San Francisco
Nel 1970, Jones era pronto a trasferire la sua Chiesa più a sud, a San Francisco. Redwood Valley gli sembrava troppo piccola, troppo parrocchiale e troppo ostile ai suoi sistemi. A San Francisco si profilava la possibilità di successi ancora più grandi: la popolazione nera della città sarebbe stata attratta dal suo messaggio, e il suo potere politico sarebbe aumentato. Molti seguaci della setta risiedevano già nella zona della Baia, e il trasferimento sembrava del tutto logico.
Nel settembre del 1972, Jones acquistò per centoventiduemila cinquecento dollari un auditorio inutilizzato al numero 1859 di Geary Street e cominciò a trasferirvi il suo quartier generale. La setta spese centosessantamila duecentoquaranta dollari per contributi locali, e quarantaduemila seicentotrentasette dollari per «straordinari», una voce speciale il cui significato era conosciuto soltanto da Jones e dalla sua più stretta cerchia di collaboratori.
Una volta di più, Jones si trovò a essere il nuovo pastore della città e decise di farsi degli amici.
Uno di essi fu il reverendo George Bedford della Chiesa Battista Missionaria Macedonia. Dopo l'assassinio di Martin Luther King, Bedford aveva pubblicato un annuncio sui giornali, proponendo che neri e bianchi pregassero insieme. Jones gli telefonò e portò una dozzina di suoi seguaci alla prima funzione.
La domenica successiva, Jones si presentò con più di cento persone. Bedford, molto grato, si offrì di visitare la chiesa di Jones a Mendocino, e fece il viaggio tre volte.
Ecclesiastico nero tra i più stimati della città, Bedford si sentiva un po' a disagio per le guarigioni con la fede di Jones avvenute nella chiesa di Redwood Valley. Constatò, tuttavia, che il suo nuovo amico era un uomo attivo e coscienzioso e che aveva una congregazione bene integrata.
«Alcune cose che faceva, però, non le avrei definite amore fraterno», ha detto Bedford.
Risultò che Jones cercava di indurre alcuni dei fedeli di Bedford a entrare a far parte della setta Tempio del Popolo. E inoltre parlava male anche del pastore. « Decisi di restarmene per mio conto e di lasciare che lui facesse altrettanto», ha concluso Bedford.
Jones varò una nuova politica nei confronti della stampa: adulazione totale. Nel gennaio del 1973, distribuì a titolo di donazione, quattromilaquattrocento dollari tra dodici giornali, una stazione televisiva e una rivista di attualità. I quotidiani più importanti dello stato, il San Francisco Chronicle e il Los Angeles Times ricevettero entrambi il contributo più generoso, di cinquecento dollari. Il Chronicle lo donò alla Sigma Delta Chi, un'associazione di giornalisti.
La setta, nel rendere note le donazioni, disse che aveva settemilacinquecento membri. Il denaro, dichiarò, doveva essere impiegato «per la difesa di una libera stampa».
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| Il Peoples Temple in Geary Street, a San Francisco (John Storey, San Fracisco Chronicle). |
Nell'agosto del 1973, un incendio misterioso distrusse il tempio di Geary Street, a San Francisco. Funzionari della setta dissero agli investigatori dei vigili del fuoco che, normalmente, vi avrebbero dormito quaranta studenti; ma Jones aveva avuto il presentimento «che qualcosa del genere sarebbe accaduto». Di conseguenza, gli studenti erano stati mandati, insieme al solito gruppo di fedeli, a Redwood Valley per le funzioni serali del mercoledì. Nessuno rimase ucciso o ferito.
La fama di Jones come profeta e veggente divenne sempre più grande. La gente poteva far conto su di lui, quali che fossero le difficoltà nelle quali si trovava.
L'8 novembre 1973, Christopher Lewis, che aveva parenti nella setta, sparò a Rory Hithe e lo uccise, in seguito a una irosa rivalità a causa della politica contro la povertà. Il delitto fu commesso in una stanza piena di gente. Lewis, ex eroinomane con un passato di criminale e la reputazione di un teppista, si assicurò la difesa del noto avvocato penalista James Martin Maclnnis.
Per una parcella di oltre ventimila dollari, Maclnnis riuscì a farlo prosciogliere dimostrando che si era trattato di legittima difesa. La moglie e la suocera di Lewis appartenevano entrambe alla setta del Tempio del Popolo e Mclnnis disse che ogni giorno, durante lo svolgimento del processo, si erano trovati in aula da venti a trenta seguaci della setta.
«Lewis mi pagò, ma mi risulta che il denaro veniva da lui [Jones]», ha detto Maclnnis.
