La Repubblica, 3 marzo 2000

Il tiranno e l'omertà

di Luis Sepulveda

Mentre scrivo queste righe un Boeing 707 delle forze aeree cilene si allontana dall'Europa con un carico di spazzatura di ritorno al proprio paese d'origine. La giustizia universale è stata, una volta ancora, violata, burlata, per ragioni che conosceremo con certezza solo quando, tra molti anni, Jack Straw scriverà le proprie memorie giustificando la liberazione di un tiranno.

Una volta ancora le vittime constatano che il diritto e la legalità stanno sempre dalla parte dei potenti, e che l'etica viene calpestata in nome della logica di mercato. Nessuno che leggesse il comunicato dei medici inglesi che hanno visitato Pinochet crederebbe che lo stato della sua salute mentale sia tanto critico da poter eludere l' azione della giustizia.

Nessuno può accettare che obbligare Pinochet a rispondere alle accuse del giudice Baltasar Garzon sarebbe stato un atto di crudeltà. E ancora, nessuno può credere nelle deboli giustificazioni del governo spagnolo, che ha fatto tutto il possibile per impedire alla giustizia spagnola di giudicare un assassino, carnefice, tra le molte vittime, anche di cittadini spagnoli.

L'annuncio di Straw è stato la conferma di una farsa tramata nelle cloache del potere. Il commercio di armi, il potere monopolizzatore di certe aziende spagnole che hanno investito in Cile, e la debolezza politica del governo cileno - di quello in uscita e di quello entrante - sono i responsabili di questa macabra irresponsabilità capace di perdonare un criminale e di farsi beffa delle vittime.

Resta solo da vedere se in Cile ci sarà chi oserà affrontare il tiranno che ritorna in gloria e maestà per dirgli: lei è pazzo, un'equipe di medici inglesi ha diagnosticato la sua demenza e al senato non c'è posto per un soggetto che non sia in possesso delle proprie facoltà mentali.

Non accadrà. Lo dico mentre desidero ferventemente di sbagliarmi, mentre spero che il governo dia un segnale di decenza e di buon senso, ma dato che conosco la realtà cilena, so che non sarà così, e che Pinochet manterrà la propria immunità di senatore a vita, anzi: chi ha attentato ai valori costituzionali verrà dichiarato ex presidente della repubblica, in modo che gli venga conferita maggiore immunità, o impunità, che in questo caso è lo stesso.

Su quel Boeing 707 delle forze aeree cilene, un mucchio di spazzatura medita la propria vendetta. Posso immaginare che in questo momento i dirigenti della destra cilena, tra i quali Joaquin Lavin, stiano tremando perché il satrapo gli chiederà il conto per averlo abbandonato nella recente campagna elettorale. I militari che, grazie alla coraggiosa azione di un giudice cileno, Guzman, sono in prigione, anche loro tremano. Pinochet agli arresti in Inghilterra o in Spagna rappresentava per loro la possibilità di lavarsi delle colpe dichiarando di aver obbedito ai suoi ordini quando torturavano, sequestravano, assassinavano migliaia di cittadini. Adesso, con il tiranno di nuovo in Cile, le loro vite non valgono un soldo, e loro lo sanno. I generali Arellano Stark o Manuel Contreras, per omertà della mafia militare, taceranno, e non diranno mai dove si trovano i nostri desaparecidos.

Indossando abiti civili, quel mucchio di spazzatura che è Pinochet vola verso il Cile, e ci rimane solo da vedere chi lo riceverà al suo arrivo, chi, in nome di chi e di quali sporchi interessi, lo saluterà rendendogli onore.

Povero Cile, mia patria sempre più lontana, diventata un deposito di immondizie.

 

Si veda anche: Cile e Vaticano: Una pagina imbarazzante

 
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