Testimoni di Geova e sangue: ultime notizie
Di Ruth Gledhill, © The Times, 14 giugno 2000 I Testimoni di Geova potranno accettare le trasfusioni di sangue dopo il dietrofront della controversa religione. Gli anziani hanno decretato che i Testimoni che accetteranno la trasfusione quando si tratta di vita o di morte non verranno più scomunicati. Il fatto rappresenta la maggiore marcia indietro del movimento da quando fallirono la predizione di Armageddon per il 1975. Dopo il cambiamento da parte della Watch Tower, le trasfusioni di sangue sono state ufficialmente relegate a un “evento non passibile di disassociazione”. La decisione, arrivata dopo un incontro segreto dei dodici membri del corpo di governo mondiale, che ha sede a New York, è stata liquidata dai leader religiosi come un “leggero adattamento”. Fa seguito a decenni di pubblicità negativa riguardante adulti e bambini morti, o costretti in fin di vita, per la loro fede. Appena una settimana fa un Testimone di Geova, Brent Bond di Nottingham che aveva perso un litro di sangue per una ferita di machete, ha rinunciato alla sua fede pochi secondi prima di perdere conoscenza, e si è salvato grazie ad una trasfusione. Consapevole che la madre non avrebbe mai dato il permesso, ha detto ai paramedici «Non sono più Testimone di Geova. Acconsento alla trasfusione». Lo scorso gennaio una giovane madre, Beverly Matthews, 33 anni di Stockport, è morta dopo avere rifiutato una trasfusione d'emergenza. Nel marzo dello scorso anno l'Associazione degli Anestesisti aveva emesso una nuova disposizione in cui si affermava che i Testimoni di Geova potevano essere lasciati morire nel caso avessero rifiutato di essere trasfusi. Sono già state inviate lettere agli Anziani di tutta la Gran Bretagna, che conta circa 130.000 Testimoni, dove si spiega che non devono più espellere i membri che accettano il sangue. La stessa lettera è stata inviata agli Anziani dei circa 6 milioni di fedeli nel mondo. Gli Anziani dovranno conferire con i loro comitati di collegamento con gli ospedali locali, che tengono i contatti tra Testimoni e lo staff medico. I Testimoni di Geova vedono la vita come un dono di Dio, rappresentato dal sangue. Interpretano certi passaggi biblici come un divieto ad accettare qualsiasi forma di trasfusione. L'insegnamento sul sangue non è cambiato, ma fino ad ora il Testimone che consapevolmente accettava il sangue, o permetteva trasfusioni per i figli, anche neonati, sapendo che senza sarebbero morti, affrontava la “disassociazione”. Paul Gillies, portavoce dei Testimoni di Geova, che hanno la loro sede britannica a Mill Hill, North London, ha detto che non accettare il sangue è ancora un «valore centrale» della religione. «È possibile che chi si trova sotto pressione su un tavolo operatorio accetti una trasfusione perché non vuole morire. Il giorno seguente deve però pentirsi. A quel punto gli daremo conforto ed aiuto. Non si prenderanno provvedimenti contro di lui. Lo considereremo come un momento di debolezza». Ha aggiunto che nel caso il Testimone di Geova non si pentisse non verrebbe espulso, ma semplicemente considerato come un “dissociato” dalla religione [1]. Geoffrey Unwin, ex Testimone di Geova che ora scrive di religione con il nome di James King, ha detto: «I Testimoni di Geova che vengono scomunicati sono poi etichettati come apostati o anti-Cristo, e amici e parenti all'interno del movimento hanno l'ordine di evitare la loro compagnia, addirittura di rivolgere loro la parola nel caso si incontrassero in strada». Prevede moti di rabbia per il cambiamento, e ha aggiunto che conosce due ex membri che stanno pensando ad un'azione legale. «Conosco alcune persone che sono state cacciate semplicemente per aver criticato questo insegnamento. Da quel momento sono stati evitati da tutti gli amici e i vicini di casa, e hanno dovuto trasferirsi». Caro Direttore, vorrei correggere l'impressione erronea che può aver lasciato il titolo "Dietrofront dei Testimoni sulle trasfusioni di sangue" (14 giugno). Se un membro battezzato alla fede accetta volontariamente una trasfusione di sangue e non esprime pentimento, indica con le proprie azioni di non volere più essere un Testimone di Geova. L'individuo rinuncia all'appartenenza con le sue stesse azioni, e non è la congregazione ad iniziare questo passo. Questo approccio a quanto è una situazione molto insolita rappresenta un cambio procedurale recentemente introdotto, in quanto in questi casi la congregazione non intraprende più azioni per cessare l'appartenenza. Tuttavia il risultato finale è il medesimo: l'individuo non viene più considerato come membro della congregazione cristiana dei Testimoni di Geova perchè non accetta e non segue più la proibizione biblica di astenersi dal sangue. Se successivamente questo individuo cambia idea, può essere riaccettato come Testimone di Geova. Distinti Saluti Paul Gillies
