Osho, Bhagwan Rajneesh e la Verità Perduta

 
Di Christopher Calder, calder@clipper.net
tratto da: http://www.clipper.net/~calder/Osho.html

© Traduzione in italiano di Alessia Guidi

 
«La meditazione non deve diventare un business»
Acharya Rajneesh 1971

Acharya Rajneesh aveva 39 anni quando lo incontrai per la prima volta nel suo appartamento di Bombay, nel 1970. La prima impressione che ebbi di lui fu che sembrava uscito da un dipinto di Lao-Tse. Prima di incontrare Rajneesh avevo passato diverso tempo con numerosi guru occidentali senza rimanere soddisfatto dei loro insegnamenti. Volevo trovare un uomo illuminato che potesse fare da ponte tra Oriente e Occidente, e rivelare i veri segreti esoterici senza ciò che io consideravo essere il bagaglio in eccesso delle culture indiana, tibetana o giapponese. Rajneesh fu la risposta alla mia richiesta di quei significati profondi. Mi descrisse con vividi dettagli tutto quello che volevo sapere sui mondi interiori, e a sostegno delle sue parole c'era il potere del suo immenso essere. A 21 anni ero ingenuo sulla vita e sulla natura dell'uomo, e diedi per scontato che tutto ciò che diceva doveva essere vero.

Rajneesh parlava da un alto livello di intelligenza, e il suo corpo emanava la presenza spirituale come una luce morbida che curava tutte le ferite. Eravamo seduti accanto in una piccola riunione tra amici, e Rajneesh mi portò attraverso un rapido e verticale viaggio interiore che quasi sembrò spingermi fuori dal corpo fisico. La sua enorme presenza sollevava chiunque gli stesse intorno, senza che essi dovessero fare il minimo sforzo. I giorni che passai nel suo appartamento di Bombay furono come giorni in paradiso.

Rajneesh possedeva gli stupefacenti poteri della telepatia e della proiezione astrale, che usava nobilmente per portare conforto ed ispirazione ai suoi discepoli. Molti falsi guru hanno affermato di avere queste misteriose capacità, ma Rajneesh le aveva davvero. L'Acharya non si vantava mai dei suoi poteri, ma chi gli stava vicino prima o poi ne veniva a conoscenza attraverso il diretto contatto con il miracoloso. Un paio di avventure occulte furono sufficienti a trasformare il mio scetticismo occidentale in timorosa ammirazione e devozione.

L'anno prima avevo incontrato un altro maestro illuminato, conosciuto come Jiddu Krishnamurti. Krishnamurti riusciva a malapena a tenere una lezione coerente, e rimproverava costantemente il suo pubblico chiamandolo «piccole menti scadenti». Amavo la sua franchezza e le sue parole erano vere, ma la natura sottilmente litigiosa che lo caratterizzava non aiutava a trasmettere al prossimo la sua conoscenza. Ascoltare Krishnamurti era come mangiare un panino imbottito di sabbia. Trovavo che il modo migliore per godere appieno dei suoi discorsi fosse ignorare completamente le parole, e assorbire semplicemente la sua presenza. Usando questa tecnica, al termine di una conferenza mi trovavo spesso talmente espanso che nelle ore successive riuscivo a malapena a parlare. J. Krishnamurti, nonostante fosse completamente illuminato e assolutamente amabile, sarà ricordato dalla storia come un maestro con scarse capacità comunicative. A differenza dell'eloquentissimo Rajneesh, tuttavia, Krishnamurti non ha mai commesso alcun tipo di crimine, né ha mai preteso di essere più di quanto fosse, e non ha mai usato egoisticamente gli altri esseri umani.

La vita è complessa e stratiforme, e le mie ingenue illusioni sul fenomeno della perfetta illuminazione sono svanite col trascorrere degli anni e con l'aumentare della mia conoscenza personale. Mi è diventato chiaro che le persone illuminate non erano perfette, né infallibili. Si tratta di esseri umani espansi, non di esseri umani perfetti. Vivono e respirano con molti degli stessi difetti e vulnerabilità che ogni comune mortale deve sopportare.

