suoi seguaci rappresentavano tutte le classi sociali locali: tra loro c'erano impiegati di banca, poliziotti e persino il radiotelegrafista dell'ufficio dello sceriffo.

La popolazione della contea Mendocino ricorda Jones come un uomo simpatico, ma eccentrico; gentile, cordiale, pronto a fare un piacere appena poteva, ma dai modi un po' strani.

Un vecchio amico di Indianapolis, il reverendo Ross Case, si mise in contatto con lui e gli diede il suo appoggio. Case, che insegnava in una scuola media nella vicina Ukiah, aiutò il nuovo pastore a trovare un lavoro come insegnante supplente. I due ecclesiastici condivisero molti dei loro problemi e rinnovarono l'antica amicizia.

Tuttavia Case dovette constatare che l'amico era cambiato. «Diceva frasi come: "Io non sono un cristiano. Sono un universalista". [Jones] gettava la Bibbia sul pavimento e saliva sul libro durante le funzioni. Continuava a parlare del sesso. Quelli che volevano abbandonare la sua setta temevano di subire delle pressioni. I nostri rapporti finirono col raffreddarsi a causa di tutto ciò», ha dichiarato Case.

Un'altra persona che ricorda bene Jones è Ruby Bogner, un'insegnante di Redwood Valley la cui classe era composta per lo più da figli di appartenenti alla setta, sebbene lei non ne facesse parte.

«Jim Jones aveva un figlio [adottivo] di colore. Si trattava di un ragazzo intelligente, ma tremendamente vivace. Parlai con Jim Jones di suo figlio e gli domandai se era possibile cercare di renderlo più disciplinato, e se non voleva parlargli lui. Jones mi richiamò e mi disse che avevo dei pregiudizi». In seguito però l'insegnante ricevette da Jones una torta e una lettera cordiale, nella quale il pastore la lodava perché era «una maestra meravigliosa».

I ragazzi della setta rimanevano insieme durante la ricreazione e si isolavano dagli altri dopo le ore di scuola. Quando la maestra cercava di parlare con i più piccoli allievi delle elementari, «mentivano, oppure erano evasivi riguardo a ciò che facevano a casa. Poi venni a sapere che c'erano guardie intorno alla chiesa della setta e cani lungo le recinzioni. Pensavo che tutte queste misure protettive fossero ridicole. Se cercavo di parlarne con i bambini, ottenevo per tutta risposta l'affermazione che Jim Jones era un uomo meraviglioso», ha ricordato Ruby Bogner.

Jones si interessava anche alle votazioni e alle elezioni. Si trattava di un logico risvolto dei suoi conclamati progetti di miglioramento sociale, tuttavia l'influenza esercitata da questo nuovo arrivato senza alcun altro appoggio tranne un sermone domenicale era straordinaria. Verso la fine degli anni sessanta, Jones poteva già contare su trecento o quattrocento voti e, in una piccola elezione straordinaria con appena duemilacinquecento votanti, ottenne la maggioranza dei voti.

«Potrei mostrare a chiunque i risultati elettorali distretto per distretto e indicare dove si è votato per Jones», diceva l'ispettore di contea Barbero. «Non si è mai visto nulla di simile, da queste parti».

C'erano anche altri particolari degni di nota. Il Tempio del Popolo non faceva che lagnarsi per gli attacchi dei vandali e degli incursori notturni. I seguaci di Jones dicevano che i loro oppositori gettavano gatti e cani morti nel prato davanti alla sede, oppure sparavano contro i vetri delle finestre. Altri criticavano le prese di posizione progressiste del Tempio del Popolo e il suo seguito razzialmente integrato.

Il nuovo amico di Jones, George Hunter, del quotidiano locale di Ukiah, comprendeva il nuovo arrivato dalle idee liberali e parlava amichevolmente di lui sul suo giornale. «Una comunità locale vittima del terrore nella notte», fu il titolo di un articolo sulle prepotenze subite dal Tempio del Popolo.

Lo sceriffo Tom Jondahl, dal canto suo, diceva che la setta di Redwood Valley non costituiva «un grosso problema per i tutori della legge. Non riceviamo più lagnanze da loro che da altri cittadini».

I problemi dei seguaci di Jones non erano causati soltanto dai «colli rossi», pronti a sfrenarsi nella notte dal sabato alla domenica. Gli adepti del Tempio del Popolo mantenevano il più rigoroso silenzio su quanto concerneva le loro attività. «Se domandavi loro che cosa facessero, non volevano parlare», ha raccontato John Mayfield Jr, un ex ispettore della contea. Lo stesso Jones conduceva un'esistenza da recluso.

La gente bene del posto era preoccupata a causa delle voci secondo le quali la setta, espandendosi, avrebbe fatto venire altre persone, probabilmente di pelle nera, che potevano finire con l'occupare i già scarsi posti di lavoro.

