Esistono fondamentalisti cattolici?
Gli esperti rispondono di no, ma non mancano piccoli gruppi in rivolta
A cura di Carlo Silini, 24 novembre 2001.
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Chiudiamo la nostra inchiesta sui fondamentalismi cercando di rispondere a una domanda che può apparire curiosa: esistono cattolici fondamentalisti? La domanda si impone perché spesso si sente parlare, più o meno a sproposito, di realtà fondamentaliste cattoliche, mentre forse sarebbe più appropriato chiamarle integriste. Sia quel che sia, prima abbiamo chiesto un parere a Enzo Pace e Jean-François Mayer, autori di due recenti saggi sul tema del fondamentalismo. Poi ci siamo seduti per qualche ora davanti allo schermo di un computer, siamo entrati in Internet e, navigando navigando, abbiamo scoperto che anche sotto la bandiera della Chiesa di Roma vivono gruppetti che sognano il ritorno ad una società sottomessa a quelle che ritengono essere le leggi immutabili di Dio.
ENZO PACE - Nessuna affermazione forte come nel mondo islamico
Lei ha scritto un libro che ha intitolato "Il regime della verità". È in questo che si riconosce la matrice fondamentalista di un qualsiasi movimento, dal volere imporre un regime in nome della verità?
Direi di sì. Guardando in modo comparativo quello che è stato prodotto dal mondo protestante fondamentalista, dai movimenti radicali nell'Islam, dai movimenti neo-nazionalisti induisti, dalle prime ideologie neo-integriste in campo cattolico, si vede che tutti hanno come una specie di tentazione mortale di ragionare in questi termini: noi abbiamo la verità, questa verità è conclamata in un testo sacro oppure in un magistero autorevole, da questa verità possiamo ricavare un modello integrale di società, dunque la nostra utopia è di andare al potere usando i mezzi della lotta politica e dal potere costruire una società fondata sulla legge di Dio. L'idea insomma è quella di una verità che diventa regime e facendosi regime si impone.
Quello che dice potrebbe essere applicato anche alle religioni istituzionali, persino alla Chiesa cattolica?
Certamente nella Chiesa cattolica c'è stata questa utopia di poter costruire o dei partiti politici che potessero andare al potere per realizzare le strutture portanti di una "societas" cristiana nel mondo moderno, oppure, più semplicemente c'è stato il tentativo di condizionare i governi amici per imporre punti di vista sull'aborto, sul divorzio o su altro. Quando però negli Stati Uniti non solo la Chiesa cattolica ma anche quelle evangeliche protestanti hanno cercato di fare questo si sono scontrate con una società moderna di tipo pluralista convinta che non si potesse tornare indietro nel tempo e quindi che la separazione fra Chiesa e Stato fosse un bene, non un male per la democrazia.
E secondo lei oggi esistono tentazioni fondamentaliste nel mondo cattolico?
Certamente c'è stato un momento storico in cui quest'idea che si potesse dedurre da un magistero religioso (più che da un libro sacro) che aveva elaborato una dottrina di come dovrebbe essere costruita una società, una realtà politica concreta ha goduto di successo. Ci sono stati movimenti o addirittura partiti che hanno cercato di tradurre un modello astratto di società cristiana perfetta in una realtà politica. Sono i movimenti dell'integrismo dell'Ottocento.
E oggi?
Oggi questi ideali ottocenteschi sono stati ripresi, perlomeno nella sua fase originaria da Comunione e Liberazione. Ma oggi c'è sopratutto un Papa che continuamente varca i confini del dialogo con le altre religioni e chiede perdono a tutti per gli errori passati della Chiesa. Paradossalmente, non c'è quindi un'affermazione forte del cattolicesimo. Nel mondo cattolico contemporaneo secondo me non ci sono segnali forti come nell'Islam, nell'Induismo, nell'Ebraismo o in altre religioni. Salvo forse qualche frangia molto isolata.
JEAN-FRANÇOIS MAYER - Fondamentalismo non equivale a integrismo
Jean-François Mayer i "veri" fondamentalisti sono solo quelli evangelici americani...