Rajneesh spingeva il bagaglio dell'illuminazione sia in direzioni positive che negative. Era il meglio del meglio e il peggio del peggio. All'inizio era un grande maestro, con tecniche di meditazione innovative che funzionavano con un potere portentoso (si vedano spiegazioni e avvertenze a fine pagina sulla tecnica di Meditazione Dinamica di Osho). Ha portato migliaia di discepoli ad altissimi livelli di consapevolezza, ha discusso in dettaglio delle religioni orientali e delle tecniche di meditazione, con una chiarezza maggiore di tutti i filosofi e maestri esoterici che abbia mai conosciuto.

Come essere umano di carne ed ossa Rajneesh viveva in una torre d'avorio, e raramente lasciava la sua stanza se non per tenere conferenze. Circondato da devoti adoranti, perse il contatto con il mondo dell'uomo comune. Nella sua isolata esistenza Rajneesh fece un errore fatale. Decise consapevolmente di abbandonare la verità a favore di ciò che considerava utili menzogne. Rajneesh calcolò che la maggioranza delle persone sulla terra si trovava ad un tale infimo livello di consapevolezza che non poteva capire, né tollerare, le reali verità. Decise di adottare la politica di diffondere menzogne apparentemente utili per portare ispirazione ai discepoli e, a volte, di spingere i suoi studenti in situazioni di stress particolare, a beneficio della loro crescita personale. Questo fu la sua rovina, e il motivo per cui verrà ricordato dagli storici semplicemente come uno dei tanti falsi guru, il che è indubbiamente falso.

Acharya, Bhagwan Shree, Osho,... tutti i nomi che rivestono di potere utilizzati da Rajneesh non possono coprire il fatto che era comunque un essere umano. Aveva ambizioni e desideri, sessuali e materiali, proprio come chiunque altro. Tutti gli esseri umani illuminati hanno desideri. Tutti gli uomini illuminati hanno avuto vite pubbliche di cui siamo a conoscenza, e tutti hanno avuto vite private che sono rimaste segrete. La stragrande maggioranza di illuminati non ha fatto che bene al mondo. Solo Rajneesh, per quanto ne so, è diventato un criminale sia nel senso legale che etico della parola.

Rajneesh non ha mai perso la verità esistenziale definitiva dell'essere. Ha solo perso il concetto comune della verità che ogni adulto normale può facilmente comprendere. Ha razionalizzato il suo continuo mentire come un «Tantra mancino», ma anche questo era disonesto. Rajneesh ha mentito per salvare la faccia, per evitare di assumersi la responsabilità dei suoi errori, e per acquisire potere personale. Quelle menzogne nulla avevano a che spartire con il "Tantra" o con qualsiasi azione di gentilezza altruistica. Ciò che in questo mondo è vero sono unicamente i fatti, e Rajneesh distorceva quotidianamente i fatti. Rajneesh non era un semplice truffatore, come sono molti altri. Rajneesh conosceva tutto ciò che Buddha conosceva, ed era tutto ciò che Buddha era. È stata la sua perdita di rispetto per la verità comune che ha distrutto il suo insegnamento.

La salute di Rajneesh era deteriorata repentinamente verso i trent'anni. Soffriva di ciò che gli europei chiamano encefalomielite mialgica (ME) e gli americani definiscono sindrome da fatica cronica (CFS). I sintomi classici comprendono ovviamente la fatica, e sensibilità estrema ad odori e prodotti chimici, allergie, stati febbrili costanti e intolleranza posturale (ipotensione neuralmente mediata). Negli ultimi tempi della sua vita Rajneesh aveva sviluppato piccoli tic muscolari involontari, avvenimento comune in caso di malattia particolarmente attiva. Inoltre Rajneesh soffriva di diabete di Tipo 11, asma e forti dolori alla schiena.

Dal 1970, anno in cui lo conobbi, fino al 1990, anno della sua morte, Rajneesh fu costantemente malato e di salute cagionevole. Non riusciva a reggersi in piedi per lunghi periodi senza provare vertigini, perché soffriva dei danni al sistema nervoso autonomo che controlla la pressione del sangue. Questa ipotensione neuralmente mediata (bassa pressione sanguigna quando si sta eretti) causa fatica cronica e può anche abbassare il quoziente intellettivo per insufficiente afflusso di sangue e ossigeno al cervello (ipossia cerebrale). Quando stava particolarmente male lamentava vertigini nel momento stesso in cui si alzava in piedi. Pensava di aver contratto, ogni settimana, un diverso tipo di influenza o raffreddore. In realtà soffriva di una singolare malattia cronica con sintomi simili a quelli dell'influenza e che possono perdurare per decenni.