Ciò nonostante, la fortuna di Jones non veniva meno. Riuscì a trovare fondi sufficienti per costruire una nuova chiesa con una vetrata colorata a forma di stella sopra l'altare, una piscina battesimale coperta lunga dodici metri e mezzo, una nuova canonica e un parcheggio asfaltato vasto abbastanza per allinearvi i suoi undici pulmann Greyhound acquistati di seconda mano.

Ma il reverendo cominciava a sentirsi inquieto anche nel paradiso da lui profetato. Stanco di rimanere rinchiuso nel suo rifugio rurale, decise di allontanarsene. Progettò una mostra ambulante che avrebbe costretto i suoi fedeli a viaggi massacranti durante i weekend. La setta si riuniva verso sera nella chiesa di Redwood Valley e saliva sui pullman per recarsi a San Francisco. L'avanguardia di Jones aveva già provveduto a riempire i quartieri di Fillmore e di Bayview con volantini, servendosi delle stesse tecniche pubblicitarie perfezionate nell'Indiana.

«Il pastore JIM JONES. Incredibile! Miracoloso! Stupefacente! La più eccezionale funzione con guarigioni prodigiose cui abbiate mai assistito! Venite a contemplare il Verbo incarnatosi tra di voi! Nel corso di ogni funzione, quando le masse tumorali sono prese in esame, Dio è all'opera. Davanti ai vostri occhi gli storpi camminano, i ciechi vedono! Decine di persone vengono invitate a farsi avanti, a rivelare particolari intimi (mai però imbarazzanti) delle loro vite, che soltanto Dio potrebbe conoscere! Il Cristo si materializza attraverso le rivelazioni più vere e le guarigioni miracolose nel ministero del Suo servo, Jim Jones! Tali guarigioni spirituali non contrastano in alcun modo con la scienza medica. Noi insistiamo, anzi, affinché tutti gli appartenenti alla setta si sottopongano ogni anno a esami clinici e collaborino appieno con i loro medici. Venite a vedere subito le opere soprannaturali di Dio!».

Bande musicali suonavano, si cantavano inni, si ballava e poi era la volta di un lungo e appassionato sermone di Jones, con i suoi occhiali scuri e una lunga veste con risvolti di seta. I suoi collaboratori, spesso in camicia rossa e cravatta nera, si schieravano a ciascun lato. Nel momento culminante della funzione, Jones si esibiva nel suo show più persuasivo.

Una donna anziana, in genere di colore, si faceva avanti zoppicando lungo la navata e chiedeva, implorante, l'aiuto del reverendo. Non poteva aiutare in qualche modo una povera storpia senza speranze, conciata in quel modo da un autista bianco che l'aveva abbandonata credendola morta?

Jones si mostrava visibilmente commosso dalle parole della disgraziata donna, intrappolata nel suo razzismo per colpa di un altro razzista. «Non tutti i bianchi sono così. Non dovrebbe giudicare gli altri a causa della disgrazia che le è capitata. Deve esserci amore nella nostra vita», la esortava.

Poi la donna veniva invitata da lui, o da uno dei suoi collaboratori, ad avvicinarsi. Jones l'abbracciava con dolcezza, oppure le palpava una gamba o un braccio. Subito la donna cominciava a saltellare, completamente guarita. Buttava via il bastone e si metteva a ballare. Poi correva lungo le navate, in modo che il pubblico potesse vederla.

Jones sembrava non fallire mai; invariabilmente, la guarigione era spettacolare, stupefacente, misteriosa. Pochi, forse nessuno di coloro cui era consentito di assistere a questi «miracoli» dubitavano della loro veridicità.

Quando la funzione terminava, gli indaffarati assistenti della setta correvano qua e là nella sala, ricordando ai nuovi venuti quando avrebbe avuto luogo la funzione successiva, chiedendo i loro indirizzi o nomi di loro amici e raccogliendo le offerte dei membri.

Il più delle volte, Jones decideva di pigiare la congregazione, i musicanti e gli assistenti sui pullman e di recarsi a Los Angeles per un secondo spettacolo in qualche altra sala presa in affitto. Se ciò significava dover trascorrere la notte là, sistemava i suoi seguaci nelle abitazioni degli appartenenti al Tempio, e le stanze finivano con l'essere talmente gremite dai dormienti che non si riusciva più a vedere il pavimento.

In altre occasioni, Jones e i suoi collaboratori invitavano possibili adepti futuri a venire da San Francisco e da Los Angeles a Redwood Valley, mandando pullman vuoti in quelle città per trasportare i potenziali seguaci che si sperava di convertire.

Uno di questi weekend a Redwood Valley diede spunto a una serie di articoli clamorosi pubblicati dall'Examiner di San Francisco nel settembre del 1972. Il severo collaboratore del giornale per gli argomenti religiosi, Lester Kinsolving [1], attaccò Jones per la sua pubblica asserzione di avere resuscitato «più di quaranta persone... individui già rigidi come pezzi di legno, con la lingua penzolante, gli occhi infossati, la pelle grigiastra e la completa assenza di ogni segno di vita».

