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Traduzioni dal sito "Sahaja Yoga Facts" Abusi sessuali nella scuola Sahaja Yoga in India
Mia figlia ha frequentato la scuola Sahaja Yoga in India alla metà degli anni '90. All'epoca aveva 13 anni, una tipica ragazzina occidentale con un grandissimo senso dell'avventura. L'aspetto peggiore della sua esperienza di un anno a Dharamsala non è stato il fatto che fosse malnutrita e dovesse rubacchiare il cibo dalla dispensa, assieme ai suoi amici coetanei, in modo da poter mangiare qualcosa di più di un po' di riso e chapati, e aiutasse anche i bambini più piccoli, anch'essi affamati. Non è stato il fatto che le si è interrotto il ciclo mestruale, e probabilmente è cinque centimetri più bassa di quello che dovrebbe essere se avesse avuto cure e alimentazione adeguata. Non è stata nemmeno la carente istruzione che ha ricevuto. E non è stato nemmeno il fatto che mia figlia odiasse il modo in cui un membro dello staff della scuola di solito gironzolasse attorno agli scolari quando telefonavano a casa, o che il personale leggesse la posta in entrata e in uscita. Ciò che soprattutto turba mia figlia, ancora oggi, è che uno dei ragazzi, un adolescente, fu ripetutamente molestato, di notte, nel dormitorio dei ragazzi dal Sig. Raja, l'insegnante di musica. Ciò che è peggio è che quando il ragazzino osò riferire la questione alla preside, Sig.ra Chitnavis, questa lo accusò di mentire. Tutti i ragazzi più grandi sapevano della cosa, e facevano del loro meglio per proteggere gli altri. Informati della situazione da uno degli alunni, alcuni Sahaja Yogi europei anziani portarono la questione all'attenzione di Yogi Mahajan, responsabile della scuola. L'insegnante di musica venne allontanato e ai ragazzi venne detto che se ne era andato. Ma evidentemente, non in modo definitivo. Qualche settimana più tardi, in novembre, i ragazzi più grandi, compreso mio figlio, furono abbastanza fortunati da lasciare la scuola per recarsi alla puja Diwali, che mio figlio dice si tenesse tutti gli anni nello stesso luogo, su un'isola indiana. E indovinate chi sedeva vicino a Shri Mataji, cantando con il cuore in mano? Sì, il Signor Molestatore di Bambini in persona. Mr. Raja era sul palco vicino a Shri Mataji. Naturalmente Miles, il ragazzino vittimizzato, e in seguito rivittimizzato come bugiardo, rimase scioccato. E furono impietriti anche i suoi amici, che sapevano che cosa era successo. A quei testimoni fu ordinato di tacere, per paura di diffondere negatività. Mia figlia detesta discutere della cosa, soprattutto perché gli altri Sahaja Yogi non le hanno creduto. L'anno successivo non è tornata alla scuola indiana. Per quanto ne so, l'insegnante di musica è ancora in Sahaja Yoga. Questa storia non è un pettegolezzo. Forse all'epoca fu un segreto ben custodito, anche se solo Dio sa a quante persone l'ho raccontata. A quanti più ho potuto. Sahaja Yoga Facts intervista due testimoni: chiameremo Sam il primo. Il secondo è Lance, diplomato alla International Sahaj Public School di cui pubblichiamo un'intervista sull'esperienza scolastica in India. Sam: Vorrei raccontarvi degli abusi sessuali nella scuola Sahaja Yoga di Dharamsala, India, di cui sono stato testimone. All'epoca, ero uno studente di quella scuola. Non pratico più Sahaja Yoga per svariati motivi, ma questo è uno dei motivi chiave. Se vi va di parlarne, sono più che disponibile a rivelare informazioni. Sahaja Yoga Facts: Sì certo, raccontaci. S.: Sono partito per l'India nel 1994, per frequentare la International Sahaj Public School di Dharamsala. La mia famiglia era coinvolta in Sahaja Yoga da diverso tempo, e frequentare la scuola indiana fu una mia decisione. Laggiù conobbi un ragazzino di undici anni di nome Miles. Era un grande spirito... Un