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Traduzioni dal sito "Sahaja
Yoga Facts"
Shri Mataji e il denarodice la guru nel dicembre del 1989.
Circa un decennio dopo, stimiamo che Shri Mataji abbia un seguito di 17.000 adulti e molte migliaia di bambini. La nostra stima parziale dei profitti che Shri Mataji trae da Sahaya Joga va dai 2,3 ai 5,5 milioni di dollari. Questa stima parziale (in dollari USA) è basata sui profitti
di quanto segue:
La nostra stima parziale dei profitti di Shri Mataji non tiene conto di:
Dove finiscono i profitti? Un'uscita che non riguarda i redditi di Mataji sono le tasse che, come molti altri noti guru, è riuscita ad evitare scrupolosamente. Il fratello di Shri Mataji, ragioniere diplomato parzialmente responsabile della gestione dei suoi conti, ha rivelato che Shri Mataji passa in India tre mesi l’anno per evitare il fisco italiano. Le tasse doganali sui numerosi regali vengono evitate dividendoli tra i numerosi Sahaja Yogi che fanno la spola tra i due paesi. L’IVA sui materiali da costruzione è stata evitata consegnando il materiale di notte. I costi correnti di Sahaja Yoga vengono coperti con le donazioni fatte da diverse fondazioni esentasse [Life Eternal Trust (Gran Bretagna) e Vishwa Nirmala Dharma]. Nel frattempo il reddito reale di Shri Mataji viene depositato nei suoi conti bancari personali, senza che esistano onesti bilanci per le autorità fiscali o i seguaci. Tutti i leaders nazionali di Sahaja Yoga trasferiscono il denaro necessario per puja nazionali, Tour dell’India, regali collettivi, rette scolastiche ed altri “progetti internazionali” direttamente sui conti personali di Shri Mataji. Solamente a poche e selezionate persone vengono affidate valigette colme di contanti. Visto che questo grosso reddito è praticamente esentasse, quali sono le uscite di Shri Mataji? Come fatto notare in precedenza, le donazioni dei Sahaja Yogis coprono i costi correnti giornalieri di Sahaja Yoga, compresi pubblicità e affitto di sale di reclutamento, oltre alle spese per trasporto e hotel di Shri Mataji. Anche le spedizioni di shopping che lei ama tanto si concludono senza che abbia mai aperto il borsellino. Per la sua confortevole vita privata Shri Mataji non ha bisogno di denaro, visto che il marito ha una pensione sostanziosa e alla metà degli anni ’80 hanno venduto la loro casa di Londra per circa 1.600.000 dollari. Parte di questo denaro è stato speso per costruire il palazzo indiano di Shri Mataji, sovvenzionato con il lavoro gratuito dei Sahaja Yogi. Potrebbe anche darsi che Shri Mataji abbia ereditato delle sostanze, visto che ad un incontro pubblico (di reclutamento) le fu chiesto perché non donava i suoi diamanti per aiutare i poveri, e lei rispose che non poteva perché erano cose di famiglia (Un Sahaja Yogi accompagnò poi subito all’uscita la persona che aveva fatto la domanda). Dato che questo grosso reddito esentasse non viene speso per la gestione corrente di Sahaja Yoga, e non è necessario per dare a Shri Mataji una vita privata confortevole, dove va a finire? La “Lettre Subtile” di Shri Mataji risponde alla domanda: «dove finisce il denaro?» con un affermazione, non supportata da prove, secondo cui i profitti sono stati spesi per «Progetti Sahaj in tutto il mondo», oltre che per altro ancora. Prima di occuparci dei ben più importanti “Progetti Sahaj” diamo una breve scorsa alle cose di cui si parla nella Lettre Subtile: «Shri Mataji ha anche provveduto, con il suo denaro, all'equipaggiamento audio/video ed altre apparecchiature elettriche. Anche gli oggetti d'argento e gli ornamenti delle cerimonia puja sono acquistati con il suo denaro. Inonda continuamente tutti i Sahaja Yogi di generosi regali. Perciò questa è la risposta alla vostra domanda "dove finisce il denaro?»Shri Mataji suggerisce sia che queste spese varie sono pagate con il “suo denaro”, sia che sono pagate con i profitti del Sahaja Yoga che abbiamo sottolineato. Il tutto tende a confermare la nostra opinione, cioè che Shri Mataji non fa distinzione tra il “suo denaro” e quello del Sahaja Yoga – opinione basata sul fatto che i profitti vengono incanalati in conti bancari e proprietà a lei intestate. Dato che quando Shri Mataji parla del “suo denaro” si riferisce a quello di Sahaja Yoga, ci