Il pazzo è tra noi: Jim Jones e l’insabbiamento californiano

© By Kathleen Kinsolving and Tom Kinsolving - http://home.earthlink.net/~kkinsolv/

 

18 novembre 1978 - Guyana, Sud America

Sono le 5 del pomeriggio. Il deputato della California Leo J. Ryan finisce di caricare un baule su un piccolo aereo della Guyana al campo di atterraggio di Port Katyuma. Assieme alla sua delegazione del congresso e a diverse troupe televisive aveva appena lasciato Jonestown, il Progetto Agricolo del Tempio del Popolo. La vice legislativa di Ryan, Jackie Speier, prima di partire per quel viaggio era così terrorizzata che aveva lasciato ultime volontà e testamento nel cassetto della scrivania di Capitol Hill, e si era assicurata che anche Ryan facesse lo stesso.

Mentre 15 tra disertori e parenti di altri membri del Tempio del Popolo stanno salendo la scaletta dei loro aeroplani, all’improvviso un trattore ruggisce sulla pista. A bordo, armati di pistole e fucili, ci sono nove uomini del Tempio. Puntano velocemente le armi e sparano fucilate mortali. La delegazione si disperde, molti corrono nella giungla. Ma undici rimangono feriti. Sono colpiti a morte Ryan, tre giornalisti e la disertrice del tempio Patricia Parks.

Ryan giace morente a fianco della gravemente ferita Speier, sussurandole che vuole che lei prenda il suo posto alle successive elezioni. Qualche momento più tardi uno dei sicari del Reverendo Jim Jones finisce il Deputato con un colpo in testa.

Sei miglia più in là, a Jonestown, “Babbo” è in piedi nel padiglione di fronte al suo gregge di più di 900 persone. Jones avvia un piccolo registratore e inizia a borbottare.

«…quel che succederà qui, nel giro di pochi minuti, è che uno di quegli uomini sull’aereo sta per uccidere il pilota. Io lo so. Non l’ho progettato io, ma so che sta per accadere. E sarà meglio che nessuno dei nostri bambini rimanga, quando questo sarà finito…

«…Quindi siate gentili con i bambini, e siate gentili con gli anziani, e prendete la pozione come usavano fare nell’antica Grecia, e muovetevi lentamente, perché non ci stiamo suicidando – è un atto rivoluzionario…Non so chi ha ucciso il deputato. Ma per quel che mi riguarda, l’ho ucciso io…

«…lasciate la vostra vita con dignità…non andatevene in lacrime e agonia…non m’importa di quante urla sentirete, la morte è un milione di volte preferibile che passare altri giorni in questa vita…basta dolore. Basta dolore…ecco che cos’è la morte. Sonno. Abbiate fiducia. Dovete farlo. Questo mondo non è casa nostra.»

I minuti finali del nastro registrano i macabri suoni di 913 vite che vengono spazzate via – 276 di essi sono bambini. Le infermiere prendono i neonati dalle madri e iniettano loro in bocca la mistura purpurea. Guardie armate circondano il padiglione e minacciano chi esita a immergere la tazza nei tini di cianuro aromatizzato. Ma molti dei membri del Tempio bevono volentieri. I bambini urlano nella confusione accentuata da strana musica di sottofondo, che lentamente volge ad un terrificante silenzio. Come il suo nemico Leo Ryan, Jim Jones ha avuto una morte violenta. Uno degli appartenenti alla setta, o Jones stesso, gli spara un colpo di pistola in testa.

Nei giorni che seguono il massacro il sindaco di San Francisco George Moscone appare davanti ad una folla di giornalisti. Il sindaco, che ironicamente cadrà vittima di uno squilibrato verso la fine di quel mese, è stato uno dei tanti che ha fortificato l’ascesa al potere di Jones. Nel 1976 aveva nominato il pazzo a capo dell’autorità degli alloggi della città. Ma Moscone non è in vena di mea culpa, e dice ai reporters:

«Chiunque voglia collegare il sindaco di San Francisco al massacro avvenuto in un altro continente sta veramente cercando lontano – deve essere molto chiaro che nessuno, altri che le persone coinvolte, è responsabile davanti all’essere supremo, e chi ancora non è stato scoperto deve essere perseguito al massimo che la legge consenta.»

Oggi, 20 anni dopo, le immagini di cadaveri gonfi, siringhe sparse, bevande al veleno e bicchierini di plastica sono quel che probabilmente la maggioranza degli americani ricorda del Tempio del Popolo. La tragedia è stata liquidata come un “suicidio di massa” condotto da “un maniaco nella giungla”.

Tuttavia esiste altro in questa storia. Molto altro. 

Il capo sociopatico della setta aveva alcuni amici molto importanti che l’aiutarono e favorirono la sua “famiglia”. Ma ancora oggi rimangono impuniti. Questi capi di comunità, con i loro appoggi, aiutarono ad alimentare la discesa all’inferno del Tempio del Popolo. Il defunto George Moscone non fu il solo alleato di Jones a fingersi innocente. L’attuale sindaco di San Francisco, Willie Brown, è stato ancor più sfacciato. Ci furono anche uomini di chiesa, come lo stravagante Reverendo Cecil Williams capo della Glide Methodist Church cittadina. Anche parecchi giornalisti trascurarono il loro dovere di denunciare il pericoloso Reverendo Jones finché non fu troppo tardi. Il famoso columnsit di San Francisco Herb Caen scrisse sufficienti encomi ardenti, tanto che il Tempio lo considerava un caro amico e alleato.

C’era qualcuno, tuttavia, che cercò di fermare il TIR Tempio. Ecco un racconto di come il coraggio in prima fila fu alla fine eclissato dalla corruzione e debolezza dei mediatori di potere californiani, autorizzando un mostro a distruggere più di 900 uomini, donne e bambini.

Ottobre 1971 – Indianapolis, Indiana

Chiesa piena per vedere le ‘cure’ dell’autoproclamato ‘Profeta di Dio’” fu il primo servizio giornalistico mai pubblicato su Jim Jones. Il reporter dell’Indianapolis Star Bryon C. Wells aveva partecipato ai “servizi curativi miracolosi”, pomeridiani e serali, al Tempio del Popolo in centro a Indianapolis. Lì aveva sentito Jones proclamare: «Tra gli oltre 4.000 membri della nostra chiesa in California, non abbiamo ancora avuto una morte…! Sono un profeta di Dio e posso curare sia le malattie del corpo che le malattie della mente». Wells aveva notato che «le persone che erano state chiamate la sera per essere curate avevano una sorprendente rassomiglianza con alcune di quelle che erano state chiamate al pomeriggio». Il secondo articolo di Wells, “La Commissione di Psicologia di Stato tiene d’occhio il ‘Profeta’ Jones” raccontava che, per la prima volta, si sarebbe indagato su Jones. Gli Esaminatori della Commissione di Psicologia di Stato avrebbero deciso se potevano perseguire Jones per pratica della psicologia senza licenza, visto che affermava di poter curare malattie psicosomatiche. Dopo attento scrutinio conclusero che Jones era protetto dal Primo Emendamento [libertà religiosa-ndt], e la legge dello stato proibiva di intentare giudizio contro  i “santoni”.