Nel 1974, Lewis entrò a far parte delle guardie del corpo di Jones. Nel 1977 venne assassinato. La polizia archiviò il caso, attribuendo il delitto a un aggressore sconosciuto. Lewis aveva nelle tasche più di mille dollari in contanti. Non venne accertato alcun rapporto tra la setta e la morte di Lewis, e non vi furono arresti.
L'avvenire di Jones continuava a sembrare sempre più promettente e, insieme alle sue fortune, crebbe il numero degli adepti e la ricchezza della sua congregazione. Il reverendo aprì un'altra chiesa a Los Angeles, dopo avere acquistato un'antica sinagoga al numero 1366 di South Alvarado Street.
Cominciò a viaggiare in aereo per il paese con un seguito di guardie del corpo e di collaboratori, e ad avere colloqui con ecclesiastici a Detroit, Houston e St. Louis.
Portò a tredici il numero dei pullman Greyhound di seconda mano. Quando andava in vacanza, lo seguivano parecchie centinaia di fedeli sui pullman, in luoghi come il Messico, Disneyland e Washington; in questa città vennero fotografati tutti sui gradini del Campidoglio, e di loro parlò un lusinghiero articolo di fondo del Washington Post.
La Brotherhood Records (Dischi della Fratellanza) venne fondata il 13 luglio del 1973, come un'impresa sussidiaria della setta, che incideva e vendeva brani musicali eseguiti dal «grande coro e dall'orchestra giovanile interrazziale» della setta del Tempio del Popolo.
Jones cominciò a pubblicare un giornale di sei-otto pagine, il Peoples Forum, con una tiratura che si diceva superasse le trecentomila copie, sebbene fosse in realtà limitata a sessantamila. Jones ebbe il buon senso di stampare il giornale servendosi delle macchine tipografiche appartenenti al dottor Carlton Goodlett, un editore nero di San Francisco cui in precedenza era stato assegnato da Jones un contributo di trecento dollari per la libertà di stampa.
Il giornale era uno strano amalgama di notizie sulla setta, notizie provenienti dal fronte psicologico e fotografie orripilanti dei campi di concentramento nazisti e delle riunioni del Ku Klux Klan. Pubblicò inoltre articoli sulla strage delle piccole foche e sulle api assassine sudamericane. Lo stile era ampolloso e retorico, con continui accenni alle «masse affamate» e al loro «instancabile» campione, Jim Jones.
La setta pagava trenta minuti di trasmissione ogni sabato, dalle undici alle undici e trenta, alla KFAX, una stazione radiofonica religiosa. Gli argomenti che Jones continuava a martellare insieme con i suoi collaboratori comprendevano il Sudamerica, la corsa agli armamenti e le cause della criminalità.
In questo periodo, Jones si occupò per la prima volta della Guyana, dopo esservisi recato. L'operazione «Cesta di Pane» si proponeva di vestire e sfamare i poveri in quella ex colonia britannica nell'America del Sud. Jones si imbarcò per una rapida puntata nella giungla e tornò indietro raccontando storie di bambini che morivano di fame e di famiglie senza tetto. «Con duemila dollari», disse, «si può acquistare una casa per tredici persone. Con duecento dollari si può acquistare un acro di terreno nella giungla. E con venti dollari si possono acquistare venti rastrelli.»
Jones cominciò ad affidare incarichi politici ai suoi seguaci, di solito quel genere di incarichi nei quali la presenza fisica contava più della finezza verbale.
Un propagandista del partito democratico venne a trovarsi in difficoltà mentre preparava un'apparizione in pubblico di Rosalynn Carter. Era il settembre del 1976. Occorreva radunare in fretta e furia una folla numerosa e, pertanto, l'organizzazione telefonò a Jones.
Il raduno doveva cominciare alle ore venti. Sin dalle diciotto e trenta, pullman della setta avevano scaricato settecentocinquanta persone nel luogo stabilito in Market Street. «Avreste dovuto vedere... anziane signore con le grucce, famiglie intere. Soltanto in seguito cominciammo ad accorgerci di altri particolari, come la presenza di guardie del corpo», ha ricordato l'organizzatore.
«Gli agenti del servizio segreto erano fuori di sé. Volevano sapere chi fossero tutti quegli individui neri in piedi agli angoli, con le braccia conserte», ha detto.
A Jones venne riservato un posto sulla tribuna insieme a un gran numero di pezzi grossi del partito democratico. Durante i discorsi, i suoi seguaci furono compiti e blandamente entusiastici. Ma quando fu Jones a parlare, le acclamazioni divennero assordanti. «Fu molto imbarazzante», ha detto la signora Carter.
