Dentro la setta: parlano ex seguaci (prima parte)
I primi indizi di difficoltà serie per la setta Tempio del Popolo, arroccata nella sua fortezza di San Francisco, Cominciarono a farsi palesi all'inizio del 1977.
I cronisti insistevano per ottenere interviste con Jones e chiedevano maggiori particolari sul conto dell'uomo con gli occhiali scuri che non faceva mai un passo senza la sua cerchia di fedelissimi. «Sembrava Ailè Selassiè alle Nazioni Unite», scherzò un giornalista. Inoltre correvano voci (che nessuno era in grado di provare) a proposito di una inconsueta causa per paternità intentata nelle alte sfere della setta da una donna sposata che faceva il nome di Jones come quello del padre del bambino.
E c'era dell'altro. La setta aveva accumulato un patrimonio costringendo i suoi malcapitati membri a consegnare somme enormi: assegni della sicurezza sociale, proprietà immobiliari, persino la procura, per cui i capi del Tempio del Popolo potevano disporre legalmente, nel modo più assoluto, delle proprietà dei fedeli. E le guarigioni con la fede non erano quello che sembravano, si diceva.
Le crepe nel formidabile muro eretto intorno alla setta non si allargarono sul serio fino a quando il primo gruppo di ex seguaci non si fece timidamente avanti. Erano impauriti, dissero, ma, purché le cose fossero state condotte con cautela, e fossero stati creduti, erano disposti a rivelare la verità su Jones e sulla sua setta segreta. Nulla di ciò che gli estranei credevano si avvicinava, anche soltanto lontanamente, alla realtà, sostennero. Jones, l'umanitario buono e generoso che all'inizio aveva conquistato questi ex seguaci, era un grande impostore, un affascinante imbroglione, un cinico politicante e un falso puritano la cui religiosità pubblica e la cui vita privata costituivano mondi molto distanti uno dall'altro.
La loro descrizione delle attività della setta fu lo schizzo spaventoso di un minuscolo mondo di fedeli innocenti che scendeva a spirale verso il basso, descrivendo cerchi sempre più stretti. Al centro di ogni colloquio con gli ex seguaci si trovava la figura torreggiante della personalità di Jones. Era stato lui a tradire gli ex fedeli, e su di lui essi accentravano il ridicolo più amareggiato prima di passare ad altro. Tutto ciò parve talmente pazzesco che ben pochi giornalisti riuscirono ad assimilare ogni particolare, e occorsero settimane a quasi tutti questi primi ascoltatori per vagliare le loro impressioni.
Il «Padre»
Jones era vanesio fino all'ossessione. I suoi collaboratori gli tingevano i capelli. Una delle guardie del corpo era sempre munita di una valigetta contenente tintura per capelli e tutto il necessario per il trucco. I vestiti di lui, da cantante popolare del West, pur non essendo certo eleganti in base ai canoni della moda di San Francisco, erano nuovi, e non somigliavano agli stracci di seconda mano che quasi tutti i membri della setta venivano energicamente consigliati a scegliere.
Quando il «Padre», come Jones aveva finito con l'essere chiamato, viaggiava con la sua congregazione, prendeva posto, insieme ai più stretti collaboratori, su un pullman speciale, il numero sette. L'impianto per il condizionamento dell'aria era sempre mantenuto in condizioni perfette, mentre quelli degli altri pullman venivano lasciati guasti per risparmiare denaro. Jones disponeva di un compartimento posteriore, arredato appositamente per lui, con tanto di bagno, letto, armadio per i vestiti, frigorifero e cassaforte nella quale riporre le donazioni fatte alla setta. Questo suo alloggio viaggiante era a prova di pallottola, una misura di sicurezza che ai fedeli veniva imposto di non rivelare, per timore che gli assassini escogitassero attentati ancor più pericolosi.
Il diverso trattamento goduto da Jones arrivava a estremi grotteschi. Jones portava con ostentazione sempre lo stesso paio di scarpe. Ma quando a Mike Cartmell toccò il nuovo compito di lucidargliele, lo aspettava una sorpresa. «Possedeva sei paia di scarpe, sei paia di scarpe identiche. Erano talmente uguali che non riuscii a dispone a due a due».
Poi vi fu la crisi della carta igienica e dello shampoo, quando la setta ne rimase a corto. «Jones si mise al microfono nella sua stanza, collegata mediante altoparlanti con ogni altro locale della sede della setta, e disse ai suoi fedeli: "Non ho né carta igienica, né shampoo. Ne faccio a meno. E altrettanto potete fare voi". Ma io vidi che nella sua camera c'era tutta una serie di flaconi di shampoo, delle marche migliori e più costose, nonché rotoli e rotoli di carta igienica», disse Cartmell.
Un altro ex membro della setta, Deborah Blankey, asserì che Jones aveva escogitato un'altra idea per superare la crisi. «Alla gente venne assegnato il compito di andar fuori a rubare carta igienica nelle toelette dei distributori di benzina».
Sesso
I legami familiari nell'ambito della setta erano sempre stati assoggettati al controllo diretto di Jones. Era lui a decretare la fine dei matrimoni e a combinarne di nuovi. Molti dei suoi sermoni, quelle maratone di sei ore, concernevano il sesso, e lui arrivava al punto di ordinare ai fedeli che giurassero di rinunciare ai rapporti sessuali. Spesso Jones proclamava di essere la sola persona cui fossero consentiti rapporti sessuali. Spesso si lamentava di essere spossato a furia di dimostrare la propria virilità alle donne della setta che, affermava, non lo lasciavano mai in pace.