Effettivamente nel mondo cristiano c'è stato il fenomeno della crescita dei gruppi evangelici. Ma non sono mica tutti fondamentalisti. A partire dalla metà del XX secolo c'è stata l'apparizione di una nuova corrente neo-evangelica che ha preso le distanze dal fondamentalismo. Si è tenuta alla larga sia da un fondamentalismo stretto sia dal liberalismo. Parafrasando uno studioso francese, tutti i fondamentalisti sono evangelici, ma non tutti gli evangelici sono fondamentalisti. Questi movimenti che si limitavano all'ambito religioso fino agli anni Settanta, da allora hanno cercato di impegnarsi politicamente.
E nel cattolicesimo?
Qui bisogna domandarsi se il termine fondamentalismo è un equivalente funzionale del termine integrismo in casa cattolica. La questione è molto controversa. In genere chi equipara il fondamentalismo all'integrismo è un oppositore di questo tipo di correnti.
In ogni caso anche nel mondo cattolico esistono movimenti critici nel confronti della modernità e della secolarizzazione...
Certo. Però il fenomeno dell'integrismo, che era una critica dell'evoluzione della società prima del Concilio Vaticano II, dopo il Concilio è diventato una critica interna degli sviluppi nel seno della Chiesa. Resta la critica all'evoluzione del mondo, ma soprattutto c'è una critica interna.
Si riferisce solo allo scisma di Mons. Lefebvre e ai sedevacantisti o anche a movimenti ecclesiali riconosciuti da Roma come Comunione e liberazione, l'Opus Dei, i neocatecumenali?
Sì, mi riferisco soprattutto ai primi esempi da lei menzionati. Quanto ai movimenti ecclesiali che rivendicano una più forte influenza del cristianesimo nella vita pubblica, sono fenomeni che esistono, senza dubbio. Ma possono essere qualificati come fondamentalisti? Avrei qualche problema a farlo. Perché in genere questi movimenti non hanno nessun problema col pluralismo. E poi non sono necessariamente in situazioni d'opposizione all'interno della loro tradizione rispetto ad altre correnti dominanti. Parliamoci chiaro, non conosco nessun gruppo nel cattolicesimo, a parte alcuni casi molto marginali e comunque inascoltati, che voglia proclamare lo stato teocratico.
I NUOVI CROCIATI - Piccoli "soldati di Cristo" contro la modernità
Gli esperti concordano: non si può parlare di "fondamentalismo cattolico". Spesso, tuttavia, se ne sente parlare in relazione a gruppi, movimenti o altre realtà ecclesiali critiche nei confronti della modernità, e paladine della tradizione religiosa come Comunione e Liberazione, l'Opus Dei e i neocatecumenali. Nel loro caso bisognerebbe forse parlare di una certa dose di integrismo religioso, cioè della tendenza ad applicare la dottrina cattolica ad ogni ambito dell'esistenza in modo radicale (se non rigido). È probabile tuttavia che i più acuti fenomeni di integralismo cattolico risiedano altrove. In gruppuscoli certo minoritari, ma che puntano a diventare sempre più visibili. Ne abbiamo trovato alcune tracce su Internet. Eccole.
Vandeani del terzomillennio
Partiamo dal sito "Reconquista, il pensiero e l'azione nella tradizione" (http://digi-lander.iol.it/Chouan/reconquita.htm). I curatori lo aprono presentando i tre giuramenti vandeani (quelli cioè di oppositori cattolici alla Rivoluzione francese di quella regione transalpina). Cito solo il terzo: «Fino alla morte, rispetteremo la nostra divisa. Soldati di Cristo senza macchia e senza paura, serviremo Dio, Maria e la Chiesa. Lo giuriamo nel nome del Sacro Cuore. Lo giuriamo». Segue una lista di documenti che vanno dal saggio sui «tremendi segreti» dell'ideologia comunista al «piccolo manuale, punto di riferimento per ogni restauratore della cristianità»: 57 pagine firmate da Plinio Correa de Oliveira, autore in Brasile di una crociata contro la riforma agraria e il comunismo, sostenitore di un regime cristiano mondiale e fondatore del movimento Tradizione Famiglia e Proprietà.