chiediamo fino a che punto si spingono queste “spese varie” nel grande reddito esentasse. I “generosi regali” con cui Mataji “inonda” i suoi fedeli sono insignificanti. Consistono prevalentemente in oggetti di stock e roba venduta a peso, acquistata in paesi in via di sviluppo con il denaro dei Sahaja Yogi che non abbiamo incluso nei nostri calcoli. Nel corso del “gran finale” dell’India Tour a Guanapatipule, Shri Mataji distribuisce oggetti d’argento ai centri nazionali, da usare nella preghiera. Dagli anni ’80 ad oggi qualità e quantità di questi oggetti sono cresciute. Calcoliamo che 40-60 regali, ad una media di 200-400 dollari l’uno, costino a Shri Mataji dagli 8.000 ai 24.000 dollari in totale. Si tratta di spiccioli se paragonati ai 350.000-700.000 dollari che ogni India Tour le frutta. Non siamo sicuri del cosa Shri Mataji intenda quando dice di aver «anche provveduto, con il suo denaro, all'equipaggiamento audio/video ed altre apparecchiature elettriche». Per molti anni tutte le registrazioni audiovisive delle apparizioni di Shri Mataji sono state pagate da un ricco donatore, anche se non abbiamo certezze su come vanno le cose ora. Potrebbe anche darsi che ci siano state spese per equipaggiamento audiovisivo per gli incontri di reclutamento nei paesi poveri, anche se non ne siamo al corrente e non sappiamo come tutto questo venga finanziato. Di solito ogni uscita finanziaria pagata con “il suo denaro” viene abbondantemente strombazzata. In tutti i casi è improbabile che le spese per “equipaggiamento audio/video ed altre apparecchiature elettriche” eccedano gli spiccioli spesi per l’oggettistica d’argento. Visto che queste “spese varie” – così come i costi quotidiani correnti di Sahaja Yoga – non hanno un serio impatto sul grande reddito esentasse di Shri Mataji, si può dire che il denaro che estrae dai suoi seguaci viene speso per i “Progetti Sahaj in tutto il mondo” come suggerito nella Lettre Subtile? In quello scritto Mataji ci fa sicuramente un inventario impressionante (sebbene incompleto) del suo patrimonio immobiliare. Tuttavia questo patrimonio è stato quasi interamente costituito negli anni ’90, mentre Shri Mataji raccoglie guru dakshina e denaro per “Progetti in India” fin dall’inizio degli anni ’80. Verso la fine di quegli anni tutto ciò che veniva mostrato, come frutto della piccola fortuna donata, era un tetto sopra un piccolo santuario di Ganapatipule (costo stimato 75 dollari). Quando fu acquistato il terreno per la scuola di Dharamsala, molti pensarono che fosse stato acquistato con il denaro dei “Progetti in India”, ma di fatto esso fu donato da un ricco Sahaja Yogi. Si tratta di uno dei numerosi acquisti che Mataji elenca nella Lettre Subtile come pagati dall’immaginario “comitato finanziario Sahaja Yoga”, e che nei fatti furono invece finanziati con le donazioni di Sahaja Yogi. Un altro esempio è la scuola di Roma. Il 9 novembre 1999 abbiamo ricevuto una minaccia di azione legale da parte di uno dei ricchi donatori di Shri Mataji, che scriveva: «Quando ci incontreremo in tribunale potrò dimostrare con prove documentarie scritte [documenti di banca-NdT] le vostre diffamanti bugie a proposito degli acquisti di case fatti da Shri Mataji, visto che quegli acquisti sono stati finanziati con il mio patrimonio». Se da un lato questo donatore non ha, da solo, finanziato tutti gli acquisti, è certamente vero che molto del patrimonio immobiliare di Shri Mataji è stato finanziato da donazioni che non sono state incluse nella nostra stima dei profitti. Un altro esempio di finanziamento per acquisto di immobili, non proveniente dai profitti che abbiamo stimato, è l’acquisto del Palazzo Doria a Cabella Ligure (Italia), fatto con un prestito di oltre 200.000 franchi svizzeri (130.000 $) da parte di un Sahaja Yogi, prestito mai reso nonostante le sue ripetute richieste. Tutto ciò mina l’affermazione di Shri Mataji secondo cui il suo accumulo di denaro è giustificato dai “Progetti Sahaj in tutto il mondo”. Tuttavia non vogliamo suggerire che nessuno dei profitti che abbiamo calcolato non venga in effetti usato per il patrimonio immobiliare di Shri Mataji. Per esempio, ai Sahaja Yogi che hanno partecipato al puja internazionale per Diwali il 12-14 novembre 1999 a Delfi è stato chiesto di