Ex membri della setta dissero che Jones aveva alcune predilezioni quando si trattava di scegliere donne del Tempio del Popolo per il suo piacere. «Sembrava che gli piacessero di più le donne di razza bianca alte e magre», dichiarò un suo ex seguace.
Maria Katsanis, una bellezza bruna di venticinque anni, e una giovane e attraente bionda erano due delle più recenti favorite di Jones. I suoi capricciosi amori diedero luogo ad almeno tre gravidanze. John Victor, il bambino di sei anni di Grace Stoen, venne rivendicato come suo da Jones, e la strana causa per la paternità finì con il tramutarsi in una contesa internazionale per stabilire chi avesse il diritto di tenere il bambino. Una donna venne data in moglie a un fido appartenente alla setta dopo che era rimasta incinta. Un'altra donna non individuata decise di abortire piuttosto che mettere al mondo il figlio di Jones.
Quest'ultimo non si limitava alle donne che facevano parte della cerchia dei suoi più stretti collaboratori. Un appartenente di sesso maschile alla setta disse di avere iniziato a diciassette anni una relazione con Jones, continuata poi sporadicamente per cinque anni, dal 1968 al 1973: «Ci allontanavano da Redwood Valley per andare a trascorrere i fine settimana a San Francisco. Lui passava a prendermi dopo la scuola, il venerdì, quando aveva terminato di insegnare».
Prendevano alloggio in un albergo poco costoso, alla periferia del distretto di Tenderloin. Jones, il frugale pastore di campagna, pretendeva persino uno sconto sul costo della camera per il «reverendo Jim Jones e figlio» e riusciva a spuntare qualche dollaro dalla tariffa di dodici dollari per notte. I due mangiavano nei ristoranti self-service, andavano ad ascoltare conferenze nella sede socialista locale e a volte vedevano qualche film.
«Per mesi, all'inizio» la relazione continuò, durante quasi tutti i fine settimana. L'adolescente, i cui genitori si erano separati da poco dietro suggerimento di Jones, disse agli amici che il pastore lo aiutava a consolarsi, in privato, a causa della rottura tra suo padre e sua madre. Jones raccontò la stessa storia alla propria famiglia.
Jones tornava da queste scappatelle di fine settimana in tempo per assolvere ai suoi doveri domenicali. L'amicizia si fece sporadica quando Jones decise di dedicare più tempo nel guidare i suoi seguaci a raduni fuori del villaggio, e nel fare viaggi che si protraevano dal venerdì alla domenica.
«Provavo, nei suoi riguardi, un vero e proprio timore reverenziale. Era più di un padre per me. Per lui avrei ucciso i miei genitori e sarei stato disposto a essere sessualmente suo schiavo», disse il suo ex partner. «Vi furono altri uomini, nella setta, che ebbero rapporti con lui. Non fui il solo», soggiunse.
«Jones soleva dire che il solo eterosessuale perfetto era lui. Noi tutti dovevamo ammettere di essere omosessuali», dichiarò Gerald Parks, un ex appartenente alla setta. «Poi scoprimmo che l'omosessuale era lui. Aveva rapporti sessuali con uomini. E costoro se ne vantavano apertamente», disse ancora Parks.
Jeannie Mills, Mike Cartmell e Deborah Layton Blakley, tre ex membri della setta Tempio del Popolo, dichiararono che Jones farneticava per ore parlando delle sue avventure erotiche. Uomini e donne venivano costretti a denudarsi durante le pubbliche riunioni. «Ognuno di loro doveva confessare di essere un omosessuale o una lesbica», disse Cartmell. «Jones si era reso conto del potere che ha il sesso di distruggere gli stabili rapporti familiari. In certi culti si ha la vita in comune. Nella setta Tempio del Popolo, Jones, come padre Divine, faceva di se stesso l'unico oggetto legittimo del desiderio sessuale».
La Mills raccontò che una segretaria predisponeva le relazioni sessuali di Jones. «Si presentava e diceva: "Il 'Padre' è dispiaciuto di dover fare questo, ma ha in sé un tremendo impulso, ti spiacerebbe soddisfarlo?"».
Jones trovava nel sesso un utile strumento per dominare i suoi fedeli del Tempio del Popolo. I coniugi che si ritenevano buoni cristiani constatavano, dopo essersi impegnati in attività adulterine e omosessuali, di potersi prestare a ricatti e di andare soggetti a intense sensazioni di colpa. Ma Jones aveva spesso un altro consiglio da dare ai coniugi: l'astinenza. Venivano costretti a separarsi e si diceva loro di evitare il rapporto sessuale perché era peccaminoso. Mike Cartmell riteneva che Jones offrisse addirittura ragazze minorenni agli uomini, per comprometterli. Ma Jeannie Mills si espresse in modo assai più conciso: «Se davvero si voleva meritare la sua fiducia, bisognava farsi sbattere da Jim».
L'harem maschile e femminile nella setta a quanto pare non gli bastava, visto che il 12 dicembre del 1973 Jones venne arrestato dalla polizia di Los Angeles per aver fatto proposte oscene a un agente in borghese in un teatro.
L'accusa venne lasciata cadere: Jones sostenne che le prove erano insufficienti.
Marceline Jones era profondamente turbata dagli amoreggiamenti del marito ma, a detta di taluni ex membri della setta, le premure tutte particolari che lui le prodigava, sotto forma di vestiti, di speciali privilegi e di insistenti blandizie, riuscivano a placarla.
