Tratto da: «Le "sette" o i movimenti indottrinanti in Svizzera - Necessità di un intervento
dello Stato o: verso una politica federale in materia di "sette"» - Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale del 1° luglio 1999
[...] Dal profilo sociologico, il termine
"setta" ha il significato di "minoranza dissidente" e caratterizza attitudini
quali l’intolleranza o il proselitismo aggressivo (propaganda importuna
per tentare di imporre un culto o un’ideologia). Tali caratteristiche non
si limitano alle "sette" quali comunità religiose particolari ma
si incontrano anche nelle religioni e nelle chiese tradizionali, nei partiti,
nelle associazioni ecc. In altre parole, queste affermazioni si possono
riassumere dicendo che "ogni comunità è una setta potenziale
che si sopravvaluta: ogni villaggio 'di Sopra' si crede migliore del villaggio
'di Sotto'... La percezione del gruppo va dalla semplice considerazione
del proprio particolarismo sino a farlo assurgere a valore e senso assoluto".
Queste caratteristiche non devono essere
intese in senso statico bensì come una componente dinamica e una
dimensione verticale di un comportamento che può evolvere per diventare
sempre più settario (raramente è stato constatato il contrario).
Come può esservi una tendenza a un settarismo sempre più
pronunciato, è anche possibile un’evoluzione verso una maggiore
apertura e una volontà di dialogo. A tale proposito, il professor
Georg Schmid ha sviluppato un modello che chiama "termometro delle sette"
e che ha presentato anche alla Commissione. Esso illustra i diversi gradi
di settarismo:
-
I grado: La sensazione di essere qualcosa
di particolare è normale per ogni comunità umana, per le
chiese nazionali, i partiti, le associazioni sportive ecc.
-
II grado: Non ci si sente soltanto particolari,
bensì migliori degli altri. Anche questo sentimento è normale:
se io non considerassi la mia Chiesa o il mio partito politico migliore
di un altro, non ne farei parte. D’altronde, anche gli altri appartengono
a comunità che reputano essere migliori.
-
III grado: Appartengo al gruppo migliore,
al quale tutti dovrebbero conformarsi. In questo grado si delinea una pressione
missionaria, un impulso missionario a fare propaganda per il proprio gruppo.
In questo gruppo non rientrano le chiese nazionali, bensì le correnti
che ne derivano: le chiese libere danno prova di un’attività "propagandistica"
maggiore. L’appartenenza a questo III grado è dimostrata principalmente
dalla loro testimonianza di Cristo: tutti dovrebbero credere a Cristo come
credono loro.
-
IV grado (grado del fondamentalismo): Saremo
gli unici a conoscere la salvezza eterna e siamo depositari della verità
divina (anche se non ne possediamo l’esclusiva). La dottrina è perfetta
e benedetta dal cielo. Chi professa e crede come me è nella verità;
chi professa e crede diversamente da me diventa schiavo dei suoi pensieri
o di pensieri demoniaci. Chi non segue la nostra fede "è perso".
I fondamentalisti deificano la propria dottrina. La setta completamente
sviluppata può arrivare sino alla divinizzazione del gruppo stesso.
[...] Le chiese nazionali non appartengono più a questo grado, sebbene
vi abbiano appartenuto in passato (anche le grandi comunità possono
raggiungere gradi elevati su questa scala).
Molte persone e molti psicogruppi raggiungono
il IV grado di settarismo [...].
-
V grado: "Saremo gli unici a conoscere la
salvezza eterna e gli unici in cielo". Gli altri sono oggetti dell’attività
missionaria o possono solo essere dannati. Le persone che non hanno fede
devono assolutamente essere evitate, poiché la loro miscredenza
è demoniaca.
-
VI grado: Il gruppo tenta di escludere i miscredenti
dal proprio orizzonte; la separazione dal mondo inizia in questo stadio:
solo la setta ha il diritto di vivere sulla terra (parola chiave: mania
di persecuzione). Chi è depravato non ha diritto di vivere e brucerà
comunque all’inferno: quindi, perché non accendere subito un fuocherello?
Il fatto di ignorare le altre persone mostra un pensiero inquisitore sotto
forma di inquisizione psichica. [...] Chi esce da un gruppo a questo livello
di settarismo non esiste più per gli altri adepti (neanche per i
membri della famiglia): quando lo incrociano per strada, volgono lo sguardo...
-
VII grado: La megalomania della setta si trasforma
in mania di persecuzione verso l’esterno e, parallelamente, in delirio
di onnipotenza all’interno ("quando penso a qualcosa, diventa realtà").
[...] Il delirio di onnipotenza si sviluppa quasi automaticamente in assenza
di critica. Chi denuncia questo delirio diventa un nemico mortale (a causa
della mania di persecuzione). Questa mania si sviluppa a sua volta a causa
della volontà sempre più forte di ignorare il mondo esterno.
La setta comincia a demonizzare ogni critica proveniente dal mondo esterno;
la conseguenza è il grado seguente.
-
VIII grado: Una scintilla conduce alla catastrofe,
non per tutto il mondo, ma per il gruppo, che scompare. Il delirio di onnipotenza
e la mania di persecuzione si incontrano per culminare in un furore collettivo
omicida.
I criteri principali che rivelano questa dinamica
sono le discussioni interne e i dibattiti aperti. Fintanto che si svolgono
discussioni e dibattiti, il gruppo resta a un grado inferiore. Se sono
repressi, invece, il gruppo si spinge verso un grado superiore della scala.
Il rapporto fra l’esistenza di discussioni
interne e il grado di settarismo è palese [...].
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