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Traduzioni dal sito "Sahaja Yoga Facts" Credenze di baseQuando si esaminano gruppi che promettono illuminazione spirituale è di importanza fondamentale esaminare le vere credenze dei suoi aderenti. In Sahaja Yoga, come in qualsiasi altro gruppo di questo tipo, queste credenze non saranno rivelate ai nuovi arrivati, per paura che se ne vadano. La credenza essenziale di Sahaja Yoga, che guida tutte le altre credenze e pratiche, è la seguente: “Shri Mataji Nirmala Devi”, anche chiamata “Madre” dai suoi devoti, è l’incarnazione dell’Adi Shakti, il potere divino primordiale.È venuta in questa era di oscurità e incertezza per salvare l’umanità.
Sono tutte subordinate a Mataji perché
lei stessa le ha create tutte, ed è in costante comunicazione con
esse. Ne segue che, secondo le parole stesse di Mataji, il «Sahaja
Yoga è la sola Vera Religione», e come tale è abbracciata
dai suoi seguaci sebbene non lo dicano negli incontri introduttivi. Una
volta che questa credenza viene abbracciata, diventa facile accettare che:
In questo ambito sarà più
facile, per il perplesso o il disorientato, capire le argomentazioni e
le affermazioni dei praticanti seguaci di Mataji (conosciuti anche come
“Sahaja Yogi”). Queste credenze guidano ogni loro azione.
Per ulteriori informazioni si veda: http://www.sahaja-yoga.org/ Nota: Ho deciso di tradurre e riportare alcune testimonianze personali di ex membri. Si tratta di testimonianze critiche e non certo lusinghiere. Naturalmente non mi assumo la responsabilità delle affermazioni fatte dagli estensori di questi scritti, mi sono limitata a tradurli e riproporli, e rimando al sito di provenienza. Mi è stato chiesto più volte: perché riporti solo testimonianze critiche? Esistono tanti membri soddisfatti della loro appartenenza, che potrebbero raccontarti quanto sono felici, realizzati, quanto il loro gruppo li ha fatti star bene. Non ne dubito. Il fatto è che la reperibilità di tali testimonianze è facile. Siti Web e pubblicazioni ufficiali, facendo domande in uno dei centri del gruppo. Gli organi ufficiali non riportano mai testimonianze di scontentezza, di crisi, di dubbi, di contraddizioni rilevate, di critica. Quasi che non esistessero affatto. Risulta pertanto molto più difficile riuscire a sentire l’altra voce della campana. Altrettanto importante. Chi se n’è andato, chi ha sofferto non ha a disposizione pubblicazioni patinate, centri, ashram. Quando è fortunato ha a disposizione un piccolo sito web, che il più delle volte deve pagarsi di tasca propria, non con le “donazioni” dei seguaci. Quando va male viene definito "apostata", bugiardo, strumento di qualche ipotetico quanto improbabile "complotto" ai danni del guru di turno. Oppure "scemo" per essersi fatto "fregare". «A me non sarebbe mai successo» commenta spesso l'intelligentone di turno. Atteggiamenti che certo non invogliano chi ha sofferto a farsi ferire una seconda volta. Ecco perché ho deciso di dare voce a queste persone. Lo faccio senza esprimere giudizi di merito, solo come contributo alla riflessione. Alessia |