Sahaja Yoga, la consapevolezza e la diffamazione
Qualche mese fa una mia lettrice mi ha informata di un fatto a dir poco increscioso che ha per protagonisti la "Associazione Culturale SAHAJA YOGA" - Bologna e il Partito Democratico della Sinistra (DS).
La storia: la mia lettrice si era recata ad un incontro introduttivo di Sahaja Yoga dopo aver visto i manifesti pubblicitari affissi per le strade cittadine. L'incontro si teneva presso una delle "Case del Popolo" locali, e la serata doveva introdurre "seminari corpo-mente" gratuiti. Incuriosita, aveva deciso di partecipare. Da quanto mi ha raccontato, l'incontro aveva ben presto assunto toni "grotteschi". L'oratore aveva iniziato a parlare di "Spirito Santo", da lui ridefinito "Kundalini" o energia divina. Per dimostrarne l'esistenza "oltre ogni ragionevole dubbio" aveva proiettato varie diapositive tra cui dipinti e affreschi raffiguranti santi con una fiammella sulla testa, prova che la Kundalini era "ben nota anche ai cattolici". Un'altra diapositiva era stata scattata nel corso di una festa Sahaja Yoga. Mostrava numerose persone sedute sul pavimento; la foto era caratterizzata dalle classiche strisciate prodotte da uno scatto senza flash in cui vengono inquadrate luci, tenendo l'otturatore aperto per un tempo troppo lungo. Per intenderci, l'effetto che producono i fari delle automobili prendendo una foto di notte. L'oratore aveva sostenuto senza ombra di dubbio che le strisce erano la raffigurazione della "kundalini" emanata dai partecipanti l'evento; le due donne in primo piano, che stavano chiacchierando tra loro, "non avevano emanato Kundalini perché erano distratte". L'oratore aveva poi sostenuto che "terzo occhio" e kundalini sono stati riconosciuti dalla medicina ufficiale, e che tramite il risveglio della stessa era possibile curare tutte le malattie. Nella sala era stato approntato una specie di altare recante la foto di una donna, poi presentata come Shri Mataji, la maestra di questa particolare forma di yoga, davanti alla quale erano stati accesi bastoncini di incenso. Infine si era passati all'esercizio pratico, cioè la recitazione del mantra Sahaja Yoga. L'esercizio aveva richiesto circa 15-20 minuti. La mano sinistra tenuta sul ginocchio, palmo in su, e la destra che viene posata sui diversi chackra del busto e del collo. L'oratore guidava il mantra, luci soffuse, voce bassa, calma, suadente, sempre più monotona. La platea, ad occhi chiusi, seguiva le sue indicazioni. A fine esercizio aveva detto di aprire gli occhi e fissare per qualche minuto la foto proiettata, quella della guru Shri Mataji Nirmala Devi. Poi aveva chiesto ai presenti se, tenendo la mano destra a circa 10 centimetri di distanza dalla sommità del capo, avevano avvertito "una sensazione di fresco". Circa un terzo dei presenti aveva risposto in modo affermativo, al che l'oratore aveva spiegato che si trattava della kundalini che "soffiava" dalla "fontanella" che tutti abbiano in cima al capo. A chi non aveva avvertito sensazioni particolari, tra cui la mia lettrice, era stato detto che evidentemente la loro kundalini aveva bisogno di ulteriore lavoro per essere risvegliata, ma bastava fare un po' d'esercizio. Infine aveva concluso spiegando che la differenza di temperatura tra la mano sinistra e la destra era dovuta alla kundalini. Era metà ottobre, cominciava a fare freddo, e non serve tirare in ballo la kundalini per capire che la differenza di temperatura è dovuta alla circolazione sanguigna: la mano sinistra se ne era stata immobile sul ginocchio per 20 minuti a palmo in su, mentre la destra si muoveva a contatto con il corpo caldo. Allo stesso modo, muovere una mano sul corpo caldo e poi alzarla sopra il capo, staccandola dal corpo, può provocare una sensazione di fresco. La mia lettrice aveva poi chiesto all'oratore se per caso il Sahaja Yoga fosse un movimento religioso, ottenendone una risposta poco chiara. L'oratore aveva infatti sostenuto che il Sahaja Yoga è una libera associazione di persone che praticano e diffondono questo tipo di Yoga; che non si trattava di un'associazione organizzata, ovvero non era un'organizzazione con sedi, centri, proprietà ecc., e che chiunque crede ad un essere superiore, o è in contatto con il proprio spirito, è religioso. La mia lettrice se