Negli ultimi anni di vita Rajneesh faceva uso di farmaci, principalmente Valium (diazepam), per alleviare i dolori. Prendeva il dosaggio massimo raccomandato di 60 mg al giorno. Inoltre inalava ossido di nitro (N2O) miscelato ad ossigeno puro (O2) che alleviavano l'asma e l'ipossia cerebrale, ma che non avevano effetti sulla qualità del suo giudizio. Ingenuo sulla potenza dei farmaci occidentali, e troppo fiducioso sulle proprie capacità di combattere i loro effetti potenzialmente negativi, Rajneesh rimase vittima della dipendenza. Ben presto seguirono rovina ed umiliazione. Gli sforzi per far ricadere la colpa del suo declino mentale ad un complotto per avvelenarlo ordito dal Governo degli Stati Uniti fu semplicemente un tentativo di nascondere la verità. Rajneesh era un uomo fisicamente malato che alla fine diventò mentalmente corrotto. La sua dipendenza dai farmaci era un problema che nasceva in lui stesso, non un complotto del governo.

Nel 1990 Rajneesh morì per arresto cardiaco. È probabile che il declino che aveva vissuto durante la carcerazione negli Stati Uniti dipendesse da una combinazione di sintomi di astinenza da Valium e dall'aggravarsi della ME/CFS causato dallo stress e dall'esposizione agli allergeni. Non esiste prova scientificamente valida che suggerisca che sia stato avvelenato.

Chi non ha familiarità con la storia di Rajneesh può leggere il libro "Bhagwan: The God That Failed", di Hugh Milne (Shivamurti), stretto discepolo di Bhagwan negli anni di Puna e dell'Oregon. Originariamente pubblicato dalla Saint Martin's Press, il libro può essere reperito presso Caliban Books eAmazon.Com. Posso confermare molti dei fatti che Milne cita sulla vita di Rajneesh a Bombay e Puna, sebbene non abbia conoscenza diretta dei tragici eventi della comune in Oregon. I miei contatti con le persone che ci sono state mi inducono a pensare che la maggior parte di ciò Hugh Milne afferma nel suo libro è vero. A volte non condivido le sue interpretazioni sul significato dei fatti che presenta.

Rajneesh modellò la comune dell'Oregon sulla sua mente. Si fece dittatore definitivo, la sua foto collocata ovunque come in un incubo orwelliano. L'atmosfera totalitaria fu solo una delle molte ragioni per cui non mi fermai alla comune e mi limitai a brevi visite. Ero interessato alla meditazione, non ad un grande campo di concentramento dove gli esseri umani venivano trattati come insetti privi di intelligenza propria. Rajneesh metteva talmente tanta enfasi sul fatto che i discepoli dovessero eseguire senza far domande, che essi non fecero altro che quello quando Ma Anand Sheela, segretaria personale di Rajneesh, diede ordini assurdi per commettere crimini che Rajneesh non avrebbe mai approvato.

Quando soffocate l'intelligenza degli esseri umani create una situazione profondamente pericolosa e distruttiva per lo spirito umano. Non potete salvare il prossimo dal suo ego pretendendo "resa totale". La tecnica antidemocratica di costringere ad obbedienza cieca non ha funzionato per Hitler, Stalin, il Dalai Lama né per Bhagwan Shree Rajneesh. Germania, Russia, Tibet e la comune di Rajneesh in Oregon sono state tutte distrutte dalle regole imperiali autoritarie. La diversità di opinioni è sempre salutare, perché agisce da efficace contrappeso all'arroganza miope di chi vuole essere re. Bhagwan non ha mai capito questa verità storica, e faceva sprezzante riferimento alla democrazia come ad una "plebaglia - crazia". Rajneesh era un aristocratico imperiale, e non è mai stato un democratico generoso e di larghe vedute.

