Greg Bashaw, OT7 di Scientology, suicidaArticolo pubblicato il 16 agosto 2002 sul Chicago Reader, tratto da ARS Week in Review, Vol.7, N.20/2002. Traduzione in italiano © Alessia Guidi.Ancora in stato di shock e afflizione per il suicidio del figlio, Bob Bashaw ha deciso di rileggere le lettere che gli aveva inviato nel corso dei decenni, in cerca di riferimenti a Scientology. «Volevo vedere se mi era sfuggito qualcosa» racconta. Suo figlio Greg era stato membro della Chiesa di Scientology per oltre 20 anni. Bob aveva appoggiato la scelta del figlio, poiché riteneva che tutti dovessero essere liberi di praticare la propria religione senza fastidi - e perché non riusciva a trovare una ragione valida per opporsi. Tutto ciò era cambiato nel novembre del 2000 quando, improvvisamente, Greg andò «in frantumi». Di recente aveva perso il suo lavoro nel campo della pubblicità e, come aveva scritto al padre, la sua chiesa l'aveva cacciato. Diversi mesi dopo, e con oltre 50.000 dollari di debiti, ha messo fine alla sua vita sul bordo di una strada del Michigan, lasciando la moglie con cui era sposato da 20 anni e un figlio adolescente, a cui ha scritto un biglietto breve e freddo. Greg si era fatto prestare dal padre migliaia di dollari per attività legate a Scientology. Bob racconta che il figlio aveva usato uno dei prestiti per recarsi assieme alla moglie Laura al complesso della chiesa a Los Angeles, dove avevano frequentato corsi; aveva restituito il prestito con gli interessi, spiegando che si era sentito pressato dalla chiesa a elargire altro denaro. Il 21 gennaio del 1981 aveva scritto al padre «succede che il nostro ufficiale finanziario della Chiesa ci ha informati che servono altri 1.700 dollari per acquistare il pacco che avevamo convenuto. Era imperativo saldare il conto entro la settimana appena trascorsa, altrimenti sarebbe entrato in vigore l'aumento annuale del prezzo. Per dirla in breve, se non avessimo pagato entro mercoledì il prezzo sarebbe aumentato di 500 dollari.» Da Los Angeles aveva scritto al padre che: «i dati sono confidenziali per un buon motivo. Ma posso dirti che il livello tratta e risolve un'immane catastrofe avvenuta su questo pianeta 75 milioni di anni fa.» Su questo livello pare che agli scientologist venga insegnano che 75 milioni di anni fa Xenu, un malvagio governatore galattico, dovendo fronteggiare un problema di sovrappopolazione catturò e congelò gli abitanti mandandoli poi in esilio sulla terra, dove vennero prima polverizzati con ordigni all'idrogeno, poi bombardati di falsi ricordi. Hubbard diceva che le anime di quella gente si erano raccolte in grappoli, che ora sono appiccicati ad ogni persona vivente. Nel dicembre del 1985, poco dopo aver appreso la storia Scientology della creazione, Greg si era recato a Clearwater, Florida, dove la chiesa ha un grande complesso denominato Flag Service Organization, che funge da mecca di Scientology. Tirando la cinghia Greg vi aveva trascorso le vacanze. La moglie e il figlio avevano progettato di raggiungerlo, scrisse al padre il giorno di S. Stefano, «ma abbiamo deciso di non spendere altri soldi perché in questo momento siamo veramente tirati. Qui sto economizzando il più possibile - divido la stanza con altri ecc.». In una lettera spedita dopo Capodanno Greg lasciava capire che i guadagni [spirituali] erano valsi sia il carico finanziario che il tempo trascorso lontano dalla famiglia. «Scientology mi ha salvato, questo è certo» scriveva. «Ero completamente bloccato su quella cosa del passato, e non sapevo nemmeno che cosa fosse. Ora mi sono sganciato, e sto lavorando sodo verso il completamento. Quando tornerò a casa sarà una vita nuova.» Negli anni '90 la maggior minaccia per Scientology era rappresentata dal Cult Awarness Network. Il CAN era un centro di informazioni su gruppi che considerava culti distruttivi, ed aveva messo assieme un voluminoso dossier sulla chiesa. La sede del CAN era a Barrington, ad un tiro di schioppo dalla casa di Greg, il quale faceva del suo meglio per distruggere l'organizzazione. «Gli incontri che ebbi con Greg non furono affatto piacevoli» racconta Reg Alev, ex direttore esecutivo del CAN. Una volta Greg l'aveva aggredito verbalmente sulla porta di una toilette, urlando che il CAN era un'organizzazione terrorista. «Greg era il tipo di ragazzo che avremmo voluto aiutare» continua Alev. «Ma un dialogo normale con lui, all'epoca, era impossibile. Era