Il giorno seguente, gli organizzatori del raduno ricevettero più di cento lettere. «In realtà erano tutte uguali. "Grazie per il raduno, e, sentite, quel Jim Jones ha parlato m modo così ispirato!" Be', noi non riceviamo mai corrispondenza, perciò attribuiamo molta importanza anche a una sola lettera. Ma un centinaio di lettere? E inoltre, dovevano essere state spedite prima ancora dell'inizio del raduno, per poter arrivare il giorno dopo», ha detto Rosalynn Carter.
L'invasione delle lettere favorevoli a Jones venne sentita anche altrove. Al San Francisco Chronicle e all'Examniner pervenivano missive ogniqualvolta il nome di lui appariva nei giornali. Si trattava di brevi biglietti vergati a mano su carta da lettere poco costosa decorata a fiori, e dicevano tutti la stessa cosa: Jim Jones sta facendo cose meravigliose e vi ringraziamo per averne parlato.
Il presentatore radiofonico di San Francisco Jim Dunbar prenotò Jones per una trasmissione sulle guarigioni con la fede, dopo aver ricevuto da trenta a quaranta lettere per volta nelle quali si accennava ai poteri del pastore. Quando la trasmissione andò in onda, il centralino telefonico della stazione radio venne sommerso dalle chiamate. «Erano tutti seguaci di Jones», ha dichiarato Dunbar.
Durante la combattutissima gara per l'elezione del sindaco, nel dicembre del 1975, circa ottocento membri della setta del Tempio del Popolo si diedero da fare per votare nelle circoscrizioni elettorali in cui il candidato vincente, George Moscone, prevalse con un margine di dodici a uno. «Sono ben vestiti, bene educati e registrati per votare», disse un organizzatore della campagna elettorale di Moscone. «Tutti parlano dei sindacati e del loro potere, ma Jones mette in campo le sue truppe», soggiunse.
Dopo l'elezione, Jones rifiutò la nomina alla Commissione per i Diritti Umani ma, il 18 ottobre 1976, ottenne un seggio nella Housing Authority Commission, e in seguito venne riconfermato. Il successivo 24 febbraio divenne presidente di questa commissione, dopo che Moscone aveva eliminato le opposizioni che volevano affidare la presidenza ad altri membri.
Jones portò regolarmente un centinaio dei suoi seguaci alle riunioni della Housing Authority, sebbene queste sedute fossero di solito faccende noiose, tali da conciliare il sonno, con una sequela di rapporti finanziari e di complicazioni burocratiche. I seguaci di Jones, di solito anziane donne negre con pesanti cappotti e flosci berretti di lana, se ne stavano seduti in silenzio, oppure si appisolavano. In seguito si allineavano fuori, sul marciapiede, e aspettavano che un paio di pullman del Tempio li riportasse a casa.
Un altro uomo politico favorito da Jones fu Joe Freitas, il procuratore distrettuale di San Francisco eletto nel novembre del 1975. Dietro suggerimento di Jones, Tim Stoen, uno dei suoi più brillanti luogotenenti, nonché legale della contea Mendocino, fece domanda a Freitas per essere nominato assistente del procuratore distrettuale.
Il nuovo procuratore distrettuale, che nel corso della campagna elettorale aveva promesso di assumere come suoi collaboratori solamente rappresentanti delle minoranze e donne, fece eccezione nel caso di Stoen, un maschio di razza bianca, e gli diede il posto.
Freitas ha sostenuto di avere assunto Stoen soltanto a causa degli ottimi precedenti del giovane avvocato e di raccomandazioni ammirate. «Seppi che Tim è entrato a far parte della setta del Tempio del Popolo soltanto dopo che venne a lavorare con me, e chiunque dica che si trattò di un compenso politico mente», ha detto Freitas. Ma per Jones la mossa costituì un ulteriore passo avanti sulla strada di una maggiore importanza nella vita politica di San Francisco, e Freitas continuò a farsi vedere, di quando in quando, alle funzioni del Tempio.
Si fecero man mano più numerosi i dirigenti dello stato che cominciarono a venire alle funzioni domenicali della metta. Il governatore Jerry Brown parlò a parecchie migliaia di persone e una mezza dozzina di funzionari statali minori non esitarono a chiedere di parlare alla setta, se le loro campagne elettorali avevano necessità di un appoggio. «In elezioni incerte come quelle cui partecipavano il sindaco George Moscone o Fieitas o lo sceriffo Richard Hongisto, addio, senza Jones», disse il rappresentante all'Assemblea Willie Brown, la cui circoscrizione elettorale a San Francisco includeva il Tempio.