giorno nell'ottobre del 1994 ci fu una gran confusione nel cortile della scuola. Corsi fuori, assieme ad un ragazzo americano, e vedemmo una ragazza svizzera, Miles, Sir Raja (l'insegnante di musica) e sua moglie che piangevano, urlavano e litigavano aspramente. La preside dell'epoca, signora Chitnavis, li trattenne nel suo ufficio per quattro ore. Il giorno seguente la ragazza svizzera, sconcertata dagli avvenimenti, mi confidò l'accaduto. Pare che Miles stesse facendo pratica del suo strumento nell'alloggio dell'insegnante di musica (erano buoni amici), quando questi approfittò sessualmente di lui. Dopo il fatto Miles si era confidato con la ragazza svizzera, che era andata a riferire l'accaduto alla moglie dell'insegnante; questa non le aveva creduto, accusandola di avere una relazione con il marito. La cosa peggiore accadde alla puja Diwali, un paio di mesi più tardi, dopo che l'insegnante era stato cacciato. Noi della scuola arrivammo alla puja in tempo per vedere l'insegnante di musica sul palco, dove cantavano i bhanjas, ad un metro dalla cosiddetta "Divina" Shri Mataji. Miles scappò nella tenda di noi ragazzi, terrorizzato, confuso e ferito. Come poteva Shri Mataji lasciare che chi aveva abusato sessualmente di un ragazzino stesse assieme a lei sul palco, uno dei musicisti più importanti della serata? Ecco qui la storia, è molto doloroso ricordarla e raccontarla. SYF: Innanzitutto, sei sicuro che quell'insegnante di musica non stia più alla scuola? S.: Sì, sono sicuro. Non c'è più. SYF: Sai se quell'abuso sessuale è stato un fatto isolato? S.: per quanto ne so, è successo quell'unica volta, ma né Miles né nessun altro ha mai raccontato gli eventi con esattezza... SYF: Quanto a lungo si è mantenuto il silenzio sul fatto? Abbiamo sentito dire che Yogi Mahjan sapeva. Come mai dopo l'incidente Guido, l'italiano, ha ritirato i suoi bambini dalla scuola? S.: Questa è la domanda più difficile a cui dare risposta. Ero molto legato a Yogi Mahajan e a sua figlia. Sono stato a casa loro, alle loro feste, al suo cottage nel complesso scolastico, e anche uno dei miei familiari gli è molto legato. Sapeva. Il che è disgustoso. L'ha saputo immediatamente. Poi due mesi dopo quel bastardo era sul palco a cantare bhanjas per Shri Mataji. Tutti sapevano. Che ne abbiano o meno discusso, sapevano. Quando tornai dall'India mia madre cercò di contattare i Peartree. Ma non dissero nulla. Come chiunque altro pensi di non dover parlare di queste cose, sentivano la brezza calda, Dio ci scampi. Zio Guido quell'anno ritirò dalla scuola Niranjana e Shakti, e lo stessero fecero molti altri genitori svizzeri, americani e australiani. Tutti sapevano, i ragazzi ne avevano parlato ai genitori. Il problema è piuttosto se sono stati ad ascoltarli. La mia famiglia era... come dire... "strettamente legata alla politica" di Shri Mataji. La mia famiglia "cieca", a parte mia madre, schernì il fatto, come se non fosse mai accaduto. Mi accusarono addirittura di aver mentito. SYF: ci permetti di pubblicare il tuo racconto? S.: Vorrei che ci fosse più consapevolezza di questo problema. È un problema grave su cui non si dovrebbe tacere. SYF: grazie per la tua fiducia. S.: Grazie per avermi ascoltato. Credo di aver recuperato parte di me stesso dopo averne parlato con voi. SYFacts: ci è stato raccontato che nel 1994 un ragazzino di 12-13 anni, che frequentava la scuola di Dharamsala, subì abusi sessuali da un insegnante di musica chiamato Sir Raja. Me sai nulla? Lance: sfortunatamente è la verità. Fu uno degli episodi chiave che mi fecero capire che Sahaja Yoga non era ciò che per così tanto tempo mi avevano ripetuto che fosse. Fu uno di quegli eventi. SYF: Abbiamo ricevuto la testimonianza di Sam. Puoi confermarla? L.: Credo sia una descrizione accurata di ciò che