estremamente aggressivo, urlava di continuo e i suoi progetti erano veramente detestabili per l'organizzazione che allora rappresentavo.» Secondo Cynthia Kisser, che succedette ad Alev alla direzione del CAN, il comportamento di Greg era parte di uno sforzo concertato degli scientologist per «molestare e distruggere» il network. Tra il 1991 e il 1996 scientologist di tutto il paese avevano presentato circa 50 cause e denunce per violazione di diritti umani, praticamente identiche, contro il CAN. Alla fine molte di esse, comprese quelle di Greg, erano state archiviate per mancanza di merito, ma per difendersi il CAN era affogato nei debiti. Nel 1994 aveva contrattaccato denunciando la chiesa, i suoi legali ed 11 scientologist, tra cui Greg, per essere stata travolta da cause frivole. Il CAN era poi crollato sotto il peso finanziario di tutte le cause legali. All'asta per il fallimento uno scientologist ha acquistato nome e logo del network, e le linee telefoniche di aiuto. Avvocati legati alla chiesa hanno messo le mani sugli archivi del network - tutte le informazioni confidenziali su chi si era rivolto all'organizzazione per ricevere aiuto, e sui sostenitori finanziari, sono ora nelle mani degli scientologist. Gli sforzi di Greg erano stati premiati, ed era esultante per il decesso del CAN. Nel settembre del 2000 Greg aveva scritto al padre che stava per tornare a Clearwater. «Mi teneva informato ogni volta che andava, ma diceva "tornerò tra due settimane" poi diventavano sempre quattro o cinque.» Quella volta, ricorda Bob, «gli dissi: "Greg, stai passando veramente un sacco di tempo laggiù. Non ti capisco. Ti assenti dal lavoro, trascuri la famiglia." Mi rispose che avevo ragione, ma che non potevo capire.» Greg, che nel frattempo aveva raggiunto il livello di OT7, il secondo in ordine di importanza, tornò soltanto a novembre. Al ritorno informò il padre di essere stato licenziato. Alle 4,30 di mattina del 30 novembre Bob fu svegliato da una telefonata di Laura, sua nuora, che gli chiedeva di andarli a trovare. Bob ricorda «tutto ad un tratto Greg era collassato, diceva che si voleva uccidere.» Aveva addirittura progettato come - sarebbe andato nella vicina foresta e avrebbe bevuto una bottiglia di soda caustica. «Ero sconvolto» racconta il padre. Il contrasto tra l'immagine che Greg aveva dato all'esterno e la sua realtà emotiva era stridente. «Lo abbracciavo, lo tenevo stretto e lui continuava a dire di avere deluso tutti, di essere un fallito, di non valere niente, di essere stato un fallimento totale». Il viaggio a Clearwater era stato un disastro. «L'avevano buttato fuori» ricorda Bob. Greg gli aveva raccontato che gli staff della chiesa gli avevano detto che soffriva di una qualche condizione medica o fisica che loro non potevano risolvere, poi l'avevano cacciato, dicendogli di non tornare più. Il padre e Laura lo aveva esortato ad andare all'ospedale. Greg, riluttante, si era fatto ricoverare nel reparto psichiatrico del Good Shepherd Hospital di Barrington. Nei due mesi successivi aveva tentato due volte il suicidio con overdose di farmaci. A gennaio il figlio di 17 anni l'aveva trovato riverso sul pavimento, in fin di vita. A febbraio aveva inviato una e-mail all'amico Jim Hanon, dicendogli che stava per uccidersi. Hanon si era precipitato, avvertendo la polizia di Barrington che era giunta in tempo per salvargli la vita. Bob, disperato, aveva contattato l'ormai defunto Lisa McPherson Trust. La fondazione, che aveva sede non lontano dal quartier generale di Scientology a Clearwater, e con personale composto da ex membri di alto livello, era stata creata per denunciare le pratiche «abusive e ingannevoli» della chiesa e fornire sostegno agli ex scientologist che cercavano di rifarsi una vita fuori da Scientology. La fondazione aveva messo in contatto Bob con ex scientologist che avevano raggiunto lo stesso livello OT7 del figlio. Greg Barnes ricorda di aver ricevuto una telefonata disperata di Bob: «era un padre che si sentiva perso e abbandonato. Un uomo angosciato che chiedeva "che cosa posso fare?" - contattava chiunque potesse aiutare suo figlio.» Greg aveva raccontato a Barnes che durante l'ultima visita a Clearwater era stato messo molto sotto pressione, e i funzionari della chiesa gli avevano detto che non poteva andarsene prima di aver completato ciò che stava facendo. «Ma Greg doveva tornare al lavoro. Era stressato, e comunicò di essere