Il primo articolo di Wells attirò allo Star un diluvio di lettere e telefonate furiose di membri del Tempio. Jones, nel frattempo, durante i servizi affermava di aver ricevuto 23 telefonate da “fabbricanti d’odio” di Indianapolis. Nove mesi più tardi Wells ricevette un’allarmante lettera da Georgia Johnson, residente a Indianapolis. Era stata una delle prime seguaci di Jones, ed ora era una madre preoccupata che cercava di far tornare le sue due figlie dall’altra base del Tempio, a Redwood Valley, California. Wells passò la lettera al direttore cittadino che a sua volta la passò a Carolyn Pickering, il capo dei reporter investigativi dello Star.

Nonostante la Pickering avesse provato un po’ d’apprensione nel leggere la lunga e sconvolgente lettera di Georgia Johnson, si attivò per un’intervista. La sua indagine a tempo pieno sul Tempio del Popolo, della durata di un mese, era iniziata.

Agosto 1972

«Caro Tom» scrisse la Pickering al Direttore Esecutivo del San Francisco Examiner Tom Eastham. «Lo Star sta pensando di mandarmi nel tuo splendido e glorioso stato per indagare su un’operazione settario-religiosa a Redwood Valley, vicino a Ukiah…chiamata Tempio del Popolo…

«il truffatore che conduce questa santa organizzazione è il Reverendo James W. Jones, che una volta qui  dirigeva una piccola chiesa…se ci fosse qualcuno del vostro staff che avesse qualche conoscenza di questo gruppo, o potesse presentarmi a funzionari statali interessati, te ne sarei grata.»

Eastham disse alla Pickering che già aveva un reporter, il Reverendo Lester Kinsolving, che indagava su Jones. Kinsolving, che curava una rubrica settimanale intitolata “Dentro la Religione”, il 7 febbraio di quell’anno aveva contattato il direttore dell’ Ukiah Daily Journal, George Hunter, dopo aver sentito racconti che il pastore carismatico del Tempio del Popolo stava attirando migliaia di persone ai suoi servizi domenicali. Quattro giorni dopo il direttore dell’Examiner Ed Dooley ricevette una lettera da Timothy Stoen, la cui carta intestata lo identificava solamente come: “Procuratore Legale”. Stoen, uomo di punta di Jones, tesseva le lodi del Tempio. Era chiaro che Hunter, il direttore, aveva informato Stoen della telefonata di Kinsolving. Stoen faceva un lungo elenco di imprese, come la nomina di Jones a vari incarichi di interesse pubblico «compreso presidente del Grand Jury della Contea di Mendocino…» e riferiva che Jones era «la persona più compassionevole, coraggiosa e onesta che conosca…»

Dopo essere stato brevemente istruito da Eastham, Kinsolving contattò la Pickering e i due reporter iniziarono a collaborare.

Settembre 1972 - Redwood Valley, California

Il 10 settembre Kinsolving e il fotografo Fran Ortiz si recarono in auto a 120 miglia a nord di San Francisco, per fare la cronaca del servizio domenicale del Tempio del Popolo. Pochi minuti dopo essere entrati nel Santuario del Tempio del Popolo, Kinsolving venne interrogato da Stoen, che indossava una tunica da pulpito verde-azzurra. Stoen rivelò di non essere solo un assistente pastore (non ordinato) del Tempio del Popolo, ma anche Assistente Procuratore Distrettuale della Contea di Mendocino. A Ortiz venne ordinato di lasciare le sue macchine fotografiche all’ingresso della chiesa; lui rifiutò e fu costretto ad attendere fuori.

Mentre la folla della congregazione sciamava da autobus partiti da Los Angeles e Portland la notte precedente, Kinsolving fu salutato con calore dal Reverendo Jones in persona, un uomo di 41 anni snello, prestante, dai capelli corvini che indossava una tunica nera e una dolcevita bianca. Jones si complimentò con entusiasmo con Kinsolving per la sua eccellente rubrica settimanale, e gli fece sapere in modo particolare che ammirava il suo «coraggio per aver denunciato Cecil Williams come l’impostore che è».

Dopo aver ascoltato le veementi lodi alla congregazione per un’ora e mezza, Kinsolving era annoiato e stanco. Il suo fotografo gli si avvicinò improvvisamente implorandolo di andarsene. Una volta all’interno dell’auto, Ortiz informò Kinsolving che era riuscito non solo a fotografare i molti autobus, ma anche una delle guardie del Tempio. «Ascolta Les» aggiunse Ortiz,«aveva una .357 magnum».

Due giorni dopo Stoen mandò a Kinsolving una lettera rivelandogli la disponibilità finanziaria del Tempio e scusandosi per il fatto che il suo Tesoriere si fosse rifiutato di fornire l’informazione. Continuò a dire smancerie su «questo meraviglioso gruppo di persone e il loro straordinario pastore Jim Jones…Jim è stato il mezzo con cui quest’anno più di 40 persone sono letteralmente resuscitate.

«…ho visto Jim rianimare persone rigide come un palo, con la lingua penzolante di fuori, gli occhi fissi, la pelle grigiastra e tutti i segni vitali assenti…Jim si avvicina a queste persone e dice qualcosa del tipo “ti amo” oppure “ho bisogno di te” e immediatamente riappaiono i segni vitali…Jim è molto umile su questo dono e non ne fa vanto…»

Il 17 settembre il primo articolo esplosivo di Kinsolving, “Il Profeta Che Resuscita i Morti”, riportava estratti della lettera di Stoen. Venne pubblicato il prima pagina sull’Examiner. Il secondo articolo, pubblicato il 18, fu “Profeta Guaritore Acclamato come Dio al San Francisco Revival”. Riportava una citazione di uno dei seguaci che, durante un servizio speciale a San Francisco, aveva urlato: «Io conosco il Pastore Jim Jones, è Dio Onnipotente in persona!»

Il terzo articolo del 19 settembre fu “Vice Procuratore di Contea Officia per Sposa Minorenne”. Riportava la testimonianza di Georgia Johnson che accusava Stoen di aver officiato il matrimonio della minorenne Mildred Johnson. Poco dopo Mildren era stata posta sotto l’assistenza sociale della Contea di Mendocino, e costretta a versare al Tempio del Popolo il suo assegno di sussidio di 95 dollari al mese. La storia del 20 settembre, “Richiesta d’Indagine sul Tempio del Popolo”, rivelò che all’inizio di quell’anno il pastore Battista di Ukiah, Richard Taylor, aveva richiesto a Duncan James, Procuratore Distrettuale della Contea di Mendocino, di indagare sulla condotta di Tim Stoen  a proposito del sospetto suicidio del membro del Tempio Maxine Harpe. Il Reverendo Taylor aveva inoltre richiesto che lo sceriffo, Reno Bartolomei, indagasse sul Tempio sia a proposito di quello strano suicidio che su molti altri problemi. Ma non era stato fatto nulla. Così il 19 settembre, il giorno prima che apparisse il quarto articolo di Kinsolving, il Rev. Taylor aveva scritto al Procuratore Generale di Stato Evelle Younger con una ulteriore richiesta:

«…ciò che preoccupa in modo particolare è l’atmosfera di terrore creato nella comunità da un gruppo così grande ed aggressivo…credo sinceramente…che siano in corso attività discutibili, e richiedo che il vostro ufficio conduca un’inchiesta.»
Quanto la mattina del 19 Kinsolving si recò al lavoro, venne salutato da un lungo picchetto di protesta davanti alla sede del giornale. 150 membri del Tempio del Popolo avrebbero marciato, quel giorno, per nove ore in segno di protesta per gli articoli. Portavano cartelli che dicevano “Questo giornale ha mentito”, “Il governo che governa meno governa meglio”, e “Questa è una invasione alla privacy dei servizi religiosi”.