Jones istituì un ufficio matrimoniale, una specie di gruppo spionistico della setta che provvedeva a ogni cosa, compresi i divorzi imposti e i matrimoni fulminei, quando Jones sceglieva un compagno per qualche donna da lui resa incinta. Chi trasgrediva alle regole del Tempio del Popolo, per esempio un ragazzo delle scuole medie sorpreso a parlare con una ragazza che non facesse parte della setta, veniva chiamato davanti all'assemblea. Doveva parlare a lungo della propria vita sessuale, anche se tutto ciò non aveva niente a che vedere con la ragazza in questione.
Almeno in una occasione, a Redwood Valley, Jones costrinse un uomo di mezza età ad avere un rapporto sessuale orale con una giovane donna durante il ciclo mestruale di quest'ultima.
Nel corso di vari raduni a San Francisco, Jones manifestò la sua avversione nei confronti dell'omosessualità. «Quanti di voi sono finocchi?» domandava, servendosi di un termine del gergo dei ghetti negri che significa «omosessuale». Molti uomini alzavano la mano, sebbene non ne avessero alcun motivo. Ma anche chi non alzava la mano poteva essere sottoposto a uno speciale esame da parte di Jones. Chi invece alzava la mano, poteva essere invitato da Jones a farsi avanti ed essere particolarmente lodato, dopodiché il suo imbarazzo aumentava come non mai.
L'importanza attribuita al sesso nelle riunioni della setta conseguiva anche altri fini. L'esempio dei sette bambini adottati da Jones non si limitava a creare la lieta immagine di un ecclesiastico che era anche un padre affettuoso. Serviva ad allentare i legami della paternità e della maternità tra i membri della setta e facilitava a Jones il compito di formare nuove famiglie. I genitori venivano incoraggiati a trasferirsi in alloggi comuni e a lasciare i loro figli affidati ad altri servizi forniti dalla setta. Il venir meno dei legami personali esaltava il ruolo di Jones in quanto unica figura di rilievo nella vita dei suoi seguaci.
«Il sesso era uno degli espedienti con i quali Jim riusciva a separare le persone e a renderle assolutamente infelici», concluse Helen Swinney, una ex seguace della setta.
Farmaci
Chiusa in una valigetta nera portata da una guardia del corpo c'era una vera e propria collezione di «pillole vitaminiche», stando alle dichiarazioni dei collaboratori. Alcuni ex appartenenti alla setta hanno detto che Jones inghiottiva continuamente pillole: per svegliarsi, per rimanere desto, per addormentarsi, per sentirsi più allegro, per farsi passare un mal di testa.
«Jim non faceva che lamentarsi per il suo stato di salute e per tutti i disturbi e i malanni che aveva», ha dichiarato un ex membro del Tempio del Popolo.
«Jones era ossessionato dalla dieta», ricorda Jeannie Mills. «Ci pigiavamo nella stanza e non riuscivamo nemmeno ad andare al gabinetto mentre Jones, seduto su di una poltrona imbottita, mangiava frutta e bistecche, perché aveva un basso tasso di zucchero nel sangue e gli occorrevano molte proteine per restare in forze». «Jim ci diceva sempre: "Come potete lamentarvi, per qualsiasi ragione, mentre io soffro tanto? Guardate che cosa sta facendo il Padre per voi"».
La Chiesa aveva un suo gruppo di infermiere e un medico, Larry Schacht, cui Jones aveva fatto studiare medicina nel Messico. Quindi era facile per Jones procurarsi praticamente qualsiasi farmaco potesse occorrergli.
Jones cominciò a portare gli occhiali scuri quando la fatica dell'edificazione della sua chiesa in California prese a pesargli. In realtà gli occhiali scuri gli nascondevano gli occhi che tradivano gli effetti dei farmaci. L'umore di Jones era estremamente variabile: il reverendo passava bruscamente dagli abbracci affettuosi alle sfuriate durante le quali agitava i pugni; i collaboratori attribuivano questi accessi all'abuso di pillole e stimolanti.
Armi
A Redwood Valley, Jones cominciò ad avere la mania delle armi. I suoi collaboratori si aggiravano in uniforme nel parcheggio della chiesa e parlavano di minacce di morte e di bombe scoperte sotto le ruote dell'autobus privato di Jones.
La presenza delle pistole veniva invariabilmente giustificata sia ai membri della setta sia agli estranei come una precauzione adottata da Jones con grande riluttanza. In realtà egli era andato ben oltre, ordinando alle sue guardie del corpo e agli amici più intimi di procurarsi autorizzazioni a portare armi nascoste (secondo la legge della California, chiunque voglia tenere sulla propria persona o trasportare armi non in vista deve ottenere una speciale autorizzazione dalle autorità locali).
In quasi tutte le contee è pressoché impossibile procurarsi queste autorizzazioni. A San Francisco, per esempio, ne sono state rilasciate probabilmente meno di una mezza dozzina, e di solito vengono concesse soltanto a persone come giudici o procuratori distrettuali che temono vendette di criminali.
Ma nella contea Mendocino, Jones riuscì a procurarsi almeno una dozzina di autorizzazioni, stando alle dichiarazioni dell'ex appartenente alla setta Wayne Pietila, che conserva ancora un permesso scaduto rilasciatogli dall'ufficio dello sceriffo della contea. «Quando ci recavamo a San Francisco e a Los Angeles, dovevamo restare in piedi in vari punti della stanza, comportandoci come guardie del corpo e lasciando intravedere di quando in quando le pistole», ha detto Pietila.