Caro Direttore, La decisione dei dirigenti dei Testimoni di Geova di accettare le trasfusioni di sangue senza scomunica automatica ("disassociazione") dovrebbe essere applaudita. Tuttavia il cambiamento è avvenuto a causa della minaccia di azioni legali (in particolare negli Stati Uniti), e per il desiderio di mantenere lo status di ente benefico in quanto religione maggiore. Mesi fa in Bulgaria la dirigenza dei Testimoni di Geova ha apportato un cambiamento alla direttiva delle trasfusioni per valutare il probabile impatto sugli appartenenti. Questo cambio di politica mi sembra più motivato da denaro e pubbliche relazioni, piuttosto che dal benessere fisico e spirituale dei seguaci Cordiali saluti Clive Lennox
Caro Direttore, Se la dirigenza della Watchtower Society avesse reso accettabili le trasfusioni di sangue, o almeno non pubinili così severamente, sarebbe davvero una grande notizia. Tuttavia ben poco è cambiato. In effetti non c'è differenza tra il trattamento riservato ai membri "disassociati" o a quelli "dissociati". Queste persone vengono considerate apostate, anticristo e devono essere evitate dai membri. La dirigenza della Società Torre di Guardiasta facendo giochi di parole, ma in gioco ci sono vite umane. Cordiali saluti Klaus Brunner
© Il Gazzettino, 15 giugno 2000 Il "Times" ha annunciato una drastica svolta dei Testimoni di Geova su uno dei temi più delicati legati alla loro fede. Stando al quotidiano britannico, avrebbero deciso di modificare la loro impostazione su donazioni e trasfusioni di sangue, durante un vertice dei 12 membri del "governo mondiale" dell'organizzazione svoltosi nel massimo riserbo - afferma il 'Times' - al quartier generale di Brooklyn, di fronte ai grattacieli di Manhattan. Ma dalla "Watchtower" newyorkese è arrivata subito la smentita. Le trasfusioni di sangue restano un divieto assoluto e «la posizione non è cambiata», dice una nota. Una sottile «variazione procedurale», in effetti, è avvenuta fin da aprile: chi accetta consapevolmente trasfusioni del sangue, col suo gesto indica di essere fuori dai Testimoni di Geova senza bisogno che sia la congregazione ad intervenire a cacciarlo. Se poi il fedele respinto dà segno di ripensamento, «può essere di nuovo accettato come Testimone di Geova». Come hanno sempre fatto dal secondo dopoguerra ad oggi, i Testimoni restano comunque contrari alle trasfusioni, pronti ad accettare le conseguenze di un atteggiamento che è stato oggetto di critiche e anche di inchieste giudiziarie. [1] Dissasociazione significa espulsione dal movimento. Dissociazione è l'azione autonoma del Testimone che lascia il gruppo senza essere espulso (immagino lo sarebbe nel momento in cui esprimesse a voce alta i dubbi che lo porteranno poi ad uscire. I dubbi non vengono ammessi dalla dirigenza). Al lato pratico, disassociati e dissociati vengono trattati allo stesso modo: ostracismo da parte degli ex confratelli, anche familiari. In sostanza con le nuove disposizioni annunciate dal Times il Testimone che accetta una trasfusione "senza pentimento" non verrebbe ufficialmente espulso, come in precedenza, ma considerato "dissociato" (auto-espulso), indipendentemente dal fatto che sia un devoto e che la sua fede in Geova sia grande. Mi chiedo quanti Testimoni accetteranno una trasfusione per i figli, consapevoli che si dovranno pentire di aver loro salvato la vita. Davvero un genitore può umanamente pentirsi di aver fatto una scelta di questo genere? E chiedere ai fedeli di pentirsi per aver salvato la propria vita, o quella dei loro cari, non equivale a chiedere di mentire? Mentire davanti a Dio? Quante altre menzogne davanti a Dio e agli uomini vengono richieste ai Testimoni di Geova? |