Kinsolving osservava divertito lo spettacolo dalla sua finestra. Il suo direttore, Tom Eastham, entrò per suggerirgli di «andare giù e dar loro il benvenuto». Kinsolving rispose «Farò di meglio, andrò giù e farò una colletta!»

Eastham era andato oltre e aveva contattato le stazioni televisive, che per allora erano arrivate in forze. Kinsolving ben presto iniziò a sfilare tra i dimostranti con un cappello da poliziotto preso a prestito, annunciando: «Passeremo il cappello, signore e signori, una occasione per fare un po’ di beneficenza».

KRON-TV, una stazione di proprietà del San Francisco Chronicle, (che ancora una volta era stato anticipato nello scoop dall’Examiner) fece un servizio e aggiunse un pezzo che era più propaganda del Tempio del Popolo che vera informazione. La stazione invitò Jones agli studi televisivi per rispondere alle domande. Ma i redattori avevano preso spezzoni con Kinsolving che commentava l’ipocrisia di Jones, allargando il viso del reporter, avevano fatto un fermo-immagine e alzato il volume della sua voce fino a farla diventare un forte urlo. Gli effetti speciali si dissolvevano poi su Jim Jones tranquillamente seduto in poltrona che rispondeva alle domande con angelica sicurezza di sé.

Dopo aver visto il programma della KRON-TV, l’editore dell’Examiner  Charles Gould mandò a Kinsolving un sarcastico messaggio: «Con la tua colletta non hai mostrato benevolenza, compassione o considerazione quando hai arringato i pacifici parrocchiani che protestavano. Sembrava che stessi giocando a fare il bullo e il fanatico…hanno ogni diritto a praticare la loro religione…

«Ho visto circa un minuto dell’intervista al Reverendo Jones. Ne è uscito come un credente convincente, mite e di basso profilo. Anche se fosse un ciarlatano, sa comunque di sicuro come farsi gli amici e influenzare le persone…non dovresti più permettere ad un altro uomo di Dio di batterti sul tuo stesso campo. Jones l’ha fatto. Almeno ieri.»

Nonostante questo, tre giorni dopo l’Examnier premiò Kinsolving con un bonus di 100 dollari per gli articoli sul Tempio del Popolo. Ma si astenne dal pubblicare altri quattro articoli del giornalista perché temeva una causa. Erano già stati querelati da Syanon, un controverso gruppo di recupero da droga e alcol. I restanti quattro articoli trattavano di ulteriori indagini sul suicidio di Maxine Harpe, della truffa all’assistenza sociale, dell’ ”addestramento alla sopravvivenza” e di Jones che accusava un pastore di aver fatto proposte oscene a due ragazze del coro del Tempio.

Kinsolving pregò i suoi direttori di pubblicare i restanti articoli, ma loro insistettero affinché tornasse a Ukiah a raccogliere ulteriori prove, come testimonianze giurate registrate su nastro e memoriali firmati.

Il 21 settembre apparve in prima pagina dell’Indianapolis Star l’articolo “Predicatore Concittadino Scottato dalla Pubblicità nell’Ovest”. Carolyn Pickering raccontava ulteriori sviluppi delle indagini già riportate, compresa la storia dei disertori del Tempio Marion e Opal Freestone che versavano al gruppo una decima del 25% dei loro guadagni, ma le ricevute riportavano solo il 10%. A questo articolo ne seguirono altri quattro.

Donna assillata racconta che il ‘Profeta’ e il suo vice molestano lei e il compagno” descriveva come l’assistente pastore Archie James aveva detto ai Freestone che dovevano versare il 25% dei loro guadagni, altrimenti le loro vite sarebbero state in pericolo.

“Famiglia supplica la vecchia zia di non ‘gettare alle ortiche la sua Bibbia" raccontava di come la settantenne Edith Cordell avesse ignorato la famiglia per seguire Jim Jones in California. “’Profeta’, il procuratore richiede un’inchiesta" scavava ulteriormente su quanto aveva spinto il Rev. Taylor a richiedere un’indagine, e la controversia che circondava il presunto suicidio del membro del Tempio Maxine Harpe. “Due società fondate dal Rev. Jones non presentano la dichiarazione dei redditi” descriveva come Jones non avesse mai presentato la dichiarazione dei redditi delle sue due ditte, la Wings of Deliverance e la Jim-Lu-Mar.

Come per l’Examiner, anche davanti allo Star ci furono proteste, e il giornale subì altre molestie compreso minacce di cause legali. Ma lo Star non si tirò indietro, in netto contrasto con il pavido Examiner. E il Tempio del Popolo non fece mai causa. Due giorni dopo l’apparizione del suo quarto articolo, Kinsolving mandò una nota ad uno dei suoi direttori, John Todd: «Lasciatemi brevemente sottolineare la mia attuale profonda preoccupazione…una delle mie migliori fonti nella zona di Ukiah mi ha telefonato in uno stato di grande ansia. L’Ukiah Daily Journal ha riportato che il Rev. Jones è stato avvicinato da qualche altro reporter dell’Examiner che voleva sentire la sua versione della storia. Ciò è avvenuto lo stesso giorno in cui la mia serie di articoli è stata brutalmente interrotta – quando così in tanti nella zona di Ukiah sanno perfettamente che c’è ancora tanto da dire su questa storia, molto più di quanto abbiamo denunciato finora…l’inevitabile e diffusa conclusione è che l’Examiner sia rimasto così spaventato dalla grande manifestazione di protesta, e dalla presenza del Profeta, da avermi rimosso dall’incarico, e che il Profeta sia riuscito a intimorire l’Examiner proprio come ha fatto con l’Ukiah Daily Journal…se tutte le mie prove sono state minacciate dall’impressione, anche momentanea, che mi abbiate sospeso dall’incarico mi chiedo come potrò fare il lavoro che così disperatamente richiede di essere fatto.»

“Il Profeta racconta come resuscita i morti” fu il titolo di un articolo apparso il 24 in prima pagina dell’Examiner. Visto che Jones e i suoi avvocati avevano minacciato di querelare il giornale se non gli fosse stato concesso di raccontare “la sua versione della storia”, i direttori avevano affidato a John Burks e John Todd l’incarico di intervistare Jones.

Burks, che pensava che Jones assomigliasse a un «predicatore bifolco», che fosse «strano» e che sembrasse «veramente una lampadina fioca», scelse di usare le parole di Jones stesso, che erano spesso contraddittorie e fuorvianti.