Bhagwan Shree Rajneesh usava le persone, parlava alle spalle e ha tradito la fiducia dei suoi stessi discepoli. Questo tradimento ha portato Vivek, sua fidanzata e compagna per molto tempo, al suicidio. Successivamente Rajneesh ha mentito sulla sua morte dicendo che era depressa cronica per la sua intrinseca instabilità emotiva. Vivek non fu mai depressa negli anni in cui la conobbi, ed era la donna più raggiante che abbia mai conosciuto. Rajneesh la condusse al suicidio perché non riusciva a capire, né a tollerare, il proprio declino e collasso mentale.

Il giovane Acharya Rajneesh iniziò la sua vita come maestro che condannava i falsi guru, e la terminò come uno dei guru più disonesti che il mondo abbia mai visto. Il fatto difficile da comprendere è che era illuminato quando si comportava da puritano anti-guru e rimase illuminato quando lui stesso divenne il guru definitivamente indulgente verso se stesso. Questa contraddizione apparentemente inconciliabile è la vera ragione per cui sto scrivendo questo saggio. Amo sondare territori inesplorati laddove altri temono di camminare.

Quando combinate insieme la normale tendenza umana all'egoismo con uno stile di vita "torre d'avorio" avrete una situazione in cui il comportamento etico può sembrare un optional. Combinate l'insana atmosfera dell'auto-deificazione con una malattia debilitante progressiva che abbassa il QI, e su tutto aggiungete abuso di farmaci; avrete una rupe da cui anche un uomo illuminato può precipitare. Quella caduta può avvenire solo se l'uomo illuminato fa una scelta sbagliata, una mossa sbagliata, sia nel cuore che nella mente. La scelta sbagliata di Bhagwan fu il disprezzo della verità a favore di ciò che pensava fossero utili menzogne. Una volta che hai preso la curva sbagliata, lontana dalla verità diretta e comune, hai perso la via. Nessun essere umano può regolarmente disprezzare il dato di fatto senza trovarsi nel mare in tempesta, perché abbandonando il dato di fatto abbandona la terra che ha sotto i piedi. Piccole menzogne diventano grandi menzogne e la verità, ora celata, diventa nemica, non amica e alleata.

Rajneesh sopravvalutava se stesso e sottovalutava i suoi discepoli. Chi intorno a lui era realmente in cerca della conoscenza avrebbe facilmente fronteggiato la verità, ed era già sufficientemente motivato senza bisogno di propaganda. Ma Rajneesh era stato un grande guru per così lungo tempo, non solo in questa vita ma anche nelle precedenti, che era arrivato a vedere se stesso in termini grandiosi. Era davvero una figura storica, ma non era il perfetto superuomo che fingeva di essere. Nessuno lo è! I suoi discepoli meritavano onestà, ma lui li nutriva con favole per «dare loro fede».

La verità esistenziale definitiva è silenziosa e oltre tutte le parole e le società. Questa verità trascendentale è tanto vera quanto lo sono sole, luna e il lavello della vostra cucina. Rajneesh ha vissuto quella verità fino al giorno della sua morte, ed anche nei giorni e anni dopo la sua morte fisica. Chi va in visita a Puna, India, ed è aperto alla meditazione sentirà, laggiù, un'onda gigante di consapevolezza. Quell'onda una volta era connessa ad un corpo umano che chiamavamo Rajneesh. Il corpo è divenuto cenere, ma l'onda vive, ed è completamente cosciente. Rajneesh ha raggiunto la perfezione sovrumana soltanto dopo la morte fisica. Questo è vero per tutti gli illuminati che hanno calpestato questa terra.

La contraddizione tra illuminazione e corruzione può avvenire perché il cervello non è mai illuminato, e l'illuminazione non fa mai, o dice mai, alcunché. In un certo senso, nessuno raggiunge veramente l'illuminazione. L'illuminazione avviene nel luogo in cui sei, ma non puoi possederlo e non può appartenerti. Tutte le parole dei cosiddetti illuminati provengono dalla mente umana, dal corpo umano che interpreta il fenomeno dell'illuminazione come un traduttore. Le parole non provengono dall'illuminazione. Per definizione, l'illuminazione non può parlare. È assolutamente silenziosa, e va oltre il bisogno di parlare.