Più volte Pietila stesso maneggiò una rivoltella Magnum 357 e un fucile automatico calibro 12. «Eravamo soliti addestrarci con le armi», racconta Pietila. Jones aveva ordinato che se ne nascondesse un deposito nelle grotte nelle vicinanze del Tempio di Redwood Valley. Il reverendo teneva una pistola calibro 30 a portata di mano sul pulpito. Le visioni concernenti un olocausto nucleare si dileguarono, sostituite da una nuova minaccia imminente: una guerra razziale nel corso della quale i bianchi al potere sarebbero diventati fascisti e avrebbero rinchiuso i neri d'America in campi di concentramento di tipo nazista. La Chiesa doveva essere pronta a battersi, diceva Jones ai suoi seguaci.
Il corpo tarchiato e la faccia piena di Pietila lo rendono somigliante a Jones. Durante un viaggio attraverso il Texas, nell'estate del 1974, Jones ricadde in una delle sue folli crisi. Ordinò che Pietila venisse vestito come un sacerdote, che gli si mettessero gli occhiali scuri e gli si tingessero i capelli di nero, ottenendo in tal modo una controfigura di Jones stesso. L'idea era che Pietila entrasse in una chiesa circondato dalla consueta cerchia di accompagnatori di Jones. In questo modo, disse il vero Jones, gli assassini che lo aspettavano avrebbero sparato prima a Pietila. Le guardie del Tempio sarebbero state allora in grado di individuare gli attentatori e catturarli.
«E se mi colpissero?» volle sapere il preoccupatissimo Pietila. «Non preoccuparti, apprezzo molto la tua dedizione», rispose Jones.
Il reverendo ordinò inoltre delle uniformi per gli appartenenti alla setta. Camicie rosse, cravatte nere e pantaloni sportivi per gli uomini, camicette rosse e lunghe gonne nere per le donne. Queste divise venivano indossate soltanto in occasione di funzioni speciali riservate esclusivamente ai membri, a San Francisco e a Redwood Valley.
Quasi tutti gli appartenenti alla setta ritenevano che Jones avesse un deposito segreto di armi nel Tempio di San Francisco. Ma l'esistenza dell'arsenale clandestino non venne mai rivelata.
La gerarchia del Tempio
Al vertice della piramide gerarchica della setta si trovava, naturalmente, Jones, il cui imperio era incontestato. Il Consiglio del Tempio non poteva votare contro di lui e nessuno poteva dissuadere Jones da qualche proposito che avesse deciso di attuare.
Era circondato da dodici o venti consiglieri della cerchia più intima, nella grande maggioranza donne di razza bianca. Sotto questo secondo livello ne esisteva un terzo, la Commissione di Pianificazione, formata da cento membri della setta. In quest'ultimo gruppo si distingueva un'èlite comprendente una dozzina circa tra «segretari» e «consiglieri». Sebbene gli appartenenti alla setta fossero dal settanta all'ottanta per cento neri, probabilmente i due terzi dei più alti dignitari erano bianchi.
Le riunioni della C.P. (Commissione di Pianificazione) costituivano il nocciolo dell'attività del Tempio ed erano autentiche sessioni strategiche. Durante le riunioni serali della metà settimana, Jones presiedeva dal proprio podio. Nei primi anni settanta, queste sessioni iniziarono a protrarsi per notti intere.
L'ordine del giorno delle riunioni poteva vertere su qualsiasi argomento. I temi più frequenti: come cavarsela con un giornalista fastidioso; che cosa fare per i rifornimenti alla missione nella Guyana, o anche quante persone avrebbero potuto prendere parte al viaggio di fine settimana a Los Angeles.
Jones passava quasi tutto il suo tempo a queste riunioni presiedendo sessioni di «catarsi», lunghe pause nel corso delle quali i membri della C.P. venivano a trovarsi «sul tappeto». Per i membri della Commissione di Pianificazione, ciò significava uno snervante terzo grado da parte degli altri seguaci. Perché la tal donna indossava quel vestito nuovo mentre milioni di persone soffrivano la fame? Non era forse vero che quell'uomo voleva fare l'amore con la moglie di un altro uomo? Lo confessasse! Come era possibile che qualcuno si lamentasse di lavorare fino all'alba, dopo il lavoro quotidiano, mentre il Padre soffriva tanto per tutti?
In varie occasioni, quando Jones era particolarmente adirato contro un seguace della sua Chiesa, si comprimeva il petto e gridava che gli stava venendo un attacco cardiaco. Le infermiere del Tempio lo aiutavano a uscire dalla sala; Pochi minuti dopo ritornava per affrontare l'avvilito colpevole. «La gente credeva davvero che avesse delle crisi cardiache», dichiarò l'ex membro della setta Mike Cartmell. «Io gli credevo».
A San Francisco, Jones costrinse i membri della Commissione di Pianificazione a prendere parte a una delle sue sfide. Diede a ognuno di loro un bicchiere di vino e li invitò a vuotarlo completamente, sebbene le bevande alcoliche fossero vietate. Quando ebbero bevuto, Jones dichiarò che si trattava di veleno e che sarebbero morti tutti entro quarantacinque minuti. Ma, una volta trascorso questo termine, disse che non dovevano preoccuparsi. Si era limitato a mettere alla prova la loro fede. «Sono desolato di averlo dovuto fare», soggiunse rivolgendosi ai suoi seguaci tranquillizzati.