stressato» racconta Barnes. «Loro interpretarono la cosa definendolo instabile». Dice che Greg venne mandato da un auditor, che peggiorò le cose. «Se applichi male questa tecnologia, puoi portare qualcuno alla pazzia. Puoi farlo diventare psicotico.» Bob aveva trovato una struttura in Ohio per il trattamento dei sopravvissuti alle sette, il Wellspring. «La struttura è residenziale, cibo genuino e stanze private» aveva scritto al figlio, cercando di renderla attraente. Ma Greg non era interessato. Disse che voleva impegnarsi per stare meglio, ma che la "deprogrammazione" a Wellspring non avrebbe funzionato. «So che non potrò stare meglio se faccio una cosa in cui non credo nel modo più assoluto. Quando vivi il marasma che ho vissuto io, allora ti suggeriscono in alternativa le loro credenze. Ma alla mia età», continuava, «hai già un'idea precisa sulle cose in cui credi e quelle in cui non credi. E, nel mio caso, ho un'idea bene informata.» Greg restò a casa, a Barrington Hills, e le sue condizioni mentali continuarono a deteriorarsi. Doveva 27.000 dollari alla banca, e altri 29.000 agli istituti delle carte di credito. Bob racconta che in febbraio Laura aveva iniziato a parlare di far causa alla chiesa per recuperare il denaro che avevano anticipato per auditing e corsi. «Mi avevano detto di avere un credito di circa 200.000 dollari» prosegue Bob. Greg rifiutò risolutamente. Quando Laura aveva iniziato a parlare di fare causa, aveva scritto al padre dicendogli che non voleva diventare il "manifesto" degli effetti deleteri di Scientology. «Sottoporrebbe me e la mia famiglia a grande imbarazzo e vergogna, in più una presa di posizione del genere non riflette ciò che io penso sia la verità». Ai primi di giugno Hanon ricevette una telefonata disperata di Greg: «Mi chiese "che cosa posso fare?" Era tormentato. Diceva di sentirsi fuori controllo. Gli dissi di raggiungermi subito. Arrivò a casa mia ancora coerente, ma stava in piedi a malapena». Greg tremava, non riusciva a fare nulla se non respirare. Hanon e la moglie pregarono assieme a lui, e dopo un paio di giorni Greg accondiscese a farsi ricoverare al vicino ospedale Pine Rest. All'inizio, racconta Hanon, rifiutò di prendere farmaci e di sottoporsi a terapia; «Mi sembrava condizionato, come se parte del suo addestramento fosse consistito nel non dare assolutamente peso o valore a ciò che lo psichiatra gli diceva.» Greg scrisse l'ultima volta al padre il 20 giugno. «Volevo telefonarti per il Giorno del Papà, ma ero ricoverato al Pine Rest e non avevo una scheda telefonica. Il mio stato è drammaticamente peggiorato circa tre settimane fa. Da due settimane sono ricoverato, e presto inizierò una terapia intensiva per pazienti esterni.» Pregava Bob di convincere Laura a non fare causa alla chiesa. «Schiereranno 50 avvocati contro il solo che potrà permettersi lei. Assumeranno investigatori privati e cose del genere per vincere la causa. E per Laura lo stress sarà enorme.» Greg continuava dicendo che avrebbe lasciato l'ospedale quel pomeriggio, anche se pensava che fosse troppo presto. «Questa mattina gli ho detto che mi sentivo ancora depresso e con idee suicide. Ma hanno fretta di mettermi sul programma esterno, perché tra due giorni mi scade l'assicurazione.» Tre giorni dopo Greg ha parcheggiato la sua auto sul ciglio di una strada della contea di Montcalm, a nordest di Grand Rapids. Con il nastro adesivo ha fissato un tubo allo scarico della sua Honda e l'ha infilato nel finestrino del lato passeggero, sigillando la fessura con un asciugamano. Ha abbassato il sedile, ripiegato le braccia sul petto e respirato una dose letale di monossido di carbonio. La polizia ha trovato un biglietto per il figlio nel comodino della sua stanza d'albergo. C'era un'unica frase: «Addio, sei un bravo ragazzo. Ti voglio bene, Papà». Bob ha scritto un necrologio per suo figlio, pubblicato sul Chicago Tribune. «In ricordo di un giornalista, vero professionista, disciplinato e grande lavoratore, scrittore rispettato per solidità, creatività e immaginazione, amato da famiglia e amici, rispettato dai contemporanei, che nel rigoglio della vita, per bisogno e ingenuità, ha malamente riposto fiducia in un'entità che ha distrutto il suo spirito dolce e caritatevole. Pensava che il viaggio della vita fosse troppo doloroso per essere percorso, e si è reso cieco e sordo verso coloro che lo amavano. Possa Dio benedirti, Greg, e possa benedire tutti noi.» |