avvenne. Sono sorpreso che Sam lo ricordi così bene. Non assistetti al trambusto in cortile, ma me ne parlò Miles poco dopo i fatti. Miles non fu l'unica vittima, almeno altri due ragazzi - entrambi australiani, Garth e Nathan - subirono gli abusi di Raja. Una Sahaja Yogini tedesca ne venne a conoscenza, e ne parlò con Yogi Mahajan. Ricordo di averla vista andarlo a dire a Mahajan. Ero in ritardo per la meditazione serale, e la vidi camminare piangendo verso la casa di Mahajan. Ricordo anche che tempo faceva - era uno di quegli squarci di sole, quando splende il sole mentre sta piovendo. All'inizio, gli insegnanti della scuola credettero a ciò che i ragazzi avevano detto di Raja. Furono molto compassionevoli, ed espressero chiaramente il desiderio che Raja fosse allontanato dalla scuola, e che fossero presi i provvedimenti adeguati. Raja fu allontanato, ma poco tempo dopo tornò. Rimase per un po', forse alcune settimane, non ricordo esattamente quanto. Naturalmente noi eravamo sconvolti dal fatto che gli avessero permesso di tornare alla scuola, e quando facemmo domande ci dissero che "Shri Mataji ha detto che Raja non ha fatto queste cose, e sono state inventate da bambini occidentali negativi e ossessionati dal sesso". Quando Raja tornò, gli insegnanti sembrarono diventare ostili verso noi ragazzi, soprattutto con il povero Miles. Naturalmente fummo davvero preoccupati da questo cambiamento improvviso di atteggiamento. Fu uno dei momenti più frustranti che vissi alla scuola, perché i ragazzi che avevano parlato di questa cosa vennero accusati di essersela inventata. Raja non riprese l'insegnamento, e poi se ne andò di nuovo. SYF: Miles tornò alla scuola dopo le vacanze? L.: Sì, tornò, ma gli insegnanti gli si dimostrarono molto ostili, e non rimase a lungo. SYF: Sai se Raja abusò sessualmente anche di ragazze? L.: Non lo so. È possibile. Di solito ragazzi e ragazze erano separati, per cui non potrei sapere direttamente se accadde qualcosa. Però ricordo che altri due insegnanti baciavano e toccavano le ragazze in modo improprio, spesso davanti all'intera classe. Nonostante le ragazze avessero protestato, non accadde nulla. SYF: Raja era un Sahaja Yogi divenuto insegnante, o un normale insegnante diventato poi Sahaja Yogi? L.: Era già Sahaja Yogi prima di venire alla scuola come insegnante di musica. SYF: Sai se è ancora in Sahaja Yoga? L.: Durante l'India Tour 1998/1999 ho visto Raja a Ganapatipule, sul palco, a pochi metri da Shri Mataji, durante una puja e un concerto. Rimasi davvero sconvolto e quando ci penso mi infurio ancora. Raja dovrebbe essere in prigione, e invece è un Sahaja Yogi al vertice. SFY: All'epoca ti rendesti conto di ciò che stava succedendo? L.: Non all'epoca. Immediatamente dopo l'episodio realizzai che cosa stava accadendo, e come l'avevo visto accadere. Ora mi è molto chiaro e vorrei averlo saputo all'epoca; avrei potuto fare qualcosa. Raja era troppo amichevole con i ragazzi. Gironzolava di continuo intorno alle nostre stanze. Con molti di noi si comportava come un fratello maggiore. SYF: Come mai unico obiettivo dei suoi abusi sono stati gli australiani? L.: Anche io ci ho pensato. Nella scuola gli australiani rappresentavano la maggioranza ma non so se sono stati gli unici a sollevare l'interesse di Raja. Forse sono stati coinvolti anche altri ragazzi, ma non te lo so dire, nonostante sospetti che, se fosse successo, non ne avrebbero parlato. SYF: Qualcuno di questi ragazzi ti ha mai detto esattamente che cosa faceva Raja? L.: Sì. Ho parlato con alcuni di loro, ma non sono scesi nel dettaglio. SYF: Come puoi essere sicuro che dicessero la verità? L.: Li conoscevo da anni, e sapevo che stavano dicendo la verità. Non ho motivo di dubitarlo. SYF: Raja manteneva una posizione di potere che gli