Jones si appisolava spesso, oppure sbocconcellava spuntini durante i lunghi interrogatori condotti dai suoi collaboratori. Se però un altro membro della setta sbadigliava, o si mostrava un po' distratto, era la volta buona per improvvisare un nuovo terzo grado. Il ritmo non rallentava mai. Ogni membro non sapeva che cosa poteva capitargli.
«Si tenevano sempre d'occhio gli altri della setta», racconta Grace Stoen, che è stata capo consigliera per parecchi anni, incarico che, in parole povere, significava fare la spia. «Dovevo scoprire quali fossero le intenzioni di tutti».
«Quando veniva pronunciato il tuo nome, la gente gridava: "Scendi di là" e imprecava. Era ostile», ha dichiarato Garrett Lambrey, un ex appartenente alla setta. «Anche i parenti avevano l'obbligo di accusarti. Difenderti era una colpa grave».
Alla fine le riunioni, dopo un primo periodo nel quale si tenevano solo la sera del mercoledì, finirono con l'occupare l'intera settimana. Jeanette Kerns-Hooman, che alloggiò in un dormitorio di proprietà del Tempio mentre studiava al Santa Rosa Community College nei primi anni settanta, andava alle riunioni religiose le sere di lunedì, martedì e giovedì. Il mercoledì sera, con altri studenti dell'università, si recava a Ukiah per una riunione nel Tempio. Una settimana sì e una no andava fino a Los Angeles in pullman insieme con gli altri della setta. Tutti questi impegni, unitamente ai corsi universitari e a un lavoro part-time, le consentivano di dormire circa tre ore per notte. «Se ti restava un po' di tempo libero, dormivi. Quasi non c'era notte in cui ci lasciassero in pace», ha dichiarato Grace Stoen.
Percosse
La Commissione di Pianificazione e le riunioni religiose in genere consentivano l'applicazione di provvedimenti disciplinari che non si limitavano ai rimproveri verbali. Le percosse erano un castigo cui si ricorreva spesso; Jones vi assisteva sempre, sebbene soltanto di rado punisse di persona i colpevoli.
Nei primi anni a Redwood Valley, le sedute erano quasi una riunione di famiglia: i bambini capricciosi venivano sculacciati o un membro della setta colpevole di non aver adempiuto tempestivamente ai propri doveri veniva rimproverato con severità dal Padre. Durante i primi anni settanta, però, le riunioni assunsero un carattere più brutale, man mano che Jones si preoccupava sempre più a causa dei «traditori» e dei «disertori» della setta, che avrebbero potuto abbandonarla.
I bambini venivano percossi con un'asse piatta chiamata «asse dell'educazione». L'ex appartenente alla setta Mike Cartmell ha raccontato che un ragazzo urlò fino a cadere svenuto.
Jones assisteva alle punizioni che venivano somministrate sul palcoscenico tenendosi da parte, e a volte contando i colpi. Alla fine, la vittima si trascinava fino a lui e mormorava: «Grazie, Padre» in un microfono che lui le porgeva.
Avevano luogo inoltre «incontri di pugilato». Il colpevole (maschio o femmina) veniva messo di fronte ad avversari più grossi e più forti e costretto a battersi nonostante l'evidente svantaggio, a titolo di castigo. A volte lo sfortunato trasgressore doveva battersi contro tre o quattro avversari contemporaneamente. In altre occasioni si trattava di numerosi avversari più muscolosi e più forti, scatenati contro una sola persona, che di solito crollava al suolo sanguinante ed esausta dopo il cimento. Le infermiere del Tempio erano sempre presenti per rimettere in sesto i poveretti. Se il punito aveva meno di diciotto anni di età, i genitori dovevano firmare moduli di autorizzazione prima delle percosse.
Si parlava inoltre del «demone dagli occhi blu», un mezzo di punizione che a nessuno era consentito vedere. Veniva impiegato soprattutto con i bambini più piccoli della setta che si erano comportati male. Jones interrompeva le riunioni della C.P. per leggere i nomi dei fanciulli destinati al castigo e li conduceva fuori del palcoscenico del Tempio di San Francisco, mentre tutti gli altri partecipanti alla riunione aspettavano. Portava i bambini nell'infermeria e là ordinava alle infermiere del Tempio di servirsi o di un pungolo elettrico per il bestiame, o di un defibrillatore cardiaco, per sottoporre a una scossa elettrica il corpo dei fanciulli. Si udivano soltanto gli strilli dei bambini, ha ricordato una donna. Quando le vittime tornavano singhiozzando e tirando su con il naso, di solito non facevano che ripetere «Grazie, Padre, grazie, Padre», sempre secondo le dichiarazioni della stessa testimone.
Gli adulti che evitavano le percosse dovevano affrontare altri cimenti. Venivano fatte circolare dichiarazioni scritte nelle quali era detto che il firmatario, membro del Tempio del Popolo, aveva cospirato contro il governo degli Stati Uniti, piazzato bombe in un deposito ferroviario, o molestato i propri figli. Ai seguaci della setta si richiedeva di firmare tali fantasiose dichiarazioni come una prova dell'affetto che nutrivano per Jones, un espediente per mettere alla prova la lealtà degli adepti.
Dopo aver firmato questi fogli, i membri della setta venivano ammoniti a non abbandonarla. Se se ne fossero andati, Jones avrebbe consegnato le dichiarazioni ai familiari o alle autorità.
