Esiste una spiegazione ragionevole per le grandi discrepanze nella conta dei morti di Jonestown?Tratto dal sito della San Diego State University: "Considerazioni alternative su Jonestown e il Peoples Temple" alla voce "FAQ". © Traduzione di Alessia Guidi, 2007. A questa domanda non c'è risposta semplice. Sia le fonti che le basi del primo numero riferito - 408 corpi - sono sconosciute. Il numero è anche assolutamente diverso dalla cifra finale di 909. La risposta che segue è speculativa, ma si basa sulle prove più credibili in nostro possesso. Siamo disponibili ad una revisione se verranno fornite ulteriori prove credibili. Sulle prime l'esercito guyanese riferì che erano morte 408 persone. Il numero si mantenne invariato per quattro giorni poi cominciò a salire: giovedì 23 novembre la conta fece il salto maggiore arrivando a 700; venerdì salì a 780. Il sabato sera, esattamente una settimana dopo la tragedia, il conteggio si fermò a 909. Esistono alcune proposte per questa conta crescente. Utilizzando come risorsa il diario tenuto nel periodo, Rebecca Moore (1), nel suo libro "A Sympathetic History of Jonestown", scrisse: «I volontari dell'esercito US stanno insaccando cadaveri fin da mercoledì. Durante il lavoro le cataste di cadaveri non sono diminuite. Evidentemente nessuno è stato in grado di calcolare accuratamente il numero dei corpi fino a che non sono stati tutti rimossi dalla zona del padiglione» (Il fatto che l'insaccamento non iniziò fino al mercoledì giustifica il grande balzo del numero presunto di cadaveri che, è importante notare, si attestò su un generico 700 piuttosto che su un numero specifico). Esistono altri fattori da tenere in considerazione. La prima conta non indicava il luogo in cui erano stati rinvenuti i cadaveri. Come poi risultò in seguito, un numero imprecisato di corpi fu rinvenuto in luoghi diversi dal famigerato padiglione, tra cui i dormitori, la villetta di Jones e le aree circostanti. Se tali cadaveri fossero stati inclusi nella conta iniziale è una domanda rimasta senza risposta. La spiegazione più semplice potrebbe essere la migliore. Il Corpo di Difesa Guyanese (GDF) arrivò a Jonestown un giorno dopo i decessi e vi trovò uno scenario tanto caotico quanto da incubo. Nessuno sapeva se nella giungla vi fossero dei sopravvissuti, armati e pronti all'attacco. Era stato riferito - apparentemente dalla popolazione locale - di saccheggi avvenuti prima dell'arrivo della GDF, e anche di un turbine di carta e detriti che volteggiava intorno all'insediamento. E c'erano centinaia di cadaveri, una scena inimmaginabile, la vista resa ancora più traumatizzante dai vestiti coloratissimi che molti di essi indossavano, dall'effetto visivo della decomposizione già in atto e dal fetore di morte. Quando il martedì 21 novembre la GDF mise sotto sicurezza il sito la scena del crimine era già stata irrimediabilmente compromessa. In quell'atmosfera qualcuno presentò una conta dei morti. Quella persona aveva in realtà controllato Jonestown facendo un conteggio reale? Quella persona aveva dato un'occhiata alla marea di cadaveri e aveva buttato lì un numero (un numero completamente irreale)? Quella persona aveva ricevuto diversi resoconti da soldati diversi e li aveva sommati, aveva fatto una botta di conti, o aveva esaminato dove esattamente si trovava ogni cadavere? Anche queste domande non trovano risposta. In altre parole, il primo conteggio realistico arrivò dopo una settimana quando i volontari dell'esercito americano cominciarono a fare qualcosa di concreto per la rimozione dei cadaveri. E fu a quel punto che il mondo apprese che non esisteva un unico strato di cadaveri. Quanti più corpi l'esercito rimuoveva, quanti più ne trovava. E il conteggio continuò a salire fino a che non furono date cifre precise. Ma a quel punto, naturalmente, il danno per il resoconto storico era già stato fatto. Questo cambiamento nella conta dei morti è stato fonte di numerose teorie del complotto - le più popolari delle quali sostengono che un numero imprecisato di residenti di Jonestown fuggì nella giungla mentre gli altri morivano, ma la CIA (o altre forze oscure, sconosciute e sinistre) catturarono questi sopravvissuti, li assassinarono in un qualche momento delle giornate successive e trasportarono in