Traduzioni dal sito "Sahaja Yoga Facts"

Pratiche quotidiane

Si pretende che il Sahaja Yogi mediti ogni giorno. Meditare significa accendere una candela, stendere le mani verso Mataji, o in assenza verso la sua foto e concentrare l’attenzione sulla sommità del capo, che si suppone sia dove Mataji “risiede”. 

Mataji si raccomanda che i Sahaja Yogi tengano l’attenzione su di lei tutto il tempo. Si richiede che anche i bambini, compresi quelli molto piccoli, siedano in meditazione con i genitori. 

I seguaci di Mataji parleranno di “brezze fresche” e  altre manifestazioni fisiche che Mataji sostiene siano prove che è tutto vero. Vale la pena avvicinarsi a queste affermazioni con un sano senso critico. Dopo tutto l’ipnosi può produrre sensazioni di caldo o di freddo alle membra, e altri gruppi affermano manifestazioni fisiche diverse come “sentire il dolce nettare” o vedere la luce e così via. 

Altre pratiche sono:

Immersione dei piedi:

siedi davanti alla fotografia di Mataji con una candela, e i piedi immersi in una bacinella di acqua calda salata. Si pensa che ripulisca il sistema dalla negatività. Molto piacevole – ma funziona solo con la foto di Mataji...

Bandhans: 

Chiedi qualsiasi cosa vuoi, poi con la mano destra fai un circolo nell’aria sul palmo della mano sinistra – naturalmente mantenendo la tua attenzione su Mataji. Se si avvera è la grazia di Mataji. Se non si avvera non hai pregato a sufficienza, o sei stato “preso”, o “non doveva succedere”. Comodo!

“Innalzare la kundalini”

Facile! Solleva entrambe le mani dal grembo verso la sommità del capo, fai il gesto di legare un nodo, et voilà!

Battere la scarpa:

Questo viene riservato a negatività molto pesanti, es. persone che stanno dicendo cose critiche di Mataji e Sahaja Yoga, genitori con cui non vai d’accordo, il tuo capo che ti fa vedere i sorci verdi, la guerra in Bosnia... con il dito scrivi sul terreno il nome di chi o cosa ti sta infastidendo, con la mano destra fai un circolo 7 volte, togliti la scarpa sinistra e battila 108 volte. Presto! Fine del problema! Bene...

Limoni e peperoncini:

Un altro rimedio potente per la “possessione” e altri seri problemi che Mataji o un seguace ti ha detto che hai. Per inciso, viene pubblicizzato come cura o possibilità per malattie mentali – schizofrenia, disordini psicotici, depressione, ansia. Dimenticate le medicine! Mettete semplicemente 7 limoni e 7 peperoncini in un sacchetto di carta (prima devono essere “vibrati” mettendoli davanti la foto di Mataji). Poi mettete il sacchetto sotto il cuscino per 7 giorni e 7 notti, aprendo il sacchetto alla sera e richiudendolo al mattino.. A questo punto gettate il sacchetto in qualche stagno. E starete meglio. Uhm...
 
 

Per ulteriori informazioni si veda: http://www.sahaja-yoga.org/

Nota: Ho deciso di tradurre e riportare alcune testimonianze personali di ex membri. Si tratta di testimonianze critiche e non certo lusinghiere. Naturalmente non mi assumo la responsabilità delle affermazioni fatte dagli estensori di questi scritti, mi sono limitata a tradurli e riproporli, e rimando al sito di provenienza

Mi è stato chiesto più volte: perché riporti solo testimonianze critiche? Esistono tanti membri soddisfatti della loro appartenenza, che potrebbero raccontarti quanto sono felici, realizzati, quanto il loro gruppo li ha fatti star bene.

Non ne dubito. Il fatto è che la reperibilità di tali testimonianze è facile. Siti Web e pubblicazioni ufficiali, facendo domande in uno dei centri del gruppo. Gli organi ufficiali non riportano mai testimonianze di scontentezza, di crisi, di dubbi, di contraddizioni rilevate, di critica. Quasi che non esistessero affatto. Risulta pertanto molto più difficile riuscire a sentire l’altra voce della campana. Altrettanto importante. Chi se n’è andato, chi ha sofferto non ha a disposizione pubblicazioni patinate, centri, ashram. Quando è fortunato ha a disposizione un piccolo sito web, che il più delle volte deve pagarsi di tasca propria, non con le “donazioni” dei seguaci. Quando va male viene definito "apostata", bugiardo, strumento di qualche ipotetico quanto improbabile "complotto" ai danni del guru di turno. Oppure "scemo" per essersi fatto "fregare". «A me non sarebbe mai successo» commenta spesso l'intelligentone di turno. Atteggiamenti che certo non invogliano chi ha sofferto a farsi ferire una seconda volta.

Ecco perché ho deciso di dare voce a queste persone. Lo faccio senza esprimere giudizi di merito, solo come contributo alla riflessione.

Alessia

 
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