pagare in franchi francesi. Difficile credere che questa insolita richiesta non fosse collegata al recente acquisto di un castello a Jausiers (Alpes de Haute Provence, Francia) pagato 2.5000.000 di franchi (416.000 $). Il primo grande acquisto di Shri Mataji fu Shudy Camps Park House nel Cambridgeshire (Regno Unito), pagato 300.000 sterline (480.000 $). L’idea originale veniva dai Sahaja Yogi inglesi che volevano acquistarle una casa in Inghilterra nella speranza di continuare a vederla regolarmente dopo che il marito aveva lasciato il suo lavoro presso le Nazioni Unite a Londra. L’idea era che la casa sarebbe stata di proprietà della Life Eternal Trust (UK) Limited, ma Shri Mataji decise che la casa sarebbe stata intestata a lei. Ai Sahaja Yogi inglesi vennero forniti dettagli sulle aziende di prestito e riuscirono a raccogliere 250.000 sterline (400.000 $), ulteriori donazioni arrivarono dall’estero. L’edificio venne completamente ristrutturato da Sahaja Yogi volontari che all’inizio lavoravano 11 ore al giorno e avevano libere solo le domeniche mattina per poter partecipare ai puja. Il restauro amatoriale portò alla distruzione di un soffitto vecchio di 300 anni protetto dalle Belle Arti. Shri Mataji non vi ha mai soggiornato molto a lungo, il tentativo di aprire un ospedale Sahaja Yoga è fallito e la progettata scuola non si è mai materializzata. L’unica grazia salvifica fu che il valore della proprietà crebbe a sufficienza perché Shri Mataji la vendesse per 1 milione di sterline (1.600.000) e portasse all’estero il capitale. Nessuno dei donatori che avevano finanziato il progetto per dare alla loro Dea una casa nel paese venne consultato, o gli fu offerto un rimborso per il denaro versato. Shudy Camps costituì un precedente per l’acquisto di proprietà intestate a Shri Mataji. Molte (se non tutte) le proprietà elencate nella Lettre Subtile, oltre ai castelli di Cabella e di Jausiers, sono intestate a Shri Mataji (o al marito) e non a fondazioni no-profit Sahaja Yoga. Mentre alcuni guru maschi prediligono la collezione di Rolls Royces, sembra che questa guru femmina preferisca le case. Nessuno dei seguaci o ex-seguaci di Shri Mataji ha visto il suo testamento, quindi non si sa dove finiranno, alla sua morte, queste proprietà (o il denaro dei suoi conti personali). È inoltre degno di nota il fatto che molti dei “Progetti Sahaj in tutto il mondo” – come scuole, accademie musicali e ashram – di fatto generano profitto. Anche proprietà come la Shudy Camps Park House e il Palazzo di Cabella hanno accresciuto i profitti di Shri Mataji con denaro raccolto ai puja internazionali. Tutti i re-investimenti di ricchezza personale in progetti che generano denaro, e che vengono pesantemente finanziati con donazioni e prestiti inesigibili, poco giustificano il fatto che Shri Mataji munga il Sahaja Yoga. Questa sezione cerca di rispondere alla domanda se il Sahaja Yoga non sia semplicemente l’imbroglio succhia-soldi di Mataji. Al suo inizio, nei primi anni ’70, Shri Mataji può aver tratto davvero poco denaro da Sahaja Yoga e la si può ritenere sincera quando afferma che doveva investire i suoi soldi. Sembrava inconcepibile che un membro dell'affascinante alta società indiana che aveva una casa a Brompton Square (Knightsbridge, Londra), una donna che affermava discendenze regali e sposata al Segretario Generale dell’Organizzazione Internazionale Marittima delle Nazioni Unite, dedicasse tanto tempo ai suoi seguaci per i pochi soldi allora disponibili. Nonostante fosse facoltosa non ostentava, ed era sempre pronta a fare paragoni tra lei stessa ed altri guru che avevano flotte di Rolls Royces (per esempio il suo stesso precedente guru, Rajneesh). Tuttavia, come è evidente in queste pagine web, milioni di dollari americani vengono ora incanalati nei conti bancari di Mataji. Gli ex Sahaja Yogi hanno opinioni diverse sul fatto che, fin dall’inizio, Mataji fosse motivata dal profitto oppure se si sia corrotta con l’andare del tempo. La testimonianza di chi conobbe Mataji nel 1970 suggerisce che era motivata dal desiderio egoistico di diventare una guru celebre (come Rajneesh o Muktananda) e di avere tutto quel che ne consegue. La sua avidità può non essere stata motivata dal denaro, ma dal potere e dall’adulazione