Traduzioni dal sito "Sahaja Yoga Facts"
 

Credenze di base

Quando si esaminano gruppi che promettono illuminazione spirituale è di importanza fondamentale esaminare le vere credenze dei suoi aderenti. In Sahaja Yoga, come in qualsiasi altro gruppo di questo tipo, queste credenze non saranno rivelate ai nuovi arrivati, per paura che se ne vadano.

La credenza essenziale di Sahaja Yoga, che guida tutte le altre credenze e pratiche, è la seguente:

“Shri Mataji Nirmala Devi”, anche chiamata “Madre” dai suoi devoti, è l’incarnazione dell’Adi Shakti, il potere divino primordiale.
È venuta in questa era di oscurità e incertezza per salvare l’umanità.
  • All’interno del suo essere sono contenute tutte le altre divinità e santi delle maggiori religioni mondiali:
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    • dell’Induismo: Ganesha, Saraswati, Brahma, Vishnu, Laxmi, Shiva, Parvati, Mahakali,Durga, Rama, Sita, Krishna, Vishnumaya, Mahamaya, Mahavira, Shirdi Sai Baba, Hanumana, ...solo per citarne alcune;

    • della religione Cristiana: Gesù Cristo, la Vergine Maria;  

    • del Buddismo: Buddha;

    • dell’Islam: Maometto, Hassan e Hussein, Hazrat Ali 

    Sono tutte subordinate a Mataji perché lei stessa le ha create tutte, ed è in costante comunicazione con esse. Ne segue che, secondo le parole stesse di Mataji, il «Sahaja Yoga è la sola Vera Religione», e come tale è abbracciata dai suoi seguaci sebbene non lo dicano negli incontri introduttivi. Una volta che questa credenza viene abbracciata, diventa facile accettare che:
     

  • Mataji ha sempre ragione (perché lei è Dio);

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  • Mataji sa e conosce tutto (perché lei è Dio); Conosce il passato e il futuro, conosce le vite precedenti dei devoti e che cosa questi in ogni momento pensano o sentono, perché le viene raccontato dalle divinità (vedi sopra).

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  • Tutte le fortune e le benedizioni derivano dalla sola Mataji – dall’ottenere una promozione sul lavoro ai trattati di pace in paesi dilaniati dalla guerra, dal sorgere del sole al fatto che Bjiorn Borg aveva vinto un incontro di tennis (sono stato personalmente presente a questa affermazione).

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  • Le cose cattive avvengono a causa della “negatività”, che in ultima analisi significa non credere in chi Lei È. Questo può accadere a livello individuale o collettivo, e si manifesta con malattie, incidenti, morte, disastri naturali ecc.

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  • Tutti i disastri naturali – inondazioni, terremoti, incendi – avvengono perché, in quelche modo, si è arrecato dispiacere a Mataji. 

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  • Qualsiasi cosa Mataji faccia, non importa quanto crudele, dura o arbitraria, è sempre causata dalla benevolenza, ed esprime la volontà di Dio.

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  • La sua minima espressione, non importa quanto ridicola o irrazionale, è la parola di Dio, e perciò deve essere assolutamente ascoltata.

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  • Il suo più piccolo sguardo è impregnato di importanza divina. Può maledire o benedire con uno sguardo. E così via.

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  • Ogni parte della persona di Mataji, comprese le unghie tagliate e i capelli che rimangono nella spazzola, deve essere venerata. Qualsiasi cosa lei tocchi diviene sacra.


Queste credenze servono a giustificare qualsiasi ed ogni azione da parte di Mahaji. Servono anche a giustificare ogni azione dei suoi seguaci, perché credono di stare compiendo la volontà di Dio.

In questo ambito sarà più facile, per il perplesso o il disorientato, capire le argomentazioni e le affermazioni dei praticanti seguaci di Mataji (conosciuti anche come “Sahaja Yogi”). Queste credenze guidano ogni loro azione.
 

Per ulteriori informazioni si veda: http://www.sahaja-yoga.org/

Nota: Ho deciso di tradurre e riportare alcune testimonianze personali di ex membri. Si tratta di testimonianze critiche e non certo lusinghiere. Naturalmente non mi assumo la responsabilità delle affermazioni fatte dagli estensori di questi scritti, mi sono limitata a tradurli e riproporli, e rimando al sito di provenienza

Mi è stato chiesto più volte: perché riporti solo testimonianze critiche? Esistono tanti membri soddisfatti della loro appartenenza, che potrebbero raccontarti quanto sono felici, realizzati, quanto il loro gruppo li ha fatti star bene.

Non ne dubito. Il fatto è che la reperibilità di tali testimonianze è facile. Siti Web e pubblicazioni ufficiali, facendo domande in uno dei centri del gruppo. Gli organi ufficiali non riportano mai testimonianze di scontentezza, di crisi, di dubbi, di contraddizioni rilevate, di critica. Quasi che non esistessero affatto. Risulta pertanto molto più difficile riuscire a sentire l’altra voce della campana. Altrettanto importante. Chi se n’è andato, chi ha sofferto non ha a disposizione pubblicazioni patinate, centri, ashram. Quando è fortunato ha a disposizione un piccolo sito web, che il più delle volte deve pagarsi di tasca propria, non con le “donazioni” dei seguaci. Quando va male viene definito "apostata", bugiardo, strumento di qualche ipotetico quanto improbabile "complotto" ai danni del guru di turno. Oppure "scemo" per essersi fatto "fregare". «A me non sarebbe mai successo» commenta spesso l'intelligentone di turno. Atteggiamenti che certo non invogliano chi ha sofferto a farsi ferire una seconda volta.

Ecco perché ho deciso di dare voce a queste persone. Lo faccio senza esprimere giudizi di merito, solo come contributo alla riflessione.

Alessia

 
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