Il nostro essere ha molti strati. Alcune tradizioni hanno catalogato questi strati come sette corpi, il primo è il corpo fisico, e il settimo è il nirvanico, il vuoto da cui tutto ha avuto origine. Indipendentemente dal modo in cui contate gli strati, essi esistono e lo strato puramente mentale è sempre presente se avete un corpo fisico. Quello strato può essere colpito dalla malattia, e dall'esposizione agli agenti chimici. Quando Bhagwan è morto aveva una dipendenza dal Valium ed aveva vissuto tutti i sintomi negativi della tossicodipendenza che comprendono, ovviamente, la calunnia, la paranoia, lo scarso senso del giudizio e le diminuite facoltà mentali. Ad un certo punto paranoia e confusione divennero talmente grandi, per lui, che pensava che un gruppo di settari tedeschi gli avesse fatto il malocchio. Le sue incapacità fisiche e l'abuso di farmaci erano semplicemente più di quanto il suo cervello mortale potessero sopportare. Il suo maggior difetto, il disprezzo per il comune concetto di verità, fu la sua definitiva rovina e per quel crimine deve essere ritenuto completamente responsabile, senza scusanti.

Bhagwan mentiva quando diceva che aveva «discepoli illuminati». Mentiva quando diceva di non aver mai fatto un errore. Successivamente fu costretto ad ammettere di essere fallace perché l'elenco dei suoi pasticci crebbe fino ad assumere dimensioni mostruose. Mentiva quando faceva finta che i gruppi terapeutici gestiti dai suoi discepoli non erano semplicemente una macchina per far soldi. Rajneesh ha infranto le leggi dell'immigrazione, e su questo ha mentito in tribunale. Ha mentito dicendo di essere rimasto vittima di una truffa mentre cercava di ottenere lo status di residente permanente [negli USA - ndt]. Bhagwan Rajneesh non era un assassino o un rapinatore di banche, ma sicuramente era un grande bugiardo. La cosa ridicola è che tutte le sue bugie non erano assolutamente necessarie, e sono state controproducenti. L'onestà è la vera strada da seguire.

Rajneesh ha tristemente mentito affermando di non aver avuto responsabilità negli orrori della comune dell'Oregon, perché aveva tenuto la mano di Ma Anand Sheela e di chi commise quei grandi crimini che furono il tentato omicidio e l'avvelenamento [1]. Il fatto che Rajneesh non li abbia ordinati, o che non ne fosse precedentemente al corrente non significa che non ne sia stato eticamente responsabile. Se un maestro mette alla guida di uno scuola-bus un autista ubriaco e i bambini muoiono, allora quel maestro è responsabile della loro morte. Rajneesh sapeva che tipo di persona fosse Sheela, e la scelse per la sua corruzione e arroganza, non "nonostante" quei difetti. Nel codardo tentativo di sfuggire dai suoi fallimenti si cambiò nome da Bhagwan a Osho, come se un cambiamento di nome potesse lavar via i suoi peccati.

Qualcuno può inorridire davanti al fatto che un'anima illuminata possa essere condannata per reati penali, ma questo non mi ha frenato nella ricerca della verità definitiva. La vita di Rajneesh è una lezione per tutti noi affinché mettiamo in pratica ciò che predichiamo. Bhagwan ha dato grandi consigli, ma non è riuscito a seguire le sue sagge parole. Ed è anche un promemoria sul non prendere troppo seriamente ciò che la gente dice. È molto meglio osservare come essa vive, e togliere enfasi da ciò di cui parla. Le chiacchiere valgono poco. Le azioni sono più ricche e rivelatrici.

Gli illuminati hanno un ego? Nei miei anni giovanili e idealistici avrei detto che la risposta è no. Rajneesh, Gurdjieff e anche J. Krishnamurti mi dimostrano che ce l'hanno (si vedano i link a fine pagina). Mi convinsi che Rajneesh aveva un ego quando lo vidi alla televisione, in manette, che veniva trasferito dal carcere al tribunale dell'Oregon. In risposta ad una domanda di un giornalista, guardò fisso nella telecamera e parlò ai suoi discepoli dicendo «Non preoccupatevi. Tornerò». Non fu quello che disse, ma ciò che vidi nei suoi occhi a costituire, per me, una prova. Potevo vedere il suo ego in azione, calcolatore e manipolativo. Ciò che avevo visto, ovviamente e chiaramente, era una verità fondamentale che nessuna razionalizzazione poteva coprire. Rajneesh era splendidamente illuminato, ma era anche profondamente egoistico.