pubblica. Esistono prove che questo obiettivo concretizzasse le fantasie infantili di Mataji, visto che sua sorella minore ha ricordato: «Nostra madre ci caricava in macchina ogni volta che lei e papà dovevano partecipare ai meeting del Congresso [Parlamento] dell’epoca, e ricordo che [Mataji] a casa teneva incontri simili per noi, e, imitando i leaders, teneva discorsi dal “palcoscenico di casa”» (Nirmala Yoga, 1985, N.25). Esiste sempre la possibilità che Mataji sia sufficientemente pazza da credere nelle sue affermazioni di essere una Divinità. Ma allora ci si dovrebbe chiedere perché anche suo fratello e suo marito sono coinvolti nell’affare, dicendo al contempo di essere suoi seguaci. Il fratello gestisce la Nagpur Academy e, recentemente, un castello francese acquistato per 2,5 milioni di franchi (416.000 $) e pagato con i finanziamenti di Sahaja Yoga è stato intestato al marito di Mataji, Sir C P Srivastava. Nella sua Lettre Subtile Mataji ha sostenuto che i bilanci dettagliati di Sahaja Yoga «sono disponibili a tutti», anche se nessun Sahaja Yogi penserebbe mai (o oserebbe) chiedere di controllare i conti. I dirigenti Sahaja Yoga non hanno raccolto la nostra sfida a pubblicare questi bilanci, che ora noi crediamo siano inesistenti. I dirigenti di Sahaja Yoga non hanno neppure risposto alla nostra richiesta di correggere le precedenti stime che avevamo fatto, nonostante Mataji le avesse descritte come “fantasiose”. Le nostre stime di fatturato si basano sull'esperienza diretta in Sahaja Yoga, e trapelano dall’interno dell’organizzazione. Tuttavia dentro Sahaja Yoga le questioni finanziarie vengono intenzionalmente mantenute segrete (anche ai membri) e la sicurezza è stata rafforzata nel tentativo di fermare le nostre accurate valutazioni. Per esempio negli inviti ai puja non viene riportato il costo, le informazioni sensibili vengono ora trasmesse via fax piuttosto che in e-mail e, in Gran Bretagna, gli indirizzari non vengono più fatti circolare a livelli inferiori di quello di leader. I nostri calcoli di profitto si basano sull’ulteriore stima dei costi reali di merci e servizi forniti da Sahaja Yoga. Perciò, nonostante i nostri sforzi per essere accurati e l’ampio margine di errore che abbiamo lasciato tra le stime minime e massime di profitto, esiste ancora la possibilità che siano stati commessi errori. Saremo felici di ricevere suggerimenti dai lettori che ci aiuteranno a raggiungere una maggior accuratezza e/o globalità. Per ulteriori informazioni si veda: http://www.sahaja-yoga.org/ Nota: Ho deciso di tradurre e riportare alcune testimonianze personali di ex membri. Si tratta di testimonianze critiche e non certo lusinghiere. Naturalmente non mi assumo la responsabilità delle affermazioni fatte dagli estensori di questi scritti, mi sono limitata a tradurli e riproporli, e rimando al sito di provenienza. Mi è stato chiesto più volte: perché riporti solo testimonianze critiche? Esistono tanti membri soddisfatti della loro appartenenza, che potrebbero raccontarti quanto sono felici, realizzati, quanto il loro gruppo li ha fatti star bene. Non ne dubito. Il fatto è che la reperibilità di tali testimonianze è facile. Siti Web e pubblicazioni ufficiali, facendo domande in uno dei centri del gruppo. Gli organi ufficiali non riportano mai testimonianze di scontentezza, di crisi, di dubbi, di contraddizioni rilevate, di critica. Quasi che non esistessero affatto. Risulta pertanto molto più difficile riuscire a sentire l’altra voce della campana. Altrettanto importante. Chi se n’è andato, chi ha sofferto non ha a disposizione pubblicazioni patinate, centri, ashram. Quando è fortunato ha a disposizione un piccolo sito web, che il più delle volte deve pagarsi di tasca propria, non con le “donazioni” dei seguaci. Quando va male viene definito "apostata", bugiardo, strumento di qualche ipotetico quanto improbabile "complotto" ai danni del guru di turno. Oppure "scemo" per essersi fatto "fregare". «A me non sarebbe mai successo» commenta spesso l'intelligentone di turno. Atteggiamenti che certo non invogliano chi ha sofferto a farsi ferire una seconda volta. Ecco perché ho deciso di dare voce a queste persone. Lo faccio senza esprimere giudizi di merito, solo come contributo alla riflessione. Alessia |