n'era andata abbastanza perplessa per quanto udito, soprattutto perché la serata si era tenuta presso i locali de PDS, ex partito comunista italiano, che aveva anche messo a disposizione un'altra "Casa del Popolo" per la serie successiva di otto seminari. Riteneva infatti poco opportuno che gli eredi di Marx e Togliatti preferissero presentare cose di questo tipo, alcune delle quali palesi sciocchezze pseudo-scientifiche, piuttosto che serate dedicate alla scienza e all'uso del pensiero critico. Arrivata a casa la curiosità l'aveva spinta a fare una ricerca in Internet che le aveva fruttato interessanti scoperte, tra cui la sezione del mio sito dedicata, appunto, a Sahaja Yoga. Partendo dal presupposto che i compagni di partito avessero messo a disposizione i locali ignorando la vera natura del movimento Sahaja Yoga, magari spinti dalla necessità e dal desiderio di riempire "Case del Popolo" altrimenti deserte, aveva deciso di scrivere una lettera al PDS. Una tra le accuse più frequentemente mosse al movimento Sahaja Yoga è infatti quella di non rivelare la sua vera natura al fine di ottenere gratuitamente sale pubbliche per i propri seminari, che hanno un chiaro intento di proselitismo. La lettera faceva presente questa accusa, chiedendo se i dirigenti del PDS fossero informati del fatto che SY era un nuovo movimento religioso, così come si evince dal sito web del movimento stesso e dalle parole della sua fondatrice. Se si erano informati sulle pratiche del gruppo e sulle affermazioni della guru. Faceva inoltre presente che in Francia era stato raccomando un controllo particolare sulle attività del gruppo, che veniva indicato anche nel rapporto del 1998 emesso dal nostro Ministero dell'Interno. La mia lettrice non ha mai ricevuto risposta dalle quattro sezioni PDS a cui aveva scritto (Federazione Comunale, Provinciale e due "Case del Popolo"). In compenso il 3 novembre 2000 ha ricevuto una raccomandata con ricevuta di ritorno spedita dalla "Associazione culturale SAHAJA YOGA" di Bologna, in cui la si minacciava di querela per diffamazione. C'è innanzitutto da rilevare la gravità dell'accaduto, ovvero che i "compagni" non si siano degnati di rispondere ad una precisa richiesta di chiarimento ma abbiano ritenuto opportuno girare la lettera, completa di indirizzo del mittente, al gruppo in questione, esponendo chi l'aveva scritta alle minacce dello stesso. A parte questo, la lettera del responsabile Sahaja Yoga conferma punto per punto quanto precedentemente definito "diffamante". Ovvero: il Sahaja Yoga è un movimento religioso, e un'organizzazione con almeno un centro in Italia - quello di Bologna - contrariamente a quanto detto dall'oratore alla lezione introduttiva; Shri Mataji fa affermazioni iperboliche, come sostenuto dalla mia lettrice nella lettera al PDS; Sahaja Yoga diffonde la sua particolare visione del mondo usufruendo di sale pubbliche, ovvero fa proselitismo; Shri Mataji fa affermazioni antisemite.
L'immagine che ho inserito qui a fianco è un manifesto che era stato affisso nei locali dell'Università "La Sapienza" di Roma, in cui si pubblicizza un seminario "meditazione e musica". Mi chiedo perché, semplicemente, non si dica chiaramente che si tratta di un seminario introduttivo sul Nuovo Movimento Religioso "Sahaja Yoga". Non ho nulla in contrario ai NMR, anzi. Ma non credo che tra i loro diritti rientri quello di attirare le persone con l'inganno e di minacciare chi quell'inganno smaschera. L'accaduto credo dimostri chiaramente che la strada verso l'autorealizzazione proposta da Shri Mataji passa per sentieri difficilmente condivisibili nei metodi, ovvero palesi menzogne e molestie contro chi si permette di sollevare dubbi e critiche. Alessia Guidi
Documentazione allegata: "Introduzione a Sahaja Yoga" e "esercizio di meditazione" distribuiti la sera della conferenza introduttiva: anche qui, non vengono riportati recapiti ufficiali. Lettera inviata alle 4 sezioni del PDS (le "Case del Popolo" coinvolte e le federazioni comunale e provinciale) e in conoscenza al centro culturale in cui si era tenuta la conferenza, ospitato nella "Casa del Popolo"; Lettera del responsabile Sahaja Yoga di Bologna, anche in versione immagine. La mia lettrice mi informa di non aver ottemperato alle richieste espresse. |