Per la gente comune l'ego è il centro della coscienza, e il Vuoto è percepito solo come la periferia. La gente guarda le foto prese dal telescopio spaziale Hubble e vede il Vuoto come un oggetto esterno, non come un'identità personale. Quando raggiungi "l'illuminazione", sia temporaneamente come un satori che permanentemente come un Buddha, la situazione è capovolta. Ora il Vuoto è il tuo centro di consapevolezza, e l'ego è la periferia. L'ego non muore, semplicemente non è più lo stadio centrale della nostra attenzione.

Qualche animale umano illuminato, e ricordate che tutti noi siamo animali, si è lasciato ingannare da questo fenomeno e ha pensato di non avere più un ego che potesse causare problemi. Meher Baba passò gran parte della sua vita vantandosi di quanto grande fosse, perché pensava che il suo centro fosse perfettamente privo di ego. In verità era molto egoista e avrebbe dovuto rendersi conto che nemmeno l'illuminazione è una scusante per le vanterie. Lo stesso fondamentale errore di giudizio ha afflitto Acharya Rajneesh. È stato ingannato dal pensiero di essere oltre l'arroganza, ma si sbagliava. Anche gli umani illuminati devono preoccuparsi per le proprie maniere e comportamenti, e rendersi conto che è Atman il meraviglioso fenomeno che dovrebbero promuovere, non la propria personalità fallace e temporanea. Ramana Maharshi, uno degli uomini più illuminati del XX° secolo, aveva l'approccio giusto a questo riguardo, ed è il motivo per cui è ancora tanto amato da tutti. Ramana Maharshi promuoveva Atman, e non ha mai promosso il proprio corpo mortale, o la sua mente.

Chiunque abbia sperimentato l'oceanica energia di Bhagwan lo ama ancora, me compreso. Ed è soltanto la mia personale ossessione per la verità sopra ogni cosa che mi fa scrivere ciò che sembra una critica. Se non riusciamo ad analizzare onestamente i nostri errori, allora la nostra sofferenza è stata una perdita di tempo. Il voler coprire le fragilità di Bhagwan, come sta facendo l'attuale establishment dei suoi discepoli, semplicemente distruggerà la possibilità di imparare dalla sua tragedia. Mi manca Acharya Rajneesh più di quanto mi manchino Bhagwan o Osho, perché dava il suo meglio quando non aveva intorno l'organizzazione politica manipolatrice che l'ha circondato. Quando Acharya Rajneesh era solo un uomo in un appartamento, con una Chevrolet e non una Rolls Royce, era più onesto e vero. Quando è diventato il proprio establishment politico le cose hanno iniziato ad andare male, e questo succede spesso agli uomini di grande potere.

Come può l'oceano entrare nella goccia, se la goccia contiene un ego? La mia risposta è che l'ego è una parte integrante della struttura del cervello umano. Non è semplicemente psicologica. È fisica e strettamente legata ai percorsi neurali. È autodifesa, meccanismo di sopravvivenza che non può essere distrutto finché il corpo è vivo. Se siete un'anima disincarnata non avete bisogno di autodifesa, e non avete bisogno di un ego. Ecco perché sono d'accordo con l'autore e maestro Huston Smith quando dice di credere che nessun uomo attaccato alla propria spira mortale può raggiungere la trascendenza definitiva. Prima dovete morire fisicamente, e quando l'ultima spira sarà infranta sarete totalmente liberi. Credo che l'ego si metta da parte e diventi meno problematico per i maggiori illuminati, ma non viene mai totalmente distrutto fintanto che ci sarà un corpo fisico.