L’articolo di Burks uscì nella edizione ‘bulldog’ dell’Examiner, la prima a raggiungere le edicole. Al momento dell’uscita dell’ultima edizione Burks aveva richiesto la rimozione del suo pezzo, visto che i direttori avevano massacrato l’articolo originale dopo che Jones e i suoi avvocati avevano fatto visita al giornale. Quindi furono pubblicate due versioni dell’intervista a Jim Jones. Questo accadde il giorno dopo che la casa di Kinsolving era stata svaligiata. Tornando da una partita di football alla UC-Berkley, la famiglia Kinsolving aveva trovato uno dei pannelli di vetro della porta d’ingresso sfondato. I due piccoli cani da guardia erano illesi, e non mancava alcun oggetto di valore. Mentre controllava il piano inferiore e il suo ufficio nel seminterrato, Kinsolving si rese conto che non si trattava di un furto “normale”. Mancavano le matrici dei suoi assegni, ed era stato frugato negli archivi dove teneva le copie dei numeri futuri della sua rubrica.

Sette anni dopo due disertori del Tempio, Al e Jeannie Mills, confermarono in un’intervista che si era effettivamente trattato di una irruzione del Tempio del Popolo. 

Il 29 Kinsolving mandò un’altra nota, questa volta al direttore Ed Dooley: «…Ho contattato lo sceriffo Reno Bartolomei per chiedergli qualche commento sulle recenti richieste di indagine sul caso Maxine Harpe, che si è suicidata. Lo sceriffo ha confermato le voci che dicono che lui stesso è il curatore del fondo istituito dal Tempio del Popolo per i 3 figli della Harpe…quando ho chiesto maggiori dettagli sul perché i padre o la zia dei bambini non siano tra i curatori di questo fondo – e quando i ragazzi ne riceveranno i frutti, ha rifiutato di rispondere.»

Kinsolving diceva inoltre che il Procuratore Distrettuale Duncan James non era disponibile per commenti. Il reporter aggiungeva che «aveva passato due ore con Tim Reardon dell’ufficio del Procuratore Generale dello Stato» e «un’ora con il Sig. Roby dell’FBI a proposito di telefonate interurbane di minaccia [e] voci su depositi nascosti di armi.»

«Probabilmente riceverò altre informazioni con il passare dei giorni. Devo darle a voi o a uno dei nostri reporter della polizia? Devo fare altro per questo caso? Attendo istruzioni.»

Non arrivarono ulteriori istruzioni da Dooley o da nessun degli altri direttori dell’Examiner. Il Vice Procuratore Generale Tim Reardon pensò che fosse giusto passare le prove al Vice Procuratore Generale Charles Rumph, della divisione enti di carità. Rumph non informò mai Kinsolving dei risultati del caso. L’FBI non fece nulla – fino al 18 novembre 1978.

Ottobre 1972 - Ukiah, California

«Grazie da parte dei cittadini preoccupati di Ukiah e Redwood Valley», scrisse Brenda Ganatos all’Examiner. «Se il vostro reporter Rev. Lester Kinsolving non avesse portato alla luce gli strani avvenimento che accadono al Tempio del Popolo, per quel che riguarda le inchieste della nostra città non avremmo avuto nulla…la nostra stazione radio KUKI e l’Ukiah Daily Journal hanno presentato solo articoli di parte…»

Pat Rhea, amica della Ganatos, nella sua lettera ripeteva gli avvertimenti di Taylor: «La paura in questa città è incredibile. L’impressione è ovunque…». Immediatamente dopo aver letto la sua lettera al direttore, Kinsolving contattò la Ganatos, che risiedeva da lungo tempo a Ukiah, città nelle vicinanze di Redwood Valley.

La Ganatos aveva sentito parlare per la prima volta di Jim Jones alla fine degli anni ’60. Era vicina di casa della famiglia Cobb, che era emigrata in California dall’Indiana. La sua prima impressione del Tempio del Popolo era stata positiva. Aveva fatto donazioni di abiti ai Cobbs, dopo averli sentiti discutere il progetto di aiuto per costruire la chiesa del Tempio del Popolo.

Poi, verso il 1970, iniziarono a circolare voci inquietanti. Chiacchierando con i colleghi della Compagnia Telefonica, la Ganatos era venuta a sapere che i residenti della comunità cominciavano ad avere paura dei membri del Tempio. I membri stessi che volevano andarsene ricevevano minacce di morte. I disertori del Tempio che erano arrivati armi e bagagli all’ufficio dello sceriffo non avevano ottenuto nulla, visto che ogni denuncia o prova di malefatte sarebbero finite nelle mani del Tempio via l’Assistente Procuratore Distrettuale Tim Stoen.

Uno dei racconti più deplorevoli che aveva sentito fu su quanto accadde quando Jones portò i ragazzini in campeggio per un “addestramento alla sopravvivenza”. Uno di loro, Tommy Kice di 4 anni, fu costretto a mangiare anche se non aveva fame. Quando il ragazzino diede di stomaco Jones lo costrinse a mangiare il suo vomito. Ripeté la tortura parecchie volte perché il bambino continuava a vomitare.

La Ganatos iniziò a passare al telefono dalle 3 alle 6 ore tutte le sere, raccogliendo quante più informazioni poteva. Nel 1971 organizzò incontri a casa sua con una dozzina di persone, conosciute successivamente come i Cittadini Preoccupati. Cercarono di allertare i pubblici ufficiali, ma nessuno indagò.

Disperata la Ganatos parlò a Walter Heady della John Birchers, ma senza esito. Jones aveva manipolato allo stesso modo conservatori e liberali, distribuito denaro in giro, e infiltrato ogni ramo del governo della contea. Anche il giornale locale era stato ingannato. Infatti ai dipendenti dell’Ukiah Daily Journal era stato ordinato di cestinare ogni lettera al direttore che fosse critica verso il Tempio del Popolo.

Nel corso della prima conversazione telefonica la Ganatos disse a Kinsolving che quando i numeri dell’Examiner avevano raggiunto le edicole di Ukiah, i soldati del Tempio del Popolo avevano acquistato tutte le copie. Aveva dovuto chiedere all’emporio di liquori di mettergliene da parte tre copie.

Kinsolving incontrò i Cittadini Preoccupati diverse volte, riuscendo a registrare dichiarazioni giurate e ottenere dal gruppo testimonianze firmate. Quando Jim Jones apprese delle frequenti visite di Kinsolving a Ukiah mandò le sue truppe in giri di sorveglianza. «Eravamo a casa di qualcuno» ha ricordato la Ganatos, «…e c’erano automobili che giravano su e giù per la strada, si fermavano, guardavano le nostre macchine…non appena uscivamo dalla porta saltavano sulle loro auto e sparivano».

Kinsolving consegnò all’Examiner le dichiarazioni giurate registrate su nastro e le testimonianze firmate che i direttori avevano richiesto. Era inconsapevole del rischio crescente per la sua vita, e per quella dei Cittadini Preoccupati. I restanti quattro articoli non furono mai pubblicati.

Più tardi, quel mese, il reporter del Chroniche Paul Avery scrisse al sostenitore del Tempio Charles Preston ringraziandolo per avergli inviato informazioni per assisterlo in un’inchiesta che stava conducendo: «…Jim Jones è stato oggetto di attacchi malevoli da parte di un paio di persone che dovrebbero vergognarsi di definirsi reporter.

«Sebbene la mia inchiesta sulle accuse a JJ non sia ancora completa, posso dire fin da ora che non ho trovato uno straccio di prova a supporto delle cattiverie che sono state dette contro di lui. Infatti quasi tutti quelli che ho contattato non hanno avuto altro che buone parole su Jim Jones e il suo lavoro.»

