Traduzioni dal sito "Sahaja Yoga Facts"

Sahaja Yoga: Informazioni generali

Immaginate che vi venga detto che esiste uno strumento, diciamo una scatoletta, che vi darà la capacità di prendere sempre la decisione giusta, sia essa relativa alla vita amorosa, carriera, crescita dei figli, se comprare questa casa o quell’altra, questa macchina o quell’altra, andare a vedere questo o quell’altro film... decisioni che spaziano dalle più importanti e decisive alle più banali. In breve, uno strumento che toglierà in modo permanente l’incertezza dalla vostra vita.

Chi non sarebbe affascinato da tale tipo di possibilità, in modo particolare in questa epoca di costante cambiamento e incertezza, di vita in una società massicciamente destabilizzata dal rapido progresso tecnologico, dall’economia globalizzata e, a livello individuale, dal sovraccarico informativo?

Tutto questo è ciò che Mataji, conosciuta ai suoi seguaci come “Shri Mataji Nirmala Devi”, promette nel suo Sahaja Yoga. E, dice, «voi stessi ne siete lo strumento» che lei può mettere in movimento «innalzando la vostra kundalini».

Sull’energia kundalini è stato scritto molto, e il curioso può fare ricerche in ogni biblioteca pubblica. Mataji liquida tutti questi precedenti scritti come sciocchezze, affermando che lei sola ha la vera conoscenza della kundalini, perché lei è la kundalini incarnata (come leggerete altrove, Mataji liquida qualsiasi cosa non sia insegnata da lei).

Attraverso di lei, afferma, diventerete il vostro stesso strumento anti-incertezza e, soprattutto, potrete curare voi stessi e  gli altri da qualsiasi malattia fisica o mentale. Potrete attrarre l’abbondanza, trovare il partenr perfetto, migliorare la carriera, crescere i vostri bambini nel modo migliore, essere in pace con voi stessi...fare sempre la cosa giusta. Avete afferrato il quadro. Oh – e il motivo di tutto questo è perché sarete sempre in comunicazione costante e diretta con Dio.

La ricerca di sicurezza e certezza è naturale. È stato ciò che, per secoli, ha attirato la gente verso indovini e astrologi. Sarebbe bello se tutto avesse un angolo definito, in bianco e nero, piuttosto che sfumature di grigio; se potessimo avere l’assicurazione di un esito positivo per le nostre scelte. È doloroso e provoca ansia vivere con le costanti incertezze della vita, con i nostri errori e cantonate, in breve, con la nostra umanità.

Mataji promette di rendere i suoi seguaci degli esseri sovrumani, “anime realizzate”, esseri illuminati. E sembra che più grande sia la promessa, più grande sia l’amo. I maghi della truffa lo sanno bene. Così come gli altri guru che promettono essenzialmente le stesse cose di Mataji, in una forma o nell’altra. Ma qual è la realtà di queste promesse? Per mantenere salute mentale e prospettiva è essenziale separare la retorica dalla realtà, i fatti dalle finzioni. La retorica viene ricoperta dalle promesse spirituali. Ma che dire di azioni e comportamenti di Mataji, e di ciò che avviene all’interno della comunità Sahaja Yoga?

I seguaci di Mataji vi assicureranno che funziona, che sono in stato di gioia e collegamento con il divino, che Mataji è l’incarnazione di tutte le qualità positive: saggezza, compassione, amore, creatività protezione... insisteranno che hanno rinunciato ai vizi, che anche loro sono diventati esseri compassionevoli e amorevoli, preoccupati solo per la salvezza degli altri.

Ma la realtà sembra contraddire i racconti: sono stato testimone degli ordini di divorzio dati da Mataji a coppie che si amavano, ordini che bambini piccolissimi fossero mandati a scuole Sahaja Yoga lontane da casa, proibendo a uno o a entrambi i genitori di far loro visita. L’ho vista ridurre i suoi seguaci in lacrime, con la sua lingua tagliente e i suoi aspri rimproveri. E peggio. E ho visto la stessa durezza e intolleranza tra i suoi seguaci. E di fatto io stesso mi sono reso colpevole. Ma loro vi assicureranno che non è così, che tutto va bene in questa grande famiglia di santi e di “anime realizzate”.

Perché? Come ogni artista della truffa che si rispetti sa, una volta che le prede vengono agganciate – e maggiore è la promessa, tanto meglio è – faranno il resto del lavoro da sole. Si convinceranno che stanno facendo la cosa giusta, che hanno preso la decisione giusta. Più sprofondano nella truffa, più dovranno auto-convincersi. L’alternativa sarebbe insopportabile: significherebbe riconoscere che sono stati dei sempliciotti, presi in giro, truffati e traditi.

Quindi attenti prima di consegnare il vostro senso critico e la vostra obiettività («Non pensate!» dice Mataji «semplicemente lasciatevi andare!») per una promessa che suona troppo bella per essere vera.

Per ulteriori informazioni si veda: http://www.sahaja-yoga.org/

Nota: Ho deciso di tradurre e riportare alcune testimonianze personali di ex membri. Si tratta di testimonianze critiche e non certo lusinghiere. Naturalmente non mi assumo la responsabilità delle affermazioni fatte dagli estensori di questi scritti, mi sono limitata a tradurli e riproporli, e rimando al sito di provenienza

Mi è stato chiesto più volte: perché riporti solo testimonianze critiche? Esistono tanti membri soddisfatti della loro appartenenza, che potrebbero raccontarti quanto sono felici, realizzati, quanto il loro gruppo li ha fatti star bene.

Non ne dubito. Il fatto è che la reperibilità di tali testimonianze è facile. Siti Web e pubblicazioni ufficiali, facendo domande in uno dei centri del gruppo. Gli organi ufficiali non riportano mai testimonianze di scontentezza, di crisi, di dubbi, di contraddizioni rilevate, di critica. Quasi che non esistessero affatto. Risulta pertanto molto più difficile riuscire a sentire l’altra voce della campana. Altrettanto importante. Chi se n’è andato, chi ha sofferto non ha a disposizione pubblicazioni patinate, centri, ashram. Quando è fortunato ha a disposizione un piccolo sito web, che il più delle volte deve pagarsi di tasca propria, non con le “donazioni” dei seguaci. Quando va male viene definito "apostata", bugiardo, strumento di qualche ipotetico quanto improbabile "complotto" ai danni del guru di turno. Oppure "scemo" per essersi fatto "fregare". «A me non sarebbe mai successo» commenta spesso l'intelligentone di turno. Atteggiamenti che certo non invogliano chi ha sofferto a farsi ferire una seconda volta.

Ecco perché ho deciso di dare voce a queste persone. Lo faccio senza esprimere giudizi di merito, solo come contributo alla riflessione.

Alessia

 
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