Come se queste grottesche vanterie non bastassero, diceva Kinsolving, c'era lo stesso Jones, «un uomo tenebrosamente bello, in parte cherokee... con un maglione accollato bianco, una veste talare e gli occhiali scuri. Teneva un cuscino sullo sgabello dietro il podio... una comodità indispensabile, tenuto conto della durata dì cinque o sei ore delle funzioni».

Kinsolving si disse inoltre turbato da un'altra abitudine della setta. Gli assistenti che si aggiravano nel parcheggio della chiesa erano armati di pistole e fucili: come si espresse il giornalista, «il "Profeta" viaggia con guardie del corpo armate in modo impressionante».

Interrogato al riguardo, il legale della setta, Eugene Chaikin, disse che le armi erano giustificate dalle esperienze di minacce e vandalismi fatte al Tempio.

Jones, dal canto suo, asseriva che avrebbe preferito fare a meno delle guardie del corpo, ma che il suo comitato di direttori (un gruppo di fedeli seguaci da lunga data, scelti personalmente da Jim) era riuscito a prevalere sulla sua volontà.

La setta si risentì a causa del tono degli articoli di Kinsolving, e Jones mandò decine di suoi seguaci a picchettare la sede del giornale per due giorni.

Infine, Jones accettò di farsi intervistare per due ore e mezza da tre redattori dell'Examiner, riconoscendo di aver «fatto rivivere», quarantatré persone. Parlò anche del particolare compito che si era assunto nell'equilibrare la vita e la morte dei suoi credenti.

Domanda: Qual è il suo concetto della guarigione spirituale?

Jones: Certo, quando la scienza medica parla di un uomo che impone al proprio cuore di fermarsi, questo vuol dire che molte cose delle quali possiamo servirci accadono qui [indicando la propria testa]. Sfruttiamo soltanto il cinque per cento del nostro potenziale intellettivo. E io amo pensare a me stesso come a una sorta di stimolatore. Credo che questo sarebbe il modo più giusto di definire la cosa.

Domanda: Un direttore del Tempio afferma che lei ha resuscitato quarantatré persone defunte.

Jones: Sì, credo che ci siano state quarantatré di queste rinascite.

Domanda: Non è inconsueto che un così gran numero di persone muoia in una chiesa?

Jones: No, tenuto conto del fatto che a un guaritore con la fede si presentano persone agli estremi... anche se io tento di scoraggiare la cosa. Ciò nonostante, mi portano persone nelle condizioni più disperate. Su barelle. Sì, alcuni di quei malati sono stati portati in chiesa su barelle. Me ne fu presentato uno che aveva ottantaquattro anni. È un numero tremendo, quarantatré.

Domanda: Lei afferma di non avere mai fallito... Dice che, tentando quarantatré resurrezioni, è riuscito tutte e quarantatré le volte. In altre parole, nessuno è morto?

Jones: Sì.

Domanda: Nella terminologia sportiva, è come lanciare contro una squadra che non segna mai punti. Ne consegue che lei può continuare così, che lei e i suoi seguaci potrebbero vivere in eterno. Non appena qualcuno morisse, lei lo resusciterebbe.

Jones: Possiamo guardare tutti nello specchio, sa. Non ci siamo evoluti fino a questo punto. Se esiste una dimensione che la mente può conquistare, io sono favorevolissimo a percorrere questa strada...

Domanda: Tutte le resurrezioni hanno avuto luogo nella chiesa?

Jones: Sì, nella chiesa. Abbiamo avuto un'ottima percentuale... in questi ultimi anni, nessuno di coloro che seguono la nostra fede è morto.

La sensazionale serie di articoli dell'Examiner e la manifesta presa in giro delle asserzioni di Jones fecero sì che quest'ultimo cominciasse a detestare i mezzi di comunicazione di massa e qualsiasi apparizione in pubblico che non fosse in grado di controllare. Quattro anni fa, Steve Caravello, un giornalista del settimanale Mendocino Grapevine , ottenne un'intervista per un articolo sulle comunità religiose locali.

La reazione di Jones fu apertamente ostile. Il pastore sospettava di Caravello e accusò il giornalista di calunniarlo. Caravello aveva scattato delle fotografie e gli assistenti del Tempio si infuriarono perché rifiutò di consegnare le negative.

«Che cosa sono tutte queste storie di guarigioni con la fede?» si ostinò a domandare Caravello. Correva voce, addirittura, che un attentatore fosse balzato in piedi, nel corso di una funzione, e avesse sparato a bruciapelo contro Jones, colpendolo al petto. Era seguita una scena a forti tinte mentre Jones veniva condotto via dal podio; cinque minuti dopo il reverendo aveva fatto ritorno, con indosso una camicia bianca immacolata, con un piccolo foro causato dalla pallottola. Erano andate realmente così le cose?

Jones si limitò a sorridere. «La gente è capace di dire qualsiasi cosa, suppongo», rispose.

Note:

1. Per approfondimenti si veda: Il pazzo è tra noi: Jim Jones e l’insabbiamento californiano, di Kathleen e Tom Kinsolving

 
 
 
avanti
 
 
        esprimi il tuo parere