Guarigione con la fede
Marceline Jones aveva il compito di preparare ogni settimana i pezzi di pollo. Doveva lasciarli fuori a marcire perché il loro odore fosse inconfondibile. Poi li avvolgeva nel cellophane e li nascondeva nella borsa tra i tovaglioli di carta.
Il marito aspettava il momento opportuno nel corso della funzione, che occupava l'intera giornata. I suoi aiutanti gli avevano già fatto sapere quale delle donne anziane che si trovavano tra la folla soffrisse di disturbi alla gola o allo stomaco. Quando la musica, i canti e le prediche avevano portato al culmine l'eccitazione dei presenti, uno dei suoi aiutanti poneva una o due domande circa le possibilità di guarigione dalle malattie nel caso che una persona avesse fede sufficiente.
Sermoni, preghiere, domande e risposte potevano continuare un bel po', finché la donna ammalata non cominciava a domandarsi ansiosamente se Jones l'avrebbe aiutata. Jones era solito chiedere un volontario. Allora la donna si agitava sulla sedia, alzava una mano e gridava: «Padre!»
Mentre il volume della musica cresceva nella sala, Jones ordinava alla moglie di accompagnare l'ammalata fuori, in una delle toelette per le donne. Marceline pescava nella borsa un tovagliolino contenente il fegato di pollo vecchio di tre giorni, ordinava alla vecchia di sedersi sulla tazza del gabinetto e chiudeva la porta per rimanere sola con lei. Poi metteva la mano col tovagliolo sotto la vecchia ammalata e la ritraeva con il «cancro» luccicante e fetido. Tenendo alta la carne putrida, Marceline ritornava nella sala, seguita dalla vecchia tremante, rintronata dagli applausi, centro dell'attenzione generale. Jones l'aveva salvata. Non ci potevano essere dubbi sull'aspetto e l'odore di quella diabolica «massa tumorale» che Jones teneva adesso bene in vista. La donna poteva considerarsi ormai membro del Tempio. Doveva la vita a Jones; i medici di Oakland o di Compton non riuscivano certo a fare altrettanto.
Per guarire con la fede, c'erano anche altri trucchi riferiti dagli ex membri. Alcune giovani donne che fungevano da aiutanti con in testa parrucche grigie e occhiali scuri per nascondere occhi azzurri e il volto truccato, fingevano di avere malattie deformanti. Jones le abbracciava o le toccava sulle gambe storpie o sulle braccia rattrappite, risanandole all'istante davanti a tutti. Le donne, prodigiosamente guarite da Jones, si affrettavano a sparire per le porte posteriori prima che qualcuno potesse dar loro un'occhiata più da vicino.
Per tali incarichi, Jones disponeva di uno speciale gruppo di collaboratori di fiducia. «Una volta dovetti salire sul palcoscenico, a Seattle, per raccontare tutta la storia di come Jim mi avesse salvato dall'eroina», ha riferito Jim Cobb. «Non mi riuscì poi tanto male, tenuto conto del fatto che avevo avuto circa cinque minuti di preavviso», ha ricordato.
Le collette che seguivano le guarigioni con la fede erano di solito le più redditizie della settimana. «Jim diceva sempre che nessuno degli affiliati alla setta sarebbe morto», ha detto uno degli ex membri. «Molta gente anziana ci credeva».
I motivi delle affiliazioni
Tutti gli ex membri, uomini e donne, ricordavano il giorno in cui avevano abbandonato la Chiesa. Grace Stoen rammenta, dopo la sua fuga, di essersi distesa sulla spiaggia del lago Tahoe, rimanendo là a tracciare disegni nella sabbia con le dita dei piedi. Che tempo faceva, su quale auto era salita, chi erano gli amici sul sedile anteriore, dove aveva trascorso la prima notte dopo l'abbandono del Tempio: ricorda tutto con molta chiarezza.
Anche le ragioni che avevano indotto all'abbandono sono rimaste nettamente impresse nella memoria dei «disertori». I coniugi Mills ricordano che la loro bambina di sei anni è stata picchiata finché «il suo sederino era diventato come un hamburger». Laura Cornelious rammenta come Jones ha tormentato una sua amica terrorizzata dai serpenti. «Viola... era molto anziana, aveva un'ottantina di anni. I serpenti le facevano una paura terribile. Be', Jones gliene tenne per un bel po' uno vicino al petto. Lei si limitava a restare immobile e a urlare. E lui continuava a tenerle vicino la bestiaccia».
Al contrario, il ricordo del momento in cui erano entrati a far parte del gruppo, è di solito piuttosto vago. Evidentemente dev'essere piuttosto imbarazzante ricordare perché e come ci si è lasciati accalappiare.
Quando infine gli ex membri si decidevano a parlarne, i motivi accampati sembravano semplici e piuttosto verosimili. Jones era un predicatore gradevole, un individuo cordiale con una voce baritonale e suadente che chiamava «cara» le vecchie signore e annuiva ripetutamente mentre le ascoltava.
A parte i suoi modi cortesi da parroco di campagna, c'era la prospettiva di un mondo nuovo da creare. «Era tutto preso dalle sue iniziative umanitarie. Amava davvero il suo prossimo e avrebbe fatto qualsiasi cosa per fare del bene», ha detto Jackie Swinney.