Kinsolving pensava che fosse una specie di vendetta del Chronicle nei suoi confronti, visto che un paio di anni prima si era licenziato per andare a lavorare all’Examiner, dove aveva battuto sullo scoop il Chronicle in più di una occasione. Inoltre credeva che il direttore cittadino del Chronicle, Abe Mellinkoff, fosse sulle tracce di Jones, ma ciononostante rifiutasse di seguire gli indizi di Kinsolving e della Pickering.

Il Chronicle invece permise alla KRON-TV di mettere insieme la loro versione della dimostrazione di protesta davanti all’Examiner. Era l’opportunità perfetta per scagliarsi contro Kinsolving e santificare Jones.

Novembre 1972 - Washington D.C.

L’editore del Washington Post Katherine Graham scrisse al membro del Tempio Richard Tropp: «Le sono grata per le gentili parole di lode al Post. Per favore porga i miei ringraziamenti al Pastore Jones per il suo interesse in problemi come la libertà di stampa e di parola.»

Due mesi dopo la lettera della Graham, Jones lanciò una campagna di pubbliche relazioni, con un premio di 4.400 dollari “in difesa della libertà di stampa” su 12 quotidiani, una rivista e una stazione televisiva. Ad ogni quotidiano vennero dati assegni di vari importi, in base alla loro tiratura. Incredibilmente, lo Star e l’Examiner ricevettero ognuno un dono di 300 dollari.

Sebbene lo Star, l’Examiner ed altri giornali avessero avuto il buon gusto di rendere gli assegni, il Chronicle ancora una volta consolidò il suo sostegno accettando il premio di 500 dollari e inviandolo al Sigma Delta Chi, una associazione di giornalismo professionista.

Gennaio 1973 - San Francisco

«Il pastore è in buona compagnia e ovviamente ha molti cari amici» scrisse Herb Caen al compagno sostenitore del Tempio Andrew Silver. «…il quadro che ne traggo è di un uomo intelligente e affettuoso, di quelli che, purtroppo, si incontrano raramente oggigiorno.»

Herb Caen, una istituzione a San Francisco, era amatissimo dai lettori della sua rubrica sul Chronicle. Stando a Mike Prokers del Tempio, era anche un buon amico di Jim Jones. Prokers aggiunse che Caen «non poteva dimostrarlo troppo apertamente». Il columnist aveva una volta confidato al membro del Tempio Jean Brown: «Sono contento che siamo dalla stessa parte, perché vinceremo.»

Marzo 1973 - Wasgington DC

Anche uno dei più importanti reporter investigativi del paese, Jack Anderson, ricevette un assegno dai forzieri del Tempio. Nonostante l’avesse mandato indietro in modo che potessero «donarlo a qualcuno che ne ha più bisogno di noi», Anderson assicurò che «si sarebbe preso la libertà di scrivere sulla vostra offerta, sulla vostra chiesa e sul Rev. Jones…è bellissimo quanto la vostra chiesa e il Rev. Jones stanno facendo.»

Maggio 1973 - Oakland, California

Il Dott. Karl Irving, presidente regionale dei Discepoli di Cristo, in una lettera formale ai media parlò in modo entusiastico degli sforzi di Jones: «Ispirato dallo straordinario Rev. Jones (ministro ordinato dei Discepoli) questa congregazione ha dato avvio ad un precedente che influenzerà l’intera convenzione. Pensiamo che questa azione avrà un effetto valanga, facendo sollevare l’intera nostra denominazione, composta da 1.4 milioni di membri, in DIFESA DELLA LIBERA STAMPA».

Dopo aver partecipato ad uno dei servizi-maratona di Jones, nel 1970, il discepolo di Cristo Davin Conn aveva scritto una preoccupata richiesta di informazioni al presidente nazionale Nellie Kratz: «Che responsabilità abbiamo, visto che possiamo sia incoraggiare che scoraggiare la gente a proposito della chiesa del [Tempio] del Popolo? Quanto soffrirà la confraternita se dovesse accadere qualcosa di brutto nella comunità di Ukiah?»

Nella sua risposta a Conn, la Kratz scrisse: «non credo di avere alcuna prova in base a cui agire, o anche solo parlare a Jim» e aggiunse che presto Irving l’avrebbe rimpiazzata.

Ottobre 1973

«Amico Jim» scrisse Irving a Jones «sei così spesso nei miei pensieri. La tua opera. La tua gente – stai svolgendo una bella missione…la mia preghiera per te è di comprensione, forza, potere. Grazie per il recente assegno di 1.500 dollari che hai destinato alla Riconciliazione. Il tuo sostegno finanziario continuo alla nostra missione di Fratellanza è veramente esemplare.»

Così esemplare, infatti, che dal 1966 fino al massacro del 1978 il Tempio del Popolo contribuì con circa 1.1 milioni di dollari ai Discepoli di Cristo. Quanto di questo denaro sia stato sottratto a chi è andato a morte in Guyana non è chiaro.

Tutto questo denaro sporco da parte di Jones deve avere incentivato la lettera di Irving pubblicata dall’Indianapolis Star nel 1971:

«La mia attenzione è stata attirata da un articolo di Bryon C. Wells…si tratta di un racconto scadente e riflette pregiudizio…devo ancora trovare un motivo di critica all’integrità del gruppo e al suo leader, il Reverendo Jim Jones.»
Nel dicembre del 1972, tre mesi dopo che la sua serie di articoli era stata affossata, Kinsolving partecipò ad un incontro del Consiglio Nazionale delle Chiese a Dallas, e affrontò la dirigenza dei Discepoli di Cristo. Essi ignorarono la richiesta di indagini, affermando che ogni chiesa ha autonomia locale, e che «un’inchiesta era già stata fatta dall’ufficio del Procuratore Distrettuale e da altri organismi legali.» Un anno dopo, però, infransero le loro stesse regole inviando l’assistente generale Wade Rubick a Redwood Valley, dopo la pubblicazione dell’articolo di Kinsolving “I discepoli indisciplinati”. La portata di questa inchiesta si concluse con un solo giorno di permanenza dell’avvocato. Rubick non si preoccupò neppure di partecipare ad un servizio del Tempio.

I dirigenti dei Discepoli di Cristo notificarono a Jones la visita di Kinsolving. Ciò risulta evidente da una lettera che il Tesoriere del Tempio James R. Pugh scrisse nel gennaio del 1973 all’editore dell’Examiner, Charles Gould:

«Lester Kinsolving ha volgarmente abusato del Primo Emendamento scrivendo i suoi quattro articoli negativi sul Reverendo Jones, ed ha rappresentato ulteriore abuso della sua professionalità l’essersi recato, il mese scorso, al convegno [del NCC] in Texas e, stando ai nostri leader delle varie denominazioni che ci hanno contattato, ha richiesto ad ognuno di loro di prendere misure per interrompere i legami denominazionali con la nostra chiesa. Al contrario siamo consapevoli della professionalità dimostrata da Lei stesso, dal Sig. Hearst e da direttori come il Sig. Todd.»
Aprile 1975

Due anni dopo Irving inviò a Jones una brillante lettera di appoggio, a dispetto degli articoli di Kinsolving e delle richieste e indagini informali condotte dall’ufficio regionale, dopo l’apparizione degli articoli della Pickering: «considero un privilegio» scriveva Irving «conoscere e avere la possibilità di lavorare con il Reverendo Jim Jones…mi hanno sempre impressionato la sua integrità, il suo coraggio e il modo altruistico con cui ha impegnato se stesso e la sua congregazione nel servire i bisognosi…Jim Jones è un essere umano molto compassionevole e dedicato. Sono felice che i nostri cammini si siano incrociati e che condividiamo la missione di Gesù Cristo».