Jones non era mai stato uomo da aderire a una sola giusta causa quando ne esistevano altre che invocavano il suo aiuto. Diede denaro al Telegraph Hill Neighborhood Center, un servizio di scorta ai cittadini anziani nel distretto di Tenderloin, e a un ospedale che gli era caro e che doveva pagare gli affitti arretrati. Sia la NAACP, sia Angela Davis, sia Dennis Banks ricevettero donazioni. Jones era dappertutto e faceva tutto.
Il 25 settembre del 1976, trovò il tempo di offrire un ricevimento in proprio onore, una festa sfarzosa nel tempio del Geary Street, ricostruito dopo l'incendio. Gli ospiti d'onore invitati comprendevano il vicegovernatore Mervyn Dymally, i due fratelli rappresentanti di San Francisco al Congresso John e Phil Burton, l'eminente rappresentante dell'assemblea statale Willie Brown, l'editore di Jones, Carlton Goodlett, e il sindaco Moscone, tutti democratici liberali.
Quando giunse il momento dell'insediamento del neo-eletto presidente, Jimmy Carter, Jones mandò a Washington sette pullman stipati dai suoi seguaci, mentre lui e i suoi diretti collaboratori li precedevano in aereo per lo speciale raduno. Jones era stato invitato dalla riconoscente Rosalynn Carter, il cui stato maggiore ricordava le festanti e fotogeniche folle fornite da Jones pochi mesi addietro.
Un anno fa, all'organizzatrice politica di Berkeley, Stephanie Allan, venne chiesto che cosa ne pensasse di Jones. «Non ho mai sentito parlare di persone che corteggiassero la sinistra come fa Jones. Ovunque si vada, si sente fare il suo nome, e la gente si domanda a che cosa stia mirando», rispose Stephanie. «Entra in una sala, pronuncia un discorso e se ne va con i suoi trecento seguaci», soggiunse. «È molto strano. I suoi fedeli sono tutti delle stesse idee!».
Un altro organizzatore politico fu lieto di una commovente accoglienza al Tempio durante la campagna per l'elezione al senato del liberale Tom Hayden, nel 1976. Tuttavia, l'uomo si rese conto del fatto che «Jones non era un comune reverendo populista all'antica». «Fummo perquisiti con rivelatori di oggetti metallici, quando ci recammo là. Poi mi resi conto che i fedeli erano presenti per Jones, non per Tom. Non avevano alcun senso del pubblico interesse, non ridevano.»
Ma ben poche persone osavano parlare a voce alta contro Jones. Era potente nella comunità, era un uomo utile che quasi tutti venivano ad ammirare. Che cosa importava se si presentava ai raduni e alle funzioni con guardie del corpo, strani collaboratori e addirittura il suo avvocato? E che cosa importava se i doppi cancelli del Tempio venivano tenuti chiusi a chiave e le visite alla buona venivano scoraggiate? Quanto a ciò che si diceva delle guarigioni con la fede e dei sermoni che continuavano per tutto il giorno, be', sì trattava di una tradizione del Midwest, no?
Sull'altro piatto della bilancia c'erano le buone azioni di Jones, inspiegabilmente generose e abbondantemente prodigate a tutti senza pensare a una contropartita.
Era un uomo instancabile e non si preoccupava minimamente degli enormi oneri che aveva deciso di caricarsi sulle spalle. Vi fu un'ondata di commozione quando si seppe che era crollato per lo sfinimento dopo una riunione della Housing Authority, il 24 marzo del 1977.
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| Da sinistra: Il reverendo Jim Jones, Eric Gary, il primo ministro di Grenada, e il vice-governatore della California Mervyn Dymally con altre due persone non identificate al Tempio del Popolo di San Francisco durante un saggio di karate (Susan Ehmer, San Francisco Chronicle). |
Un membro della setta di Jones, l'avvocato Eugene Chaikin, disse che il pastore era rimasto alzato per tutta la notte prima della riunione, per poter dare consigli a un suo seguace in gravi difficoltà a causa della sua assuefazione alla droga. Jones si era riposato per circa un'ora, circondato da una ventina di preoccupati collaboratori e di guardie del corpo, e quando si era recato alla riunione sembrava più rinfrancato.
Notizie di questo genere tacitavano critici e scettici.
Qualcuno avrebbe detto che il dominio di Jones era una sfera senz'aria, un luogo dove pochi, tranne i seguaci che riscuotevano la sua approvazione, riuscivano a vivere. Ma non esisteva definizione più bella di un cristiano. Non chiedeva altro che essere lasciato in pace. Willie Brown, l'assennato uomo politico del distretto di Fillmore, suo sincero ammiratore, dichiarò: «A San Francisco dovrebbero esserci altri dieci Jim Jones».