permetteva di avvantaggiarsi di essa, come adulto e come insegnante? L.: Raja si avvantaggiava della sua posizione. Era anche il responsabile dei dormitori dei ragazzi più grandi, e spesso per loro fungeva da consigliere e assistente spirituale. Era senz'altro nella posizione per manipolarli e fare pressioni su di loro. SYF: Li ha minacciati affinché non parlassero, usava pressioni psicologiche o manipolazione per coprire i suoi abusi? L.: Raja faceva largo uso di pressione psicologica su di noi. Probabilmente l'ha fatto anche con loro. SYF: Sei sicuro che Shri Mataji fosse al corrente degli abusi? L.: Sono certo che lo sapesse. Ci raccontarono che aveva detto che non era mai successo, oltre ad altre cose. Mi riesce difficile credere che Shri Mataji non l'avesse scoperto, visto che, alla fine, tutti nella scuola sapevano. Ne erano al corrente anche molti genitori, ma credo che siano rimasti zitti, o forse non si erano resi conto della portata dei fatti. SYF: Che cosa pensaste di Shri Mataji, dopo che vi fu raccontata la sua reazione? L.: Come puoi immaginare, molti di noi cambiarono improvvisamente punto di vista. SYF: Miles, Nathan e Garth sono ancora in Sahaja Yoga? L.: Non praticano più. In realtà, molte delle persone che hanno frequentato la scuola indiana e con cui sono in contatto non praticano più. All'inizio rimasi sorpreso, considerando lo sforzo di indottrinamento operato nella scuola. Non so se i ragazzini in Europa hanno avuto reazioni di questo tipo. Comunque la maggioranza dei miei ex compagni di scuola che vivono negli Stati Uniti sono ancora molto coinvolti in Sahaja Yoga. SYF: I ragazzi come vedono Sahaja Yoga? L.: Li vedo abbastanza spesso. Come ho detto, nessuno dei tre pratica più, e hanno tutti un punto di vista molto scettico sulla scuola, e su Sahaja Yoga in generale. Credo che sia comune tra gli ex studenti, me compreso. SYF: Da parte di SYFacts, e spero di tutti i Sahaja Yogi passati e presenti, vorrei ringraziarti per essere stato così coraggioso e averci fornito queste informazioni. L.: Non c'è problema.
Ho deciso di tradurre e riportare alcune testimonianze personali di ex membri. Si tratta di testimonianze critiche e non certo lusinghiere. Naturalmente non mi assumo la responsabilità delle affermazioni fatte dagli estensori di questi scritti, mi sono limitata a tradurli e riproporli, e rimando al sito di provenienza. Mi è stato chiesto più volte: perché riporti solo testimonianze critiche? Esistono tanti membri soddisfatti della loro appartenenza, che potrebbero raccontarti quanto sono felici, realizzati, quanto il loro gruppo li ha fatti star bene. Non ne dubito. Il fatto è che la reperibilità di tali testimonianze è facile. Siti Web e pubblicazioni ufficiali, facendo domande in uno dei centri del gruppo. Gli organi ufficiali non riportano mai testimonianze di scontentezza, di crisi, di dubbi, di contraddizioni rilevate, di critica. Quasi che non esistessero affatto. Risulta pertanto molto più difficile riuscire a sentire l’altra voce della campana. Altrettanto importante. Chi se n’è andato, chi ha sofferto non ha a disposizione pubblicazioni patinate, centri, ashram. Quando è fortunato ha a disposizione un piccolo sito web, che il più delle volte deve pagarsi di tasca propria, non con le “donazioni” dei seguaci. Quando va male viene definito "apostata", bugiardo, strumento di qualche ipotetico quanto improbabile "complotto" ai danni del guru di turno. Oppure "scemo" per essersi fatto "fregare". «A me non sarebbe mai successo» commenta spesso l'intelligentone di turno. Atteggiamenti che certo non invogliano chi ha sofferto a farsi ferire una seconda volta. Ecco perché ho deciso di dare voce a queste persone. Lo faccio senza esprimere giudizi di merito, solo come contributo alla riflessione. Alessia |