Maggio 1975 - Redwood Valley

Il Reverendo John V. Moore, Sovrintendente Distrettuale della Chiesa Metodista Unita, aveva due o tre figlie membri devoti del Tempio del Popolo. La trentatreenne Carolyn, ministro di Jim Jones, era anche capo del suo staff. L’altra figlia, Annie, aveva 24 anni ed era infermiera al Tempio. Avevano chiesto al padre di scrivere una lettera di raccomandazione, cosa che lui fece. Senza il suo permesso, però, la sua lettera era stata duplicata su carta intestata dei Metodisti e, in altrettante buste intestate, era stata spedita dal Tempio di Redwood Valley.

Due anni prima Kinsolving aveva lasciato l’Examiner e aveva accettato un lavoro a Washington DC che avrebbe ampliato i suoi articoli alla politica nazionale. Mentre stava trasmettendo per una stazione di notizie radio della Virginia gli fu consegnata una di queste lettere di raccomandazione inviata alla stazione radio.

Contattò immediatamente i quattro quotidiani che riportavano le sue rubriche: il San Francisco Progress, il San José Mercury, il Berkeley Gazette e il Sacramento Union. Chiese se erano interessati a pubblicare una serie speciale sul Tempio del Popolo mettendo in luce gli ultimi sviluppi. Kinsolving prese appuntamenti e inviò note ai giornali che, tutti, avevano accettato con entusiasmo.

Luglio 1975 - Berkeley, California

Dopo aver fissato un’intervista, Kinsolving si recò a casa del Rev. John Moore. Secondo Moore i due erano seduti nel giardino sul retro e Kinsolving iniziò a “sminuire” Tim Stoen discutendo i suoi legami con “una donna che si era suicidata”, e sulle affermazioni di Stoen a proposito del fatto che Jones avesse resuscitato 40 persone. Secondo Kinsolving egli poi affrontò Moore sulla questione delle lettere. «Ha il permesso del Vescovo di usare carta intestata dei Metodisti? Perché questa è una lettera di raccomandazione.» A quel punto Moore disse «Prenda le sue cose e se ne vada dalla mia proprietà.»

Kinsolving afferrò le sue carte e se ne andò. Ma lasciò la valigetta, piena di documenti importanti, sotto il tavolo di Moore. Successivamente l’avrebbe chiamato «il peggiore errore mai commesso».

Gli archivi della Califormia Historical Society hanno rivelato che Moore ricevette una telefonata urgente da Tim Stoen il giorno dopo aver raccontato alla figlia Carolyn della visita di Kinsolving. Stoen affermava che Moore e la moglie Barbara dovevano recarsi immediatamente al Tempio del Popolo di San Francisco. «È per il vostro bene» aveva ammonito Stoen.

Quando Kinsolving arrivò al San Francisco Progress per il suo primo appuntamento, Tim Stoen e Michael Prokers lo stavano aspettando. Minacciarono querela nel caso fosse stata pubblicata una serie di articoli di qualsiasi tipo. Il Progress abbandonò il progetto, temendo alti costi legali. E lo stesso fecero gli altri tre quotidiani.

Kinsolving rimase perplesso finché non arrivò a casa, in Virginia, è trovò la sua valigetta che era stata ritirata dalla moglie all’aeroporto. Era stata consegnata alla United Airlines da John Moore lo stesso giorno del suo incontro con il Tempio.

Divenne ben presto chiaro il motivo per cui Jones aveva mandato i suoi tirapiedi a minacciare cause. Dalla valigetta mancavano tre cose: le note confidenziali che Kinsolving aveva scritto ai quotidiani, un fascicolo contenente una lettera con allegati di Eugene Chaikin ed una lettera di Ruby Bogner, residente a Ukiah.

Oltre a carta intestata e buste dei Metodisti usate senza il permesso di Moore, la sua firma appariva anche su un foglio intestato in bianco, una tattica di Jones per incriminare i potenziali disertori. Il sostegno di Moore al Tempio sbocciò. Lui e la moglie Barbara visitarono Jonestown sei mesi prima del massacro. Onorò la richiesta del Tempio di spedire un articolo sulla sua esperienza al Procuratore Distrettuale della Contea di Los Angeles:

«…abbiamo lasciato il Progetto Agricolo del Tempio del Popolo con una grande impressione per la sua energia e il suo entusiasmo, la sua creatività, i suoi metodi sani…e comprensione e alto senso di avventura che permea i suoi residenti.» Tre mesi prima del massacro Moore aveva assicurato al giornalista britannico Gordon Lindsey che «Jim Jones è in contatto con il dolore e la sofferenza del popolo…penso che chiunque sia in grado di condurre via dal proprio paese 1.200 persone per stabilirsi in una nuova nazione debba averlo.»
Nell’inverno del 1978, dopo l’assassinio del Deputato Ryan, l’FBI iniziò una inchiesta. Il 15 gennaio, quasi due mesi dopo la morte delle due figlie di Moore a Jonestown, l’Agente Speciale John Morris sentì Moore su diversi argomenti, compresa la controversia che circondava la valigetta di Kinsolving.

Moore disse all’FBI: «nego le accuse che io e il Tempio del Popolo abbiamo organizzato il furto della valigetta o del suo contenuto…l’ho consegnata al banco della United Airlines…l’addetto mi ha chiesto se la valigetta era stata aperta. Ho detto di non averlo fatto…non l’ho aperta, e sono sicuro che non è stata aperta mentre era in mio possesso.»

Agosto 1975 - Ukiah

Alle 7,30 di domenica mattina, due giorni dopo che Moore aveva incontrato quelli del Tempio e lasciato la valigetta di Kinsolving all’aeroporto, Ruby Bogner fu svegliata da una telefonata. Una donna, dall’altra parte, le disse di avere la lettera che aveva scritto a Kinsolving. Proseguì anche dicendo che «se hai un'altra cosa negativa da dire, o fai un singolo commento contro il Tempio del Popolo, ne andrà della tua vita, della tua proprietà o del tuo lavoro.»

La lettera di Ruby Bogner che mancava dalla valigetta di Kinsolving non era una lettera al direttore, ma era stata mandata personalmente a lui. Era stata scritta nel 1972.

Dicembre 1975 - San Francisco

L’ex Senatore dello Stato George Moscone, che concorreva alla carica di sindaco di San Francisco contro il repubblicano John Barbagelata, vinse lo spareggio per soli 4.000 voti. Qualche mese prima della sua stretta vittoria Moscone aveva contattato Jim Jones, molto impegnato a corteggiare i funzionari eletti.

Moscone e il direttore della sua campagna elettorale Don Bradley avevano bisogno di molto aiuto per battere Barbagelata. Nell’ufficio di Bradley si tenne un incontro con Jones e Michael Prokes, e Moscone richiese volontari del Tempio.