Cattolici apocalittici
Meno bellicosi, ma più apocalittici appaiono invece gli autori del sito "Siamo solo noi" (http:// www. geocities.com /Athens/ acropolis/710/frmain.htm) che propongono «dialoghi di Fede e Religione, di Gesù Cristo, di Dio Padre Onnipotente, degli Angeli, del Paradiso, dell'Inferno, di veggenze rivelate in questo secolo». Si professano seguaci della «Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana» e lottano per la difesa della famiglia tradizionale. Tuttavia ciò che li caratterizza è la convinzione che «in questi ultimissimi anni succederà qualche cosa nel Creato, in particolare succederanno cose meravigliose all'Uomo e alla Terra anche se agli occhi degli Uomini potranno sembrare catastrofiche e orribili» e si chiedono se «Johannes Paulus II» sia il «Papa degli ultimi tempi».
Ricordando Lepanto
Una delle battaglie culturali più sentite in questi ultimi tempi riguarda l'identità occidentale minacciata da una presunta "invasione" degli immigrati (e, oggi, dei terroristi) islamici. Trovare quindi un sito d'ispirazione cattolica che si chiama "Lepanto" (www.lepanto.org) evoca un clima da guerra di religioni che purtroppo non possiamo più definire d'altri tempi. Lepanto, detto per inciso, è il luogo della vittoriosa battaglia della Lega cristiana, nel 1571, contro la flotta islamica-ottomana che in quell'occasione subì un micidiale colpo d'arresto nella penetrazione negli Stati cristiani. Il Sito si apre con l'immagine di un soldato crociato ed è espressione di un centro culturale omonimo fondato da Roberto de Mattei nel 1982 che «ha come fine la difesa dei principi e delle istituzioni della Civiltà Cristiana» e «rappresenta un polo di pensiero e di azione di area conservatrice e tradizionale» che «si richiama al Magistero immutabile della Chiesa Cattolica». Fra i libri segnalati: "Chiesa e omosessualità, le ragioni di una immutabile condanna", "Il video tentatore" e "Islam, anatomia di una setta".
Nazionalismo su basi religiose
Nella stessa direzione sembra orientarsi il sito dell'Istituto Storico dell'Insorgenza e per l'Identità Nazionale (ISIIN) che si apre citando un passaggio della "Grande preghiera per l'Italia" di Giovanni Paolo II (www.geocities.com/isiinmi/). Vale la pena di menzionare alcuni passaggi del "Manifesto 2001" per «ricuperare la memoria e l'identità per costruire una Italia migliore». La Rivoluzione francese - si legge - ha segnato la vittoria di «un mondo fondato su principi nuovi e alternativi, in cui la libertà, l'eguaglianza e la fraternità vengono divelte dalle loro radici cristiane per essere impiegate in contrapposizione dialettica alla verità sull'uomo e sul creato che sfocia (...) nello sforzo di edificare un ordine temporale estraneo e sempre più avverso alla persona divina di Gesù Cristo, alla Chiesa da lui fondata e all'influenza del cattolicesimo sulla società». È giunto ora il tempo, sostiene l'ISIIN, «di rompere gli schemi convenzionali e artificiali, di ripensare il nostro passato, di riandare alle sorgenti e di recuperare l'autentico volto del nostro popolo (...) tergendo da esso le scorie depositatevi da eventi storici infausti e da pressioni ideologiche che per troppo tempo l'hanno alterato». Il tutto per «contribuire a restaurare un ordine civile in cui si affermino un po' più di dignità e di consapevolezza della propria identità civile» riconoscendo «il posto centrale che il cristianesimo occupa nel patrimonio culturale che ci identifica». Detto in altre parole, l'ISIIN cerca di ricreare su basi cattoliche un mito storico alternativo al Risorgimento laico e alla Resistenza "comunista".