Quella vaga filosofia dell'abbondanza esercitava un fascino particolare sugli indigenti e sulla classe media più povera. La «terra promessa» nella quale la setta avrebbe pensato a tutto li induceva a dimenticare l'aumento degli affitti e dei prezzi di prima necessità. Era un sogno bellissimo per tutti quelli che volevano dimenticare la realtà e abbandonare un'occupazione frustrante per dedicarsi al Tempio.
Per altri rappresentava la soluzione a problemi insolubili di salute. Una donna anziana o un vecchio che riuscivano solo a stento a comprendere le dotte spiegazioni di un medico frettoloso, si sentivano confortati dal paziente e sollecito Jones. Il contenuto emozionale di una funzione domenicale del Tempio del Popolo era molto simile a quello delle chiese conservatrici del Sud e dell'Ovest dove molti dei membri più anziani erano nati e cresciuti.
Anche la semplicità della vita quotidiana della setta aveva il suo peso forse più dei suoi ideali o delle possibilità di guarigioni miracolose. I seguaci del Tempio, privati dei loro averi, di una vita intima e di ogni rapporto di amicizia al di fuori dell'ambito della setta, si limitavano a eseguire gli ordini di Jones.
Alcune famiglie venute dall'Indiana si avvicinarono sempre più a Jones con il passare del tempo tanto che i rapporti con gente non appartenente al Tempio si fecero sempre più sporadici.
Infine bisogna tener conto della personalità di Jones. «Era un maestro dell'intrigo», sintetizza Walt Jones, ex adepto della setta. Il temperamento instabile di Jones, un momento prima pieno di buone intenzioni e in quello immediatamente successivo depravato e incline all'auto-commiserazione, era semplicemente travolgente.
La politica
Jones non sapeva resistere al desiderio di trovarsi costantemente sulla ribalta politica. Aveva ricevuto incarichi di rilievo nell'amministrazione civica di Indianapolis (la Commissione dei Diritti dell'Uomo), di Redwood Valley (capo dei giurati del gran giuri della contea Mendoncino) e di San Francisco (presidente della Commissione per gli Alloggi). Tutto il suo predicare di scopi umanitari e l'impegno energico di molti dei suoi giovani seguaci spingevano inevitabilmente la setta verso attività del genere.
Attratto dalla politica, Jones voleva anche che i politici venissero attratti da lui. Si trovò immischiato in un gioco pericoloso nel tentativo di influenzare persone autorevoli senza dare adito a spiacevoli chiacchiere. Il motivo dell'interesse politico del reverendo era chiaro, comunque: il peso politico gli procurava un pulpito legittimo, utile per portare a termine l'opera distruttrice che i membri della setta dovevano svolgere.
C'erano sempre lettere da scrivere. Una squadra permanente composta da uno staff di dieci o venti giovani guidati da Richard Tropp, ex professore al Santa Rosa Junior College, presso Ukiah, aveva questo incarico. Il gruppo svolgeva le proprie mansioni in una speciale «casa di scrittura», attrezzata con grandi quantità di carta da lettere, buste, penne e francobolli. «Dovevamo riunirci nella "casa di scrittura" ogni mercoledì sera», racconta Ruth Kernes, membro della setta per quattro anni. «Se c'era qualche problema importante, dovevamo dedicare alle lettere un'altra serata straordinaria. Impiegavamo circa sei ore la settimana. Dovevamo scrivere centinaia di lettere su una stessa questione».
Un altro ex adepto del Tempio, Jim Cobb, ricorda una speciale campagna che interessò Jones in modo particolare. «Quando Nixon stava per nominare G. Harrold Carswell alla corte suprema degli Stati Uniti, dovetti scrivere una quantità di lettere contro Carswell; altrettanto fecero gli altri del nostro gruppo. Ci dissero di servirci di penne diverse, di vari tipi di carta da lettere, di calligrafie un po' larghe e un po' strette. Dovevamo consultare l'elenco telefonico e pescare a casaccio i nomi e i cognomi, creando nominativi fittizi».
Ai redattori veniva comunicata in anticipo la linea di condotta della setta e veniva loro fornito un elenco di semplici osservazioni base da parafrasare. Dopo che la missiva era stata redatta, Tropp o uno degli aiutanti la controllava. Se non rispondeva alle aspettative, chi l'aveva scritta doveva rivederla. Le stesure definitive venivano affidate a membri di città diverse, qualche volta anche al di fuori dei confini dello stato, e spedite man mano. Questo serviva a prolungare l'effetto per un certo periodo di tempo e a mascherare il fatto che provenivano da un'unica fonte.
Una campagna tipica fu quella per la lotta contro il progetto di legge numero 1 del senato, una revisione del codice penale degli Stati Uniti, appoggiata dall'amministrazione Nixon, ma osteggiata dalle organizzazioni per i diritti civili e da altri gruppi liberali. Tropp riunì i suoi scrivani e distribuì un foglio con dodici esempi di lettera contro il progetto del senato. Uno di tali esempi iniziava così: «Vi prego di lasciar cadere questa insidiosa minaccia contro la nazione». Un secondo testo-guida aggiungeva: «Se il progetto di legge numero 1 del senato fosse entrato in vigore tre anni fa, avremmo già avuto uno stato quasi di polizia sotto Nixon. Volete davvero approvare un progetto di legge che sarebbe uno strumento di potere perfetto per un demagogo o un dittatore?»
I redattori dovevano indirizzare la missiva ai membri della Commissione Giudicatrice del senato. «Scrivete la lettera, fatela controllare, poi inviatene una a ciascuno dei quindici senatori qui elencati», si leggeva nelle istruzioni.