Jones fornì un piccolo esercito che collaborò alla campagna, lavorando nei distretti più malfamati della città. In una conversazione telefonica del 16 dicembre, registrata e trascritta da Michael Prokes, «Moscone riconosce essenzialmente che gli abbiamo fatto vincere le elezioni» e che «ha promesso a J. un appuntamento». Dopo il massacro diJonestown fu riportato che membri del Tempio erano stati portati in autobus da Redwood Valley e fraudolentemente registrati come residenti di San Francisco [In USA bisogna registrarsi come elettori prima di poter votare - ndt]. Circa 5000 membri ritirarono la scheda, superando di numero i votanti nell’orario di apertura dei seggi.

Barbagelata sospettò il broglio e ascoltò testimonianze a conferma. Consegnò diverse accuse al Procuratore Distrettuale Joseph Freitas, che era stato appena eletto al fianco di Moscone. Freitas aveva creato una speciale unità per reati elettorali, e aveva nominato alla sua direzione un procuratore supervisore. La sua scelta non fu altri che Timothy Stoen.

L’”indagine” di Stoen risultò con la presentazione di qualche condanna formale per violazioni elettorali. Il Tempio del Popolo non venne neppure nominato.

Un mese dopo il massacro di Jonestown, agenzie statali e federali richiesero i fascicoli per indagare sulla presunto broglio elettorale. I fascicoli erano spariti.

Agosto 1976

Il Consiglio dei Supervisori di San Francisco, rendendosi conto che Jones era uno dei parecchi candidati all’Autorità degli Alloggi, richiese a Moscone che fossero effettuati controlli sul background di tutti i potenziali concorrenti. Moscone, invece, girò la questione ad un comitato delle candidature che comprendeva il vice-capo di Jones Michael Prokes e il Dott. Carleton Goodlett, che nel 1974 aveva conferito a Jones il Premio Cittadino di Merito. La candidatura di Jones ricevette il timbro d’approvazione.

Per assicurare il successo, l’allora assessore Willie Brown introdusse una legge per variare la procedura di nomina alla commissione dell’autorità degli alloggi. La risoluzione era uno stratagemma per togliere ogni potere decisionale al Consiglio dei Supervisori e girare quel potere nelle mani del sindaco. Il Consiglio, per mantenere lo status-quo, cedette e nell’ottobre del 1976 votò all’unanimità per Jones.

Willie Brown era uno dei più fedeli sostenitori di Jones. Nel settembre del 1976 aveva fatto il maestro di cerimonie ad una cena di beneficenza per Jones, occasione in cui aveva presentato la figura di Jones come «una combinazione tra Martin King, Angela Davis, Albert Eistein e il Presidente Mao». Jones aveva ricambiato i complimenti un giorno che Brown aveva parlato davanti alla congregazione del Tempio. Seduto dietro all’assessore, il buon Reverendo aveva impulsivamente alzato il dito medio in segno di scherno.

Brown fu uno dei molti che scrissero lettere di raccomandazione per Jones durante l’esodo del Tempio in Guyana: «È un essere umano raro» scrisse di Jones «si interessa al popolo…il Rev. Jim Jones è la persona che può essere d’aiuto quando tutto sembra perduto e la speranza se ne è andata».

Gennaio 1977

Il giorno del compleanno di Martin Luther King il Tempio tenne uno speciale servizio commemorativo. Su invito di Jones, il Governatore della California Jerry Brown condivise il pulpito. Presenti erano anche il Senatore dello Stato Milton Marks, il sindaco Moscone e Ben Brown, membro della Squadra di Transizione del Presidente Carter. 

«Abbiamo il piacere e l’onore di avervi con noi…ad accettare il Premio Glide's 4th Annual Martin Luther King Jr. Humanitarian» scrisse il Rev. Cecil Williams a Jones «in riconoscimento della vostra leadership per molte comunità.» Il Pastore della Glide Memorial Methodist Church, Rev. Williams, aveva presentato a Jones questo agognato onore al massimo del potere del Tempio del Popolo a San Francisco, due anni dopo che questi aveva dato un contributo di 6.500 dollari all’organizzazione di Williams. Come molti altri, Williams era rimasto vittima della facciata populista della setta, e dei suoi contributi finanziari.

Williams, insieme ad altri molti sostenitori, partecipò ad un incontro al Tempio quando, sei mesi dopo, sulla rivista New West apparve un esplosivo articolo su Jones. 

Giugno 1977

«L’atmosfera di questi giorni alla rivista New West ricorda molto un accampamento militare sotto assedio» scrisse W.E. Barnes dell’Examiner nel suo pezzo "Articolo non ancora scritto scatena la bufera". Ciò che Wells, Kinsolving e la Pickering avevano passato si ripresentava tale e quale alla rivista. Telefonate implacabili, lettere e minacce iniziarono ad inondare gli uffici di San Francisco del New West. Ad un certo punto ci fu pure una violazione di domicilio che ricordava molto il furto nell’abitazione di Kinsolving di cinque anni prima.

L’articolo, “All’interno del Tempio del Popolo”, era stato scritto da Marshall Kilduff e Phil Tracy. Kilduff era un reporter del Chronicle, ma il direttore cittadino del quotidiano Steve Gavin aveva scoraggiato la pubblicazione dell’articolo. Kilduff era stato costretto ad andare altrove. Gavin, come il suo predecessore Mellinkoff, era allineato con Jones; infatti quando Kilduff si recò ai servizi domenicali del Tempio Gavin era seduto in prima fila.

Kilduff e Tracy collaborarono con il reporter freelance George Klineman, che presentò i due giornalisti a parecchi disertori che descrivevano la vita all’interno del Tempio come un «miscuglio di intruppamento spartano, paura e umiliazioni auto-imposte». I racconti comprendevano una ragazza che era stata picchiata 75 volte con una pagaia di legno davanti alla congregazione, e un uomo a cui era stato vomitato e urinato addosso.

Luglio 1977

«Quando qualcuno come Jim Jones arriva sulla scena…e costantemente insiste sul bisogno di libertà di parola e giustizia equa per tutti davanti la legge, e che fa letteralmente vedere i sorci verdi a tutti…sarò qui quando verrete attaccati, perché quel che state facendo è ciò che l’intero sistema dovrebbe fare!»
Queste parole di incrollabile fedeltà furono dette da Willie Brown al Tempio dopo che l’articolo di denuncia del New West arrivò in edicola. Altri sostenitori presenti erano il collega assessore Art Agnos, il Rev. Cecil Williams, il Presidente della NAAPC Joe Hall, il leader di AIM Dennis Banks e l’attivista gay Harvey Milk. Prima di essere eletto supervisore, Milk aveva usato volontari del Tempio, scritto lettere di raccomandazione e, in una nota scritta a mano, aveva detto a Jones: «il mio nome è inciso nella roccia dei tuoi sostenitori – e a sostegno del tuo popolo». 

Siccome era «quasi caduto dalla sedia» leggendo l’articolo del New West, il Presidente del Consiglio dei Supervisori Quenit Kopp aveva urgentemente richiesto al sindaco Moscone di lanciare un’indagine su quelle accuse. Moscone aveva emesso un comunicato stampa in cui affermava «L’Ufficio del Sindaco non fa e non farà alcuna inchiesta» perché l’articolo era «una serie di accuse assolutamente infondate che il Rev. Jones abbia violato leggi, siano esse locali, statali o federali» e aggiungeva «non farò commenti sulle presunte pratiche del Tempio, visto che non è mia abitudine fare il commentatore religioso».

Agosto 1977

Il buon amico del Tempio del Popolo Herb Caen aggiunse il suo sostegno asserendo che Jones era «target di un incessante fuoco di sbarramento dei media», e riprendeva il suggerimento di Mike Prokes che «questa campagna contro Jim è orchestrata dall’alto, probabilmente dall’FBI o dalla CIA».

Mentre Caen affermava che Jones in Guyana «stava facendo l’opera del Signore», a Jonestown avvenivano orrori, in modo particolare verso i bambini. Jones aveva costretto genitori o tutori a firmare liberatorie notarili in cui gli veniva dato permesso legale di distribuire punizioni.

Tracy Park, una ragazzina di 10 anni sopravvissuta alla sparatoria della pista di atterraggio di Port Kayuma, ricordò che «i bambini che dicevano di non essere felici e di volersene andare venivano picchiati severamente». È stato anche raccontato che una ragazzina dodicenne fu «tenuta imprigionata per settimane in un box di compensato largo un metro, alto 1,20 e lungo 1,80».

Nei successivi 16 mesi gli alleati di Jones cercarono di contrastare i crescenti racconti di atrocità che arrivavano da Jonestown. Nel maggio del 1978 John e Barbara Moore manifestarono il loro sostegno al Tempio apparendo in una conferenza stampa come “Genitori Positivi” di due residenti di Jonestown. L’Examiner iniziò un’altra inchiesta su Jones che, come la serie di Kinsolving, apparve in prima pagina. Tuttavia quando il quotidiano usò il titolo “Racconti di terrore al Tempio del Popolo”, sei mesi prima del massacro, il legale del Tempio Charles Garry minacciò azioni legali. Due settimane più tardi venne pubblicata una rettifica a pagina 3: «la parola terrore era inappropriata e ha creato una caratterizzazione fuorviante delle attività in Guyana del Tempio del Popolo. L’Examiner si scusa per il titolo». Questa codardia giornalistica, mescolata a ecclesiastici e politici senza scrupoli, contribuì a spianare la strada di una indescrivibile tragedia.

Novembre 1978

Quando arrivarono le notizie del massacro prevalsero ipocrisia e presunzione. «Ieri il cielo grigio ha lasciato cadere tristezza e dolore su San Francisco» scrisse Herb Caen, «i titoli hanno raccontato di tragedia e pazzia nella giungla soffocante…come giudicare la pazzia che circonda la fine del Rev. Jim Jones… chi si sarebbe aspettato TANTO?»

Willie Brown affermò che «non aveva rimpianti» sulla sua passata frequentazione di Jones e del Tempio del Popolo. Brown disse anche che non avrebbe cercato di dissociarsi come molti altri politici avevano fatto. «Tutti ora dicono ‘Perdonatemi, mi sono sbagliato’ ma sono stro**ate. Ora non significa nulla, è semplicemente irrilevante».

Anche il famoso attivista dei diritti civili Jesse Jackson aveva difeso Jones, affermando che «finché non ci saranno fatti, avrebbe ritenuto Jones un uomo che aveva ‘lavorato per il popolo’…voglio sperare che tutto il bene che ha fatto non sarà accantonato a causa di questa tremenda tragedia».

Poco dopo il massacro Brenda Ganatos, che ancora manteneva le sue posizioni a Ukiah, fu inondata di telefonate di reporters. Chiedevano se avesse commenti da fare sull’assassinio del deputato Ryan e degli altri oltre 900. La sua risposta: «Dove eravate quando avevamo bisogno di voi?»

Kinsolving venne avvertito dall’FBI sugli squadroni della morte del Tempio, e gli agenti gli consigliarono di armarsi. Settimane più tardi il New York Times scrisse che Tim Stoen «progettava l’assassinio di Lester Kinsolving» e «aveva addirittura usato l’ufficio della Procura Distrettuale della Contea di Mendocino» per fare ricerche «sul tipo di veleno da utilizzare».

L’ex supervisore Terry Francois si unì ad altri ad una manifestazione davanti al quotidiano di San Francisco Sun-Reporter, protestando contro i commenti del direttore Carlton Goodlett che in una conferenza stampa aveva detto che Jones era un “brav’uomo” per quanto aveva fatto per la comunità nera. Uno dei cartelli della manifestazione diceva «Avevamo tra noi un pazzo, e tu dicevi alla gente che era un santo».

Corey Buscher, ex addetto stampa di George Moscone, accese una luce rivelatoria: «C’era un tempo in cui, se correvi per un incarico a San Francisco e dovevi contare sui voti dei poveri, dei neri o dei giovani, era meglio se avevi il sostegno di Jones».

Moscone, che quando ricevette le notizie del massacro «vomitava e piangeva», ammise che «forse era stato ‘fatto fesso’ dal Tempio del Popolo». Insistette però che «era contento di farsi fotografare con Jones perché aveva bisogno del sostegno dei seguaci del ministro…Ma  non mi assumo alcuna responsabilità» disse il sindaco «non deve ricadere sulle mie spalle».

Qualche giorno più tardi, mentre guardava la bara del suo caro amico Leo Ryan che veniva portata via, Moscone pianse di nuovo. Forse il dolore non era l’unico sentimento che stava provando.

Gennaio 1979 - Ukiah

La Ganatos, assieme a 14 altri residenti di Ukiah, scrisse a Kinsolving: «Nonostante le nostre richieste di indagini siano state ignorate dai media locali e dai funzionari di governo, il nostro piccolo gruppo di disertori e cittadini preoccupati, così come lei stesso, non provano il senso di colpa che molti giornalisti ed altri cittadini ora sentono nei confronti della insensata tragedia in Guyana, sapendo che sarebbe stato possibile prevenirla anni fa, proprio qui a Ukiah.»

Circa nello stesso periodo Kinsolving scrisse al Consiglio consultivo dei Premi Pulitzer: «Non so se c’è mai stato un premio Pulitzer per una fonte coraggiosa…affermo che Brenda Ganatos è una delle persone più coraggiose che abbia mai conosciuto. E in vita mia non ho mai conosciuto tanta frustrazione come quando ho cercato di convincere l’Examiner, così come molti altri media, a continuare a denunciare l’ecclesiastico dei Discepoli di Cristo che entrambi sapevamo essere molto pericoloso».

Due decenni possono aver alleviato l’angoscia. Da tutto questo dobbiamo trarre la lezione che la gente deve sempre essere vigile contro la malevole unione di demagoghi, politici scadenti, ecclesiastici privi di scrupoli e direttori ingordi. Chi ha avuto il coraggio di combattere l’incubo Jim Jones è ciò che sostiene la speranza che non accada di nuovo.

Dedichiamo questo articolo a Leo J. Ryan che ha dato la vita.

© 1998 Kathleen e Tom Kinsolving - Trad. dall'inglese © Alessia Guidi
Per contattare Kathleen, e-mail kkinsolv@yahoo.com
Per contattare Tom, email mrtpk@yahoo.com

Si veda anche: L'anima nera del Reverendo Jones e Tra incubo e utopia

 
 
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