Hare Krishna sotto tiro - "Maltrattano i bimbi"

La Repubblica, Sabato 10 ottobre 1998 - pagina 18, Mondo
 

New York (ar.zam.) - Lasciati nei collegi degli Hare Krishna mentre i genitori facevano proseliti nelle piazze, affidati alle cure di monaci inesperti e inaffidabili, i figli degli arancioni hanno spesso subito, negli anni Settanta e Ottanta, abusi e molestie sessuali, maltrattamenti e violenze di ogni genere.

La denuncia - anzi, l'autodenuncia - è stata pubblicata sulle pagine della rivista ufficiale del movimento, ed è rimbalzata, ieri, sulla prima pagina del quotidiano New York Times assieme alla rivelazione di dettagli sconcertanti.

Gli Hare Krishna predicano il celibato. Ma quando il movimento è "sbarcato" negli Stati Uniti negli anni Sessanta, grazie al guru indiano Bhaktivedanta Swami, furono creati, all'interno dei monasteri arancioni, collegi e asili nido: l'iniziativa doveva venire incontro alle esigenze dei fedeli sposati, in modo che potessero lasciare i loro bambini e dedicarsi alla preghiera e all'importantissima raccolta di fondi per l'organizzazione.

In teoria per i ragazzini doveva essere allestito un ambiente caldo, affettuoso, in cui i monaci si dedicavano ai loro studi e alla loro educazione religiosa. In realtà le cose sono andate in modo ben diverso, come hanno adesso raccontato i "sopravvissuti" di quella esperienza.

«Per un mese mi hanno costretto a dormire nella vasca da bagno perché avevo fatto pipì nel letto» riferisce Jahnavi Dasi, che adesso ha 26 anni, ma ne aveva appena 4 quando i genitori lo spedirono in un collegio del movimento a Los Angeles.

Altri colleghi di sventura di Dasi ricordano di essere stati bastonati e persino violentati.

 
 
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