Sarebbe meraviglioso credere che gli illuminati erano perfetti sotto tutti i punti di vista. Renderebbe la vita più semplice e dolce, ma sarebbe finzione, non dato di fatto. In un certo senso la tragedia di Bhagwan mi ha dato maggior speranza. Se per raggiungere l'illuminazione dovessimo diventare esseri umani perfetti, chi tra noi raggiungerebbe mai quell'obiettivo? Se ci rendiamo conto che l'illuminazione è semplicemente una progressione graduale dell'espansione della consapevolezza, allora quell'obiettivo sarà raggiungibile da tutti noi, con il tempo necessario. Se lavoriamo per centinaia di anni, attraverso molte nascite e molte morti, con il semplice obiettivo di andare un po' più in profondità giorno dopo giorno, allora credo, con prevedibilità scientifica, che chi cerca di raggiungere l'illuminazione col tempo ce la farà. Tutti gli illuminati che ho conosciuto o di cui ho letto hanno fatto questa affermazione, con parole loro. Io credo che sia un fatto della vita in cui dobbiamo avere fiducia.

 

    Meditazione Dinamica: (avvertenze) Questo spettacolare metodo di meditazione era un marchio di fabbrica di Bhagwan, e resta uno strumento tremendamente efficace per espandere naturalmente la consapevolezza. Bhagwan non fece mai questa tecnica, perché lui era meditazione. Sviluppò il metodo semplicemente osservando i suoi discepoli che occasionalmente avevano movimenti del corpo spontanei nei primi campi di meditazione. Quando la sua capacità di giudizio iniziò a declinare, sfortunatamente trasformò il 3° e 4° stadio del metodo in un test di tortura senza senso. La tecnica di meditazione corretta e sicura ha quattro stadi, ognuno della durata di dieci minuti.

    Primo stadio: iniziate stando in piedi con gli occhi chiusi (benda opzionale) e respirate profondamente e velocemente con il naso per dieci minuti. Lasciate che il corpo si muova liberamente. Saltate, dondolatevi avanti e indietro o usate qualsiasi movimento fisico che aiuti a immettere quanto più ossigeno possibile nei polmoni.

    Secondo stadio: il secondo stadio di dieci minuti è quello della catarsi. Lasciatevi andare completamente e siate spontanei. Potete ballare o rotolarvi sul pavimento. Per una volta nella vita urlare è permesso e incoraggiato. Dovete manifestare tutta la rabbia che avete in modo sicuro, come picchiare i palmi a terra. Tutte le emozioni soppresse dal vostro subconscio devono essere liberate.

    Terzo stadio: nel terzo stadio saltate su e giù gridando Huu! Huu! Huu! continuamente per dieci minuti. I suoni sono molto stupidi, ed è divertente, la le forti vibrazioni della voce viaggiano verso i centri dell'energia immagazzinata, e spingono quell'energia verso l'alto. Quando fate questo stadio è importante mantenere le braccia sciolte e in una posizione naturale. Non tenetele sopra la testa, perché quella posizione potrebbe essere pericolosa (in senso medico).

    Quarto stadio: gli ultimi dieci minuti sono di completo rilassamento e tranquillità. Stendetevi sulla schiena, mettetevi comodi e semplicemente lasciatevi andare. Siate come morti, completamente arresi al cosmo. Godetevi la tremenda energia che avete rilasciato nei primi tre stadi, e siate testimoni silenziosi dell'oceano che scorre in una goccia. Diventate l'oceano.

    Baghwan imprudentemente cambiò il terzo stadio del metodo dicendo di tenere la braccia sopra la testa mentre si urla "Huu!". Ancor peggio, cambiò il quarto stadio dicendo di bloccarsi sul posto come una statua, con le braccia scomodamente dritte sopra la testa. Questo metodo non solo è scomodo fin quasi alla tortura, ma è anche pericoloso in senso medico. Rimanere con le braccia dritte sopra la testa aumenta il livello di stress ortostatico. Ciò significa che il cuore deve lavorare di più per pompare il sangue che è disceso verso le gambe e farlo risalire prima al cuore, poi al cervello. In questa posizione potete facilmente svenire (sincope indotta), e anche avere un attacco di cuore.