segreto i loro cadaveri in loco - ma noi ci atteniamo alla spiegazione più semplice. Mentre quella conta iniziale fu approssimativa - e perciò solleva la domanda "perché" - le spiegazioni alternative diverse da quelle riferite nei cablo del Dipartimento di Stato e del Pentagono sono ancora più problematiche. Il primo e maggior problema è che la conta non balzò da 408 a 909 in un colpo solo. Fu una crescita incrementale. Utilizzando la logica cospirativa il solo modo per spiegare tale scenario è che la gente fu assassinata per gradi, qualche centinaio alla volta, e i loro corpi furono portati in segreto all'insediamento senza che nessuno si accorgesse che comparivano cadaveri in posti nuovi o si aggiungevano ai mucchi già esistenti. Il secondo problema è che, se i cospirazionisti avessero ragione, ci sarebbero state allora centinaia di persone - dai funzionari del Dipartimento di Stato che controllarono la rimozione dei cadaveri al personale dell'Esercito che di fatto si occupò di Jonestown, fino agli sconosciuti assassini degli ulteriori 500 e ai noti sopravvissuti che tornarono all'insediamento per collaborare all'identificazione - che presero parte al complotto fin dall'inizio. Significa inoltre che gli assassini non risparmiarono nessuno, e non si lasciarono dietro testimoni o ambiguità. Infine, la cospirazione del silenzio sarebbe stata mantenuta senza una singola incrinatura nell'armatura - nessuna confessione in punto di morte di un partecipante in preda ai rimorsi, nessun denaro facile per un veloce articolo di tabloid, nessuna crescita personale, o rimorso, o apologia - per 27 anni. Il che mette a dura prova qualsiasi credulità. In breve, lo standard di prova utilizzato da alcuni cospirazionisti sembra dire: ecco qui la nostra spiegazione e siete voi a dover dimostrare che ci sbagliamo. In caso contrario abbiamo ragione. La nostra idea, al contrario, è che se voi avete una spiegazione diversa da quella mantenuta dalla maggioranza degli accademici e dei documenti ufficiali l'onere della prova, per dimostrare che avete ragione, è vostro. Esistono sicuramente problemi nella spiegazione più semplice e nel punto di vista della maggioranza. Non siamo a conoscenza di tutto. Ammettiamo che esistono vuoti di conoscenza. Ma questo non significa che le teorie alternative - basate su speculazioni senza alcuna prova a sostegno - abbiano pari credibilità.
1. Professore associato in studi religiosi alla SDSU che a Jonestown perse due sorelle e un nipote. Che ne fu dei cadaveri di Jonestown?A seguito delle morti di Jonestown i governi statunitensi e della Guyana negoziarono il destino dei cadaveri. Il ritardo nel mettere in sicurezza il sito e le condizioni tropicali dell'area ebbero come conseguenza che i resti, al momento della scoperta, avevano già iniziato a decomporsi e fin dall'inizio deve essere stato difficile raccogliere prove conclusive dell'accaduto. Tuttavia gli ulteriori ritardi, la proposta inizialmente avanzata - e poi ritirata - di seppellire i cadaveri nella giungla, la decisione di provare a rallentare la decomposizione con l'imbalsamazione e la mancanza di medici legali sulla scena portarono alla compromissione di qualsiasi informazione forense fosse stata raccolta. I cadaveri di Jonestown furono trasportati via aerea alla Dover Air Force Base nel Delaware, migliaia di miglia distanti da dove la maggioranza di parenti e amici dei membri del Tempio vivevano. Venne effettuata l'autopsia su sette cadaveri, ma il lasso di tempo trascorso tra l'autopsia e il decesso, ulteriormente complicato dai processo di imbalsamazione, rese quelle autopsie praticamente senza significato. La gran parte dei cadaveri ebbe al più una veloce identificazione - quando essa fu possibile - e le famiglie fecero sapere come desideravano che si disponesse dei resti. Molti cadaveri, in particolare quelli dei bambini, non furono mai identificati e alcuni familiari erano troppo poveri (o si vergognavano troppo) per richiedere i resti dei loro cari. 408 corpi furono sepolti in una fossa comune all'Evergreen Cemetery di Oakland, dove ogni 18 novembre alle 11 del mattino si tiene una cerimonia alla memoria. Molte delle informazioni su come furono gestiti i cadaveri provengono dall'articolo "Last Rights" rinvenibile all'indirizzo |