Nel corso delle campagne più importanti, come quella per bloccare un'inchiesta giornalistica ed osteggiare la nomina di Carswell, alle quali si interessava personalmente lo stesso Jones, quasi tutti i membri della setta si univano al gruppo speciale degli scrivani.
I compiti settimanali dei redattori comprendevano inoltre la stesura di missive di elogio a uomini politici, pubblici ufficiali, vedove di funzionari di polizia assassinati e a novelli genitori, nelle quali si parlava delle attività benefiche della setta e del suo umanitario pastore.
«Tutti venivano coinvolti, anche quelli che sapevano a malapena scrivere», dice Garrett Lambrey, un ex adepto. «Se c'era qualche voce di opposizione, come per esempio un articolo sfavorevole, la mobilitazione si estendeva all'intera setta. In generale, però, scrivevamo a chiunque potesse esserci di aiuto in futuro per testimoniare sulla nostra buona reputazione... da un giudice di Missoula, nel Montana, fino a un ecologo. Lo scopo era quello di ottenere una lettera di congratulazioni o un telegramma elogiativo e di archiviarlo per farne eventualmente uso in futuro».
Le lettere di risposta da parte di gente estranea alla setta che si congratulava venivano conservate in un volume rilegato e servivano per far colpo su uomini politici in visita e su altri che non conoscevano il Tempio, i suoi progetti futuri e Jim Jones.
Per quanto Jones si desse da fare per accattivarsi le simpatie dei leader politici, non se ne fidò mai del tutto. Scrisse loro lettere cordiali, telefonò per congratularsi per i loro più insignificanti successi e organizzò innumerevoli manifestazioni a San Francisco per le attività benefiche del tempio, ma non trascurò di combinare imbrogli miranti a compromettere i suoi pretesi «amici» politici.
Al Mills, ex fotografo ufficiale della setta, disse che Jones aveva intenzione di preparare una trappola per i politici compiacenti al momento di fotografare le consuete strette di mano. «Se avesse voluto compromettere qualcuno, avrebbe sistemato un gruppetto di adepti dietro il podio; a un cenno prestabilito, questi ultimi dovevano sollevare i pugni chiusi mentre io scattavo la foto» dice Mills. «Sarebbero inequivocabilmente sembrati dei rivoluzionari. Le foto finivano nella sua raccolta personale, per essere usate nel caso che qualcuno di quei leader si fosse mai messo contro di lui». Comunque non è possibile provare che Jones abbia mai realizzato questi progetti, ha concluso Mills.
Le visite al villaggio Potemkin furono inscenate con l'aiuto di membri della setta istruiti a dovere, con abiti presi a nolo e parti stabilite in precedenza. Poi i pezzi grossi in vista vennero presentati ai sedicenti eroinomani disintossicati, agli storpi risanati e a incalliti delinquenti minorili contentoni di assicurarsi un pasto decente alla mensa generosa di Jones.
Se la visita riusciva e l'ospite se ne andava favorevolmente impressionato, Jones riuniva i suoi fedeli e prendeva in giro il visitatore, imitandone la voce, ripetendo le domande da lui poste e ironizzando su come le visitatrici gli si erano strusciate contro in maniera allusiva.
Durante i giri di propaganda, Jones di solito era molto attento a limitare il numero dei membri che si occupavano delle richieste telefoniche di fondi o partecipavano agli incontri per i finanziamenti. Soltanto di rado accettava un diretto contributo da un candidato, memore dei problemi che potevano nascere col fisco. Il coinvolgimento politico di una organizzazione non a scopo di lucro poteva implicare la perdita dell'esenzione fiscale. Se ciò fosse accaduto, il Tempio si sarebbe trovato costretto a inventariare i propri beni, e ciò avrebbe avuto ripercussioni sgradevoli.
Per questo motivo i contributi erano di piccola entità. Richard Tropp, capo degli scrivani, inviò un assegno di cinquecento dollari a un comitato che lottava contro la proposta secondo la quale il sindaco George Moscone, uno dei favoriti dì Jones, avrebbe dovuto partecipare a una elezione anticipata straordinaria. Il Tempio versò duecentocinquanta dollari al Dinner Committee di Moscone, un fondo speciale istituito per pagare le spese inaugurali e ufficiali.
Anche se le grosse somme di denaro erano tabù per forza di cose, gli uomini politici erano sempre riconoscenti per l'affluenza di massa che Jones poteva garantire. In un gran numero di raduni, come per esempio quello organizzato per Rosalynn Carter, i seguaci di Jones diedero un contributo eccezionale. Oltre a ciò, gli adepti del Tempio potevano battere interi quartieri andando di porta in porta, appendendo manifesti elettorali e infilando volantini di propaganda nelle cassette delle lettere. I più giovani venivano incaricati di occuparsi delle raccolte telefoniche di fondi. Nel corso di una elezione primaria per il senato dello stato, Linda Mertle ricorda di aver ricevuto l'ordine di presentarsi alla sede elettorale del candidato Fred Furth. «Ci dissero che prima di tornare da scuola ci saremmo dovuti recare ai centri elettorali per occuparci delle telefonate. Di solito ci andavamo in una decina per volta anche per sei o sette volte».
Un altro collaboratore di Furth afferma che il Tempio mise a disposizione circa un centinaio di persone affinché si dessero da fare per procacciare voti e da duecento a trecento individui per le sovvenzioni e altre attività del genere.