    Bloccarsi sul posto rende impossibile il rilassamento profondo, e vi tiene la mente impegnata nel controllo della completa operatività funzionale. Mantiene la coscienza in superficie, facendo fallire il proposito dell'esercizio. Il punto centrale della tecnica era di avere tre stadi di azione intensa, seguiti da un quarto stadio di rilassamento profondo, lasciarsi completamente andare. Bhagwan stesso non aveva mai messo in pratica la prova di tortura del metodo di congelamento, nemmeno in gioventù. Chiedere ai suoi discepoli di farlo mostra semplicemente che aveva perso il contatto con la realtà fisica. Bhagwan era un essere umano fallibile, non un Dio perfetto.

Consiglio a tutti gli studenti di meditazione di usare solamente la versione sicura della Meditazione Dinamica, e non la versione con il pericoloso "stadio di congelamento". Questa meravigliosa tecnica aveva l'intento di crescere con lo studente, e cambiare con i cambiamenti dello studente. Dopo alcuni anni di pratica vigorosa del metodo, i primi tre stadi della meditazione dovrebbero diminuire spontaneamente. A quel punto si entra nella sala di meditazione, si fa qualche profonda inspirazione e si va immediatamente nella profonda estasi del quarto stadio. Bhagwan aveva inteso il suo metodo come fluido, capace di dare benessere e divertimento. I nuovi studenti che desiderano sperimentare la Meditazione Dinamica di Rajneesh dovrebbero leggere, per ulteriori avvertenze, la sezione sulla Meditazione Attiva del Meditation Handbook prima di provare questa tecnica potente (si veda link N. 1).

 

Links:

1) Meditation Handbook
http://www.clipper.net/~calder/meditation.html

2) Call For a New Buddhism
http://www.clipper.net/~calder/Buddhism.html

3)The Seven Bodies
http://www.clipper.net/~calder/seven.html

4) The TES Hypothesis
http://www.clipper.net/~calder/TES.html

5) Chronic fatigue syndrome/M.E. information
http://www.cais.com/cfs-news/intro.htm

6) Link ai fatti della comune dell'Oregon
http://www.religioustolerance.org/rajneesh.htm (in italiano)

7) Jiddu Krishnamurti. Un illuminato secco, privo di humor ma eccezionalmente amabile. Le sue potenti vibrazioni possono ancora essere provate nella Krishnamurti Library e allo Study Center di Ojai, California.
Krishnamurti Foundation of America
Lives in the Shadow with J. Krishnamurti

8) 16th Karmapa. A self-realized Tibetan monk.
http://www.personal.u-net.com/~samye/16gyalwa.htm

9) 17th Karmapa. Ugyen Trinley Dorje, la stessa anima del 16° Karmapa, fuggito dal Tibet e giunto in India il 5 gennaio 2000.
http://www.personal.u-net.com/~samye/17gyalwa.htm
http://www.nalandabodhi.org/
http://www.tsurphu.com/

10) Ramana Maharshi. Straordinariamente, tutte i più importanti gruppi religiosi dell'India sono d'accordo nel dire che Ramana Maharshi era illuminato.
http://www.ramana-maharshi.org/

11) George Ivanovich Gurdjieff. Il solo illuminato occidentale di cui so.
http://www.gurdjieff.org/

 

Letture consigliate:

Meetings With Remarkable Men, by G.I. Gurdjieff, Viking Penguin Books.

Bhagwan: The God That Failed, by Hugh Milne, Saint Martin's Press.

Libri di Bhagwan: Raccomando tutti i lavori di Bhagwan Shree Rajneesh's (Osho) pubblicati prima del 1977.

 

Attenzione: le opinioni espresse in questo articolo devono essere considerate unicamente come idee di un comune studente di meditazione. Mentre credo veramente in ciò che dico, voi non dovreste credere a nulla a meno che non lo vediate, proviate o ne abbiate diretta conoscenza. Non faccio affermazioni di infallibilità. In realtà mi ritengo assolutamente fallibile.

 

 

Nota di Alessia:

1. L'autore fa riferimento al tentativo di avvelenare l'acquedotto della cittadina di The Dalles e danneggiare funzionari pubblici delle contee di Wasco e Jefferson per aver applicato le leggi dello stato che il gruppo non voleva accettare per sé (cfr. Margaret T. Singer, "Cults in our midst - le sette tra noi").

 

Altri links utili: